Alcuni ricercatori dell’Università di Ottawa e della Sapienza di Roma (Danilo Zia e Fabio Sciarrino) hanno recentemente proposto un’innovativa ed efficace tecnica di visualizzazione della funzione d’onda di due fotoni in stato di entanglement quantistico. Per dimostrare le potenzialità del metodo per trasmettere informazioni hanno scelto come immagine di prova il Tai Ji Tu, volgarmente noto come il “simbolo del Tao” o “dello Yin e dello Yang” (leggi l’articolo completo in inglese).
Sorprendentemente, il primo riscontro storico del cosiddetto “simbolo dello Yin e dello Yang”, il TAI JI TU (太極圖 tàijítú), sembrerebbe essere l’insegna di una legione dell’esercito romano riportata su di un documento amministrativo del 420 d.C.:
Georges Ohsawa (Yukikazu Sakurazawa), il fondatore della Macrobiotica, è stato un grande divulgatore che ha saputo sintetizzare mirabilmente e applicare praticamente alcuni dei concetti più importanti e affascinanti della filosofia orientale. Qui riportiamo la sua interpretazione del Tai Ji Tu (Tai Chi Tu), il cosiddetto “simbolo dello Yin e dello Yang”, visto come una rappresentazione dell’eterno ciclo di espansione e contrazione dell’energia vitale. L’insegnamento che se ne trae consente una comprensione molto profonda dell’evoluzione fisica e spirituale dell’universo e dell’essere umano, in generale, e della nostra capacità di giudizio, in particolare.
LA SPIRALE LOGARITMICA
Il Tai Ji Tu (Tai Chi Tu), il noto simbolo dello Yin e dello Yang, rappresenta due spirali logaritmiche che si compenetrano reciprocamente. Una descrive il processo evolutivo che culmina nell’apparizione dell’uomo sulla terra (spirale della materializzazione, centripeta, Yang), l’altra descrive il viaggio di ritorno dello spirito all’infinito dopo la decomposizione fisica (spirale della spiritualizzazione, centrifuga, Yin).
La raccolta attuale dei 64 segni dello Yi Jing proviene, secondo la tradizione, dal re Wen, l’avo della dinastia Zhou, ma non c’è dubbio che nel Libro dei Mutamenti è contenuta la elaborazione della saggezza di millenni. Ma quale è stato il processo di genesi dei 64 esagrammi? Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare un lungo viaggio, fino alla origine del cosmo…
Quando il vecchio Chang-Yong era sul punto di morte, Lao-Tzu si avvicinò al suo capezzale: “Non hai nulla da rivelarmi?” Aprendo la bocca, il moribondo chiese: “Ho ancora la lingua?” Lao-Tzu assentì. “E i denti?” “Li hai persi tutti.” Chang-Yong chiese ancora: “Comprendi che cosa significa?” “Forse”, rispose Lao-Tzu, “mi vuoi dire che i forti periscono ed i deboli sopravvivono?” “Esatto,” disse il maestro “e con questo abbiamo esaurito tutto quello che c’è da dire sul mondo e le sue creature.” E morì.
(Hsi-Kang, citato da Ottavio Paz in “Chuang-Tzu, vita dell’uomo che diventò perfetto”, Oscar Mondadori)
La nostra comune aritmetica ha per base 10, e l’aggiunta di uno zero all’ultima posizione intera moltiplica il numero per 10. Ma quest’uso è puramente arbitrario.