Aldo Mondino (Torino, 4 ottobre 1938 – Torino, 10 marzo 2005) è stato un importante pittore e scultore contemporaneo affascinato dalla cultura orientale. I 12 King sono uno dei cicli più significativi della sua produzione; sono un tutt’uno indivisibile e hanno un ruolo peculiare, come una parentesi nella sua vita artistica a cui ha dedicato più di un anno.
Questa ricerca segna il suo distacco dall’Arte Povera, dal mercato delle gallerie, dalle mode e allo stesso tempo il suo avvicinamento ai misticismi orientali con una particolare fascinazione per il trattato di filosofia cinese I Ching, Il Libro dei Mutamenti, che gli suggerisce il titolo per ogni ritratto e da cui l’assonanza con I King.
Nel 1969 si trova a Roma quando degli ospiti gli lasciano in casa un inquietante fantoccio, senza gambe seduto sul divano. Decide di camuffarlo, pian piano iniziava a somigliargli, ma quest’oggetto apparso per caso lo ossessiona e inizia così a disegnarlo interrogandosi sul significato del tempo e dei suoi cicli, ma soprattutto interrogando se stesso: “chi ero, dove andavo, cosa facevo”. È un lavoro intimo e concettuale dove lo studio viene ritratto come fosse il quadrante di un orologio, con lui al centro e il manichino in una posizione corrispondente a ciascuna ora del giorno, sempre con la stessa luce per ogni autoritratto, talvolta anche per un mese. Il primo è La Modestia, titolo molto azzeccato per l’inizio di questa sua appassionante “avventura” che decide di portare avanti fino a che non fosse arrivato, tirando i dadi, il Creativo, la tela su cui sono dipinti solo gli strumenti di lavoro del pittore. La matrice introspettiva ispirata alle pitture di Bacon mostra un Mondino tormentato lontano dalla sua tipica ironia.
Ecco la serie completa:
(Fonte: https://www.aldomondino.it/opere/dettaglio/58?lang=it)
#IChing #arte #pittura #Mondino #AldoMondino













