Il concetto di «persona» nella cultura orientale

di Massimo Ciccotti

Secondo l’uso corrente «persona» designa la realtà umana, il singolo individuo, nella sua interezza e concretezza: è tutto l’essere dell’uomo nella sua individualità che si vuol esprimere con questo nome. Come spiega lo stesso S. Tommaso il termine proviene da personare, che significa “far risonare”, “proclamare ad alta voce”:

“Sumptum est nomen personae a personando eo quod in tragoediis et comediis recitatores sibi ponebant quandam larvam ad repraesentandum illum, cuius gesta narrabant decantando”

(il nome persona è stato tratto da personare perché nelle tragedie e nelle commedie gli attori si mettevano una maschera per rappresentare colui del quale, cantando, narravano le gesta)

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Matteo Ricci: il missionario che trovò nello Yi Jing il nome cinese del Dio cristiano

di Massimo Ciccotti

Matteo Ricci, nei suoi scritti così si esprime a proposito di Dio: «… nel libro Yi [Yi Jing] leggesi: L’imperatore coltiva colle proprie mani la terra: i frutti ch’essa dà, offrire debbonsi a Shang Di» e ancora: «… chiunque leggerà gli antichi libri, giudicherà dalla loro lettura, se io non m’inganno, che altra non avvi differenza tra il Shang Di e Dio, se non quella del nome …»

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Wu Wei: l’arte di “non agire” (in modo artefatto) #Taoismo

di Theo Fischer

I maestri del Taoismo si sono sempre attenuti ad un tabù fino a oggi. Non hanno cioè mai voluto informare nessuno sull’utilità legata a una vita nello spirito del Tao.

Questa riservatezza è la causa principale per cui questa millenaria sapienza orientale non è ancora penetrata nella nostra vita quotidiana. Leggi il seguito di questo post »

Salti quantici

Sotto la montagna ci sono i Laboratori Nazionali di Fisica Nucleare del Gran Sasso, dove, in assenza di radiazioni, si studia la materia oscura – l’ipotetica materia che costituirebbe quasi il 90% della massa dell’universo, non emetterebbe radiazioni elettromagnetiche e sarebbe rilevabile solo grazie ai suoi effetti gravitazionali.

Sopra la montagna, l’artista Margherita Morgantin ci conduce, attraverso un percorso interdisciplinare, a confrontare le immagini della scienza con quelle dell’arte e di alcune tradizioni mistiche. 

Sotto la montagna Sopra la montagna si propone cosí di far dialogare linguaggi e tradizioni diversi all’interno di un percorso di comprensione profonda della realtà.

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Furono i cinesi i primi al mondo a inventare la scrittura?

di Marco Meccarelli
 

Insieme ad alcune iscrizioni sulla produzione fittile e su quella bronzea (jinwen) la divinazione su ossa oracolari (jiaguwen) costituisce “il testo essenziale che offre notizie scritte utili per informarci sugli aspetti della vita politica, religiosa e, in una certa misura, sulle istituzioni amministrative, oltre ovviamente che sulla pratica della divinazione che soggiaceva ad elaborati rituali controllati da ’specialisti’ preposti a tale compito”. [1]

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Il Romanzo dei Tre Regni (pdf)

Il Romanzo dei Tre Regni (三国演义), uno dei grandi romanzi classici cinesi, ambientato nel II sec. d.C., narra le vicende del crollo della secolare Dinastia Han e delle lotte fra i tre regni che se ne spartirono le spoglie.

Scarica il testo dal sito Chi-quadro (pdf o altri formati)…

#IChing la più antica testimonianza del Libro dei Mutamenti

Uno dei più antichi ed importanti reperti archelogici dell’I Ching è stato ritrovato recentemente ed è conservato al Museo di Shangai.
Si tratta di una serie di strisce di bambù risalenti al 3° secolo a.C. (all’epoca i “libri” erano composti di rotoli di strisce di bambù legate con delle cordicelle).
La parte che è stato possibile salvare e restaurare comprende circa due terzi del corpo originario dello Zhou Yi (le “sentenze” e le “linee” dell’I Ching). Il testo corrisponde completamente a quello da noi ricevuto ed attualmente in uso.
Nell’immagine è riportato l’Esagramma 7, L’Esercito, uno di quelli meglio conservati (da Unearthing the Changes di Edward L. Shaughnessy, Columbia University Press).

Gesuiti euclidei alla corte degli imperatori

«Dai protezione agli stranieri. Accompagnali quando vanno via, vai loro incontro quando arrivano, lodane i buoni, abbi compassione degli ignoranti: questo attira gli stranieri » (Confucio).

Leggi l’articolo completo: La vera storia dei gesuiti euclidei vestiti come dei bonzi per entrare alla corte dei Ming – la Repubblica.it

I differenti modi della percezione in Occidente e in Cina

La visione analitica occidentale porta quindi a visualizzare la realtà in modo analitico, come una serie di oggetti distinti, isolati dal contesto; e tende a selezionarli e trattenerli in memoria secondo criteri di gerarchia. La visione estremo-orientale vede la realtà come una rete di relazioni, in cui gli oggetti sono costantemente associati al contesto; e tende così a memorizzare, nel contesto, anche oggetti per noi non significativi. L’atto stesso della percezione visiva, o almeno la concettualizzazione di questa, si modifica: vediamo mondi differenti. In qualche modo viviamo quindi in mondi differenti.

Sorgente: I differenti modi della percezione in Occidente e in Cina – Shiatsu Milano Editore

La logica cinese e lo #IChing

Nel 300 a.C., il filosofo Gongsun Long scrisse una frase che sarebbe passata alla storia: “un cavallo bianco non è un cavallo” (白马非马). Il che, naturalmente, non ha senso, ma, su questa sola base, molti studiosi occidentali hanno archiviato l’intera filosofia cinese. Eppure, dal punto di vista della logica, l’affermazione di Gongsun Long ha un preciso significato…

Leggi un articolo su questo argomento…

leggi anche: La struttura matematica dell’I Ching