I Beatles e la meditazione: la leggerezza e la “prudenza”

Durante il loro periodo “mistico” i Beatles parteciparono ad un ritiro di meditazione in India. C’erano con loro altri personaggi famosi, fra cui Mia Farrow, la nota attrice, e sua sorella, Prudence, che divenne poi un’apprezzata insegnante di Yoga.

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Wu Wei: l’arte di “non agire” (in modo artefatto) #Taoismo

di Theo Fischer

I maestri del Taoismo si sono sempre attenuti ad un tabù fino a oggi. Non hanno cioè mai voluto informare nessuno sull’utilità legata a una vita nello spirito del Tao.

Questa riservatezza è la causa principale per cui questa millenaria sapienza orientale non è ancora penetrata nella nostra vita quotidiana. Leggi il seguito di questo post »

L’estetica Zen

Un contributo fondamentale alla comprensione dell’estetica dello Zen nelle arti – e nella poesia haiku, in particolar modo – è dato da Shin’ichi Hōseki Hisamatsu (1889-1980), filosofo, studioso e monaco Zen di tradizione Rinzai, già allievo di Kitarō Nishida (1870-1945).
Nella sua opera più famosa, Zen and the Fine Arts, Hisamatsu fa il punto dei suoi studi sull’estetica di matrice Zen, i quali lo avevano portato ad affermare che tutte le arti giapponesi ispirate ai principi zenisti dovessero possedere, per rispondere autenticamente alla dottrina, a sette valori chiave, ossia

  • il fukinsei 不均整 (“asimmetria”),
  • il kanso 簡素 (“semplicità”),
  • il kōko 考古 (“austera dignità”),
  • lo shizen 自然 (“naturalezza”),
  • lo yūgen 幽玄 (“profondità e mistero”),
  • il datsuzoku 脱俗 (“distacco”) e
  • il seijaku 静寂 (“tranquillità”).

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“Il dito e la luna” #Zen #IChing #Esagramma 47, L’Assillo, L’Esaurimento

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#Haiku: “Un incontro nel secchio” #IChing #Esagramma 44

CINQUESETTECINQUE

Lettura critica di uno hokku di Kobayashi Issa, tratta dal gruppo di discussione Haikai Talk. Traduzione dall’inglese a cura di Luca Cenisi.

Il farsi incontro

つるべにも一夜過ぎけりなく蛙
tsurube ni mo hito yo sugi keri naku kawazu

per tutta la notte
anche nel secchio –
gracidio di rane

I Ching copiaQuesto hokku risale al mese di novembre del 1803, quando Issa stava soggiornando in una zona piuttosto povera di Edo, cercando infruttuosamente di imporsi come Maestro di haikai. Esso sembra dunque essere il ricordo di una notte di primavera. Oltre a scrivere, Issa era anche impegnato a studiare la poesia cinese antica e lo Yìjīng, il libro divinatorio anche detto “Libro dei Mutamenti” o I-Ching.
Ad introdurre lo hokku è la denominazione del quarantaquattresimo esagramma dell’I-Ching, spesso tradotto come “Il farsi incontro”, anche se il titolo completo sarebbe “Il vento al di sotto del Cielo, farsi incontro/incontrare”. Questo esagramma…

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L’Universo di Sengai: il significato simbolico di cerchio, quadrato e triangolo

Sengai - Universo 1

Cerchiotriangoloquadrato: così Sengai dipinge l’universo. Il cerchio rappresenta l’infinito, che è il fondamento di tutti gli esseri. Ma l’infinito in se stesso non ha forma. E l’uomo, dotato delle facoltà sensoriali ed intellettive, ha bisogno di forme tangibili: ecco perchè il triangolo, origine di ogni forma, prima fra tutte il quadrato. Il quadrato è un doppio triangolo e questo processo di duplicazione va avanti all’infinito dando luogo alla moltitudine delle cose definita dai filosofi cinesi “le diecimila cose“, cioè l’universo. […]

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Fino a che punto tirare la corda #Zen #IChing #Esagramma 38 La Contrapposizione

corda tesa

Il Buddha aveva un discepolo di nome Sona, che praticava la meditazione con un tale impeto che non faceva altro che procurargli ostacoli. Sona stava ormai pensando di lasciar perdere e abbandonare la vita monastica. Il Buddha capì il suo problema e gli disse: “Sona, prima di diventare monaco eri un musicista”. Sona lo ammise: “Sì, è vero”. Il Buddha proseguì: “Come musicista sai senz’altro come deve essere la corda per produrre un suono piacevole e armonioso. Deve essere molto tirata?”. “No, replicò Sona, la corda troppo tesa produce un brutto suono e corre il rischio di rompersi da un momento all’altro”. “E allora, continuò il Buddha, deve essere allentata?” “No, ribatté Sona, la corda troppo lenta non produce un bel suono armonioso. La corda che dà un bel suono armonioso è quella che non è né troppo tesa né troppo lenta”.

(citato da “Riflessioni quotidiane sul vivere e sul morire” di Sogyal Rinpoche, ed. Astrolabio, 4/7)

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