Richard Wilhelm

I King, il Libro dei Mutamenti

 

1.KKIENN – IL CREATIVO
sopra Kkienn, il Creativo, il Cielo
sotto Kkienn, il Creativo, il Cielo
Il segno è composto di sei linee intere. Le linee intere corrispondono alla forza primordiale luminosa, forte spirituale, attiva. Il segno è unitariamente forte nella sua natura. Poiché esso è esente da ogni debolezza la sua qualità intrinseca è la forza. La sua immagine è il cielo. La forza è rappresentata non vincolata da condizioni spaziali fisse. Perciò viene concepita come moto. Fondamento di questo moto è da considerarsi il tempo. E anche la potenza del tempo e la potenza del perseverare nel tempo, la durata, sono contenute nel segno. Nella spiegazione del segno deve essere tenuta costantemente presente una doppia interpretazione: quella macrocosmica e quella della sua azione sul mondo umano. Applicato agli avvenimenti universali, nel segno è espressa la forte opera creativa della divinità. Applicato al mondo umano, esso designa l’azione creativa del santo e saggio, del sovrano e guida degli uomini, il quale desta mediante la sua forza la loro natura superiore e la sviluppa. Il segno è ascritto al quarto mese (aprile-maggio), quando la forza chiara è al suo culmine, ancora prima che cominci col solstizio estivo il declino dell’annata.
LA SENTENZA
Il creativo opera sublime riuscita,
Propizio per perseveranza.
Secondo il senso originario, le qualità sono raggruppate in coppie. Per colui che ottiene questo oracolo, questo fatto significa che gli è concessa riuscita derivante dagli accadimenti cosmici provenienti dalle profondità primordiali; anzitutto è per la felicità sua e quella degli altri importante che egli operi solo perseverando nel giusto. 
Molto presto la riflessione si è rivolta sulle quattro qualità e sul loro significato particolare. La parola cinese che è stata resa con ″sublime″ significa ″capo, origine, grande″. Perciò nella spiegazione di Kung Tse è detto: ″Grande invero è la forza primordiale del creativo, tutti gli esseri devono a lui il loro inizio. E questa forma pervade il cielo intero″. Poiché questa prima qualità permea di sé anche le altre tre. 
L’inizio di tutte le cose sta, per così dire, ancora nell’al di là, sotto forma di idee che devono ancora realizzarsi. Ma nel creativo è insita anche la forza di conferire forma a queste immagini primarie delle idee. Ciò è designato dalla parola ″riuscita″. Questo processo è rappresentato con un’immagine presa dalla natura. (Cfr. Genesi Cap. 2, I e segg., dove il rigoglio dei singoli esseri è pure ricondotto al cadere della pioggia) ″Le nubi vanno e la pioggia opera, e ogni singolo ente cola nella propria forma″.
Trasportate nell’umano queste qualità additano all’uomo grande la via per il pieno successo: ″Mirando con grande chiarezza le cause e gli effetti, egli compie al tempo giusto i sei gradini e sale su di essi al tempo giusto come su sei draghi verso il cielo″. I sei gradini sono i sei posti singoli del segno, che più avanti vengono rappresentati con l’immagine di draghi. Come itinerario verso il successo è qui designato il conoscimento e la realizzazione del Senso Universale, il quale, come legge che penetra in ogni cosa, effettua tutti i fenomeni condizionati dal tempo, dando loro inizio e fine. E ogni gradino raggiunto è contemporaneamente la preparazione per il successivo, e il tempo non è più un impedimento ma mezzo per realizzare il possibile.
Dopo avere espresso con le due qualità ″sublime″ e ″riuscita″ l’atto di creazione, viene indicata, appoggiandosi alle due espressioni ″propizio″, letteralmente ″creante ciò che corrisponde alla essenza″ , e ″perseveranza″, letteralmente ″giusto e saldo″, l’opera di conservazione che appare quale continuata realizzazione del perfezionamento nella forma. ″Il corso del creativo muta e forma gli esseri finché ciascuno ottiene quella giusta natura che gli è destinata, poi li mantiene in concordanza con la grande armonia. Così esso si mostra propizio per perseveranza″.
Trasportato nell’umano si vede come l’uomo grande con la sua attività ordinatrice reca pace e sicurezza al mondo: ″Elevandosi egli con il capo al disopra della moltitudine degli esseri, tutte le contraddizioni insieme giungono alla quiete″.
Un’altra interpretazione si spinge ancora più oltre nella speculazione, separando ancor più le parole ″sublime riuscita, propizio, perseveranza″, e le pone in parallelismo con le quattro Virtù cardinali umane: Alla ″sublimità″, principio fondamentale che racchiude tutte le altre qualità, viene coordinato l’amore. Alla ″riuscita″ vengono coordinati i costumi, i quali ordinano e organizzano e rendono perciò efficaci le esplicazioni dell’amore. Al ″propizio″ viene coordinata l’equità, che crea condizioni nelle quali ognuno riceva quanto corrisponde alla sua essenza, quanto gli compete e costituisce la sua felicità. Alla qualità della ″perseveranza″ viene coordinata la saggezza, che riconosce le salde leggi di ogni avvenimento ed è perciò capace di creare degli stati durevoli.
Queste speculazioni, già contenute in germe nell’opuscolo Uenn Yenn nella seconda parte del Libro dei Mutamenti, hanno poi formato il ponte di accesso alla filosofia dei cinque gradi di mutamento (elementi), legata al Libro dei Documenti, insieme alla filosofia del Libro dei Mutamenti, la quale si basa puramente sulla dualità polare di principi positivi e negativi; per cui, nel corso dei tempi, venne aperta la porta ad un sempre più invadente simbolismo numerico. Il creativo effettua l’inizio e la generazione di tutti gli esseri. Si può perciò designarlo come cielo, forza chiara, padre, signore. Nasce ora la questione se il creativo fosse pensato dai Cinesi quale persona, come Zeus presso i Greci. La risposta è che per i Cinesi questo problema non è affatto il più importante. Il divino-creativo è, per così dire, superpersonale e si rende sensibile ed avvertibile solo per la sua strapotente attività. Vero è che possiede, se si vuole, un esteriore, quest’è il cielo. Ed il cielo ha, come tutto ciò che vive, un’autocoscienza animica, che è Dio (il Supremo Sovrano). Ma oggettivamente parlando, tutto ciò è lo stesso creativo.
L’IMMAGINE
Il moto del cielo è vigoroso.
Così il nobile rende se stesso forte ed instancabile.
II raddoppiamento del segno Kkienn. la cui immagine è il cielo, indica, giacchè vi è un cielo solo, il moto del cielo. Un moto circolare compiuto dal cielo è un giorno. II raddoppiamento del segno significa che ad ogni giorno ne segue un altro. Ciò produce l’idea del tempo ed anche, visto che si tratta del medesimo cielo che si muove con forza instancabile, l’idea della vigorosa durata del tempo e, oltre il tempo, di un moto che mai non resta nè illanguidisce, come perpetuamente a giorno segue giorno. Questa durata nel tempo è l’immagine della forza nella sua appartenenza al creativo. 
II saggio ne ritrae il modello da seguire per acquistare durevole efficienza. Egli deve rendersi in tutto pienamente forte. eliminando consciamente tutto ciò che abbassa ed è volgare. Cosi guadagna quella instancabilità che si basa su circoli chiusi di attività. 
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Drago coperto. Non agire.
Il drago ha in Cina tutt’altro significato che nell’occidente. Il drago è il simbolo della forza mobile-elettrica, vigorosa, stimolante, che compare nel temporale. Questa forza si ritira nella terra durante l’inverno, ritornando di nuovo in azione a primavera e apparente in cielo quale fulmine e tuono. In conseguenza anche in terra le forze creative si rianimano.
Questa forza creativa sta coperta sotto terra, e quindi non ha ancora effetto. Significa, riferita alle condizioni umane, che un uomo di valore è ancora sconosciuto. Nondimeno rimane fedele a se stesso. E non si lascia influenzare da successi e insuccessi esteriori, anzi aspetta forte e senza preoccupazioni il proprio momento.
È opportuno per chi trae questa linea aspettare tranquillo, forte e paziente. Il suo tempo verrà. Non occorre temere che una volontà forte non si faccia valere. Non è opportuno spendere anzi tempo le proprie forze e volere ottenere con la violenza una cosa il cui momento non è ancora giunto.
Nove al secondo posto significa:
Drago che compare nel campo.
Propizio è vedere il grand’uomo.
Cominciano a mostrarsi gli effetti della forza chiara. Rìferito alle condizioni umane, significa che l’uomo grande appare nel campo della sua attività. Non possiede ancora una posizione dominante, non emergendo ancora fra i suoi pari. Ciò che lo distingue dagli altri è la sua serietà, la sua assoluta fidatezza, l’ influenza che esercita senza sforzo conscio sul suo ambiente. Un tale uomo è destinato ad avere grande influenza ed a mettere in ordine il mondo. È perciò propizio vederlo.
Nove al terzo posto significa:
Il nobile è creativamente attivo tutto il giorno.
Ancora a sera è pieno di pensieri preoccupanti.
Pericolo. Nessuna macchia.
Una cerchia di azione si apre per l’uomo importante. La sua fama comincia a estendersi. Le masse gli cadono in grembo. La sua forza interiore è pari all’aumentata attività esteriore. Ha moltissimo da fare e persino di sera, quando gli altri riposano, piani e pensieri si affollano in lui. Vi è ancora un pericolo, qui, al posto di passaggio dal basso verso l’alto. Già molti uomini grandi finirono in rovina perchè le masse caddero loro in grembo trascinandoli nella loro orbita. Ambizione rovinò la purezza interiore. Ma grandezza vera non è intaccata da tentazioni. Se si rimane a contatto con i germi del tempo nuovo e con le loro esigenze, si possiede sufficiente prudenza per evitare deviazioni e si rimane senza macchia.
Nove al quarto posto significa:
Oscillante impeto verso l’alto, al di sopra dell’abisso.
Nessuna macchia.
È raggiunto il punto di transizione dove la libertà può estrinsecarsi. Una doppia possibilità sta dinanzi all’uomo importante: o salire ed essere decisivo nella vita grande, o ritirarsi e sviluppare nella solitudine la propria personalità: la via dell’eroe o del santo nascosto. Per decidere quale sia quella giusta non vi è norma generale. Chiunque si trova in questa situazione deve decidere liberamente secondo le più intime leggi della sua essenza. Se egli agisce con somma sincerità e conseguenza troverà la via che gli corrisponde, e questa è per lui quella giusta e senza macchia.
Nove al quinto posto significa:
Drago volante nel cielo.
Propizio è vedere il grand’uomo.
L ‘uomo grande è giunto nella sfera della celestialità. La sua influenza si estende visibile lontano, su tutto il mondo. Chiunque lo vede può dirsi beato. Kung Tse a questo proposito dice: ″Quello che concorda nel tempo vibra assieme. Ciò che è affine nella più intima essenza, si ricerca. L’acqua scorre verso l’umido. il fuoco volge verso l’asciutto. Le nubi (respiro del cielo) seguono il drago, il vento (respiro della terra) segue la tigre. Così il saggio si eleva, e tutti gli altri fissano lo sguardo su di lui. Quello che è generato dal cielo sente sè affine a quello che sta in alto. Quello che è generato dalla terra si sente affine a quello che sta in basso. Ognuno segue la propria indole″.
Nove sopra significa:
Drago altezzoso avrà da pentirsi.
Quando si vuol salire tanto in alto da perdere il contatto con gli altri uomini si rimane isolati e ciò conduce necessariamente ad insuccesso. Questo è un ammonimento contro un’aspirazione titanica che va oltre le proprie forze. Una caduta nell’abisso ne sarebbe la conseguenza.
Quando compaiono tutti nove questo significa:
Compare una schiera di draghi senza capo. Salute!
Quando tutte le linee sono composte di nove, l’intero segno si muove e si trasforma nel segno Kkunn, il Ricettivo, il cui carattere è la dedizione. La forza del creativo e la mitezza del ricettivo si uniscono. La schiera dei draghi accenna alla fortezza, la circostanza che le loro teste sono nascoste, alla mitezza. Ciò significa: mitezza nel modo di agire, congiunta alla forza della decisione, reca salute.

 

2. KKUNN – IL RICETTIVO
sopra Kkunn, il Ricettivo, la Terra
sotto Kkunn, il Ricettivo, la Terra
Il segno è composto di tutte linee spezzate. La linea spezzata corrisponde alla forza originaria ombrosa, tenera, ricettiva dello yin. La qualità del segno è la dedizione, la sua immagine è la terra. È il perfetto contrapposto del creativo: il contrapposto, non il contrario; un complemento, non una lotta. È la natura di fronte allo spirito, la terra di fronte al cielo, lo spaziale di fronte al temporale, il femmineo-materno di fronte al mascolino-paterno. Il principio fondamentale di questo contrapposto si ritrova, però, trasportato nelle condizioni umane, non solo nei rapporti fra uomo e donna, ma anche in quelli tra principe e ministro, o padre e figlio; anzi persino nel singolo uomo questa qualità sussiste nella coesistenza dello spirituale e del sensuale. 
Eppure non si può parlare di un vero dualismo, poichè fra i due segni sussiste un chiaro rapporto di ordinamento per rango. Di per sè il ricettivo è naturalmente altrettanto importante quanto il creativo. Ma la sua qualità di dedizione caratterizza la posizione di questa forza primaria di fronte al creativo. Essa deve stare sotto la guida e lo stimolo del creativo; allora la sua opera è salutare. Diventa malvagia solo se essa esce da questa posizione e vuole affiancarglisi da pari. Risultano, allora, da ciò conflitto e lotta contro il creativo, che sono sciagura per ambo le parti.
LA SENTENZA
Il ricettivo opera sublime riuscita.
Propizio per la perseveranza d’una cavalla.
Se il nobile ha da imprendere una cosa e vuol precedere
Egli si smarrisce; se invece segue egli trova guida.
Propizio è trovare amici nell’occidente e nel meridione,
Rinunciare ad amici nell’oriente e nel settentrione.
Tranquilla perseveranza reca salute!
Le quattro direzioni fondamentali del creativo: ″sublime, riuscita, propizio per perseveranza″ si ritrovano anche qui, per designare il ricettivo. Solo che la perseveranza è definita più esattamente come la perseveranza di una cavalla. Il ricettivo designa la realtà spaziale di fronte alla potenzialità spirituale del creativo. Quando il potenziale diventa reale, lo spirituale spaziale, ciò avviene sempre per mezzo di una determinazione individuale, limitativa. Ed è indicato dal fatto che qui all’espressione ″perseveranza″ è aggiunta la determinazione prossima ″di una cavalla″. Il cavallo appartiene alla terra come il drago al cielo; esso simbolizza col suo instancabile moto nella pianura l’ampiezza della terra. È scelta l’espressione ″cavalla″, perchè la cavalla riunisce la forza e la rapidità del cavallo con la mitezza e la dedizione della mucca. 
La natura può sviluppare gli stimoli del creativo soltanto perchè essa è capace di stare alla pari con il creativo nella sua essenza. La sua ricchezza consiste nel fatto che nutre tutti gli esseri, e la sua grandezza nel fatto che tutto abbellisce e magnifica. Così essa crea prosperità per tutto ciò che vive. Mentre il creativo genera le cose, dal ricettivo esse vengono partorite. (Incontriamo qui una concezione simile a quella espressa da Goethe nei versi: “Mirate dunque con modesti sguardi – Il gran capolavoro della tessitrice eterna – Come di un colpo sol di piede muove mille fili – E schizzano le navette a dritta e a manca. – I fili ondeggiano incontrandosi – Un colpo solo stringe mille nodi; -E tutto ciò non ha ella raccattato, – Ordito l’ha fin dall’eternità – Onde l’ eterno maschio artefice – Sicuro v’inserisca la sua trama″).
Trasportato nelle condizioni umane si tratta di comportarsi in maniera corrispondente alla situazione. Non si è in posizione indipendente, ma in funzione di aiutante. E bisogna produrre. Non voler guidare -così ci si smarrirebbe soltanto -; lasciarsi guidare è il compito. Se ci si sa comportare con dedizione di fronte al destino si trova certamente la guida adeguata. Il nobile si lascia guidare, egli non avanza alla cieca, ma estrae dalle contingenze la nozione di ciò che da lui si richiede, e segue l’indicazione della sorte.
Visto che bisogna compiere un lavoro produttivo, si ha bisogno, quando le idee da seguire sono già fissate, al tempo del lavoro e dello sforzo, di aiutanti e di amici. Il tempo del lavoro e dello sforzo è espresso dall’occidente e dal meridione: poichè il meridione e l’occidente sono i luoghi simbolici ove il ricettivo lavora per il creativo -come la natura in estate e in autunno; se allora non si raccolgono tutte le forze non si può finire il lavoro che si è intrapreso. Perciò trovare degli amici significa qui appunto che si trova una guida. Ma oltre al lavoro e allo sforzo vi è anche il tempo dei progetti e degli ordinamenti; allora si ha bisogno di solitudine.
L ‘oriente simboleggia il luogo dove si ricevono gli incarichi dal proprio signore, e il settentrione il luogo dove si riferisce su ciò che si è prodotto. In tal caso, allora, è opportuno essere soli e oggettivi. In questa sacra ora bisogna fare a meno dei compagni onde la purezza non venga offuscata da odio o favore di partito.
L’IMMAGINE
Lo stato della terra è l’accogliente dedizione.
Cosi il nobile porta con l’ampiezza della sua natura
il mondo esteriore.
Come vi è un solo cielo vi è anche una sola terra. Mentre, però, nel caso del cielo il raddoppiamento del segno significa durata temporale, in quello della terra significa estensione spaziale e quella saldezza con la quale essa regge e mantiene tutto ciò che vive e si agita. La terra, nella sua dedizione, porta senza eccezione bene e male. Così il nobile rende il suo carattere ampio, genuino e sostenente in modo da essere capace di sostenere e sopportare uomini e cose.
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Quando si calpesta brina il ghiaccio sodo è vicino.
Come la forza chiara rappresenta la vita, così la forza ombrosa la morte. Nell’autunno, quando cade la prima brina, le forze dell’oscurità e del freddo stanno germinando. Dopo l’apparire dei primi indizi, le manifestazioni della morte diventeranno gradatamente più numerose, secondo leggi fisse; poi, alla fine, vi sarà il rigido inverno col suo gelo.
Esattamente così avviene anche nella vita. Quando certi segni di decadenza appena percettibili si mostrano, le cose continuano così finchè, poi, succede la rovina. Ma nella vita ciò si può prevenire, badando ai sintomi della decadenza e affrontandoli in tempo. 
Sei al secondo posto significa:
Diritto, rettangolare, grande.
Senza intenzione pur nulla rimane non favorito.
Il cielo ha come simbolo il circolo, la terra il quadrato dagli angoli retti. Così dunque il rettangolare è una qualità originaria della terra. Invece il moto rettilineo è in origine una qualità del creativo, come pure la grandezza. Ma ogni cosa rettangolare ha la sua radice nella linea retta e forma a sua volta, di nuovo, delle grandezze corporee. Distinguendo nella matematica, rette, piani e solidi risultano dalle linee rette dei piani rettangolari, e dai piani rettangolari delle grandezze cubiche. Il ricettivo si regola secondo le qualità del creativo e le fa sue. Così da una retta nasce un quadrato e da un quadrato un cubo. Questa è la semplice dedizione alle leggi del creativo, senza aggiungervi o togliervi alcunchè. Perciò il ricettivo non ha bisogno di nessuna particolare intenzione o sforzo, e tutto riesce con esattezza.
La natura genera gli esseri senza avere secondi fini, questa è la sua dirittura; essa è tranquilla e silenziosa, questa è la sua rettangolarità; essa non si rifiuta di tollerare un qualsiasi essere, questa è la sua grandezza. Perciò coglie, senza gesti esteriori e senza intenzioni particolari, ciò che è retto per tutti. Diventare nel proprio operare così spontanei come la natura, significa per l’uomo suprema saggezza.
Sei al terzo posto significa:
Linee celate; si è in grado di rimanere perseveranti.
Se segui forse il servizio di un re
Non ricercare opere, ma compi!
Se si è esenti da vanità si possono celare anche i propri pregi in modo che essi non attraggano anzi tempo l’attenzione pubblica. Così si può maturare in silenzio. Quando le condizioni lo richiedono è anche lecito manifestarsi pubblicamente. ma anche allora con riservatezza. Il saggio lascerà volentieri la gloria ad altri. Non ricerca fatti compiuti che gli vengano ascritti come meriti, ma spera di produrre cause effettive, vale a dire che egli compie le sue opere di modo che esse siano fruttuose per l’avvenire.
Sei al quarto posto significa:
Sacco chiuso e legato. Nessuna macchia; nessuna lode.
L’ombroso si apre quando si muove e si chiude quando riposa. Qui è indicata la più severa chiusura. È un tempo di pericolo: ogni comparsa conduce o all’inimicizia di avversari strapotenti nel caso che si vogliano combattere, o ad un riconoscimento basato su malintesi se ci si lascia andare. È necessario dunque isolarsi sia nella solitudine sia in mezzo agli affari del mondo: poichè anche lì ci si può nascondere talmente bene che nessuno ci conosca.
Sei al quinto posto significa:
Sottoveste gialla reca sublime salute!
Giallo è il colore della terra e del mezzo, il simbolo della fidatezza e della genuinità. La sottoveste è modestamente ornata, simbolo di nobile ritenutezza. Se qualcuno è chiamato ad operare in una posizione elevata, ma non indipendente, il vero successo si fonda sulla massima discrezione. Genuinità e fidatezza non devono manifestarsi direttamente, ma estrinsecarsi soltanto come effetto proveniente indirettamente dall’ interiorità.
Sei sopra significa:
Draghi combattono fuori mura.
Il loro sangue è nero e giallo.
Nel posto supremo l’ombroso dovrebbe cedere al luminoso. Se esso vuole mantenersi al posto che non gli compete, ed invece di servire dominare, si attira l’ira del forte. Avviene un combattimento nel quale esso viene sbalzato e in cui, però, ambo le parti rimangono danneggiate. Il drago, simbolo del cielo interviene e combatte il falso drago. fino alla cui figura il terreno qui si è esaltato. Azzurro cupo è il colore del cielo, giallo è il colore della terra. Quando dunque scorre del sangue nero e giallo, è segno che in questa lotta contro natura ambo le forze fondamentali subiscono dei danni. (Mentre la linea superiore del creativo palesa superbia titanica, formando un’analogia col mito greco di Icaro, nella linea superiore del ricettivo vi è un’analogia col mito di Lucifero, il quale si ribella contro la Divinità Suprema, oppure un’analogia con la lotta delle potenze oscure contro gli Dei del Walhalla che finisce col Crepuscolo degli Dei).
Quando compaiono tutti sei questo significa:
Propizia è durevole perseveranza.
Quando compaiono tutti sei, il segno del ricettivo si muta nel segno del creativo. Esso acquista cosi la forza di perdurare nel mantenimento della rettitudine. Non vi è progresso, è vero, ma nemmeno regresso.

 

3. CIUNN – LA DIFFICOLTA’ INIZIALE
sopra Kkann, l’ Abissale, l’ Acqua
sotto Cenn, l’ Eccitante, il Tuono
Il nome del segno Ciunn rappresenta propriamente un’erba che incontra un’ostacolo spuntando dalla terra. Da ciò risulta il significato di difficoltà iniziale. Il segno indica come cielo e terra generano i singoli esseri. È il loro primo incontro, congiunto con difficoltà. Il segno inferiore Cenn è l’eccitante. Il suo moto è diretto in su; per immagine ha il tuono, il segno superiore, Kkann, è l’abissale, il pericoloso; il suo moto va in giù; per immagine ha la pioggia. La situazione indica dunque una pienezza densa, caotica. Tuono e pioggia riempiono l’ aria, ma il caos si rischiara. Il moto che è diretto in su, mentre l’abissale si abbassa, fuoriesce infine dal pericolo. Nel temporale le forze tese si scaricano, e tutti respirano con sollievo.
LA SENTENZA
La difficoltà iniziale opera sublime riuscita,
Propizia per perseveranza.
Non bisogna imprendere nulla.
Propizio è costituire aiutanti.
I tempi in cui qualche cosa nasce hanno molte difficoltà. È come un primo parto. Ma queste difficoltà derivano dalla gran copia di ciò che sta lottando per formarsi. Tutto sta perciò muovendosi; nonostante la presenza del pericolo vi è la prospettiva di grande successo, se si possiede perseveranza. Quando tali tempi iniziali vengono come destino, tutto è ancora informe e oscuro. Perciò bisogna attendere, poichè ogni intervento prematuro potrebbe portare all’insuccesso. Altrettanto importante è che non si rimanga soli. Occorre avere degli aiutanti per poter dominare assieme ad essi il caos. Ma ciò non vuol dire che sia lecito rimanere inattivi spettatori degli avvenimenti, anzi bisogna darsi da fare, essere presenti ovunque per incitare e guidare.
L’IMMAGINE
Nubi e tuono:
L’immagine della difficoltà iniziale.
Così il nobile opera districando e ordinando.
Nuvole e tuono sono rappresentate da determinati ornamenti lineari, vale a dire che nel caos della difficoltà iniziale l’ordine è già predisposto. Così il nobile deve, in tali tempi iniziali, suddividere e ordinare la caotica abbondanza come si sbrogliano singoli fili di seta da una matassa e li si intrecciano a fili forti. Per ritrovarsi nell’infinito bisogna distinguere e congiungere.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Titubanza ed impedimento.
Propizio è rimanere perseveranti.
Propizio è costituire aiutanti.
Quando all’inizio di un’impresa si incontrano degli impedimenti non bisogna voler ottenere per forza il progresso, ma fermarsi prudenti. Però non bisogna lasciarsi disorientare, occorre invece fissare lo sguardo durevolmente e con perseveranza sulla propria meta. È importantissimo ricercare aiuti adatti. Questi si trovano soltanto se si tratta la gente con modestia e senza presunzione. Solo così si guadagnano quegli uomini con l’aiuto dei quali si possono affrontare le difficoltà.
Sei al secondo posto significa:
Difficoltà si ammassano.
Cavallo e carrozza si distaccano.
Egli non è un predone,
Si dichiarerà a suo tempo.
La fanciulla è casta, non si promette.
Dieci anni, poi si promette.
Ci si trova inibiti e in difficoltà. Allora interviene improvvisamente un fatto nuovo, come se arrivasse qualcuno con carrozze e cavalli e li distaccasse. Ciò avviene così all’improvviso da far sospettare che chi viene sia un brigante. Pian piano risulta che egli non ha cattive intenzioni, ma cerca relazione amichevole e offre facilitazioni. Però non si accetta l’offerta perchè non viene dalla parte giusta; si aspetta invece finchè il tempo sia compiuto -dieci anni sono un lasso di tempo chiuso, un tempo compiuto. Allora le condizioni normali ritornano da sole, e possiamo unirci all’amico che ci è destinato.
Con l’immagine di una sposa che, in gravi conflitti, rimane fedele al suo amato, viene dato consiglio per un situazione particolare della vita: se in tempi di difficoltà, quando ci si imbatte in impedimenti, una facilitazione inaspettata si offre da una parte con la quale non si hanno rapporti, bisogna essere prudenti e non assumere alcun impegno in conseguenza di tale aiuto, poichè così facendo verrebbe diminuita la libertà di decisione. Se si aspetta il momento giusto, le condizioni di tranquillità ritornano e si ottiene ciò che si era sperato (Un’altra interpretazione risulta dalla seguente traduzione, anch’essa possibile: Difficoltà si ammassano. – Cavallo e carrozza si distaccano. – Se non vi fosse il predone. -Lo sposo verrebbe di certo. – La fanciulla è fedele. Non si promette. – Dieci anni, poi si promette).
Sei al terzo posto significa:
Chi caccia il cervo senza guardacaccia
Non fa che smarrirsi nel bosco.
Il nobile comprende i segni del tempo,
E piuttosto rinuncia.
Continuare ad agire reca svergognamento.
Se si è senza guida e si vuoI cacciare in un bosco straniero ci si smarrisce. Non bisogna voler uscire di soppiatto, sbadatamente e senza guida, dalle difficoltà nelle quali ci si trova. Il destino non si lascia ingannare. Procedere intempestivo senza la necessaria guida conduce ad insuccesso ed onta. Perciò il nobile, riconoscendo i germi di ciò che sta per accadere, rinuncerà a un desiderio piuttosto che esporsi, volendone forzare l’esaudimento, ad insuccesso e svergognamento.
Sei al quarto posto significa:
Cavallo e carrozza si distaccano.
Ricerca l’unione.
Andare reca salute.
Tutto opera in favore.
Ci si trova in una situazione in cui si ha il dovere di agire, ma la forza non basta. Si offre però un’occasione per associarsi. Bisogna afferrarla. Non ci si deve lasciar trattenere da falso orgoglio e falsa sostenutezza. È un segno di lucidità interiore se si riesce a vincersi tanto da fare il primo passo, perfino se ciò è congiunto ad una certa umiliazione.
Farsi aiutare in una situazione difficile non è un’onta. Se si trova l’aiutante adatto tutto va bene.
Nove al quinto posto significa:
Difficoltà nel benedire.
Piccola perseveranza reca salute,
Grande perseveranza reca sciagura.
Ci si trova in una situazione nella quale non si ha alcuna possibilità di esprimere le proprie buone intenzioni in modo che davvero si concretino e vengano comprese. Altri si intromettono e svisano tutto ciò che facciamo. In tal caso occorre essere prudenti e procedere per gradi. Non bisogna voler ottenere nulla di grandioso con la forza; poiché una simile cosa riesce soltanto quando già si gode della fiducia generale. Solo in silenzio, lavorando con fedeltà e coscienza, si può agire gradualmente così che la situazione si schiarisca e l’impedimento cada.
Sei sopra significa:
Cavallo e carrozza si distaccano.
Lagrime di sangue sgorgano.
Vi sono alcuni per i quali le difficoltà iniziali sono troppo gravi. Rimangono impigliati e non sanno più districarsi. Lasciano cadere le braccia e abbandonano la lotta. Una tale rinuncia appartiene alle cose più tristi. Perciò Kung Tse vi aggiunge l’osservazione: ″Lagrime di sangue sgorgano: questo non bisogna farlo durevolmente″.

 

4. MONG – LA STOLTEZZA GIOVANILE
sopra Kenn, l’Arresto, il Monte
sotto Kkann, l’Abissale, l’Acqua
In doppio modo è suggerita l’idea della gioventù e della stoltezza in questo segno. Il semisegno superiore, Kenn, ha come immagine il monte, l’inferiore, Kkann, ha come immagine l’acqua. La sorgente che esce al piede del monte è l’immagine dell’inesperta gioventù. La qualità del segno superiore è l’arresto, quella dell’inferiore l’abisso, il pericolo. Lo star fermi davanti ad un abisso pericoloso è pure un simbolo dell’irrequieta stoltezza della gioventù. In ambo i segni sta però anche racchiusa la via per superare le stoltezze giovanili: l’acqua è una cosa che continua a scorrere per necessità. Quando la fonte sgorga non sa dapprima dove andare. Ma con il suo costante scorrere riempie il punto che le impedisce ai progredire, ed allora arriva il successo.
LA SENTENZA
Stoltezza giovanile ha riuscita.
Non io ricerco il giovane stolto,
Il giovane stolto ricerca me.
Consultato una prima volta io dò responso.
Se egli interroga due, tre volte, quest’è importunare.
Se egli importuna non dò responso.
Propizia è perseveranza.
Da giovani la stoltezza non è nulla di male. Si può riuscire lo stesso. Bisogna soltanto trovare un maestro esperto e porglisi di fronte nella maniera giusta. Occorre anzitutto riconoscere la propria inesperienza, e poi cercare un maestro. Solo questa modestia e questo interesse garantiscono della sufficiente preparazione per accettare gli insegnamenti, e la preparazione si manifesterà in un rispettoso riconoscimento del maestro.
Il maestro quindi deve aspettare tranquillamente, finchè lo si ricerca. Non deve offrirsi da sè: solo così l’insegnamento avverrà nel momento e nel modo giusto. Le risposte che il maestro dà alle domande dell’allievo devono essere chiare e decise come le risposte che si desidera ricevere da un oracolo. Esse poi debbono essere accettate come soluzione dei dubbi e come decisive. Continuare a interrogare con domande diffidenti o sbadate serve solo a importunare il maestro, e sarà meglio che questi taccia, trascurandole come fa l’oracolo che dà una risposta sola, e, se di fronte a dubbi insidiosi, perde la sua efficacia. Se si aggiunge a ciò una perseveranza che non si affievolisce finchè non ci si sia appropriati dell’insegnamento punto per punto, un bel sucesso sarà sicuro. Il segno dà dunque consigli destinati sia a colui che insegna che a colui che impara.
L ‘IMMAGINE
Al piede del monte sgorga una fonte:
L’immagine della giovinezza.
Così il nobile alimenta agendo con cura e serietà il suo carattere.
La sorgente riesce a scorrere ed a superare il ristagno riempiendo tutte le cavità che incontra nel suo cammino. Così la via per formare il carattere è quella di agire con seria fondatezza che non sorvola su nulla, ma che gradatamente e con costanza riempie come l’acqua tutte le lacune e progredisce.
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Per sviluppare lo stolto,
E’ propizio mettere l’uomo sotto disciplina.
Bisogna togliere i vincoli.
Continuare così reca svergognamento.
All’inizio dell’educazione sta la norma. L’inesperienza della gioventù è incline a prendere dapprima tutto con leggerezza e quasi come giuoco. Bisogna allora mostrarle la serietà della vita. Un certo raccoglimento delle forze, raggiunto per mezzo di una rigida disciplina, è bene. Chi giuoca con la vita non viene mai a capo di nulla. Ma la disciplina non deve degenerare in rigore militaresco. Continuo rigore produce umiliazione e paralizza le forze.
Nove al secondo posto significa:
Sopportare lo stolto in mitezza reca salute!
Saper prendere le donne reca salute!
Il figlio è all’altezza delle faccende domestiche.
Qui è rappresentato un uomo che non possiede potenza esteriore ma che ha la forza necessaria per reggere la responsabilità che gli grava sulle spalle. Egli possiede quella superiorità interiore e quella forza che fanno sopportare con mitezza le insufficienze della stoltezza umana. La medesima mentalità ha valore di fronte alle donne come sesso debole. Bisogna saperle prendere e sostenere con una certa cavalleresca indulgenza. Solo con questa unione di forza interiore e di sostenutezza esteriore si potrà assumere la responsabilità di dirigere un organismo sociale maggiore, ed avere davvero successo nel farlo.
Sei al terzo posto significa:
Non bisogna prendere in moglie una donna
Che vede un uomo di bronzo
E non rimane in possesso di se stessa.
Nulla è propizio.
Un uomo debole inesperto che aspira a grandi cose perde facilmente il suo carattere personale quando vede una personalità forte in alta posizione e la imita come uno schiavo. Egli rassomiglia ad una ragazza che si concede quando incontra un uomo robusto. Di fronte a un tale non libero accostamento non bisogna mostrarsi arrendevoli. Accoglierlo non sarebbe bene nè per l’adolescente nè per l’educatore.
La dignità di una fanciulla esige che essa aspetti di essere corteggiata. In ambo i casi è indegno offrirsi da sè e non è bene accettare una tale offerta.
Sei al quarto posto significa:
Stoltezza di mente ristretta
reca svergognamento.
La cosa più disperata per la stoltezza giovanile è quella di irretirsi in vane chimere. Quanto più caparbiamente essa insiste su tali chimere lontane dalla realtà, tanto più certamente attira su di sè svergognamento. Quando l’educatore si trova di fronte a una mente stolta e ristretta non gli rimane spesso altra via che quella di abbandonarla per un certo tempo a se stessa e di non risparmiarle lo svergognamento risultante dal suo contegno. Questa è spesso la sola via di salvezza.
Sei al quinto posto significa:
Stoltezza fanciullesca reca salute.
Un uomo inesperto che ricerca l’insegnamento come un bambino è senza pretese, sta bene; giacchè colui il quale, esente da superbia, si sottomette al maestro sarà certamente avvantaggiato.
Nove sopra significa:
Quando si punisce la stoltezza non è propizio commettere prevaricazioni.
Propizio è soltanto difendersi da prevaricazioni.
In certe circostanze uno stolto incorreggibile deve essere punito. Chi non vuole udire deve sentire. Questa punizione è diversa dallo scuotimento di cui si parla all’inizio. L’imposizione della pena non deve però avvenire nell’ira, ma limitarsi alla difesa oggettiva contro ingiustificate violenze. Essa non è mai fine a se stessa; deve servire solo all’instaurazione di condizioni regolari. Ciò vale sia per l’educazione, sia per le misure che un governo prende contro una popolazione che si sia resa colpevole di eccessi. L’intervento del governo deve essere sempre soltanto difensivo, al solo scopo di instaurare la sicurezza e la tranquillità pubblica.

 

5. SU – L’ATTESA
sopra Kkann, l’ Abissale, l’ Acqua
sotto Kkienn, il Creativo, il Cielo
Tutti gli esseri hanno bisogno di essere alimentati dall’alto. Ma l’elargizione di alimento ha il suo tempo e bisogna attenderlo. Il segno mostra le nuvole nel cielo che largiscono la pioggia, che rallegra tutto ciò che cresce, munendo l’uomo di cibo e bevanda. Questa pioggia verrà a suo tempo. Non si può costringerla a scendere ma bisogna attenderla. L ‘idea dell’attesa è inoltre suggerita dalle qualità dei due segni primordiali: dentro forza, davanti ad essa pericolo. Forza davanti a pericolo non agisce precipitosamente ma sa attendere; mentre debolezza davanti a pericolo finisce con l’agitarsi e non ha la pazienza di attendere.
LA SENTENZA
L’Attesa.
Se sei verace hai luce e riuscita.
Perseveranza reca salute.
Propizio è attraversare la grande acqua.
Attendere non è vano sperare. Possiede la certezza interiore di raggiungere la meta. Unicamente questa certezza interiore dà la luce che sola conduce alla riuscita. Ciò porta alla perseveranza che reca salute e conferisce forza per attraversare la grande acqua.
Un pericolo ci sta d’innanzi e bisogna superarlo. Debolezza e impazienza non possono far nulla. Solo chi è forte potrà affrontare il proprio destino, poichè egli è capace di perseverare nell’attesa forte della sua interiore sicurezza. Questa forza si manifesta in una veracità inesorabile. Se si sanno vedere le cose come sono, guardandole diritte in faccia, dagli avvenimenti nasce una luce che fa riconoscere la via per riuscire. A questo riconoscimento deve seguire decisamente un agire perseverante; poichè soltanto se si va decisi incontro al proprio destino si può affrontarlo. Allora si può attraversare la grande acqua, cioè decidersi e superare il pericolo.
L’IMMAGINE
Nubi salgono nel cielo:
L’immagine dell’Attesa.
Così il nobile mangia e beve, ed è lieto e fidente.
Quando le nubi salgono nel cielo è indizio di pioggia. Non si può fare altro che attenderne la caduta. Così avviene anche nella vita quando un destino si prepara. Fintanto che il momento non è ancora giunto non bisogna darsi pensiero nè voler plasmare il futuro intervenendo e affaccendandosi; si deve invece accumulare tranquillamente forza, per il corpo, mangiando e bevendo, per lo spinto, stando allegri e di buon umore. Il destino sopravviene spontaneo, da solo. Allora si è pronti.
LE SINGOLE LINEE
Nove alI’inizio significa:
Attendere fuori mura.
Propizio è rimanere nel durevole:
Nessuna macchia.
Il pericolo è ancora lontano. Si sta attendendo in un vasto piano. La situazione è tuttora semplice. Vi è soltanto nell’aria qualcosa che si sente venire. È opportuno mantenere la regolarità della vita fintanto che è possibile. Solo così ci si preserva da un prematuro sperpero di forze e si rimane esenti da macchie ed errori che più tardi significherebbero indebolimento.
Nove al secondo posto significa:
Attendere sulla sabbia.
Avviene qualche battibecco.
La fine reca salute.
Il pericolo pian piano si avvicina. La sabbia sta vicina alla sponda del fiume, e ciò significa pericolo. Cominciano ad apparire degli attriti. In tali tempi nasce facilmente un’irrequietudine generale. Ci si attribuiscono vicendevolmente delle colpe. A colui che rimane pacato riuscirà di far sì che tutto finisca bene. Ogni maldicenza dovrà finalmente ammutolire se non le si fa il piacere di rispondere risentiti.
Nove al terzo posto significa:
Attendere nella melma
Provoca la venuta del nemico.
La melma già lambita dall’acqua del fiume, non è un luogo propizio per l’attesa. Con il radunare le forze per attraversare tutto d’un tratto l’acqua si è presa una rincorsa precipitosa, il cui vigore ha condotto appunto solo fino alla melma. Una tale situazione sfavorevole attira dal di fuori i nemici, i quali, come è naturale, sfruttano la situazione. Solo con serietà e prudenza è possibile premunirsi contro i danni.
Sei al terzo posto significa:
Attendere nel sangue.
Fuori, da questa buca!
La situazione è estremamente pericolosa. Ha assunto la massima gravità, si tratta di vita o di morte. C’è da aspettarsi da un momento all’altro uno spargimento di sangue. Non si può andare nè avanti nè indietro. Si è tagliati fuori, come in una buca. Bisogna semplicemente resistere e subire la propria sorte. Questa calma che non peggiora ancor più il danno con il voler agire, è il solo mezzo per uscire poi dalla pericolosa buca.
Nove al quinto posto significa:
Attendere bevendo e mangiando.
Perseveranza reca salute.
Anche in mezzo al pericolo vi sono delle pause durante le quali si sta relativamente bene. Possedendo un’adeguata forza interiore si sfrutteranno i momenti di riposo per rinvigorirsi per la nuova lotta. Si è in grado di godere del momento senza lasciarsi distogliere dalla meta; poichè vi è bisogno di perseveranza per rimanere vincitori. Anche nella vita pubblica è così. Non si può raggiungere tutto in una volta. È suprema saggezza concedere alla gente momenti di ristoro tali da ravvivare la buona lena di lavorare per compiere l’opera. In ciò sta celato Il segreto dell’intero segno. Esso si distingue dal segno l’Impedimento, per il fatto che nell’attesa si è sicuri dell’esito e non si permette quindi che ci sia turbata la quiete della serenità interiore.
Sei sopra significa:
Si finisce nella buca.
Ed ecco che arrivano non invitati tre ospiti;
Onorali, e alla fine viene salute.
L’attesa è finita: il pericolo non si può più scongiurare. Si finisce nella buca, bisogna arrendersi all’inevitabile. Tutto sembra essere stato vano.
Ma proprio in questa situazione disperata gli avvenimenti prendono una piega imprevista. Da fuori accade, senza che lo si sia provocato, un intervento del quale dapprima si potrebbe dubitare come sia da intendere, cioè, se si avvicini salvezza o annientamento. Allora è opportuno rimanere interiormente flessibili. Non rinchiudersi caparbi e scontrosi in se stessi; anzi dare un riverente benvenuto alla nuova situazione è il comportamento giusto. Così si esce finalmente fuori dal pericolo e tutto si conclude bene. Anche i cambiamenti fortunati vengono spesso in una forma che dapprima ci appare inquietante.

 

6. SUNG – LA LITE
sopra Kkienn, il Creativo, il Cielo
sotto Kkann, l’ Abissale, l’ Acqua
Il segno originario superiore, la cui immagine è il cielo, tende a muoversi verso l’alto. Il segno originario inferiore, acqua, è diretto, per sua natura, verso il basso. Le direzioni di moto delle due metà le fanno allontanare l’una dall’altra; ciò fornisce l’idea della lite. La qualità del creativo è la forza, quella dell’abissale il pericolo, l’insidia. Dove l’astuzia trova davanti a sè la violenza nasce la lite. Una terza interpretazione deduttiva, riguardante il carattere, è suggerita dall’unione di un abisso di perfidia, dentro, e di una forte risolutezza, fuori. Un tale carattere sarà certamente litigioso.
LA SENTENZA
La lite: tu sei verace e vieni impedito.
Accorto fermarsi a metà strada reca salute.
Condurre a termine reca sciagura.
Propizio è vedere il grand’uomo.
Non propizio è attraversare la grande acqua.
Il litigio nasce quando si incontra una resistenza pur sentendosi dalla parte della ragione. Senza la convinzione di aver ragione l’incontro con una resistenza conduce solo a perfidia o a violenta prevaricazione, ma non a lite aperta.
Quando si è coinvolti in una lite la sola cosa che possa recar salute è una potente assennatezza pronta ad abbandonare in qualsiasi momento la lite, e a conciliarsi a metà strada. Perseguire la lite fino all’amara fine è male persino se si finisce con l’aver ragione, perchè così si eterna l’inimicizia. E’ importante vedere l’uomo grande, cioè un uomo imparziale la cui autorità sia sufficiente per conciliare pacificamente la lite o per dirimerla equamente. D’altra parte bisogna evitare di ″attraversare la grande acqua″ in tempi di dissidio, ovverosia iniziare delle imprese pericolose, poichè queste, se devono riuscire, richiedono la raccolta di tutte le forze. Lite all’interno paralizza la forza per vincere il pericolo esterno.
L’IMMAGINE
Cielo e acqua si allontanano l’uno dall’altra:
L’immagine della lite.
Così il nobile, di ogni faccenda che imprende, pondera l’inizio.
L ‘immagine accenna al fatto che le cause della lite stanno nelle già preesistenti direzioni contrarie delle due parti. Dalla sola esistenza di tali indirizzi contrastanti, segue per necessità la lite. Perciò, per evitarla, all’inizio tutto deve essere prima accuratamente meditato. Quando diritti e doveri sono esattamente stabiliti, o se nell’unione di persone i loro indirizzi spirituali sono paralleli, le cause di lite sono in partenza eliminate.
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Se non si eterna la cosa,
Avviene un piccolo battibecco.
Alla fine viene salute.
Finchè la lite è ancora al primo inizio la miglior cosa da fare è quella di lasciarla cadere. Specialmente di fronte ad un avversario più forte non è consigliabile arrischiarne la prosecuzione fino in fondo. Si giunge forse a un piccolo diverbio, ma alla fine tutto si assesta.
Nove al secondo posto significa:
Non si può litigare, si rincasa per altra via.
La gente della propria città, trecento casate,
Rimangono esenti da colpa.
Lottando contro un avversario superiore di forze, ritirarsi non è un’onta. Se ci si ritira a tempo si evitano brutte conseguenze. Se si volesse provocare l’impari lite per malinteso senso d’onore, ci si attirerebbe da se stessi la sciagura. In tal caso una saggia cedevolezza ridonda a beneficio di tutto il vicinato, il quale in questa maniera non viene coinvolto nella lite.
Sei al terzo posto significa:
Alimentarsi di antica virtù dà perseveranza.
Pericolo, alla fine viene salute:
Se segui per caso il servizio d’un re,
Non ricercare opere.
Vi è qui un ammonimento per il pericolo derivante dalla voglia di accaparrare. Solo le cose onestamente acquisite per meriti precedenti rimangono in possesso duraturo. Un tale possesso può, è vero, essere talvolta attaccato, ma non possiamo esserne defraudati poichè ne siamo i legittimi detentori; siccome ciò che ci appartiene in virtù della forza della nostra essenza non possiamo perderlo. Entrando al servizio di un superiore si può evitare la lite soltanto non ricercando opere per se stessi. Dobbiamo accontentarci che siano eseguite. L ‘onore di averle compiute rimanga pure ad altri.
Nove al quarto posto significa:
Non si può litigare,
Si torna indietro e ci si arrende alla sorte,
Si cambia e si trova pace in perseveranza.
Salute!
Per ora l’animo è senza pace. Non ci si sente bene nella nostra situazione, e vorremmo procurarcene una migliore litigando. Si ha di fronte un avversario più debole e si sarebbe perciò benissimo in grado di farlo -a differenza del nove al secondo posto- ma non si può litigare perchè in se stessi non si trova la intima giustificazione e la buona coscienza per agire in questo senso. Perciò si ritorna indietro arrendendosi alla sorte. Si muta la propria mentalità trovando così pace durevole nella concordanza con l’eterna legge. Ciò reca salute.
Nove al quinto posto significa:
Litigare davanti a lui reca sublime salute.
Qui è mostrato colui che dirime la lite, che è potente e giusto, e che possiede la forza di dar vigore al diritto. A lui si può deferire fiduciosi l’oggetto della lite. Se si ha ragione si ottiene gran salute.
Nove sopra significa:
Anche se ci viene per avventura conferita una cintura di cuoio,
Alla fine di una mattinata ci viene strappata tre volte.
Qui è dipinto un uomo che ha condotto la lite fino all’amara fine ed ha avuto ragione. Egli riceve una onorificenza; ma la fortuna non dura. È sempre di nuovo messa in questione, e litigi senza fine ne sono la conseguenza.

 

7. SCI – L’ESERCITO
sopra Kkunn, il Ricettivo, la Terra
sotto Kkann, l’Abissale, l’Acqua
Il segno si compone dei segni primordiali Kkann, l’acqua, e Kkunn, la terra. Con ciò è simboleggiata l’acqua sotterranea, che si accumula nel sottosuolo. Nello stesso modo la forza militare trasforma la moltitudine in un popolo: invisibile in tempo di pace, ma ognora a disposizione come fonte di potenza. Le qualità dei segni primordiali sono: dentro pericolo e fuori obbedienza. Accenna all’essenza dell’esercito, il quale in sè è una cosa pericolosa, mentre all’esterno devono regnare disciplina e obbedienza. Considerando le singole linee. il signore del segno è il forte nove al secondo posto, a cui si sottomettono le altre linee deboli. Questa linea indica il comandante, visto che essa sta al centro di uno dei due segni primordiali. Ma siccome sta nell’inferiore, non nel superiore, essa non è l’immagine del sovrano, ma quella d’un capace generale, il quale con la sua autorità mantiene in obbedienza l’esercito.
LA SENTENZA
All’esercito è d’uopo perseveranza ed un uomo forte.
Salute senza macchia.
Un esercito è una massa la quale, per diventare un esercito, ha bisogno dell’organizzazione. Senza salda disciplina non si può raggiungere nulla. Ma questa disciplina non la si può ottenere con mezzi violenti, è invece opportuno che vi sia un uomo forte, il quale si accattivi i cuori, che desti l’entusiasmo. Onde potersi esplicare, egli deve possedere l’incondizionata fiducia del suo sovrano, il quale a sua volta deve, finchè dura la guerra, lasciargli la piena responsabilità. Una guerra è però sempre una cosa pericolosa e porta con sè danni e devastazioni. Perciò non bisogna intraprenderla con leggerezza, ma solo come estremo ripiego, quale farmaco velenoso. Da un esperto condottiero dev’essere con evidenza spiegato al popolo che i motivi sono giusti e che vi è una meta chiara e comprensibile. Solo se la guerra ha uno scopo ben determinato al quale il popolo possa consapevolmente prestarsi, nasce quella unitarietà e quella forza di persuasione che portano alla vittoria. Ma il condottiero deve anche curare che le passioni della guerra scatenata e l’ebbrezza della vittoria non producano una ingiustizia tale che non possa incontrare l’approvazione generale. Giustizia e perseveranza sono le condizioni fondamentali onde tutto vada per il meglio. 
L ‘IMMAGINE
Entro alla terra è l’acqua:
L’immagine dell’esercito.
Così il nobile accresce, magnanimo verso il popolo, le sue masse.
L ‘acqua sotterranea sta invisibile nel grembo della terra. Così anche la potenza guerriera di un popolo sta invisibile in seno alle sue masse. Ogni contadino diventa soldato quando c’è pericolo, e ritorna al suo aratro finita la guerra. Chi verso il popolo è magnanimo guadagna l’amore del popolo; e il popolo che vive sotto un regime clemente diventerà forte e vigoroso. Solo un popolo economicamente forte può avere importanza guerresca. Bisogna dunque curarne la potenza favorendo i suoi rapporti economici e governando umanamente. Dove sussiste questo legame invisibile tra governo e popolo, così che il popolo si senta da esso tutelato, come l’acqua sotterranea nel sottosuolo, là soltanto è possibile condurre vittoriosamente a termine una guerra. 
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Un esercito deve mettersi in moto in buon ordine.
Se questo non è buono minaccia sciagura.
All’inizio di un’impresa guerresca deve regnare l’ordine. Occorre che vi sia un motivo giusto e decisivo, e l’obbedienza e la cooperazione delle truppe devono essere bene organizzate, altrimenti I’insuccesso è l’inevitabile conseguenza.
Nove al secondo posto significa:
Nel mezzo dell’esercito!
Salute! Nessuna macchia!
Il re conferisce triplice onorificenza.
Il condottiero deve stare in mezzo al suo esercito. Egli deve aver contatto con esso e dividere la buona e la cattiva sorte con le masse che conduce. Solo in questo modo è pari al grave compito che gli incombe. Egli ha anche bisogno di riconoscimento da parte del sovrano. Le onorificenze che egli riceve sono giustificate, visto che non si tratta di preferenze personali, ma di onorare nel condottiero l’intero esercito nel cui mezzo egli dimorò.
Sei al terzo posto significa:
L ‘esercito conduce per avventura con sè nella carrozza dei cadaveri. Sciagura!
Una delle spiegazioni di questo versetto accenna ad una sconfitta in seguito al fatto che persone diverse dal condottiero prescelto si immischiano nel comando. Un’altra spiegazione concorda con questa nel senso, con la differenza che l’espressione ″condurre con sè cadaveri nella carrozza″ è interpretata altrimenti. Durante i funerali e i sacrifici funebri in Cina, era costume che il defunto al quale si offriva il sacrificio fosse rappresentato da un ragazzo della sua famiglia, che sedeva al posto del cadavere e veniva onorato invece del defunto. Da tale rito questa interpretazione trae il senso che nella carrozza sta seduto un ″ragazzo-cadavere″, cioè che l’autorità non emana dal funzionario investito di essa, ma da altri che l’hanno usurpata. Forse l’intera difficoltà si può eliminare ammettendo un errore di ortografia (fann = tutti, per she = cadavere). Allora il senso sarebbe senz’altro: quando per avventura nell’esercito la folla si rende padrona (viaggia in carrozza) è una sciagura.
Sei al quarto posto significa:
L’esercito si ritira. Nessuna macchia.
Trovandosi di fronte a un nemico di forze superiori, col quale è senza speranza combattere, una ritirata ordinata è la cosa da fare, affinchè l’esercito sia preservato da sconfitta e sbaragliamento. Non è affatto un segno di coraggio o di forza volere accettare in ogni caso un combattimento disperato.
Sei al quinto posto significa:
In campo vi è della selvaggina.
È propizio catturarla. Senza macchia.
Il più anziano conduca l’esercito.
Il meno anziano conduce cadaveri,
Allora perseveranza reca sciagura.
La selvaggina si trova nel campo, vale a dire che essa ha abbandonato la sua dimora abituale, la foresta, e che ha fatto irruzione nei campi devastandoli. Accenna ad un’irruzione del nemico. In questo caso energica lotta e punizione sono ben giustificati. Solo che la lotta dev’essere condotta secondo le regole. Essa non deve degenerare in una mischia selvaggia in cui ciascuno si difende per proprio conto. Ciò condurrebbe, nonostante la massima tenacia e il valore, a sciagura. All’esercito occorre anzi di essere guidato da un condottiero esperto. La guerra bisogna condurla. La moltitudine non deve semplicemente accoppare chi capita, altrimenti si subisce una sconfitta, e, nonostante ogni perseveranza, minaccia sciagura.
Sei sopra significa:
Il grande principe emana ordini,
Fonda stati, infeuda famiglie.
Uomini comuni non vanno adoperati.
La guerra è finita vittoriosamente. La vittoria è raggiunta , il re distribuisce feudi e possessi familiari fra i suoi fedeli. Ma è importantissimo non permettere che gente comune pervenga al potere. Se hanno cooperato si soddisfino con denaro. Ma non bisogna, per evitare ogni abuso, concedere loro territori e diritti di sovranità.

 

8. PI – LA SOLIDARIETA’
sopra Kkann, l’ Abissale, l’ Acqua
sotto Kkunn, il Ricettivo, la Terra
L ‘acqua sulla terra scorre raccogliendosi dovunque può farlo. Per esempio nel mare dove si radunano tutti i fiumi. È un simbolo che accenna alla solidarietà ed alle sue leggi. La medesima idea viene suggerita dal fatto che tutte le linee sono tenere eccettuata la linea solida al quinto posto, quello del sovrano. I deboli sono solidali fra di loro per l’influenza della ferma volontà che sta al posto direttivo, e che è il loro centro d’unione. Ma anche questa forte personalità direttiva è solidale con gli altri, trovando in essi un complemento alla propria essenza.
LA SENTENZA
La solidarietà reca salute.
Scruta l’oracolo ancora una volta,
Per sapere se possiedi sublimità, durata e perseveranza.
Allora non vi è macchia.
Gli incerti s’accostano pian piano.
Chi viene troppo tardi ha sciagura.
Si tratta di aggregarsi ad altri per completarsi reciprocamente e favorirsi in solidarietà. Per un tale raduno vi deve essere un centro attorno al quale gli altri si raccolgono. Diventare il centro di raccolta degli uomini è cosa difficile e di grande responsabilità. Occorre grandezza interiore, consequenzialità e forza per farlo. Perciò per stabilire se è pari all’impresa esamini se stesso chi vuole radunare altri attorno a sè; poichè chi vuole radunare attorno a sè degli altri senza il sigillo di chi sia chiamato a farlo, provoca più confusione di quanta ve ne sarebbe se il raduno non avesse avuto luogo.
Dove però esiste un vero centro di raduno coloro che si sentono incerti, che dapprincipio ancora esitano, s’avvicinano pian piano da soli. Quelli che vengono troppo tardi subiscono loro stessi il danno, giacchè anche nel raduno si tratta del momento giusto. Dei rapporti si annodano e si rinsaldano secondo determinate leggi interiori. Esperienze comuni si rinsaldano, e chi arriva troppo tardi e non può partecipare a queste fondamentali esperienze comuni, soffrirà trovando, come ultimo arrivato, la porta chiusa.
Chi però ha riconosciuto la necessità di radunarsi e non sente in sè la forza di fungere da centro di solidarietà, ha il dovere di aggregarsi a un’altra comunità organica (Cfr. con ciò il distico: ″Aspira sempre verso il totale, e se tu stesso non puoi diventare un totale, associati come membro servente a un totale″).
L’IMMAGINE
Sulla terra sta l’acqua:
L’immagine della solidarietà.
Così gli antichi re hanno concesso i singoli stati come feudi ed hanno curato amichevoli rapporti con i principi feudatari.
L’acqua sulla terra riempe tutte le lacune e vi aderisce saldamente. L’organizzazione sociale dell’antichità era fondata su questo principio di solidarietà tra dipendenti e sovrani. Le acque confluiscono da sole perchè l’acqua sta in tutte le sue parti sotto le medesime leggi. Così anche la società umana deve essere solidale in base a una comunanza di interessi che fa sì che ogni singolo si senta membro di una totalità. Il potere centrale di un organismo sociale deve curare che ogni membro trovi il suo vero interesse nell’essere solidale con gli altri, come era il caso nel paterno rapporto del gran re con i suoi feudatari nell’antichità cinese.
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
A lui attieniti sincero e fedele: questo non è macchia.
Verità come una terrina colma:
Cosi in fine viene da fuori la salute!
Quando si tratta di annodare una relazione, completa sincerità è la sola base giusta. Rappresentato dall’immagine d’una scodella di terracotta colma, nella quale tutto è contenuto e nulla è vuota forma, questo atteggiamento non si estrinseca in belle parole combinate, bensì per mezzo della forza dell’interiorità; e questa forza è così grande che attira potentemente la salute dal di fuori.
Sei al secondo posto significa:
Tieni per lui interiormente. Perseveranza reca salute!
Se si accolgono con rettitudine e perseveranza le sollecitazioni, che dall’alto ci invitano ad agire, i rapporti con l’altro sono in prima linea di natura interiore; non si perde se stessi. Chi invece ricerca un attaccamento vischioso e strisciante non segue il sentiero del nobile che conserva la sua dignità; ma si prostituisce.
Sei al terzo posto significa:
Tu sei solidale con persone che non sono quelle adatte.
Ci si trova spesso esclusivamente in compagnia di persone che non appartengono alla nostra sfera. In questo caso non bisogna lasciarsi indurre ad un’errata confidenza per forza d’abitudine. Non è necessario dire che ciò sarebbe male. Socievolezza senza intimità è la sola cosa giusta di fronte a tale gente; soltanto cosi ci si mantiene liberi per un successivo rapporto con i propri pari.
Sei al quarto posto significa:
Anche esteriormente attieniti a lui. Perseveranza reca salute!
I rapporti con un uomo che è il centro dell’associazione sono qui già stabilmente regolati. Allora si può e si deve mostrare anche apertamente la propria affezione. Bisogna solo rimaner fermi e non lasciarsene distogliere per qualsiasi ragione.
Nove al quinto posto significa:
Palesamento della solidarietà.
Il re durante la caccia fa battere solo da tre lati
E rinuncia alla selvaggina che devia prima.
I borghesi non hanno bisogno di essere messi in guardia.
Salute!
Era uso nell’antica Cina, durante la caccia a battuta, che la selvaggina venisse battuta da tre lati. Dal quarto lato la selvaggina battuta poteva deviare. Gli animali che non lo facevano dovevano poi passare per un varco, dietro il quale stava il re pronto a colpire. Solo quegli animali che passavano di là venivano uccisi. Quelli che deviavano prima si lasciavano scappare. Questo costume corrispondeva all’animo regale, che non intendeva trasformare la caccia in un macello, ma uccideva solo quella selvaggina che si era, per cosi dire, arresa volontariamente.
Appare qui un sovrano, vuoi anche un uomo influente, al quale la gente cade in grembo. Egli accoglie chi viene da lui, lascia andare chi non viene. Non prega nessuno, non adula nessuno: vengono tutti da soli. In questo modo fra coloro che stanno dalla sua parte si forma una libera dipendenza. La gente non ha bisogno dì forzare i propri sentimenti, anzi può mostrare spontaneamente il suo animo. Non occorrono misure poliziesche. Essi sono affezionati spontaneamente al loro signore. Anche per la vita in generale è valida questa libertà, Non bisogna corteggiare chi può favorire; sviluppando in se stessi la purezza e la forza necessaria per un centro di raccolta, vengono da soli quegli uomini che ci sono destinati.
Sei sopra significa:
Egli non trova nessun capo per aggregarsi solidale.
Sciagura.
Il capo è l’inizio. Senza un buon inizio non vi è buona fine. Se si è perduto il momento e ora si esita, rifuggendo da una vera piena dedizione, troppo tardi ci si pentirà dell’errore.

 

9. SIAU CCIÙ – LA FORZA DOMATRICE PICCOLA
sopra Sunn, il Mite, il Vento
sotto Kkienn, il Creativo, il Cielo
Il segno significa il piccolo, la forza dell’ombroso, che trattiene, addomestica, inibisce. Al quarto posto, quello del ministro, sta una linea debole, la quale tiene in freno tutte le altre linee forti. Considerata come immagine, è il vento che soffia in alto nel cielo e ostacola l’alito ascendente del creativo, di modo che le nubi si condensano. Ma esso non è abbastanza forte per indurle a precipitare in pioggia. Il segno fornisce una costellazione in cui momentaneamente un forte è tenuto a bada da un debole. Ciò può avvenire, se deve essere accompagnato da successo, solo per mezzo della dolcezza.
LA SENTENZA
La forza domatrice piccola ha riuscita.
Dense nubi, nessuna pioggia dalle nostre contrade occidentali.
Questa allegoria proviene dalle condizioni che regnavano in Cina al tempo del re Uenn. Egli era oriundo dell’occidente, ma si trovava in quell’epoca in oriente, alla corte del gran re, il tiranno Ciou Sinn. Il momento della grande azione non era ancora giunto. Egli poteva tenere a bada il tiranno in una certa misura, soltanto blandendolo con buone parole. Da ciò l’immagine di abbondanti nubi che salgono promettendo al paese irrigazione e prosperità, ma che per ora non si cambiano ancora in pioggia. La situazione non è svantaggiosa. Vi sono prospettive di successo finale. La via è ancora ostacolata. Si possono fare soltanto dei lavori preparatori. Si può agire per mezzo di piccole cose, di blandizie e buone parole. Il momento della grande azione decisiva non è ancor giunto; si riesce però a frenare e ad ammansire in misura limitata. C’è bisogno, per far valere la propria volontà, di ferma decisione interiore e di mite adattamento esteriore.
L’IMMAGINE
Il vento soffia nel cielo:
L’immagine della forza domatrice piccola.
Così il nobile raffina le forme esteriori del suo carattere.
Il vento, è vero, spinge assieme le nubi nel cielo, ma, siccome è sola aria senza corpo solido, esso non produce effetti grandi e durevoli. Anche all’uomo, in tempi in cui una grande azione verso l’esterno non è possibile, non rimane altro che raffinare in piccolo il proprio carattere nelle sue estrinsecazioni.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Ritorno sulla via. Come potrebbe essere questo una macchia!
Salute!
E’ nel carattere del forte di sospingersi innanzi. Così però egli entra nell’ambito dell’inibizione. Per questa ragione ritorna alla via corrispondente alla sua situazione, sulla quale è libero di progredire o di ritirarsi. È ben fatto e ragionevole che non si voglia raggiungere nulla usando la violenza, e ciò, per la natura stessa delle cose, reca salute.
Nove al secondo posto significa:
Si lascia indurre a ritornare.
Salute!
L ‘intenzione è quella di avanzare. Ma ancora, prima di aver fatto un passo, l’esempio di altre persone affini ci mostra che questa via è impedita. Un uomo deciso e ragionevole, in tal caso, non si esporrà mai ad un rifiuto personale, ma si ritirerà, quando l’aspirazione a progredire non corrisponde ai tempi, assieme ad altri della sua stessa indole. Ciò reca salute perchè in tal modo egli non tradisce se stesso.
Nove al terzo posto significa:
Alla carrozza schizzano via i raggi delle ruote.
Marito e moglie stralunano gli occhi.
Qui c’è il tentativo di avanzare con la violenza sapendo benissimo che il potere ostacolante è soltanto debole. Siccome però le circostanze sono tali che il debole possiede di fatto il sopravvento, questo tentativo di assalto improvviso non può riuscire. Circostanze esteriori impediscono il progresso, come una carrozza non può avanzare quando i raggi delle ruote schizzano via. A questo cenno del destino non ci si adatta ancora. Perciò avvengono delle discussioni stizzose come fra due coniugi. Questo stato non è naturalmente favorevole; poichè, se anche la situazione permette alla parte più debole di tener fermo, ciò è congiunto con troppe difficoltà perchè possa avere un effetto soddisfacente. In conseguenza anche il forte non può utilizzare la sua forza in modo da ottenere un’adeguata influenza sul suo ambiente, e cosi è venuto meno alla propria dignità.
Sei al quarto posto significa:
Se sei verace svanisce sangue e cede angoscia.
Nessuna macchia.
In posizione difficile e piena di responsabilità bisogna domare il potente al cui fianco si sta quale guida, di modo che avvenga ciò che è giusto. In ciò sta un grave pericolo, tale da far temere persino spargimento di sangue. Ma il potere della disinteressata veracità è maggiore di tutti questi impedimenti. Essa fa una tale impressione che si possono condurre a termine con successo i propri sforzi, e ogni pericolo di spargimento di sangue ed ogni angoscia scompare.
Nove al quinto posto significa:
Se sei congiunto in fede e sincerità,
Sei ricco nel tuo prossimo.
La fedeltà conduce a solida unione, perchè basata su reciproco completamento. Presso la parte più debole la fedeltà consiste nella dedizione, presso quella più forte nella fidatezza. Questo completamento reciproco conduce alla vera ricchezza, che si mostra ancor più nel fatto che non la si tiene tutta per sé, ma la si possiede in comune col proprio vicino. Gioia divisa è gioia doppia.
Nove sopra significa:
Viene la pioggia, viene la quiete.
Questo è dovuto alla durevole azione del carattere.
La moglie perseverando finisce in pericolo.
La luna è quasi piena. Se il nobile persiste viene sciagura.
Ecco il successo. Il vento ha radunato la pioggia, un punto di vista stabile è raggiunto. Ciò è avvenuto in seguito al grande accumularsi di piccoli effetti, i quali risultano dalla venerabilità offerta a un carattere superiore. Un successo simile, messo insieme pezzo per pezzo, ha però bisogno di grande accorgimento. Se ora ci si volesse abbandonare all’illusione di potersene far forti, ciò sarebbe pericoloso. Il femminile, debole, che ha ottenuto una vittoria, non deve mai ostinatamente richiamarvisi. Ciò attirerebbe il pericolo. La forza ombrosa nella luna è massima quando è quasi piena. Quand’essa sta, come luna piena, direttamente di fronte al sole, è inevitabile che cali. In tali condizioni bisogna contentarsi di ciò che si è raggiunto. Continuare ad avanzare prima che sia giunto il momento arrecherebbe sciagura.

 

10. LU – IL PROCEDERE
sopra Kkienn, il Creativo, il Cielo
sotto Tui, il Sereno, il Lago
Il procedere significa da un lato il giusto modo di comportarsi. Sopra è il cielo, il padre, sotto è il lago, la figlia minore. Ciò mostra la differenza fra alti e bassi, base del giusto comportamento in società. Procedere significa in cinese letteralmente: ″montare su qualche cosa″. Il piccolo, sereno monta sul grande forte. La direzione di moto dei due segni primordiali è verso l’alto. Che il forte monti sul debole è una cosa naturale, che nel Libro dei Mutamenti non è specificatamente detta. Il montare del debole sul forte non è pericoloso perchè avviene giocondamente, senza presunzione, così che il forte non si irrita e bonariamente lascia fare.
LA SENTENZA
Procedere sulla coda della tigre.
Essa non morde l’uomo. Riuscita.
La situazione veramente è difficile. Fortissimo e debolissimo stanno in immediata vicinanza. Il debole va dietro al forte e si dà da fare con lui. Ma il forte lascia fare e non gli arreca alcun male, poichè il contatto è sereno e non offensivo. La situazione umana è che si è in rapporto con persone selvatiche, inaccessibili. In questo caso si raggiunge il proprio scopo attenendosi nel procedere ai buoni costumi. Buone, gradevoli forme nel procedere conducono alla riuscita, anche nei confronti di persone irritabili.
L’IMMAGINE
In alto è il cielo, in basso è il lago:
L’immagine del procedere.
Così il nobile distingue superiori ed inferiori.
E consolida in tal modo i sentimenti del popolo
Cielo e lago mostrano la differenza di altitudine che proviene spontaneamente dalla loro natura e quindi non offuscata da alcuna invidia. Anche fra gli uomini devono esservi delle differenze d’altezza. È impossibile raggiungere un livellamento generale. Si tratta, invece, che le differenze di rango nella società umana non siano arbitrarie ed ingiuste; poichè in tal caso invidia e lotta di classe ne sarebbero la conseguenza immancabile. Quando invece le differenze esteriori di rango corrispondono ad un giustificato diritto intrinseco, quando la dignità interiore dà la misura del rango esteriore; allora gli uomini si acquetano e la società si armonizza.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Procedere semplice.
Progredire senza macchia.
Ci si trova in una situazione nella quale non si è ancora vincolati dagli obblighi sociali. Se si procede con semplicità si rimane liberi da obblighi sociali e, visto che non si pretende nulla dagli uomini e ci si accontenta, si possono seguire tranquillamente le inclinazioni del proprio cuore. Il procedere non significa fermarsi ma progredire. Ci si trova in una modestissima situazione iniziale. Si possiede, però, la forza interiore che garantisce il progresso. Se ci si accontenta della semplicità si può progredire senza macchia. Se qualcuno non è capace di stare quieto in condizioni modeste, questi vuole spingersi avanti ed è ambizioso e inquieto perchè vuoI sfuggire a bassezza e povertà con il suo comportamento, non già perchè voglia realmente produrre qualcosa. Raggiunta la meta egli diverrà certamente altezzoso e amante del lusso. Perciò il suo procedere è offuscato da macchie. L ‘uomo capace invece si accontenta di un procedere semplice. Egli vuole progredire per produrre qualcosa. Raggiunta la meta egli produce realmente e tutto si conclude bene.
Nove al secondo posto significa:
Procedere per via semplice, piana.
La perseveranza d’un uomo oscuro reca salute.
È rappresentata la situazione di un saggio solitario. Egli si tiene lontano dall’andirivieni del mondo, non pretende nulla da nessuno e non si lascia accecare da mete allettanti. Rimane fedele a se stesso e cammina così su una strada pianeggiante, in pace, attraverso la vita. Siccome è frugale e non provoca il destino, rimane libero da complicazioni.
Sei al terzo posto significa:
Un orbo sa vedere, uno sciancato sa procedere.
Egli procede sulla coda della tigre. Questa morde l’uomo.
Sciagura!
Un guerriero agisce così per il suo grande principe.
Un orbo sa vedere, ma ciò non gli basta per veder chiaro. Uno sciancato sa procedere, ma ciò non gli basta per avanzare. Se qualcuno affetto da tali debolezze si ritiene ugualmente forte e si butta nel pericolo, attira su di sè sciagura, poichè egli commette qualcosa che va al di là delle sue forze. Questo temerario modo di precipitarsi in avanti senza badare alle proprie forze può andare tutt’al più per un guerriero che combatte per il suo grande principe.
Nove al quarto posto significa:
Egli procede sulla coda della tigre.
Prudenza e circospezione conducono finalmente alla salute.
Si tratta qui d’un’impresa pericolosa. Sussiste la forza interiore sufficiente per eseguirla. Ma la forza interiore si congiunge verso l’esterno con esitante prudenza, all’opposto della linea precedente la quale è interiormente debole mentre si sospinge avanti verso l’esterno. Così il successo finale, che consiste nel fatto che si ottiene ciò che si vuole, cioè che si supera il pericolo progredendo, è sicuro.
Nove al quinto posto significa:
Procedere deciso.
Perseveranza con coscienza del pericolo.
Si tratta del signore di tutto il segno. Ci si vede costretti a procedere decisi. Facendolo, però, bisogna rimaner consci del pericolo congiunto con un tale procedere deciso; specialmente se si persiste nell’agire. Solo la coscienza del pericolo rende possibile la riuscita.
Nove sopra significa:
Mira il tuo procedere e esamina i segni favorevoli.
Se tutto è perfetto viene sublime salute.
L’opera è compiuta. Se si vuol sapere se la sua conseguenza sarà la salute, si guardi indietro sul proprio procedere e sulle conseguenze che esso ebbe. Se gli effetti sono buoni la salute è certa. Nessuno conosce se stesso. Solo dalle conseguenze delle azioni, dai frutti delle opere, si può giudicare che cosa ci si deve attendere.
11. TTAI – LA PACE

sopra Kkunn, il Ricettivo, la Terra

sotto Kkienn, il Creativo, il Cielo

Il ricettivo, il cui moto cala verso il basso, si trova sopra; il creativo, il cui moto ascende verso l’alto, si trova sotto. Le loro influenze quindi s’incontrano, e stanno in armonia, così che tutti gli esseri fioriscono e prosperano. Il segno è coordinato al primo mese (febbraio-marzo), nel quale le forze della natura preparano la novella primavera.

LA SENTENZA

La pace. Il piccolo se ne va, il grande se ne viene.
Salute!
Riuscita!

Il segno accenna alla natura in un’epoca nella quale, per così dire, vi è il cielo in terra. Il cielo si è posto sotto la terra. Così le loro forze si uniscono in intima armonia. Da ciò nasce pace e prosperità per tutti gli esseri.
Nel mondo umano questo è un tempo di concordia sociale. Gli alti si chinano verso i bassi, e i bassi e i piccini nutrono sentimenti amichevoli verso gli alti, cosicchè ogni ostilità cessa. 
Dentro, nel centro, al posto decisivo, sta il luminoso; l’oscuro sta fuori. Così il luminoso esercita un’azione vigorosa, e l’oscuro è cedevole. In questo modo ambo le parti hanno il loro tornaconto. Quando i buoni si trovano in posizione centrale nella società e tengono in mano il dominio, anche i cattivi subiscono la loro influenza e si emendano. Quando nell’uomo regna lo spirito disceso dal cielo, anche la sensualità finisce sotto la sua influenza e trova così il posto che le compete. 
Le singole linee entrano da sotto nel segno e lo abbandonano di nuovo dall’alto. Cioè i piccoli, deboli, cattivi stanno andandosene, ed i grandi, forti, buoni sono in ascesa. Ciò reca salute e riuscita.

L’IMMAGINE

Cielo e terra si congiungono:
L’immagine della pace.
Così il sovrano divide e compie
Il corso di cielo e terra,
Amministra ed ordina i doni di cielo e terra,
E così assiste il popolo.

Cielo e terra sono in comunicazione ed uniscono i loro effetti. Ciò produce un’epoca di generale fioritura e prosperità. Questo flusso di forze deve essere regolato dal sovrano degli uomini. Ciò avviene ripartendolo. Così il tempo sempre uniforme viene suddiviso dall’uomo, seguendo le sue apparenze, in stagioni, e, per convenzione umana, lo spazio, ovunque onnipresente. nelle direzioni della rosa dei venti. In tal modo la natura con la sua traboccante abbondanza di fenomeni viene limitata e domata. D’altra parte la natura deve essere aiutata nella sua produzione. Ciò accade quando si adattano i prodotti del momento giusto al luogo giusto. Cosi si aumenta il reddito naturale. Questa attività che doma e aiuta la natura è quel lavoro fatto sulla natura del quale l’uomo si avvantaggia.

LE SINGOLE LINEE

Nove all’inizio significa:

Svellendo falarica viene via anche la zolla erbosa.
Ognuno secondo la sua indole. Imprese recano salute.

In tempi fiorenti ogni uomo capace, chiamato a un dato posto, trae seco un seguito di suoi pari. come quando svellendo la falarica si estraggono sempre contemporaneamente parecchi gambi. perchè le loro radici sono aggrovigliate. La mente dell’uomo capace anela, in tali tempi, nei quali una grande azione è possibile, ad uscire dalla solitudine ed a produrre. 

Nove al secondo posto significa:

Sostenere in dolcezza gli incolti,
Attraversare decisi il fiume,
Non negligere il distante,
Non tener conto dei compagni:
Così alfine si riesce a camminare nel mezzo.

In tempi fiorenti è anzitutto importante possedere quella grandezza interiore che permette di sopportare anche il peso delle imperfezioni. Poiché un grande maestro non conosce materiale sterile. Egli di tutto sa fare ancora qualche cosa. Questa larghezza di cuore non è affatto negligenza o debolezza. Proprio nei tempi di fioritura bisogna essere costantemente pronti ad osare, quando sono necessarie, anche delle imprese pericolose, per esempio il passaggio di un fiume. E non vale nemmeno trascurare le cose più lontane, ma si deve provvedere puntualmente a tutto. Bisogna guardarsi particolarmente da partigianeria e da combriccole. Poiché anche se coloro che consentono si fanno innanzi uniti, essi non devono per solidarietà reciproca formare un partito; anzi ognuno deve fare il proprio dovere. Queste quattro cose sono quelle con le quali si può superare il pericolo del graduale afflosciamento, che sta in agguato in ogni epoca di pace, ed in tal modo si trova la giusta via di mezzo dell’agire.

Nove al terzo posto significa:

Nessun piano cui non segua un declivio,
Nessun’andata cui non segua il ritorno,
Senza macchia è chi rimane perseverante nel pericolo.
Non rammaricarti di questa verità.
Godi della felicità che ancor possiedi.

Ogni cosa terrena è soggetta a cambiare. Alla fioritura segue la decadenza. Quest’è l’eterna legge in terra. Il male può essere represso, è vero, ma non durevolmente eliminato. Ritorna. Questa convinzione potrebbe renderci melanconici. Ma essa non deve avere questo effetto, deve soltanto far sì che non si diventi ciechi nella fortuna. Restando memori del pericolo, si rimane perseveranti e non si commettono errori. Finchè l’intima natura rimane più forte e ricca della fortuna esteriore, finchè restiamo interiormente superiori al destino, la fortuna ci rimane fedele.

Sei al quarto posto significa:

Egli cala aleggiando, senza far pesare la ricchezza,
Insieme al suo prossimo, schietto e sincero.

In tempo di reciproca fiducia, gli alti vanno verso i bassi con tutta semplicità e senza farsi forti della loro ricchezza. Ciò non è dovuto ad un’imposizione da parte delle circostanze, ma corrisponde all’intimo sentimento. Allora l’avvicinamento si fa senza alcuna formalità perchè basato sulla convinzione interiore.

Sei al quinto posto significa:

Il sovrano I dà in sposa sua figlia,
Questo reca prosperità e sublime salute.

Il Sovrano I è Ttang, l’Ultimatore. Egli aveva destinato che le principesse imperiali, nonostante il loro rango superiore a quello dei consorti ai quali venivano date in ispose, dovessero obbedire ai loro mariti proprio come qualunque altra moglie. Anche qui c’è il richiamo all’unione veramente modesta di alti e bassi, che reca fortuna e prosperità.

Sei sopra significa:

Il vallo ricade nel fosso.
Adesso non adoperare eserciti.
Nella tua propria città annuncia i tuoi comandi.
Perseveranza reca svergognamento.

Il rovescio già accennato nel mezzo del segno è sopraggiunto. Il vallo della città ricasca nel fosso dal quale era stato ricavato. La fatalità irrompe. In questo caso è opportuno arrendersi al destino e non voler opporglisi resistendo con la forza. La sola cosa che resta è quella di mantenersi entro la propria cerchia più stretta. Volendosi opporre nel solito modo, con ostinazione, al male, il crollo diverrebbe soltanto più rovinoso, e svergognamento ne sarebbe la conseguenza

 

12. PI – IL RISTAGNO
sopra Kkienn, il Creativo, il Cielo
sotto Kkunn, il Ricettivo, la Terra
Il segno è l’esatto contrario dell’altro. Il cielo, sopra, si ritira sempre più verso l’alto, la terra, sotto, scende sempre più verso il basso. Le forze creative stanno fuori rapporto. È il tempo del ristagno e della decadenza. Il segno è coordinato al settimo mese (agosto-settembre), quando l’annata ha sorpassato il suo culmine e si prepara l’avvizzimento autunnale.
LA SENTENZA
Il Ristagno.
Mala gente non è propizia
Alla perseveranza del nobile.
Il grande se ne va, il piccolo se ne viene.
Cielo e terra non comunicano più fra di loro, e tutte le cose raggelano. Superiori ed inferiori stanno fuori rapporto e sulla terra regnano scompiglio e disordine. All’interno vi è l’oscuro, e il chiaro sta di fuori. All’interno vi è debolezza, fuori durezza; gli ignobili stanno dentro, e i nobili fuori. Il genere ignobile è in ascesa, il genere nobile in declino. Ma i nobili non si lasciano scuotere nei loro principi. Quando vedono che non hanno più la possibilità d’agire, essi rimangono lo stesso fedeli ai loro principi e si ritirano in segretezza.
L’IMMAGINE
Cielo e terra non si uniscono:
L’immagine del Ristagno
Così il nobile si ritira sul suo valore interiore
Per sfuggire alle difficoltà.
Egli non si lascia onorare con appannaggi.
Quando nella vita pubblica regna reciproca diffidenza in seguito alla influenza esercitata dagli ignobili, ogni operare fecondo diventa impossibile, perchè il fondamento è sbagliato. Perciò il nobile sa che cosa deve fare in simili circostanze. Non si lascia sedurre da brillanti offerte a prender parte ad opere pubbliche, il che per lui sarebbe soltanto pericoloso, visto che egli è incapace di partecipare alla bassezza degli altri. Perciò nasconde i suoi pregi e si ritira in segretezza.
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Svellendo falarica viene via la zolla erbosa.
Ognuno secondo il suo genere.
Perseveranza reca salute e riuscita.
Il testo è quasi il medesimo di quello della prima linea dell’ultimo segno, soltanto in senso opposto. Là uno tira gli altri dietro a sè verso la carriera del funzionario, qui uno tira l’altro con sè nella ritirata dall’ufficio pubblico. Perciò qui non è detto ″imprese recano salute″, bensì ″perseveranza reca salute e riuscita″. Solo sapendo ritirarsi a tempo, quando non ci sono più possibilità di agire, ci si risparmia lo svergognamento e si riesce in un senso superiore, purchè si sappia conservare la propria personalità nel suo valore.
Sei al secondo posto significa:
Portarli e tollerarli, questo significa per gli ignobili salute.
Al grand’uomo il ristagno serve alla riuscita.
Gli ignobili sono pronti ad adulare strisciando i loro superiori. Essi tollererebbero anche il nobile, se egli volesse aiutarli a risolvere lo scompiglio. Ciò recherebbe loro salute. Ma il grande uomo sopporta tranquillamente le conseguenze del ristagno. Non si mescola nelle schiere degli ignobili. Il suo posto non è lì. Con ciò egli procura, soffrendo personalmente, successo ai suoi principi.
Sei al terzo posto significa:
Essi portano pudore.
Gli ignobili saliti per vie illegali non si sentono pari alla responsabilità che si sono assunti. Cominciano- da prima ancora senza mostrarlo esteriormente- a vergognarsi in silenzio. Quest’è l’inizio del cambiamento in meglio.
Nove al quarto posto significa:
Chi opera per ordine del supremo rimane senza macchia.
I suoi pari fruiscono della prosperità.
Il tempo del ristagno si avvicina al suo capovolgimento. Chi vuole rimettere le cose a posto deve essere chiamato a farlo e possedere la necessaria autorità. Chi volesse erigersi in riordinatore secondo il proprio arbitrio, potrebbe provocare errori ed insuccesso. Ma a chi è chiamato a farlo le circostanze vengono incontro, e della sua prosperità diventano partecipi tutti i suoi pari.
Nove al quinto posto significa:
Il ristagno scema. Al grand’uomo salute!
″Se non riuscisse, se non riuscisse!″.
Per questo egli lo lega a un fascio di rametti di gelso.
Sentenze aggiunte: ″Pericolo nasce dove uno si sente sicuro al suo posto. Rovina minaccia dove uno cerca di mantenere il suo possesso. Scompiglio nasce dove uno ha tutto in ordine. Per questo il nobile, quand’è sicuro non dimentica il pericolo, non la rovina quando sta saldo e, quando ha ordine, non lo scompiglio. Così egli arriva personalmente alla sicurezza ed è capace di proteggere l’impero″.
I tempi cambiano. È venuto l’uomo adatto che è in grado di stabilire l’ordine. Perciò: salute! Ma proprio in tali tempi di transizione bisogna aver timore e tremore. Solo essendo estremamente preoccupati,pensando continuamente: ″se non riuscisse!″, il successo si consolida. Quando si tagliano i rametti di gelso, dalle radici spunta un gruppo di germogli particolarmente solidi. Perciò il consolidamento del successo è simboleggiato daII’immagine del legare a rametti di gelso.
Confucio a questo proposito dice: ″Pericolo nasce dove uno si sente sicuro al suo posto. Rovina minaccia dove uno cerca di mantenere il suo possesso. Scompiglio nasce dove uno ha tutto in ordine. Per questo il nobile, quand’è sicuro non dimentica il pericolo, non la rovina quando sta saldo e, quando ha ordine, non lo scompiglio. Così egli arriva personalmente alla sicurezza ed è capace di proteggere l’impero″.
Nove sopra significa:
Il ristagno cessa.
Prima ristagno, poi salute!
Il ristagno non dura eternamente. È vero che non cessa da solo, ma che c’è bisogno d’un uomo capace di porvi fine. Quest’è la differenza tra la pace e il ristagno. La pace ha bisogno di durevole sforzo, per essere conservata. Abbandonata a se stessa si trasformerebbe in ristagno e declino. Il tempo del declino non si trasforma da sè in pace e fioritura, ma occorre uno sforzo per eliminarlo. In ciò sta la posizione creativa dell’uomo, necessaria onde il mondo ritorni in ordine.

 

13. TTUNG JENN – LA COMPAGNIA FRA UOMINI
sopra Kkienn, il Creativo, il Cielo
sotto Li, il Risaltante, il Fuoco
L’immagine del segno primordiale superiore, Kkienn, è il cielo, quella dell’inferiore, Li, è la fiamma. La natura del fuoco è di divampare verso il cielo. La seconda linea è quella che riunisce attorno a sè le cinque forti per la sua natura centrale. Il segno è l’antitesi del N°7, l’Esercito. Lì c’è pericolo dentro, fuori obbedienza, quale essenza del bellicoso esercito, che per la sua coesione ha bisogno di un forte fra i molto deboli. Qui vi è chiarezza dentro, fuori forza, quale essenza della pacifica riunione degli uomini, che ha bisogno di un tenero fra molti solidi, per essere coerente.
LA SENTENZA
Compagnia fra uomini all’aperto: riuscita.
Propizio è attraversare la grande acqua.
Propizia è la perseveranza del nobile.
La vera comunanza fra gli uomini deve avvenire in base ad una partecipazione cosmica. Non scopi particolari dell’io, ma mete di tutta l’umanità producono durevole comunanza fra gli uomini; perciò è detto: ″Compagnia fra uomini all’aperto ha riuscita″. Quando regna una simile concordia si possono anche portare a termine compiti difficili e pericolosi come il traversamento della grande acqua. Ma per poter effettuare una simile comunanza v’è bisogno d ‘un condottiero perseverante ed illuminato il quale abbia degIi scopi chiari e intelligibili che entusiasmano, e sappia perseguirli con energia. (Il segno interiore significa chiarezza, quello esteriore forza).
L’IMMAGINE
Il cielo insieme al fuoco:
L’immagine della compagnia fra uomini.
Così il nobile ripartisce le stirpi e distingue le cose.
Il cielo ha la medesima direzione di moto del fuoco, pur essendo da lui distinto. Come i corpi luminosi in cielo servono alla partizione e suddivisione del tempo, così anche nella società umana; e tutte le cose che veramente si appartengono devono essere ripartite organicamente. La compagnia non deve essere una commistione di singoli o di cose – questo sarebbe un caos non una compagnia – bensì, perchè conduca all’ordine, deve essere una molteplicità raggruppata organicamente.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Compagnia fra uomini sul portone.
Nessuna macchia.
L’inizio di un’unione tra uomini deve aver luogo davanti alla porta. Tutti devono stare ugualmente vicini l’uno all’altro. Non sussiste ancora nessuna aspirazione particolare. Così non si commettono errori. Le basi di ogni unione devono essere ugualmente accessibili a tutti i partecipanti. Convenzioni segrete recano sciagura. 
Sei al secondo posto significa:
Compagnia fra uomini entro la schiatta:
svergognamento.
Qui vi è il pericolo del formarsi d’una fazione sulla base di interessi personali ed egoistici. Simili fazioni, che sono esclusive e non aprono la porta a tutti, che devono condannare una parte dell’umanità per ottenere che gli altri si schierino insieme, nascono da motivi bassi ed a lungo andare conducono allo svergognamento. 
Nove al terzo posto significa:
Nasconde armi nella fratta,
Sale sull’alta collina antistante.
Per tre anni egli non si solleva.
Qui la comunanza si è capovolta in diffidenza. Si diffida degli altri, si tendono loro insidie di nascosto e si cerca di spiarli da lontano. Si ha da fare con un avversario duro, impossibile a debellare in questo modo. Sono mostrati gli ostacoli che sbarrano la via alla comunanza con altri. Abbiamo noi stessi dei secondi fini e tentiamo di cogliere l’altro eventualmente di sorpresa. Ma proprio questo rende noi stessi diffidenti; ricerchiamo i medesimi secondi fini anche nell’avversario e tentiamo di spiarlo. In conseguenza ci allontaniamo sempre più da una vera comunanza. Quanto più tempo dura, tanto più ci estraniamo da lui.
Nove al quarto posto significa:
Egli sale sulle sue mura, egli non può assalire.
Salute!
Qui la riconciliazione dopo il dissidio si avvicina. Vi sono ancora, è vero, delle mura divisorie sulle quali si sta l’uno di fronte all’altro. Ma le difficoltà sono troppo grandi. Viene il bisogno, e il bisogno ci fa ritornare in senno. Non si può lottare, ma proprio su ciò si fonda la saIute.
Nove al quinto posto significa:
Gli uomini compagni piangono prima e gemono,
Ma poscia ridono.
Dopo grandi lotte riescono ad incontrarsi.
Due uomini sono divisi esteriormente ma uniti nel cuore. Sono separati dalle loro posizioni nella vita. Fra loro s’innalzano molti ostacoli e impedimenti che li rattristano. Ma non si lasciano separare da alcuno di essi, anzi rimangono fedeli l’uno all’altro. E quantunque il superamento di questi ostacoli costi loro gravi lotte, essi finiranno lo stesso col vincere, ed allora, quando si ritroveranno, la loro tristezza si muterà in gioia.
Kung Tse dice:
″La vita guida l’uomo serio per sentieri variamente aggrovigliati.
Spesso è ostacolato il vigoroso camminare, poi la via ritorna dritta.
Talvolta un vivo sentimento può sfogarsi in eloquenti verbi,
Tal’altra il grave pondo del sapere deve chiudersi in silenzio.
Ma dove due mortali sono uniti fin nell’imo cuore,
Infrangono persino i vincoli di bronzo o ferro.
E dove due nell’imo cuore interamente si comprendono
Sono soavi e forti qual profumo d’orchidee le parole ″.
Nove sopra significa:
Compagnia fra uomini fuori mura:
nessun pentimento.
Qui fa difetto la vera cordialità, veramente si sta già fuori dalla comunanza con altri. Ma vi si accede lo stesso. La comunanza non comprende tutti, ma soltanto quelli che per caso abitano vicini. ″Fuori mura″ è il pascolo alle porte della città. L’ultima meta dell ‘unione della umanità non è ancora raggiunta. Ma non occorre muoversi dei rimproveri. Si va con quella compagnia, senza scopi particolari.

 

14. TA YU – IL POSSESSO GRANDE
sopra Li, il Risaltante, il Fuoco
sotto Kkienn, il Creativo, il Cielo
Il fuoco alto nel cielo raggia così lontano che tutte le cose giungono alla luce ed alla manifestazione. La debole quinta linea si trova su posto onorato, e tutte le linee forti le corrispondono. A colui il quale in alto posto è modesto e mite tutto cade in grembo (Il senso del segno concorda con le parole di Gesù: ″Beati i mansueti poichè possiederanno il regno della terra″).
LA SENTENZA
Il possesso grande: sublime riuscita
I due segni primordiali indicano che forza e chiarezza si uniscono. Il possesso grande è determinato dal destino il quale corrisponde al tempo. Com’è possibile che la debole linea sia così potente da tener ferme quelle forti e di possederle? Per la sua disinteressata modestia. È un tempo propizio. Forza nell’interno, e chiarezza e coltura all’esterno. La forza si estrinseca pura e moderata. Ciò reca sublime riuscita e ricchezza.
(Si potrebbe pensare che il segno la Solidarietà, N° 8, sia ancora più propizio, visto che lì è un forte che raduna intorno a sè i cinque deboli. Eppure la sentenza ″sublime riuscita″, qui aggiunta, è molto più propizia. Ciò proviene dal fatto che quelli che il forte sovrano tiene assieme lì sono soltanto dei semplici sudditi, mentre qui stanno al fianco del mite signore come aiutanti, tanti uomini forti e capaci. Tali persone si possono caricare di grandi responsabilità. come è necessario fare quando si tratta di imprese importanti).
L’IMMAGINE
Il Fuoco su nel Cielo:
L’immagine del possesso grande.
Cosi il nobile ostacola il male e favorisce il bene
Ed obbedisce così alla benigna volontà del cielo.
Il sole alto nel cielo, che irraggia ogni cosa terrena, è l’immagine del possesso grande. Ma un tale possesso deve essere amministrato bene. Il sole porta alla luce il male come il bene. Dagli uomini il male deve essere combattuto ed ostacolato, il bene promosso e favorito. Solo in questo modo si corrisponde alla benigna volontà di Dio il quale vuole solo il bene e non il male.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Nessun rapporto col dannoso, questo non è una macchia.
Restando consapevoli della difficoltà,
Si rimane senza macchia.
Grande possesso, che si trova ancora allo stadio iniziale e non è stato affatto contestato, è senza macchia; giacchè non vi è neppure l’occasione di commettere degli errori. Ma vi sono da superare molte difficoltà. Solo se di queste difficoltà si rimane consci si diventa realmente liberi interiormente da ogni possibilità di diventare superbi e prodighi, e si è superata in linea generale ogni macchia.
Nove al secondo posto significa:
Un grande carro da caricare.
Si imprenda pure qualche cosa.
Nessuna macchia.
Un possesso grande non consiste solo nella quantità dei beni che stanno a disposizione, ma anzitutto nella loro mobilità e possibilità di utilizzazione. Allora si adoperino pure per delle imprese, chè si rimane liberi da imbarazzi ed errori. Col grande carro che si può pesantemente caricare e col quale si può andare molto lontano si intendono degli aiutanti capaci che ci stanno a fianco e che sono pari alloro compito. A tale gente -cosa necessaria in imprese importanti- si può addossare grande responsabilità.
Nove al terzo posto significa:
Un principe ne fa offerta al figlio del cielo.
Un uomo piccino non sa fare questo.
È dovere di un uomo magnanimo e liberale di non considerare il suo possesso come sua esclusiva proprietà personale, ma di metterlo a disposizione del sovrano e, rispettivamente, della generalità. Così egli si pone nel giusto punto di vista di fronte al possesso, che non può mai essere durevole come possesso privato. Un uomo meschino, è vero, non è capace di far ciò. A costui un grande possesso ridonda a danno poichè egli, invece di sacrificare, vuol mantenere. (Parlando del possesso qui è affermato il medesimo principio che esprimono le parole: ″Chi vuol mantenere la vita la perderà; ma chi perde la vita la manterrà″) .
Nove al quarto posto significa:
Egli fa una distinzione
Fra sè ed il suo prossimo.
Nessuna macchia.
È designata una situazione posta fra ricchi e potenti vicini. Ciò reca un pericolo. Allora è opportuno non guardare nè a destra nè a sinistra, e rimanere esenti da invidia e non tentare di uguagliare gli altri. Cosi si rimane liberi da errori (Un’altra versione, anch’essa generalmente accettata, suonerebbe: ” Egli non si fida della sua copia. Nessuna macchia″Questo significherebbe che, possedendo, ci si mantiene liberi da errori come se non si possedesse).
Sei al quinto posto significa:
Quegli la cui verità è affabile e pur dignitosa ha salute.
La situazione è molto propizia. Senza costrizione esteriore, solo in conseguenza della spontanea sincerità si conquistano gli uomini, così che anch’essi ci sono affezionati in sincera verità. Ma al tempo del possesso grande la mitezza da sola non basta, altrimenti pian piano potrebbe facilmente insorgere spudoratezza. Questo insorgere della spudoratezza dev’essere frenato dalla dignità, allora la salute è certa.
Nove sopra significa:
Dal cielo in alto è benedetto, salute!
Nulla che non sia propizio. Nella pienezza del possesso e del potere si rimane modesti e si onora il saggio che sta al di fuori del termine del mondo. Con questo ci si pone sotto la benedetta influenza che scende dal cielo e tutto si conclude bene.
Confucio dice di questa riga: ″Benedire significa aiutare. Il cielo aiuta il devoto, gli uomini aiutano il veritiero. Chi cammina in veracità ed è devoto nel suo pensiero e tiene alti coloro che sono degni, quegli è benedetto dall’alto del cielo. Egli trova salute, e nulla vi è che non sia propizio″.

 

15. KKIENN – LA MODESTIA
sopra Kkunn, il Ricettivo, la Terra
sotto Kenn, l’Arresto, il Monte
Il segno si compone di Kenn, l’arresto, il monte, e di Kkunn. Il monte è il figlio minore del creativo, il rappresentante del cielo in terra. Egli elargisce le benedizioni del cielo, nubi e pioggia, radunantisi attorno alla sua cima, facendole discendere, per poi splendere trasfigurato da celeste luce. Ciò mostra la modestia ed il suo effetto in uomini elevati e forti. Sopra sta Kkunn, la terra. La qualità della terra è lo stare in basso, ma proprio per ciò essa in questo segno viene, stando al di sopra del monte, raffigurata esaltata. Ciò mostra l’effetto della modestia in uomini umili e semplici: ne vengono esaltati.
LA SENTENZA
Modestia crea riuscita.
Il nobile porta a termine.
La legge del cielo vuota ciò che è colmo e riempie ciò che è modesto: quando il sole sta al culmine deve volgere al tramonto seguendo la legge celeste, e quando sta nel punto più profondo sotto la terra va verso un suo nuovo sorgere. Quando la luna è piena essa cala, secondo la medesima legge, e quando è vuota ricomincia a crescere. Questa legge celeste opera anche nel destino degli uomini. La legge della terra è che il pieno si modifica ed affluisce al modesto: i monti alti vengono asportati dalle acque e le vallate riempite. La legge delle potenze del destino è quella di danneggiare ciò che è pieno e di largire fortuna a ciò che è modesto. Ed anche gli uomini odiano il pieno ed amano il modesto.
I destini seguono leggi fisse, che si esplicano con rigore. Ma è in potere dell’uomo di plasmare la sua sorte secondo che col suo comportamento egli si esponga all’influenza delle forze benigne o di quelle deleterie. Quando l’uomo sta in alto e si mostra modesto egli splende nella luce della saggezza. Quando è basso e si mostra modesto, egli non può essere scavalcato. Così il nobile riesce a portare a termine la sua opera, e non si vanta della cosa compiuta.
L’IMMAGINE
Dentro la terra sta un monte:
L’immagine della modestia.
Così il nobile diminuisce quello che è troppo,
Ed aumenta quello che è poco.
Egli pondera le cose e le rende uguali.
L ‘aspetto della terra nella quale sta nascosto un monte non palesa la sua ricchezza, poichè le elevazioni del monte servono per compensare gli avvallamenti. Così alto e profondo si compensano, ed il risultato è la pianura. Come immagine della modestia è usata qui la circostanza che ciò che ha richiesto un lungo tempo per essere effettuato appare poi naturale e facile. Così fa il nobile quando mette ordine in terra. Egli compensa i contrasti sociali che sono le fonti di discordia, e crea condizioni eque e piane.
(In questo segno si notano una serie di parallelismi con la dottrina profetica e cristiana della Bibbia. Per esempio ″Chi s’innalza sarà abbassato. Chi si abbassa da solo dovrà essere innalzato″, ″Tutte le valli dovranno essere innalzate e tutte le montagne e colline dovranno essere abbassate, e ciò che è disuguale dovrà diventar piano, e ciò che è gibboso diventare liscio″ (Is .40,4), ″Dio umilia il superbo, ma dà grazia all’umile″. Anche il Giudizio Universale nella religione dei Parsi mostra tratti simili. Ed a proposito dell’ultimo detto sarebbe da citare la concezione greca dell’invidia degli dei).
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Un nobile modesto-modesto
Attraversi pure la grande acqua.
Salute!
Un’impresa pericolosa come il traversamento della grande acqua è resa ben più difficile quando intervengono molte pretese e molti riguardi. Riesce invece facile se viene compiuta con speditezza e semplicità. Perciò lo stato d’animo del tutto senza pretese della modestia è atto a compiere anche delle imprese difficili, appunto perchè non avanza alcuna pretesa e prevenzione, ma sbriga la cosa senza altro; giacchè dove non si elevano pretese non si oppongono resistenze.
Sei al secondo posto significa:
Modestia che si manifesta.
Perseveranza reca salute.
Per l’abbondanza del cuore la bocca parla. Quando qualcuno è interiormente tanto modesto da mostrare questo sentimento nel suo comportamento esteriore, ciò gli ridonda a salute; giacchè in tal modo egli ha in se stesso la possibilità di un agire costante che non può essere turbato da nessuno.
Nove al terzo posto significa:
Un nobile meritevolmente modesto porta a termine.
Salute!
Qui sta il centro del segno, ove il suo segreto è pronunciato. Per grandi prestazioni si acquista rapidamente un gran nome. Lasciandosi accecare dalla fama interverrà ben presto la critica ed incominceranno le difficoltà. Se, invece, nonostante i propri meriti. si rimane modesti, ci si rende bene accetti e si acquistano le forze ausiliarie necessarie per portare a termine l’opera intrapresa.
Sei al quarto posto significa:
Nulla che non sia propizio per modestia nel muoversi.
Ogni cosa ha la sua misura. Anche la modestia nel comportamento può venire esagerata. Qui sta al suo posto, giacchè la posizione fra un meritevole aiutante sotto e un sovrano benevolo sopra porta con sè una grandissima responsabilità. Non si deve abusare della fiducia del superiore nè velare i meriti dell’inferiore. È vero che vi sono dei funzionari che non eccellono. Essi si coprono con la lettera delle disposizioni, rifiutano ogni responsabilità, accettano lo stipendio senza fornire le prestazioni corrispondenti, portano dei titoli ai quali non corrisponde nessuna reale importanza. La modestia qui nominata è il contrario di tutto ciò. La modestia in una tale posizione si mostra appunto nel fatto che si compie il proprio lavoro con interesse.
Sei al quinto posto significa:
Non far pesare ricchezza nei confronti del prossimo.
Propizio è assalire con violenza.
Nulla che non sia propizio.
Modestia è diversa da debole bonarietà, che lascia correre tutto. Trovandosi in un posto di responsabilità bisogna talvolta anche procedere energicamente. Per farlo occorre che non si cerchi di impressionare insistendo sulla propria superiorità, ma è necessario esser sicuri del proprio ambiente. Il procedere deve essere puramente oggettivo e non deve aver nulla di personalmente offensivo. Cosi si mostra la modestia anche nella severità. 
Sei sopra significa:
Modestia che si manifesta.
Propizio è far marciare eserciti
Per punire la propria città ed il proprio paese.
Chi prende realmente sul serio la propria modestia deve far sì che essa si manifesti davvero nella realtà. Deve procedere con grande energia. Quando sorgono inimicizie nulla è più facile che cercare la colpa in un altro. Allora un uomo debole forse si ritira offeso in se stesso, avrà compassione di sè, e crede di essere modesto se non si difende. Vera modestia si mostra accingendosi a metter ordine e incominciando col punire se stessi e la propria cerchia più ristretta. Solo avendo il coraggio di far marciare contro se stessi i propri eserciti si compie realmente un’azione energica.

 

16. U – IL FERVORE
sopra Cenn, I’ Eccitante, il Tuono
sotto Kkunn, il Ricettivo, la Terra
La forte linea al quarto posto, quello del funzionario dirigente, incontra affabilità ed obbedienza presso tutte le altre linee deboli. Il segno primordiale superiore, Cenn, ha per qualità il moto; l’inferiore, Kkunn, l’obbedienza, la dedizione. Ha quindi inizio un movimento che incontra dedizione e perciò trascina con sè, ispira, entusiasma. Di grande importanza è inoltre la legge del moto lungo la linea della minima resistenza che è enunciato in questo segno come legge degli avvenimenti nella natura e nella vita umana.
LA SENTENZA
Il Fervore.
Propizio è nominare vassalli e far marciare eserciti.
Fondamento del tempo del fervore è che vi è un uomo importante, il quale sta a contatto con l’animo popolare e agisce in concordanza con esso. Perciò egli incontra obbedienza generale e spontanea. Per destare fervore è quindi necessario che si regolino le proprie disposizioni secondo la natura di coloro che si guidano. Su questa regola del moto sulla linea della minima resistenza poggia l’ infrangibilità delle leggi di natura. Esse non sono delle circostanze estrinseche alle cose, sono anzi l’armonia del moto, immanente ad esse. Perciò i corpi celesti non deviano dalle loro orbite, ed ogni avvenimento naturale si compie con salda regolarità. In tal guisa le cose stanno anche nella società umana. Anche qui non si potrà dare esecuzione che a quelle leggi che hanno la loro radice nel sentimento popolare, mentre delle leggi contrastanti questo sentimento desteranno solo esasperazione.
Il fervore rende poi anche possibile l’istituzione di aiutanti per eseguire lavori, senza che siano da temere segrete reazioni. È pure il fervore quello che è in grado di unificare dei movimenti di masse, come nella guerra, in modo tale che esse riportino vittoria. 
L’IMMAGINE
Il Tuono erompe sonoro dalla Terra:
L’immagine del Fervore.
Così gli antichi re facevano della musica,
Per onorare i meriti.
E la presentavano magnifica offerta al Dio supremo
Evocando la presenza dei loro avi.
Quando il tuono, la forza elettrica, all’inizio dell’estate erompe di nuovo sonoro dalla terra ed il primo temporale rinfresca la natura, una lunga tensione si scioglie. Alleggerimento e gioia sopraggiungono. Similmente la musica possiede il potere di sciogliere la tensione nel cuore, l’oscura potenza dei sentimenti. Il fervore del cuore si estrinseca involontariamente in accenti di canto, in danze e ritmici movimenti del corpo.
Fin dall’antico l’azione ispiratrice dell’invisibile suono, che muove ed unisce i cuori degli uomini, fu sentito come un mistero. I sovrani utilizzarono questa naturale inclinazione per la musica. Le diedero dignità ed ordine. La musica era considerata una cosa seria, sacra, atta a purificare i sentimenti degli uomini. Doveva esaltare gli eroi e servire così da ponte verso il mondo invisibile. Nel tempio ci si accostava a Dio con musica e pantomine (dalle quali più tardi nacque il teatro). I sentimenti religiosi rivolti verso il creatore dell’universo si univano coi più sacri sentimenti umani, quelli del timore reverenziale degli avi. Questi erano invitati alle funzioni sacre come ospiti del signore del cielo e come rappresentanti dell’umanità in quelle regioni superiori, collegando così il proprio passato con la divinità in solenni momenti di entusiasmo inspirato dalla religione. Il vincolo fra la divinità e l’umanità si saldava. Adorando la divinità dei suoi avi il sovrano diventava il figlio del cielo, nel quale il mondo celeste entra in contatto mistico con quello umano. Questi pensieri sono l’ultimo e supremo compendio della cultura cinese. Maestro Kung stesso diceva del grande sacrificio durante il quale questi erano compiuti: ″Chi comprendesse interamente questo sacrificio, quegli potrebbe governare il mondo come se girasse nella sua mano″. 
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Fervore che si manifesta reca sciagura.
Qualcuno in posizione subordinata ha delle alte relazioni delle quali si gloria enfaticamente. Con questa tracotanza egli attira su di sè fatalmente la sciagura. L ‘entusiasmo, il fervore, non devono mai essere un sentimento egoistico, ma sono giustificati solo come stati di animo generali che congiungono con gli altri. 
Sei al secondo posto significa:
Saldo come una pietra.
Nemmeno un giorno intero.
Perseveranza reca salute.
Qui è rappresentato qualcuno che non si lascia abbagliare da nessuna illusione. Mentre altri si fanno accecare dall’entusiasmo apparentemente inspirato, egli riconosce con perfetta chiarezza i primi segni del tempo. Egli verso l’alto non è strisciante, verso il basso non è incurante. Così è saldo come una pietra. Non appena si mostra il primo indizio di malumore sa ritirarsi in tempo senza perdere nemmeno un giorno. Perseveranza in questo comportamento reca salute.


Confucio dice: ″Conoscere i germi, quest’è certamente divino. Il nobile non è strisciante nei suoi rapporti verso l’alto, non è presuntuoso verso coloro che stanno in basso. Egli conosce bene i germi. I germi sono il primo impercettibile inizio del moto, sono ciò che della salute (e della sciagura) si mostra per primo. Il nobile vede i germi ed agisce subito. Egli non aspetta un giorno intero. Nel Libro dei Mutamenti è detto: ″Saldo come la pietra. Nemmeno un giorno intero. Perseveranza reca salute″.
Saldo come pietra, perchè un giorno intero?
È facile a sapersi la sentenza.
Il nobile conosce le nascoste cose e le palesi.
Conosce quelle deboli, conosce quelle forti:
Per questo le miriadi innalzano lo sguardo a lui.
Sei al terzo posto significa:
Fervore che guarda in alto crea pentimento.
Temporeggiare reca pentimento.
Qui si ha il contrario della linea precedente; lì indipendenza, qui l’entusiastico sguardo alto. Se si temporeggia troppo, anche questo crea pentimento. È opportuno cogliere il momento giusto per avvicinarsi; solo allora si colpisce nel segno.
Nove al quarto posto significa:
L’origine del fervore.
Egli raggiunge grandi cose.
Non dubitare.
Gli amici si schiereranno attorno a te come attorno
ad una fibbia per i capelli.
È qualcuno che sa ispirare entusiasmo perchè è sicuro e libero da esitazioni; non dubitando ed essendo veritiero del tutto, egli attrae gli uomini. Donando loro fiducia egli conquista dei collaboratori entusiasti ed ha successo. Come una fibbia dà appoggio ai capelli e li unisce, così egli unisce gli uomini con l’appoggio che dà loro.
Sei al quinto posto significa:
Costantemente malato e pur non muore mai.
Qui l’entusiasmo ispirato è soffocato. Ci si trova sotto una pressione duratura che non lascia respirare liberamente. Ma questa pressione ha talvolta anche il suo lato buono. Essa preserva dallo spendere le proprie forze in vano entusiasmo. Così la prolungata pressione può proprio servire per rimanere in vita.
Sei sopra significa:
Fervore accecato.
Ma se dopo il compimento si giunge al cangiamento,
Questo non è una macchia.
Lasciarsi accecare dal fervore è male. Ma anche se questo accecamento è già un fatto compiuto e si può ancora cambiare, si diventa liberi da macchia. Disingannarsi dopo un falso entusiasmo è facile ed è molto propizio.

 

17. SUI – IL SEGUIRE
sopra Tui, il Sereno, il Lago
sotto Cenn, l’Eccitante, il Tuono
Sopra sta il sereno, il cui carattere è la gioia, sotto l’eccitante, il cui carattere è il moto. Gioia nel moto conduce al seguire. Il sereno è la figlia minore, l’eccitante il figlio maggiore. Un uomo anziano si pone sotto una fanciulla giovane e le usa riguardo. Così egli la induce a seguirlo.
LA SENTENZA
Il Seguire ha sublime riuscita.
Propizia è perseveranza.
Nessuna macchia.
Per ottenere di essere seguiti bisogna innanzi tutto sapersi adattare. Solo servendo si giunge a dominare; giacchè soltanto così si ottiene la gioiosa adesione degli inferiori, che è necessaria perchè essi seguano. Ma dove si vuole costringere a seguire con astuzia o violenza, per congiura o interesse di fazione, nasce sempre una resistenza che impedisce un seguire volenteroso. Movimento gioioso può però anche condurre al male. Perciò è aggiunta la condizione: ″propizia è perseveranza ″, ovverosia consequenzialità nell’onesto, e ″senza macchia″. Come noi stessi dobbiamo chiedere seguito soltanto a questa condizione, così dobbiamo seguire gli altri solo alla medesima condizione se non vogliamo danneggiarci. L ‘idea del seguire, adattandosi a ciò che il momento richiede, è grande ed è importante, e perciò la sentenza aggiunta è anche cosi propizia.
L’IMMAGINE
In mezzo al lago sta il tuono:
L ‘immagine del Seguire.
Così il nobile al tempo del crepuscolo rincasa
Per ristorarsi e riposare.
In autunno l’elettricità si ritira di nuovo nella terra, e riposa. È preso come immagine il tuono in mezzo al lago; non il tuono in moto, ma il tuono nella quiete invernale. Il seguire risulta da questa immagine usata nel senso dell’adattamento alle richieste del tempo. Il tuono in mezzo al lago accenna ai tempi del buio e della quiete. Così il nobile, dopo essere stato instancabilmente attivo tutto il giorno, si concede ristoro e riposo durante la notte. Ogni situazione diventa buona soltanto se ci si sa adattare e se non ci si logora resistendo per errore. (Cfr. il detto di Goethe: ″E’ giorno ancora, si muove l’uomo alacre, Viene poi la notte, ed ogni oprare è vano″)
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Le circostanze decisive mutano. Perseveranza reca salute.
Uscir di casa per frequentare gente crea opere.
Vi sono delle situazioni d’eccezione. nelle quali il rapporto tra guidatore e guidato muta. È insito nell’idea dell’adattamento e del seguito che quando si vogliono guidare altri si rimanga accessibili e ci si lasci determinare dalle opinioni dei dipendenti. Soltanto che, così facendo. bisogna possedere dei principi saldi, di modo che non si diventi titubanti quando si tratti di sole opinioni del momento. Allorchè si è pronti ad ascoltare le opinioni di altri, non bisogna stare soltanto assieme con gente della medesima mentalità e con compagni di partito, ma bisogna uscire di casa e frequentare senza prevenzioni gente d’ogni specie, siano essi amici o nemici. Solo così si raggiunge un qualche risultato.
Sei al secondo posto significa:
Chi si attacca al ragazzino,
Perde l’uomo forte.
Nell’amicizia e nei rapporti intimi bisogna essere prudenti nella scelta. La compagnia che ci si procura o è buona o è cattiva. Non si possono avere tutte e due nello stesso tempo. Chi si butta via per accompagnarsi a persone indegne perde la possibilità di associarsi a persone di spirito elevato, che potrebbero spingere avanti sulla via del bene.
Sei al terzo posto significa:
Chi si attacca all’uomo forte,
Perde il ragazzino.
Seguendo si trova quello che si cerca.
Propizio è rimanere perseveranti.
Quando si è trovato il giusto modo di accompagnarsi con un uomo importante, ciò è naturalmente congiunto con una certa perdita. Bisogna distaccarsi da quanto è basso, superficiale. Pure si rimarrà intimamente soddisfatti, avendo trovato ciò che si ricerca e di cui si ha bisogno per lo sviluppo della propria personalità. Si deve soltanto rimanere saldi. Bisogna sapere ciò che si vuole e non lasciarsi stornare da vantaggi momentanei.
Nove al quarto posto significa:
Il seguire crea riuscita.
Perseveranza reca sciagura.
Percorrere la via con veracità reca chiarezza.
Come mai questo potrebbe essere una macchia ?
Si riesce spesso, quando si ha una certa influenza, a trovare dei seguaci essendo affabili verso gli inferiori. Gli uomini così conquistati non hanno però intenzioni sincere. Cercano vantaggi personali e tentano di rendersi indispensabili con adulazioni e con strisciante sottomissione. Avvezzarsi a simili compagni di fazione in modo da non poter più esistere senza di loro reca sciagura. Solo se si è completamente liberi dal proprio io e ci si cura con convinzione soltanto di ciò che è retto ed oggettivo, si acquista la chiarezza necessaria per smascherare tali persone, diventando liberi da macchia.
Nove al quinto posto significa:
Verace nel bene. Salute!
Ogni uomo deve avere un oggetto da seguire, che gli serva da stella che lo guida. Chi segue convinto il buono e il bello si sentirà rinvigorito da questo detto.
Sei sopra significa:
Egli trova solido attaccamento e per di più viene anche legato.
Il re lo presenta al monte occidentale.
Si tratta di un uomo che ha già lasciato dietro di sè il trambusto del mondo per quanto riguarda la sua persona, di un eccelso saggio. Ma egli incontra un seguace che lo comprende, e che non lo lascia andare. Così ritorna ancora una volta in questo mondo e aiuta l’altro a compiere la sua opera. Nasce cosi un’unione di genere eterno. Il paragone è preso dalla storia della dinastia Ciou. Questa dinastia onorava gli aiutanti meritevoli concedendo loro un posto nel tempio degli avi della famiglia sovrana, situato sulla Montagna Occidentale. Con ciò il prescelto era accolto nell’ambito del destino della casa regale.

 

18. KU – L’EMENDAMENTO DELLE COSE GUASTE
sopra Kenn, l’ Arresto, il Monte
sotto Sunn, il Mite. il Vento
Il segno cinese Ku rappresenta una scodella nel cui contenuto crescono dei vermi. È il contenuto che significa le cose guaste. Ciò avvenne perchè la mite indifferenza del segno primordiale inferiore si è incontrata con la rigida inerzia del segno primordiale superiore, così che le cose finirono nello stagnamento. Sussistendo dunque una colpevolezza questi stati contengono l’invito ad eliminarla. Il significato del segno non è quindi semplicemente ″il guastato″ bensi ″il guastato come compito″, il lavoro di ″emendamento del guastato″.
LA SENTENZA
L’Emendamento delle cose guaste ha sublime riuscita.
Propizio è attraversare la grande acqua.
Prima del punto iniziale tre giorni,
Dopo il punto iniziale tre giorni.
Ciò che fu guastato per colpa degli uomini può essere di nuovo emendato dal lavoro degli uomini. Non è un destino ineluttabile come quello del tempo del ristagno: ciò che ha condotto allo stato di corruzione è anzi la conseguenza dell’abuso della libertà umana. Perciò il lavoro di miglioramento ha ottime prospettive, giacchè si trova in accordo con le possibilità del momento. Soltanto non bisogna rifuggire dal lavoro e dal pericolo -simboleggiato nell’attraversamento della grand’acqua- ma occorre affrontare le cose con energia. La riuscita ha però come condizione preliminare un’accurata ponderazione. Ciò è espresso nell’aggiunta: ″Prima del punto iniziale tre giorni, dopo il punto iniziale tre giorni″. Prima bisogna conoscere le ragioni che hanno condotto alla corruzione, soltanto dopo si possono abolire. Ed inoltre bisogna curare affinchè l’esercizio della nuova linea diventi tanto sicuro da evitare ricadute: quindi attenzione al tempo dopo il punto iniziale! Al posto dell’indifferenza e dell’ignavia che hanno condotto alla corruzione, devono intervenire risolutezza ed energia, perchè alla fine possa seguire un nuovo inizio. 
L’IMMAGINE
Giù sotto il monte soffia il vento:
L’immagine dell’Emendamento delle cose guaste.
Cosi il nobile scuote la gente
e ne rinvigorisce l’animo.
Quando il vento soffia giù sotto il monte, ne è respinto e rovina le piante. Ciò contiene l’invito a migliorare. Lo stesso vale a proposito degli stati d’animo bassi e delle mode: essi portano corruzione nella società umana. Per eliminarli il nobile deve rinnovare la società. I metodi per farlo vengono pure desunti dai due segni primordiali, soltanto che i loro effetti si dispiegano ordinatamente l’uno dopo l’altro. Egli deve prima eliminare lo stagnamento scuotendo l’opinione pubblica (come il vento ha la capacità di scuotere), per poi rinvigorire e calmare il carattere della gente (come il monte dà quiete ed alimento a tutto ciò che cresce intorno a lui).
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Riassettare quello che fu guastato dal padre.
Quando vi è un figlio
Non rimane nessuna macchia sul padre
ritornato alla patria celeste.
Pericolo. Alla fine salute!
Rigido attaccamento alla tradizione ha avuto corruzione come conseguenza. Ma questa corruzione non è ancora profondamente radicata, e si può quindi emendarla ancora facilmente. È come quando un figlio compensa la corruzione insinuatasi sotto il dominio di suo padre. In tal caso sul padre non rimane nessuna macchia. Ma non bisogna trascurare il pericolo e prendere le cose alla leggera. Solo se si è consapevoli del pericolo che accompagna ogni riforma infine tutto si conclude bene.
Nove al secondo posto significa:
Riassettare quello che fu guastato dalla madre.
Non bisogna essere troppo perseveranti.
Si tratta di errori che per debolezza hanno cagionato la corruzione. Da ciò il simbolo di cose guastate dalla madre. In tal caso è necessario usare un certo delicato riguardo compensandole. Non bisogna voler procedere troppo rudemente, altrimenti si reca offesa con la rudezza.
Nove al terzo posto significa:
Riassettare quello che fu guastato dal padre.
Un po’ di pentimento vi sarà.
Nessuna grande macchia.
È raffigurato qualcuno che procede un po’ troppo energicamente riassettando le conseguenze degli errori del passato. Da ciò nasceranno certamente ogni tanto inconvenienti e qualche malumore. Ma meglio troppa che troppa poca energia. Se anche ci si dovrà talvolta pentire un po’, si rimane ugualmente liberi da ogni seria macchia.
Sei al quarto posto significa:
Tollerare quello che fu guastato dal padre.
Continuando per questa via
si vedrà svergognamento.
È mostrata una situazione nata dal fatto che qualcuno per debolezza non affronta la corruzione che, proveniente dal passato, comincia a mostrarsi adesso; e, al contrario, la lascia correre. Se la cosa continua così, svergognamento ne sarà la conseguenza.
Sei al quinto posto significa:
Riassettare quello che fu guastato dal padre
Si incontra lode.
Si è di fronte ad una corruzione nata da negligenza in tempi passati. Non si possiede la forza di arginarla da soli. Ma si trovano dei capaci aiutanti con l’apporto dei quali si riesce ad instaurare non un nuovo inizio creativo, è vero, ma per lo meno una riforma radicale, anch’essa degna di lode.
Nove sopra significa:
Non serve re nè principi.
Si pone mete più elevate.
Non tutti sono obbligati ad immischiarsi negli affari del mondo. Vi sono anche delle persone già cosi evolute interiormente da avere il diritto di lasciare che il mondo vada per il suo verso senza immischiarsi nella vita politica per riformarla. Ma con ciò non è detto che esse possano stare inattive, oppure soltanto criticare. Solo un lavoro fatto sulla propria persona in vista delle mete superiori dell’umanità dà il diritto di isolarsi a tal punto. Poichè il saggio, anche stando lontano dal trambusto del mondo, crea ugualmente degli incomparabili valori umani per il futuro.

 

19. LINN – L’AVVICINAMENTO
sopra Kkunn, il Ricettivo, la Terra
sotto Tui, il Sereno, il Lago
La parola cinese Linn ha una serie di significati che non si lasciano esaurire con un solo termine corrispondente nelle nostre lingue. Le antiche ispirazioni del Libro dei Mutamenti danno come primo significato ″diventar grande″. Ciò che diventa grande sono le due linee forti che entrano da sotto nel segno e vi crescono dentro. Con esse si espande la forza chiara. Partendo da qui il pensiero continua verso il concetto dell’avvicinamento, e cioè dell’avvicinamento del forte, di colui che sta più in alto di quello che è in basso. Significa, infine, anche la deferenza di un superiore verso il popolo; inoltre, il porre mano alle proprie faccende. Il segno è coordinato al dodicesimo mese (gennaio-febbraio), quando dopo il solstizio invernale la forza chiara è di nuovo in procinto di crescere.
LA SENTENZA
L’Avvicinamento ha sublime riuscita.
Propizia è perseveranza.
Quando viene l’ottavo mese vi è sciagura.
Nella sua totalità il segno accenna ad un tempo di progresso pieno di speranza. La primavera si avvicina. Letizia e cedevolezza avvicinano fra di loro alti e bassi. Il successo è sicuro. Vi è solo bisogno del lavoro deciso e perseverante per sfruttare il favore del tempo. Ed una cosa ancora: il tempo della primavera non dura in eterno. Nell’ottavo mese gli aspetti sono rovesciati. Rimangono allora soltanto due linee forti e chiare, le quali però non stanno avanzando, ma si ritirano (cfr. il prossimo segno). Bisogna riflettere a tempo a questo rovescio. Se in tal modo si affronta il male prima ancora che sia manifesto, anzi prima ancora che cominci ad agire, si potrà padroneggiarlo.
L’IMMAGINE
Al di sopra del lago è la terra:
L’immagine dell’Avvicinamento.
Così il nobile è inesauribile nella sua intenzione di insegnare,
E senza limiti nel sostenere e proteggere il popolo.
La terra è da sopra contigua al lago, quest’è l’immagine dell’avvicinamento e della deferenza del superiore verso coloro che stanno più in basso. Dalle due parti dell’immagine risulta il comportamento di questi verso quelli. Come il lago mostra un’inesauribile profondità, così il saggio è inesauribile nella sua disposizione ad insegnare agli uomini; e come la terra è ampia, senza limiti, e porta e cura tutte le creature, così il saggio porta e cura gli uomini senza escludere una parte dell’umanità con barriere d’un genere qualsiasi.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Avvicinamento in comune.
Perseveranza reca salute.
Il bene comincia a farsi strada e trova accoglienza in luogo influente. Da lì parte lo stimolo che invita l’uomo capace ad avvicinarsi. Allora è bene associarsi a questa tendenza verso l’alto. Solo che bisogna badare a non perdere se stessi nella corrente del tempo, ma rimanere perseverantemente nel giusto: ciò reca salute.
Nove al secondo posto significa:
Avvicinamento in comune. Salute! Tutto è propizio.
Siccome ci si trova nella situazione di essere stimolati dall’alto ad avvicinarsi, e poichè si possiede in se stessi la forza e la consequenzialità che non hanno bisogno di nessuno ammonimento, si ha salute. Nemmeno il futuro deve impensierirci. Si sa, è vero, che tutto ciò che è terreno è caduco e che ad ogni ascesa segue un declino: ma non ci si lascia scuotere da questo destino generale. Tutto è propizio. Perciò si percorreranno rapidi, bravi ed audaci le vie della vita.
Sei al terzo posto significa:
Avvicinamento gradevole. Nulla che sia propizio.
Se si giunge a rammaricarsi si diventa senza macchia.
Tutto procede liscio. Si giunge a potere e prestigio. Ma ciò nasconde in sè il pericolo di sentirsi a proprio agio fidando nella propria posizione e di lasciare trasparire questo stato d’animo di agio gradevole nel commercio con gli uomini. Ciò è dannoso in qualsiasi circostanza. Sussiste però la possibilità che questo stato d’animo si capovolga. Sentendo rammarico per la stoltezza di questo atteggiamento, rendendoci conto della responsabilità racchiusa in una posizione influente, ci si rende liberi da errori.
Sei al quarto posto significa:
Avvicinamento perfetto. Nessuna macchia.
Mentre le tre linee inferiori indicano l’ascesa verso il potere e l’influenza, le tre superiori mostrano il comportamento degli uomini in posizione superiore verso le persone basse, alle quali procurano influenza. Qui è illustrato l’avvicinamento, perfettamente privo di pregiudizi, d’un superiore ad un uomo capace, che egli invita nella sua cerchia senza badare a pregiudizi di casta. Ciò è molto propizio.
Sei al quinto posto significa:
Avvicinamento saggio.
Questo si addice ad un grande principe.
Salute!
Un principe, o una persona in posizione direttiva, deve possedere la saggezza di attirare nella sua cerchia delle persone capaci che siano esperte nella direzione degli affari. La sua saggezza consiste tanto nel saper scegliere le persone adatte, quanto anche nel fatto che egli lascia fare coloro che ha scelti senza immischiarsi direttamente negli affari. Poichè soltanto usando questo riguardo egli troverà le persone necessarie per sopperire oggettivamente ad ogni richiesta.
Sei sopra significa:
Avvicinarsi di gran cuore. Salute.
Nessuna macchia.
Un saggio che ha già superato il mondo e che interiormente non ha più alcun dovere verso la vita può trovarsi talvolta nella situazione di dover rientrare ancora una volta in questo mondo e di doversi avvicinare agli altri. Per gli altri uomini, ai quali egli rivolge i suoi insegnamenti ed il suo auto, ciò è di gran salute. Ma anche per lui stesso questo magnanimo abbassamento di sè non è una macchia.

 

20. KUANN – LA CONTEMPLAZIONE (L’ ASPETTO)
sopra Sunn, il Mite, il Vento
sotto Kkunn, il Ricettivo, la Terra
Il nome cinese del segno ha, mutando leggermente il tono, un duplice significato. Da un canto esso significa il contemplare, dall’altro l’esser visto, il modello. Queste idee vengono suggerite dal fatto che il segno può esser interpretato con l’immagine di una torre come se ne trovavano spesso nell’antica Cina. Da simili torri si godeva un’ampia vista tutto intorno, e viceversa una tale torre sopra un monte era visibile da lontano. Così il segno raffigura un sovrano che contempla verso l’alto la legge del cielo e verso il basso i costumi del popolo, ed il cui buon governo è un sublime modello per le masse.
Il segno è coordinato all’ottavo mese (settembre-ottobre). La forza chiara si ritira, l’oscura sta di nuovo salendo. Ma questo fatto non entra qui in considerazione per la spiegazione del segno totale.
LA SENTENZA
La Contemplazione.
Il lavacro è già avvenuto, ma non ancora l’offerta.
Fidenti innalzano lo sguardo a lui.
L ‘azione sacrificale cominciava in Cina con un lavacro ed una libagione, i quali erano destinati ad evocare la divinità. Poi si offrivano i sacrifici. Il momento fra le due azioni è il più sacro, è quello del supremo raccoglimento interiore. Quando la pietà è piena di fede in Dio e sincera, il contemplarla trasforma coloro che ne sono testimoni e li riempie di venerazione.
Così nella natura si vede una sacra serietà nella regolarità con la quale tutti gli avvenimenti naturali procedono. La contemplazione del senso divino degli avvenimenti cosmici conferisce a colui che è chiamato ad influenzare gli uomini il mezzo per esercitare gli stessi effetti. Per farlo è necessario un raccoglimento interiore quale lo produce la contemplazione religiosa in uomini grandi e forti nella fede. Così essi penetrano con lo sguardo nelle misteriose leggi divine della vita e le rendono operanti nella propria personalità per mezzo della massima serietà nel raccoglimento interiore; e dal loro aspetto emana un misterioso potere spirituale che agisce sugli uomini e li assoggetta senza che essi siano consapevoli del modo in cui ciò avviene.
L’IMMAGINE
Il Vento soffia sulla Terra:
L’immagine della Contemplazione.
Così gli antichi re visitavano le regioni del mondo,
Contemplavano il popolo e largivano insegnamento.
Quando il vento soffia sulla terra giunge dappertutto, e l’erba deve chinarsi alla sua potenza. Questi due processi trovano la loro conferma nel segno. Essi erano trasformati in realtà nelle istituzioni dei re dell’antichità, i quali da un lato si procuravano la visione diretta del loro popolo con periodici viaggi, così che nulla di ciò che viveva nel popolo come costume poteva loro sfuggire, mentre dall’altro facevano valere la loro influenza per mutare quei costumi che fossero difettosi.
Il tutto accenna al potere di una personalità superiore. Una tale personalità possiederà una larga visione dei veri sentimenti della grande moltitudine umana, così chè di fronte a lei non varrà nessun inganno, e d’altro canto essa farà impressione su di loro con la mera presenza, per l’imponenza della sua personalità; e si regoleranno secondo lui come l’erba secondo il vento.
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Contemplazione puerile.
Per uomo da poco nessuna macchia
Per un nobile vergogna.
Qui è designata una contemplazione a distanza, del tutto vana. Vi è qualcuno che opera, ma le sue azioni non sono comprese dalla gente da poco. Ciò non ha molta importanza per la massa. Sia che essa comprenda le azioni del saggio regnante o no: queste vanno ugualmente a loro favore. Ma per un uomo superiore ciò è un’onta. Egli non deve accontentarsi d’una stolta e sventata contemplazione delle influenze regnanti. Deve contemplarle nel loro concatenamento e tentare di comprenderle.
Sei al secondo posto significa:
Contemplazione attraverso lo spiraglio della porta.
Propizia è la perseveranza d’una donna.
Attraverso lo spiraglio d’una porta si ha una vista limitata. Si vede dal di dentro verso il di fuori. Il modo di contemplare è soggettivamente limitato. Si riferisce tutto a se stessi. Non si è capaci di immedesimarsi nell’altro e nei suoi movimenti. Ciò va bene per una buona massaia. Non occorre che essa capisca nulla degli affari del mondo. Per un uomo che abbia da operare nella vita pubblica un tale modo di comprendere limitato ed egoistico è naturalmente male. (La diversità della valutazione del comportamento dell’uomo e della donna non è limitata all’antica. Cina. La figura della massaia che Schiller dipinge nella ″Campana″ si muove completamente entro questa visione).
Sei al terzo posto significa:
Contemplazione della mia vita
Decide di progresso o ritirata.
Questo è il posto del transito. Non si guarda più in fuori ottenendo delle immagini più o meno limitate o confuse, ma si dirige la contemplazione su se stessi per ottenere le direttive per le proprie decisioni. Proprio questa inversione della contemplazione è il superamento dell’ingenuo egoismo di colui che contempla tutto soltanto dal suo punto di vista personale. Con essa si giunge alla riflessione e poi all’oggettività. La conoscenza di sè non consiste però nell’occuparsi soltanto dei propri pensieri, ma degli effetti che partono da noi stessi. Solo gli effetti esercitati nella vita danno una visione delle cose tale che ci dia il diritto di decidere se vi è progresso o regresso.
Sei al quarto posto significa:
Contemplazione della luce dell’impero.
Propizio è operare come ospite d’un re.
Qui si designa un uomo che conosce i segreti per far fiorire un regno. Un tale uomo deve essere messo in una posizione decisiva, dove egli possa agire. Deve essere per così dire un ospite, cioè egli deve poter operare indipendentemente ed essere onorato, e non usato come un semplice strumento.
Nove al quinto posto significa:
Contemplazione della mia vita.
Il nobile è senza macchia.
Un uomo in posizione decisiva verso il quale gli altri innalzano lo sguardo deve essere sempre pronto ad esaminare se stesso. Il vero modo dell’esame di sè non consiste però nel meditare su se stessi senza fare nulla, ma nell’osservare gli effetti che da noi partono. Solo se questi effetti sono buoni, se si esercita una buona influenza sugli altri, la contemplazione della propria vita concederà la soddisfazione di ritrovarsi senza macchia.
Nove sopra significa:
Contemplazione della sua vita.
Il nobile è senza macchia.
Mentre la linea precedente rappresenta un uomo che contempla se stesso, qui, al posto supremo, tutto quello che è personale, che è riferito al proprio io, è eliminato. È mostrato un saggio il quale, fuori dell’andirivieni del mondo, libero dall’io, contempla le leggi della vita e riconosce così che la cosa suprema è quella di sapere come si diventa liberi da macchia.

 

21. SCI HO – IL MORSO CHE SPEZZA
sopra Li, il Risaltante, il Fuoco
sotto Cenn, l’ Eccitante, il Tuono
Il segno rappresenta una bocca aperta (cfr. N° 27,I), fra i cui denti si trova un ostacolo (al quarto posto). Per conseguenza le labbra non possono riunirsi. Per ottenere la loro congiunzione bisogna mordere energicamente attraverso l’ostacolo. Il segno si compone inoltre dei segni di tuono e fulmine, per accennare al modo con il quale gli ostacoli vengono eliminati con la violenza nella natura. L’energico morso che spezza vince l’ostacolo che si oppone all’unione della bocca. Il temporale con tuoni e fulmini vince la tensione perturbatrice della natura. Processo e pena vincono i turbamenti della convivenza armoniosa provocati da criminali e calunniatori. A differenza del segno N° 6, la Lite, dove si tratta di processi civili, è trattato qui il processo penale.
LA SENTENZA
Il morso che spezza ha riuscita
Propizio è dar corso alla legge.
Quando un ostacolo si oppone all’unione, un energico morso che spezza procura riuscita. Ciò vale in qualsiasi condizione. L ‘unità non si può stabilire là dove essa è sempre compromessa da delatori e traditori, da qualcuno che ostacola e impedisce. In questo caso bisogna andare fino in fondo, onde non nasca un danno definitivo. Tali ostacoli consci non scompaiono da soli. Giudizio e pena sono necessari per spaventare, o anche per eliminare i criminali. Occorre, però, procedere nella maniera giusta. Il segno è composto di Li, chiarezza, e di Cenn, eccitazione. Li è tenero, Cenn è duro. Solo durezza e eccitazione sarebbero troppo violente nel punire. Solo chiarezza e dolcezza sarebbero troppo deboli. Riunite, queste due coppie producono la misura giusta. È importante che quegli che decide definitivamente -rappresentato dalla quinta linea -sia di natura clemente, mentre per la sua posizione egli incute rispetto.
L ‘IMMAGINE
Tuono e fulmine:
L’immagine del morso che spezza.
Così i re di una volta
Consolidavano le leggi per mezzo di pene
chiaramente determinate.
Le pene sono le singole applicazioni delle leggi. Le leggi contengono l’elenco delle pene. Chiarezza regna quando nello stabilire le pene si distinguono esplicitamente le pene più lievi da quelle più gravi a secondo della trasgressione. Ciò è simboleggiato dalla chiarezza del fulmine. Il consolidamento delle leggi avviene applicando le pene con giustizia. Ciò è simboleggiato dal terrore del tuono. Questa chiarezza e questa severità hanno lo scopo di tenere gli uomini in rispetto; non le pene per se stesse sono importanti. Tutti quanti gli ostacoli della convivenza umana aumentano se la determinazione delle pene non è chiara e la loro applicazione è fatta negligentemente. Solo la chiarezza e la decisa rapidità delle punizioni consolidano le leggi (Indipendentemente dal senso totale del segno, le singole linee sono spiegate così: la prima e la suprema subiscono delle pene, mentre le altre sono occupate a impartire punizioni (cfr. per questo le linee corrispondenti del segno N° 4, Mong, la Stoltezza giovanile).
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Ha i piedi ficcati nei ceppi, chè le dita scompaiono.
Nessuna macchia.
Quando qualcuno al primo tentativo di fare qualcosa di male è immediatamente colpito dalla punizione, la pena è assai lieve. Solo le dita dei piedi vengono coperte dai ceppi. Così gli si impedisce di peccare ancora e lo si tiene libero da macchia. È un ammonimento di fermarsi a tempo sulla via del male.
Sei al secondo posto significa:
Morde in carne tenera, chè il naso scompare.
Nessuna macchia.
Ragione e torto in questo caso sono facilmente distinguibili. È come se si mordesse in carne tenera. Ma ci si imbatte in un peccatore indurito. Perciò eccitati dall’ira si cade in qualche eccesso. La scomparsa del naso nel mordere significa la perdita del fine fiuto in conseguenza dell’indignazione. Ma ciò non nuoce molto, perchè la punizione come tale è giusta.
Sei al terzo posto significa:
Morde in carne secca stantia e gli capita un boccone velenoso.
Piccolo svergognamento.
Nessuna macchia.
Qualcuno deve infliggere una punizione, e non possiede sufficiente potere ed autorità per farlo. Perciò i punibili non si arrendono. Si tratta di cosa vecchia, simboleggiata da carne di selvaggina salata -e facendolo ci si imbatte in difficoltà. La carne stantia è corrotta. Occupandosi della cosa ci si attira astio velenoso. Pertanto si finisce in una situazione un po’ vergognosa. Ma poichè il momento esigeva che si punisse, si rimane liberi da macchia.
Nove al quarto posto significa:
Morde in carne cartilaginosa essiccata.
Riceve frecce di metallo.
Propizio è
Essere memori delle difficoltà, e perseveranti.
Salute !
Si tratta di superare difficoltà gravissime. Avversari potenti debbono essere puniti. Ciò richiede grandi sforzi. Ma si riesce. Bisogna però possedere la durezza del metallo e la dirittura di una freccia per superare le difficoltà. Conoscendo queste difficoltà e rimanendo perseveranti si ottiene salute. Alla fine il difficile compito riesce. 
Sei al quinto posto significa:
Morde in carne di muscolo essiccata.
Riceve oro giallo.
Essere perseverantemente consci del pericolo.
Nessuna macchia!
Vi è da dirimere un caso non facile anche se chiaro. Ma la propria natura è incline alla indulgenza. Perciò bisogna raccogliersi onde essere come l’ oro giallo, ovverosia imparziali -giallo è il colore del mezzo- e schietti come l’oro. Solo se si è durevolmente consci dei pericoli che nascono dalla responsabilità assunta si rimane liberi da errori. 
Nove sopra significa:
Il suo collo è confitto nel collare di legno,
Chè le orecchie scompaiono.
Sciagura!
Qui, a differenza della linea iniziale, si tratta di un uomo incorreggibile. Egli porta per punizione il collare di legno. E le sue orecchie vi scompaiono. Non ascolta più alcun ammonimento e rimane sordo. Questo incallimento conduce a sciagura.
(E’ da notare che esiste anche un’altra interpretazione, la quale, partendo dall’idea ″sopra la luce, ovverosia il sole, sotto il movimento″ accenna ad un mercato, che sotto è in movimento mentre sopra il sole sta nel cielo. E si tratta precisamente di un mercato di commestibili. La carne accenna ai commestibili. Oro e freccie sono articoli di commercio. La scomparsa del naso significa la scomparsa dell’olfatto, vale a dire che quel tale non è avido. Il veleno accenna ai pericoli della ricchezza, ecc. 
Per il nove all’inizio Kung Tse osserva : ″L’ignobile non si vergogna della durezza di cuore e non rifugge dall’ingiustizia. Dove non vede accenno di vantaggio che lo alletti egli non si muove. Se non lo si intimidisce non si emenda. Però se lo si mette a posto nel piccolo egli diventa guardingo nel grande. Questo per un uomo da poco è una fortuna″.
Per il nove sopra Kung Tse osserva: ″Non accumulandosi il bene non è sufficiente per creare una rinomanza. Se il male non si accumula non è abbastanza forte per annientarlo. L’ignobile per questo pensa: il bene in piccolo non ha valore; per questo tralascia di farlo. Egli pensa: piccoli peccati non recano alcun danno, per questo egli non se ne divezza. Così i suoi peccati si accumulano finchè non si possono più coprire, e la sua colpa diventa tanto grande che non si lascia più dissolvere″).

 

22. PI – L’ AVVENENZA
sopra Kenn, l’ Arresto, il Monte
sotto Li, il Risaltante, il Fuoco
Il segno mostra un fuoco che erompe dalle misteriose profondità della terra e divampando illumina il monte, l’altitudine celeste, e lo abbellisce. L ‘avvenenza, la bella forma, è necessaria in ogni unione onde questa sia ordinata e leggiadra e non caotica e disordinata.
LA SENTENZA
Avvenenza ha riuscita.
In piccolo è propizio imprendere qualche cosa.
L ‘avvenenza reca riuscita. Essa però non è la cosa essenziale, essendo soltanto l’ornamento. Quindi va adoperata con parsimonia, in piccolo. Nel segno inferiore, fuoco, una linea tenera compare tra due forti e le rende belle; ma le forti sono l’essenza, e la linea debole è la forma che abbellisce. Nel segno superiore, monte, la linea forte si pone come determinante all’apice, così che anche qui è da ritenersi decisiva. Nella natura si vede nel cielo la forte luce del sole. Su ciò si fonda la vita del mondo. Ma questa cosa forte, essenziale, è trasformata e va incontro a leggiadre variazioni per mezzo della luna e delle stelle. Nella vita umana la bella forma consiste nell’esistenza di forti ordinamenti, saldi come montagne che siano resi avvenenti dalla chiara bellezza. La contemplazione delle forme nel cielo dona la capacità di comprendere il momento e le sue mutevoli esigenze. La contemplazione delle forme nella vita umana conferisce la possibilità di plasmare il mondo. 
Osservazione: Il segno mostra la bellezza tranquilla: dentro chiarezza e fuori pace. Quest’è la quiete della pura contemplazione. Quando la brama tace, quando la volontà si acquieta, allora il mondo si manifesta come rappresentazione. Come tale è bello ed è sottratto alla lotta per l’esistenza. Quest’è il mondo dell’arte. Ma la mera contemplazione fa sì che la volontà non si acquieti definitivamente. Si ridesterà, ed allora tutto il bello sarà stato solo un passeggero momento di elevazione. Perciò non è questa la vera via della redenzione. Kung Tse si sentì infatti assai a disagio quando, avendo consultato l’oracolo per una questione importante, ottenne in risposta il segno l’ Avvenenza.
L’IMMAGINE
Ai piedi del monte è il fuoco:
L’immagine dell’avvenenza.
Così il nobile procede nel mettere in chiaro
Le faccende correnti,
Ma egli non osa decidere con questo delle grandi questioni contese.
Il fuoco, la cui luce illumina la montagna e la rende leggiadra, non splende a grande distanza. Così la forma avvenente basta, è vero, per rasserenare e rischiarare delle faccende minori, ma non si possono decidere questioni importanti in questa maniera. Quest’ultime richiedono maggiore serietà.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Rende avvenenti le dita dei suoi piedi,
abbandona la carrozza e cammina.
La situazione, iniziale e su posto subordinato, implica che bisogna sobbarcarsi da soli alla fatica del procedere. Ci sarebbe l’occasione di procurarsi sotto mano una facilitazione -rappresentata sotto l’immagine d’una carrozza. Ma un uomo saldo in se stesso disdegna le facilitazioni ottenute in questa dubbia maniera. Trova che gli si addice di più andare a piedi che adoperare la carrozza, quando non ha il diritto di farlo. 
Sei al secondo posto significa:
Rende avvenente il suo pizzo.
La barba non è una cosa indipendente. Può muoversi solo assieme al mento L ‘immagine significa quindi che della forma va tenuto conto solo dopo del contenuto, e come suo fenomeno accompagnatorio. La barba è un ornamento superfluo. La sua cura, indipendente -senza riguardo al contenuto interiore da adornare- sarebbe quindi indizio di una certa vanità.
Nove al terzo posto significa:
Avvenente ed umido.
Durevole perseveranza reca saIute.
Si vive in una situazione sommamente raffinata. Si è circondati da leggiadria pari all’umido splendore di un mattino rugiadoso. Questa leggiadria può certamente adornare, ma può anche farci affondare. Da ciò l’ammonimento di non affondare nell’umida comodità, ma di rimanere durevolmente perseveranti. Su questo si fonda la salute.
Sei al quarto posto significa:
Avvenenza o semplicità?
Un cavallo bianco viene come se volasse.
Non è un predone,
Vuole promettersi a tempo debito.
Ci si trova in una situazione nella quale sorgono dei dubbi se si debba ulteriormente ricercare la leggiadria dello splendore esterno, oppure se non sia meglio ritornare alla semplicità. Ed anche se nel primo momento la mancanza delle comodità che si potrebbero procurare per altra via, provocherà forse una delusIone; nella fedele unione con l’amico e corteggiatore si troverà l’acquietamento. Il cavallo volante è l’immagine del pensiero che supera le barriere dello spazio e del tempo.
Sei al quinto posto significa:
Avvenenza in colline e giardini.
L ‘involto di seta è meschino e piccino.
Svergognamento, ma infine salute!
Ci si ritira dal contatto con gli uomini bassi, che ricercano solo sfarzo e lusso, nella solitudine delle altezze. Si incontra lì un uomo verso il quale s’innalza lo sguardo e che ci si vorrebbe rendere amico. Ma gli omaggi che si possono offrire sono soltanto meschini e miseri, così che si sente vergogna. Ma il dono esteriore non conta, vale soltanto il vero sentimento, perciò infine tutto procede bene.
Nove sopra significa:
Avvenenza schietta.
Nessuna macchia.
Qui sul gradino supremo ogni ornamento è deposto. La forma non copre più il contenuto, ma lo lascia apparire nel suo pieno valore. L ‘avvenenza suprema non consiste in un esteriore ornamento del materiale, bensì nel formarlo con schiettezza ed oggettività.

 

23. PO – LO SGRETOLAMENTO
sopra Kenn, l’Arresto, il Monte
sotto Kkunn, il Ricettivo, la Terra
Le linee oscure stanno salendo e sono in procinto di far crollare anche l’ultima linea forte e chiara, corrodendola con la loro azione. L ‘ignobile, oscuro, combatte il nobile, forte, non direttamente, bensì vuotandolo internamente con la sua impercettibile azione, così che infine crolla. Il segno rappresenta l’immagine di una casa. La linea superiore è il tetto. Sgretolandosi il tetto, la casa cade in pezzi. Il segno è coordinato al nono mese (agosto-settembre). La forza yin si spinge sempre più potentemente vicino, ed è in procinto di rimuovere completamente la forza yang.
LA SENTENZA
Lo sgretolamento.
Non è propizio andare in qualche luogo.
È un tempo nel quale gli ignobili si stanno spingendo avanti e sono proprio in procinto di rimuovere gli ultimi forti e nobili. Siccome ciò è inerente al corso del tempo, per il nobile, in tali circostanze, non è propizio imprendere qualche cosa. È opportuno desumere il giusto comportamento in tali tempi avversi dalle immagini e dalle loro qualità. Il segno inferiore significa la terra, le cui qualità sono l’arrendevolezza e la dedizione, il segno superiore significa il monte, la cui qualità è la quiete. In ciò sta il suggerimento di adattarsi ai tempi cattivi e di star fermi. Qui non si tratta di macchinazioni umane, ma di condizioni del tempo le quali mostrano anche un alternarsi di aumento e diminuzione, di pienezza e di vuoto, secondo leggi celesti. Non è possibile agire contro queste condizioni del tempo. Non è quindi viltà, bensì saggezza, se ci si arrende evitando di agire.
L ‘IMMAGINE
Il monte poggia sulla terra:
L ‘immagine dello sgretolamento.
Così i superiori possono assicurare la loro posizione
solo con ricche elargizioni agli inferiori.
Il monte poggia sulla terra. Se esso è ripido e stretto e non possiede una base larga, deve crollare. Solo elevandosi dalla terra, largo e grande non superbo e ripido, la sua posizione è assicurata. Così i sovrani poggiano sulla larga base del popolo. Anche per essi è opportuno essere generosi e magnanimi come la terra che tutto porta; allora essi renderanno la loro posizione sicura come la quiete d ‘una montagna. 
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Il letto si sgretola alle gambe.
I perseveranti vengono annientati. Sciagura!
Gli ignobili si accostano e incominciano di nascosto e da sotto il loro distruttivo lavoro di erosione, per minare in questo modo il posto sul quale il nobile sta riposando. I partigiani del sovrano, rimastigli fedeli, vengono annientati con ogni sotta di calunnie e di macchinazioni. La situazione è sciagurata ma non si può fare altro che aspettare. 
Sei al secondo posto significa:
Il letto si sgretola all’orlo.
I perseveranti vengono annientati.
Sciagura!
Il potere degli ignobili cresce. Il pericolo già si avvicina alla propria persona; e già spuntano dei chiari indizi. La quiete è disturbata. Mentre ci si trova in questa posizione pericolosa si è inoltre senza aiuto e simpatia sia dall’alto che dal basso. In questo isolamento è necessario usare la massima prudenza. Bisogna regolarsi secondo il momento e scansarsi tempestivamente. Se si volesse insistere con rigidità e perseveranza sul proprio punto di vista, ciò condurrebbe a rovina. 
Sei al terzo posto significa:
Egli si sgretola da essi.
Nessuna macchia.
Si è situati in mezzo ad un ambiente cattivo col quale si è a contatto anche per rapporti esterni. Sussiste però un rapporto interiore con un uomo superiore. Si acquista così la fermezza interiore, e ci si può liberare dal soggiacere al contagioso carattere degli uomini dell’ambiente. Così facendo si finisce in contrasto con essi, ma ciò non è affatto un errore.
Sei al quarto posto significa:
Il letto si sgretola fino alla pelle.
Sciagura.
La catastrofe raggiunge qui il proprio corpo; non più soltanto il luogo di riposo. Non è aggiunto alcun ammonimento od altra osservazione. La sciagura è al culmine, non si può più procrastinarla.
Sei al quinto posto significa:
Una schiera di pesci.
Mercè le dame di palazzo viene favore.
Tutto è propizio.
Qui, nell’immediata vicinanza del principio superiore forte e chiaro, la natura dell’oscuro muta. Essa non contrasta più con mille macchinazioni il principio forte, ma si sottomette alla sua guida. Anzi, a capo degli altri deboli, essa li conduce al forte, come una principessa conduce al consorte le sue serventi, simili ad una schiera di pesci, ottenendo così il suo favore. Sottomettendosi volontariamente al superiore, l’inferiore trova la sua felicità ed anche il superiore ottiene ciò che gli compete. Perciò tutto si conclude ottimamente.
Nove sopra significa:
Ecco un grosso frutto non ancora mangiato.
Il nobile riceve una carrozza.
All’ignobile si sgretola la sua casa.
È raggiunta la fine dello sgretolamento. Quando la sciagura si è sfogata ritornano tempi migliori. La semenza del bene rimane ancora. Quando il frutto cade a terra proprio allora dalla sua semenza cresce di nuovo il bene. L ‘azione del nobile torna ad essere influente. Egli è portato dall’opinione pubblica come da una carrozza. Ma sull’ignobile invece ricade la sua stessa malignità. La sua casa va in frantumi. In ciò è insita una legge di natura. Il male non è soltanto pernicioso per il bene, ma finisce, nelle sue ultime conseguenze, anche con l’annientare se stesso; poichè il male, dovendo la sua esistenza solo alla negazione, non può sussistere di per se stesso. Anche l’ignobile sta meglio del tutto quand’è tenuto sotto disciplina dal nobile.

 

24. FU – IL RITORNO (IL TEMPO DEL VOLGIMENTO)
sopra Kkunn, il Ricettivo, la Terra
sotto Cenn, l’ Eccitante, il Tuono
Il tempo del volgimento è accennato dal fatto che, dopo che le linee oscure hanno spinto fuori verso l’alto tutte le chiare, adesso una linea chiara rientra di nuovo dal basso nel segno. Il tempo delle tenebre è passato. Il solstizio reca la vittoria della luce. Il segno è coordinato all’undicesimo mese, al mese del solstizio (novembre-dicembre).
LA SENTENZA
Il ritorno. Riuscita.
Uscita ed entrata impeccabili.
Amici vengono senza macchia.
Serpeggiante è la via.
Al settimo giorno viene il ritorno.
È propizio avere ove recarsi.
Il ritorno: riuscita (se) si è in grado di entrare ed uscire senza errore (cioè se non si entra in un circolo vizioso da cui non si riesce ad uscire).
(In questo cado) amici vengono senza macchia.
Serpeggiante è la via (lo sviluppo delle cose non è mai lineare, un nuovo ciclo sarà simile, ma mai identico al precedente).
Al settimo giorno viene il ritorno (le linee di un esagramma sono sei per cui un nuovo ciclo potrà iniziare solo quando si è concluso quello in corso).
È propizio avere ove recarsi (bisogna avere un obiettivo chiaro).


Dopo un tempo di decadimento viene il tempo del volgimento. Riappare la forte luce che prima era stata scacciata. Vi è movimento. Questo movimento non ha, però, nulla di forzato. Il segno superiore Kkunn ha per carattere la dedizione. Si tratta dunque di un movimento naturale, generato spontaneamente. Perciò, trasformare il passato è facilissimo. Cose vecchie vengono eliminate, cose nuove introdotte; e tutto corrisponde al tempo senza perciò recare alcun danno. Si formano associazioni di persone delle medesime idee. E questa unione avviene pubblicamente, essa corrisponde alla situazione del tempo e perciò ogni aspirazione politica particolaristica è esclusa; tali unioni non danno luogo ad alcun errore. Il ritorno è inerente al corso della natura. Il movimento è circolare. La via è chiusa in se stessa. Non c’è quindi mai bisogno di agire con precipitazione. Tutto viene da sè non appena il suo momento è giunto. Quest’è il senso di cielo e terra.
Tutti i movimenti si compiono in sei gradi. Il settimo grado reca, poi, il ritorno. Cosi nel settimo mese dopo il solstizio estivo, a partire dal quale l’annata cala. viene il solstizio invernale; così nella settima ora doppia dopo il tramonto il sole risorge. Perciò il sette è il numero della luce giovane, che nasce dal fatto che il sei, il numero delle grandi tenebre, si accresce di uno. Con ciò l’arresto comincia a muoversi.
L’IMMAGINE
Il tuono dentro la terra:
L’immagine del tempo del volgimento.
Così gli antichi re al tempo del solstizio chiudevano i passi.
I mercanti e gli stranieri non viaggiavano,
Ed il sovrano non visitava le contrade.
Bisogna avere la capacità di chiudere un ciclo prima di poterne iniziare uno nuovo.
Questo si può fare solo tornando in se stessi per coltivare e proteggere il seme di un nuovo inizio (la linea yang iniziale) che è ancora piccolo e debole.




Fin dai più antichi tempi in Cina il solstizio invernale era festeggiato quale tempo di riposo dell’annata – un’usanza che si mantiene ancor oggi nelle ferie dell’anno nuovo. Nell’inverno la forza vitale – simboleggiata dall’eccitante, dal tuono- sta ancora sotto terra. Il movimento è ai suoi primi inizi. Perciò bisogna rinvigorirlo col riposo, onde non inaridisca consumandosi anzitempo. La massima di lasciare che la forza che sta ricominciando a manifestarsi si rinvigorisca col riposo, vale in tutte le circostanze analoghe. La salute che ritorna dopo una malattia, la concordia che ritorna dopo un dissidio: tutto deve essere trattato delicatamente e con riguardo durante la prima fase iniziale, onde il ritorno conduca alla fioritura.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Ritorno da piccola distanza.
Non v’è bisogno di alcun pentimento.
Gran salute!


Il Maestro disse: Yan Hui, egli raggiungerà certamente la meta! Se ha un’imperfezione non succede mai che non la riconosca. Quando l’ha riconosciuta non succede mai che commetta l’errore per la seconda volta.
Nei Mutamenti è detto:
Ritorno da piccola distanza.
Non v’è bisogno di alcun pentimento.
Gran salute!
(I Ching, Da Zhuan, sez.2, cap.5, §12)


Piccole deviazioni dal bene non si possono evitare. Bisogna soltanto ritornare tempestivamente, prima di essere andati troppo oltre. Particolarmente nella formazione del carattere ciò è importante. Ogni lieve pensiero cattivo deve essere immediatamente eliminato, prima che vada troppo oltre e si consolidi. Così non v’è bisogno di alcun pentimento, e tutto procede nel miglior dei modi.
Sei al secondo posto significa:
Ritorno tranquillo.
Salute!
Il ritorno in se stessi abbisogna sempre d’una decisione volontaria, ed è un atto di vittoria su se stessi. E facilitato se si sta in buona compagnia. Se ci si può risolvere a scendere dal proprio piedistallo ed a regolarsi secondo degne persone, ciò reca salute. 
Sei al terzo posto significa:
Ritorno molteplice. Pericolo. Nessuna macchia.
Vi sono delle persone di una certa incostanza interiore: Un continuo volgimento della direzione della volontà per queste è una necessità. In tale continuo deviare dal bene a cagione di inclinazioni incontrollabili, seguito poi da un rivolgimento nella direzione opposta, conseguenza del fatto che la persona è giunta a miglior consiglio, è insito un pericolo. Ma siccome con ciò non si determina d’altronde neanche un irrigidimento nel male, l’indirizzo generale verso l’eliminazione del difetto non è escluso.
Sei al quarto posto significa:
Camminando in mezzo agli altri, si ritorna soli.
Ci si trova in mezzo ad una compagnia di persone insignificanti, ma si è in rapporti interiori con un forte e buon amico. Per conseguenza si fa ritorno da soli. Quantunque non si parli nè di premio nè di punizione, ciò è certamente assai propizio; giacchè un tale deciso orientamento verso il bene porta seco la sua stessa ricompensa.
Sei al quinto posto significa:
Ritorno generoso. Nessun pentimento.
Quando è venuto il tempo del volgimento non bisogna nascondersi dietro magre scuse, ma rientrare in se stessi ed esaminarsi. E se si è commesso qualche errore bisogna confessarlo con magnanima decisione. Questa è una strada della quale nessuno si pentirà.
Sei sopra significa:
Ritorno fallito. Sciagura.
Disgrazia da fuori e da dentro.
Facendo marciare eserciti in questo modo,
Si subirà infine una grande sconfitta.
Cosa sciagurata per il principe regnante.
Per dieci anni non si è più in grado di assalire.
Se si perde il momento giusto per tornare indietro si finisce nella sciagura. La sciagura è fondata intrinsecamente sulla falsa posizione di fronte alla struttura dell’universo. Sono qui dipinte l’impenitenza e la sua condanna.

 

25. U UANG – L’INNOCENZA (L’INASPETTATO) 
sopra Kkienn, il Creativo, il Cielo
sotto Cenn, l’ Eccitante, il Tuono
Sopra sta Kkienn, il cielo, sotto Cenn, il moto. Il segno inferiore Cenn è determinato dalla forte linea che esso ha ricevuto dall’alto, dal cielo. Se quindi il moto segue la legge del cielo l’uomo è innocente e senza falsità. Quest’è l’indole schietta, naturale, non offuscata da riflessione o da secondi fini. Dove si avverte l’intenzione, la schiettezza e l’innocenza della natura sono perdute. Natura senza direttive dello spirito non è vera natura bensì natura degenerata. Partendo dall’idea del naturale la formazione del pensiero va in parte ancor oltre, di modo che il segno comprende anche l’idea dell’involontario, dell’inaspettato.
LA SENTENZA
L’innocenza. Sublime riuscita.
Propizia è perseveranza.
Se qualcuno non è retto egli ha disgrazia,
E non è propizio imprendere una cosa qualsiasi.
L’uomo ha ricevuto dal cielo la sua natura originariamente buona, onde essa lo guidi in ogni suo movimento. Abbandonandosi a questo influsso divino che è in lui, l’uomo acquista una genuina innocenza, la quale, senza recondite mire di compenso e vantaggio, agisce senz’altro rettamente con istintiva sicurezza. Questa sicurezza istintiva opera sublime riuscita ed è propizia per perseveranza. Ma non tutto è natura istintiva in questo significato superiore della parola, bensì soltanto ciò che è retto, ciò che coincide con la volontà del cielo. Senza questa rettitudine un modo di agire istintivo, senza riflettere, non produce altro che disgrazia. Maestro Kung dice: ″Chi devia dall’innocenza dove va a finire? La volontà e la prosperità del cielo non accompagnano i suoi atti″.
L’IMMAGINE
Sotto il cielo passa il tuono:
Tutte le cose acquistano lo stato naturale dell’innocenza.
Così gli antichi re curavano e alimentavano,
Ricchi di virtù e in armonia col tempo, tutti gli esseri.
Quando il tuono -la forza vitale- in primavera ricomincia ad agitarsi sotto il cielo, tutto germina e cresce, e tutte le creature ottengono l’innocenza infantile dell’indole originaria della natura creativa. Così agiscono pure i buoni sovrani degli uomini: colla ricchezza interiore della loro natura essi accudiscono ad ogni vita ed ad ogni civiltà e fanno al momento giusto tutto il necessario per la loro cura.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Cammino innocente reca salute!
I primi moti spontanei del cuore sono sempre buoni così che si può seguirli fiduciosi ed essere certi che si ha fortuna e che si raggiunge il proprio scopo. 
Sei al secondo posto significa:
Se arando non si pensa al raccolto
E sterpando non all’uso del campo;
Allora è propizio imprendere qualche cosa.
Bisogna fare ogni lavoro per amore del lavoro stesso come lo richiedono tempo e luogo, e non occhieggiare verso il risultato; allora si riesce e ciò che si intraprende ha successo.
Sei al terzo posto significa:
Disgraziato non per propria colpa:
La mucca impastoiata da qualcuno allo steccato
È il guadagno del viandante, la perdita del borghese.
Talvolta capita una disgrazia senza colpa, provocata da qualcun’ altro, circa come quando un uomo passa per la strada e si fa seguire da una mucca assicurata allo steccato. Il suo guadagno è la perdita del proprietario. In tutte le azioni, anche nelle più innocenti, bisogna regolarsi secondo il momento giusto, altrimenti si è colpiti da una disgrazia inaspettata.
Nove al quarto posto significa:
Chi è in grado di essere perseverante
rimane senza macchia.
Ciò che veramente ci appartiene non può andar perduto, persino se lo si butta via. Non occorre darsene alcun pensiero. Bisogna soltanto pensare a rimaner fedeli alla propria natura senza ascoltare gli altri.
Nove al quinto posto significa:
In malattia senza colpa non adoperare farmaci:
guarirà ben da sola.
Se capita dall’esterno, per caso, un male inaspettato che sia in contrasto con la vera natura del colpito e non trovi in essa il suo punto d’attacco, non bisogna adoperare mezzi esterni per eliminarlo, bensì lasciare che la natura faccia tranquillamente da sè, allora migliora da solo.
Nove sopra significa :
Agire innocente reca disgrazia. Nulla è proprizio.
Quando ci si trova in una situazione nella quale il progredire non è più corrispondente al tempo è opportuno aspettare tranquillamente e senza reconditi pensieri. Se si agisce senza riflettere per avanzare in contrasto col destino non si raggiungerà alcun risultato.

 

26. TA CCIU – LA FORZA DOMATRICE GRANDE
sopra Kenn, l’Arresto, il Monte
sotto Kkienn, il Creativo, il Cielo
Il creativo viene domato dall’arresto. Questo dà grande forza all’opposto del numero nove, dove il solo mite doma il creativo. Mentre Iì una linea debole ha da domare le cinque forti, qui ve ne sono due, oltre al ministro anche il principe. Perciò la loro forza domatrice è assai più vigorosa. Un triplice significato è insito nel segno: il cielo dentro il monte dà l’idea del tener fermo = tenere assieme; il segno Kenn, che il segno Kkienn tiene in quiete, dà l’idea del tener fermo = trattenere. Essendo finalmente una linea forte in alto, il signore del segno che viene onorato è alimentato quale saggio, ne risulta l’idea del tener fermo = cura, alimentazione. Quest’ultima idea entra in azione specialmente presso il signore del segno, la forte linea superiore che rappresenta il saggio.
LA SENTENZA
La forza domatrice grande. Propizia è perseveranza.
Non mangiare a casa reca salute.
Propizio è attraversare la grande acqua.
Per mantenere ed accumulare grandi forze creative, come lo rappresenta il segno, v’è bisogno d’un uomo forte, dalle idee chiare, che sia onorato dal sovrano. Il segno Kkienn accenna a grande forza creativa. Il segno Kenn ha solidità e verità, tutte e due accennano a luce e chiarezza ed a quotidiano rinnovamento del carattere. Solo per mezzo di un tale quotidiano rinnovamento di sè le forze si mantengono in massima efficienza. Mentre in tempi tranquilli la forza dell’abitudine aiuta a mantenere l’ordine, in tali grandi epoche di accumulamento di forze tutto dipende dalla potenza della personalità. Ma giacchè coloro che ne sono degni vengono onorati, come dimostra la forte personalità cui il sovrano affida la direzione, è propizio non mangiare in casa, ma guadagnarsi in pubblico il pane accettando una carica. Si è in concordanza col cielo; perciò riescono anche delle imprese gravi e pericolose, come l’attraversamento della grande acqua.
L’IMMAGINE
Il cielo dentro il monte:
L ‘immagine della forza domatrice grande.
Così il nobile impara a conoscere molti detti
della remota antichità
E molti fatti del passato,
Per rinsaldare con essi il suo carattere.
Il cielo dentro il monte accenna a tesori nascosti. Così nelle parole e nelle gesta del passato sta nascosto un tesoro che può essere usato per rinsaldare ed accrescere il proprio carattere. Questo retto genere di studio è: non limitarsi a nozioni storiche, ma rendere sempre presente lo storico applicandolo continuamente di nuovo.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Vi è pericolo. Propizio è astenersi
Si desidererebbe indubbiamente un progresso più energico delle cose. Però vi è un ostacolo insito nella situazione. Si vede che la via è sbarrata. Volere ottenere il progresso per forza condurrebbe in disgrazia. Perciò è meglio raccogliersi ed aspettare finchè si apra una via di sfogo per le forze accumulate.
Nove al secondo posto significa:
Alla carrozza vengono tolti i cuscinetti delle sale.
Qui il progredire è impedito, a somiglianza della Forza domatrice piccola. N° 9, nove al secondo posto. Ma mentre lì la forza inibente è insignificante e perciò nasce un conflitto fra ciò che tende in avanti e ciò che inibisce, e saltano via i raggi delle ruote della carrozza; qui la forza inibente è senz’altro la superiore. Non avviene quindi nessuna lotta. Ci si adatta e si tolgono per ora i cuscinetti delle sale alla carrozza, cioè ci si limita ad aspettare. Facendo questo si accumula la forza elastica necessaria per progredire più tardi energicamente.
Nove al terzo posto significa:
Un buon cavallo che segue gli altri.
Propizia è consapevolezza del pericolo e perseveranza.
Ogni giorno esercitati nel guidare la carrozza e nel
proteggerti con le armi.
Propizio è avere ove recarsi.
La via si apre. L ‘impedimento è cessato. Si sta in rapporto con una forte volontà che agisce nel medesimo senso. Si progredisce come un buon cavallo che segua un altro. Ma vi è ancora minaccia di pericolo; e per non lasciarsi sottrarre la forza d ‘animo bisogna restarne consapevoli. Così bisogna da un lato esercitarsi nelle cose che ci fanno avanzare, dall’altro in quelle che proteggono da un assalto imprevisto. Inoltre è bene avere una meta alla quale aspirare.
Sei al quarto posto significa:
La tavoletta di riparo d’un torello. Gran salute !
Questa linea e la seguente sono quelle che domano gli inferiori che stanno spingendosi avanti. Prima che a un toro siano cresciute le corna si assicura alla sua fronte una tavoletta di riparo che provveda acchè, quando le corna siano spuntate, non possano ferire. Un buon metodo di domazione è quello di affrontare la ferocia che sta per erompere prima che essa si manifesti; in questo modo ci si procura un successo facile e grande.
Sei al quinto posto significa:
Il dente di un cinghiale castrato. Salute!
Qui la domazione dell’impetuosità irruente è raggiunta per via indiretta. Di per sè il dente del cinghiale è pericoloso; ma quando la natura del cinghiale sia mutata essa perde la sua pericolosità. Così anche nell’uomo non bisogna combattere direttamente i suoi istinti primitivi, ma eliminare le radici della selvatichezza.
Nove sopra significa:
Si ottiene la via celeste. Riuscita.
Il tempo dell’inibizione è passato. La forza lungamente accumulata dell’inibizione erompe ed ha grande successo. Si tratta di un saggio che il sovrano onora e i cui principi ora penetrano dappertutto e plasmano il mondo.

 

27. I – GLI ANGOLI DELLA BOCCA (L’ALIMENTAZIONE)
sopra Kenn, l’ Arresto, il Monte
sotto Cenn, l’ Eccitante. il Tuono
Il segno è l’effigie di una bocca aperta; sopra e sotto, le labbra intere, e, fra queste, l’apertura della bocca. Dall’immagine della bocca per la quale si ingeriscono i cibi per alimentarsi, l’idea passa all’alimentazione stessa. Nelle tre linee inferiori è rappresentata l’alimentazione vera e propria, e precisamente quella corporea; nelle tre linee superiori è rappresentata l’alimentazione e la cura degli altri, e precisamente quella spirituale, superiore.
LA SENTENZA
Gli angoli della bocca. Perseveranza reca salute.
Guarda all’alimentazione ed alle cose con le quali un uomo
Cerca egli stesso di riempirsi la bocca.
Accudendo alla cura e all’alimentazione è altrettanto importante occuparsi di quelle persone che lo meritano quanto del modo giusto di alimentare se stessi. Volendo conoscere qualcuno basta osservare il genere delle persone alle quali rivolge le sue cure e quei lati della propria indole che costui cura ed alimenta. La natura nutre tutti gli esseri. Il grand’uomo alimenta e cura i capaci per provvedere attraverso questi alla cura di tutta l’umanità.
Mong Tse, VI, A14, dice a questo proposito: ″Se si vuol riconoscere se qualcuno è capace o inetto non occorre guardare ad altro che a quale parte del suo essere egli dà particolare importanza. Il corpo ha delle parti nobili e delle parti ignobili, ha delle parti importanti e delle parti insignificanti. Non bisogna danneggiare l’importante per amore dell’insignificante e non danneggiare il nobile per amore dell’ignobile. Chi cura le parti insignificanti del suo essere è un uomo insignificante. Chi cura le parti nobili del suo essere è un uomo nobile″.
L ‘IMMAGINE
Al piede del monte è il tuono:
L ‘immagine dell’alimentazione.
Così il nobile sta attento alle sue parole
Ed è moderato nel mangiare e nel bere.
″Dio compare nel segno dell’eccitamento″. Quando in primavera le energie vitali cominciano a ridestarsi tutte le cose spuntano di nuovo alla luce. ″Egli compie nel segno dell’arresto″. Così alla fine dell’inverno, quando i semi cadono a terra, tutte le cose diventano compiute. Ciò evoca l’immagine dell’alimentazione per moto e quiete. Il nobile prende ciò a modello per l’alimentazione e la cura del suo carattere. Le parole sono un moto che va dall’interno verso l’esterno. Mangiare e bere sono moti che vanno dall’esterno verso l’interno. Ambo i generi di moto vanno moderati dalla quiete. Così la quiete fa sì che le parole uscenti dalla bocca non oltrepassino la misura e che il nutrimento entrante nella bocca non oltrepassi la misura. Quest’è la cura del carattere.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Tu molli la tua tartaruga magica e guardi a me con gli
Angoli della bocca cadenti. Sciagura.
La tartaruga magica è un essere che non ha bisogno di nutrimento terrestre, bensì possiede una tale forza magica da poter vivere d’aria. L ‘allegoria dice che si potrebbe data la propria indole e posizione, vivere benissimo da se stessi, iiberi e indipendenti. Invece si rinuncia a questa indipendenza interiore e si guarda in su verso altri che stanno esteriormente meglio con invidia ed astio. Questa bassa invidia provoca nell’altro però soltanto scherno e disprezzo. Ciò è male.
Sei al secondo posto significa:
Volgersi verso la vetta per alimentarsi,
Aberrare dalla via per cercare alimentazione dal colle:
Se si continua a fare così, questo reca sciagura.
Pensare da sè al proprio nutrimento, oppure lasciarsi legittimamente alimentare da coloro che ne hanno il dovere e il diritto, è normale. Quando non si è in grado, perchè interiormente deboli, di pensare al proprio nutrimento, appare facilmente un’irrequietudine, giacchè ci si fa regalare per favore il sostentamento da persone in posizione più elevata rifuggendo dal guadagnarselo legittimamente. Ciò è indecoroso, poichè si devia dalla propria indole; e reca sciagura se fatto durevolmente.
Sei al terzo posto significa:
Deviare dall’alimentazione. Perseveranza reca sciagura
Per dieci anni non agire così. Nulla è propizio.
Chi cerca nutrimento che non nutre barcolla da brama a voluttà; e nella voluttà la sete di brama lo consuma. Ebbrezza appassionata, diretta alla soddisfazione dei sensi non conduce mai alla meta. Mai (dieci anni sono un periodo compiuto) si deve agire così. Non ne risulta nulla di buono.
Sei al quarto posto significa:
Volgersi verso la vetta per alimentarsi reca salute.
Scrutare in giro con occhi acuti come una tigre
in brama insaziabile. Nessuna macchia.
Altrimenti che presso il sei al secondo posto, il quale significa un uomo che pensa indaffarato soltanto al proprio vantaggio, questa linea significa un uomo che s’industria a far risplendere la sua luce da un’alta posizione. Per farlo ha bisogno di ausiliarii, perchè da solo non può raggiungere la sua alta meta. Bramoso come una tigre affamata egli va alla caccia di uomini adatti. Ma poichè non pensa a se stesso, ma alla generalità, questo zelo non è un errore.
Sei al quinto posto significa:
Aberrare dalla via. Restare al posto in perseveranza
reca salute.
Non bisogna attraversare la grande acqua.
Si è consapevoli di una manchevolezza. Si dovrebbe curare il nutrimento degli uomini ma non si ha la forza di farlo. Così bisogna deviare dalla strada consueta ed impetrare consiglio ed aiuto da un uomo spiritualmente superiore, ma esteriormente insignificante. Coltivando questo atteggiamento con perseveranza si ha successo e salute. Soltanto bisogna rimanere consapevoli della propria dipendenza. Non bisogna volersi spingere avanti personalmente nè voler intraprendere grandi opere come l’attraversamento della grande acqua.
Nove sopra significa:
La sorgente dell’alimentazione.
Consapevolezza del pericolo reca salute.
Propizio è attraversare la grande acqua.
Qui vi è un saggio di ordine supremo, dal quale emanano tutte le Influenze che procurano il nutrimento agli altri. Una simile posizione reca gravi responsabilità. Se egli ne rimane consapevole ha salute e può anche intraprendere grandi e difficili opere, come l’attraversamento della grande acqua, fiducioso. Esse arrecano felicità generale per lui e per tutti.

 

28. TA KO – LA PREPONDERANZA DEL GRANDE
sopra Tui, il Sereno. il Lago
sotto Sunn, il Mite, il Vento
Il segno è composto di quattro linee forti nell’interno e di due linee deboli fuori. Quando i forti sono fuori e i deboli all’interno, ciò è bene. Non sussiste alcuna preponderanza, nulla di straordinario. Qui si tratta del caso opposto. Il segno rappresenta una trave che all’interno è grossa e pesante, alle estremità troppo debole. Questo non è uno stato che può durare. Deve essere trasformato, deve passare, altrimenti minaccia sciagura.
LA SENTENZA
La preponderanza del grande.
La trave maestra si piega
Propizio è avere dove recarsi.
Riuscita.
Il grande è in preponderanza. Il carico è troppo grande per le forze che debbono reggerlo. La trave maestra, sulla quale poggia l’intero tetto, si piega perchè le estremità che la sostengono sono troppo deboli per il carico. È un tempo ed una situazione che richiedono misure straordinarie per essere superate, perchè anche lo stesso tempo è eccezionale. Perciò bisogna pensare a determinare il più presto possibile una situazione diversa ed agire: ciò promette successo; poichè quantunque il forte sia in preponderanza, sta però nel mezzo, cioè nel centro interiore di gravità, così che non vi è da temere nessuna rivoluzione. Con misure violente non si raggiunge tuttavia nulla. Bisogna sciogliere il nodo penetrando dolcemente nel senso della situazione (come lo suggerisce la qualità del segno interiore Sunn); allora il trapasso in altre condizioni riuscirà. V’è bisogno d’una grande superiorità; perciò il tempo della preponderanza del grande è un tempo grande.
L’IMMAGINE
Il lago passa oltre le cime degli alberi:
L’immagine della preponderanza del grande.
Cosi il nobile quando sta solo è spensierato,
E quando deve rinunciare al mondo è intrepido.
Gli straordinari tempi della preponderanza del grande sono come una inondazione in cui il lago oltrepassa gli alberi. Ma degli stati simili passano. Nei singoli segni è dato il giusto atteggiamento in tali tempi eccezionali: l’immagine di Sunn è l’albero che sta saldo anche se è solitario, e la qualità di Tui è la serenità che rimane intrepida anche quando deve rinunciare al mondo.
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Poggiare su stuoia di paglia bianca. Nessuna macchia.
Quando in tempi straordinari si vuole iniziare una cosa bisogna procedere con estrema prudenza, come quando si appoggia un oggetto pesante, che ha da essere posto sul suolo, con prudenza sulla pannia bianca, onde nulla si rompa. Questa prudenza può sembrare eccessiva ma essa non è un errore. Ogni impresa straordinaria può riuscire soltanto per l’estrema prudenza posta negli inizi e nei fondamenti.
Nove al secondo posto significa:
Un albero di pioppo secco getta, un germoglio di radice.
Un uomo anziano ottiene una moglie giovane.
Tutto è propizio.
Il legno sta accanto all’acqua, da ciò l’immagine di un vecchio pioppo che getta un germoglio di radice. Questo è uno straordinario rivivere del processo di crescita. La medesima straordinaria situazione risulta quando un uomo anziano ottiene in moglie una giovane fanciulla adatta per lui. E nonostante la straordinarietà della situazione tutto va bene. Dal punto di vista politico il senso è che in tempi straordinari è propizio attenersi al basso, giacchè lì si trova la possibilità di un rinnovamento. 
Nove al terzo posto significa:
La trave maestra si piega. Sciagura.
Qui è rappresentata una personalità la quale nei tempi di preponderanza del grande vuole spazzare via le difficoltà con violenza. Non accetta consiglio da altri, perciò anche gli altri non si prestano a sostenerla. Così il carico cresce e si giunge all’alternativa di piegare o di spezzare. In tempi pericolosi un brusco intervento caparbio non fa che accelerare il crollo. 
Nove al quarto posto significa:
La trave maestra viene sostenuta.
Salute.
Curando amichevoli relazioni con gli inferiori l’uomo responsabile riesce a padroneggiare la situazione. Ma se egli volesse abusare delle sue relazioni per ottenere potenza e successo per sè personalmente, invece di preoccuparsi soltanto di salvare l’intero, ciò sarebbe vergognoso.
Nove al quinto posto significa:
Un pioppo secco getta boccioli.
Una donna anziana ottiene un marito.
Nessuna macchia. Nessuna lode.
Un pioppo secco che getta boccioli esaurisce con ciò le sue forze e così non fa altro che avvicinarsi sempre più alla fine. Una donna anziana prende ancora una volta marito. Ma non avviene nessun rinnovamento. Tutto resta sterile. Rimane così soltanto la stranezza anche se tutto procede onorevolmente. Questa immagine in politica accenna aI fatto che, se in tempi malsicuri si abbandona la connessione verso il basso e ci si attiene solo ai propri rapporti con i ceti più aIti, si crea uno stato che non è durevole.
Sei sopra significa:
Bisogna passare attraverso l’acqua. Essa va oltre il vertice del capo.
Sciagura. Nessuna macchia.
Qui è designata quella situazione in cui lo straordinario è giunto al colmo. Si è coraggiosi e si vuole ad ogni costo adempiere il proprio compito. Facendolo si entra nel pericolo. L ‘acqua passa oltre la testa. È questa la sciagura. Ma lasciare la vita per raggiungere l’effettuazione del bene e del giusto non lascia macchia. Vi sono delle cose più importanti della vita.

 

29. KKANN – L’ABISSALE
sopra Kkann, l’Abissale, l’Acqua
sotto Kkann, l’Abissale, l’Acqua
Il segno consiste nella ripetizione del segno Kkann. È uno degli otto segni doppi. Il segno Kkann significa un precipitare dentro. Una linea yang è precipitata fra due linee yin ed è racchiusa da esse come l’acqua in una gola montana. È il figlio medio. Il ricettivo ha ottenuto la linea media del creativo, e così nasce Kkann. Preso come immagine esso è l’acqua ed in particolare l’acqua che viene dall’alto e che sulla terra è in movimento in fiumi e rivi e provoca ogni vita in terra. Trasferito nel mondo umano questo segno rappresenta il cuore, l’anima che è racchiusa nel corpo, il luminoso che è contenuto nell’oscuro, la ragione. Il nome del segno ha, perchè ripetuto, l’aggiunta: ripetizione del pericolo. Con ciò indica una situazione oggettiva alla quale bisogna abituarsi, non uno stato d’animo soggettivo; poichè pericolo come stato d’animo soggettivo significa o temerarietà o insidia. Pertanto il pericolo è designato anche come gola montana, cioè come uno stato nel quale ci si trova, come si trova l’acqua in una gola, e dal quale si esce come l’acqua se ci si comporta convenientemente.
LA SENTENZA
L ‘abissale ripetuto.
Se sei verace hai riuscita nel cuore,
E quello che fai ha successo.
Ripetendosi il pericolo ci si assuefà. L ‘acqua dà l’esempio per il conveniente comportamento in tali situazioni. Essa continua a scorrere costantemente e riempie tutti i punti che appena sfiora, non rifugge da nessun punto pericoloso, da nessuna caduta, e non perde per nessuna causa la sua indole essenziale. Rimane fedele a se stessa in qualunque condizione. Così la veracità in condizioni difficili fa sì che interiormente, nel cuore, si penetri la situazione fino in fondo. Ed una volta che si è diventati interiormente padroni di una situazione si avrà come esito spontaneo che gli atti esteriori saranno accompagnati da successo. Nel pericolo si tratta di agire con la massima serietà e fondatezza di modo che tutto ciò che va fatto sia anche effettivamente eseguito; e si tratta di progredire, per non perire permanendo nel pericolo.
Adoperato attivamente il pericolo può avere un’importanza grandissima come misura di protezione. Così il cielo ha la sua pericolosa altezza che lo protegge contro ogni tentativo d’intervento. Così la terra ha i suoi monti e le sue acque che coi loro pericoli separano i paesi. Così anche i sovrani applicano il pericolo come misura protettiva per garantirsi verso l’esterno contro attacchi e all’interno contro disordini.
L’IMMAGINE
L’acqua scorre ininterrottamente e arriva alla meta:
L ‘immagine dell’abissale ripetuto.
Così il nobile incede in durevole virtù
Ed esercita l’arte dell’insegnante.
L’acqua raggiunge la sua meta scorrendo ininterrottamente. Riempie ogni incavatura prima di continuare a scorrere. Così fa il nobile. Egli vuole che il bene diventi una salda qualità del carattere, e non rimanga accidentale e limitato a singoli momenti. Anche nell’insegnare ad altri tutto dipende dalla consequenzialità. Poichè soltanto ripetendo la materia d’insegnamento essa diventa proprietà di colui che apprende.
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Ripetizione dell’abissale.
Nell’abisso si finisce in una buca. Sciagura.
L’assuefazione al pericolo produce facilmente la penetrazione del pericolo nella propria indole. Si è pratici della cosa e ci si abitua al male. Con questo si è perduta la retta via e la sciagura ne è la conseguenza naturale.
Nove al secondo posto significa:
Nell’abisso è pericolo.
Si tenda ad ottenere solo piccole cose.
In mezzo al pericolo non bisogna tendere senz’altro ad uscirne a tutti i costi; invece, dapprima, bisogna contentarsi di non esserne sopraffatti. Bisogna ponderare tranquillamente le condizioni del momento ed accontentarsi di piccole cose visto che per ora non si può raggiungere un risultato notevole. Anche una sorgente scorre dapprima scarsamente e ci vuole un certo tempo prima che essa riesca a scavarsi una via all’aperto.
Sei al terzo posto significa:
Avanti e indietro, abisso sopra abisso.
In tale pericolo fermati per ora,
Altrimenti nell’abisso finisci in una buca.
Non agire così.
Ogni passo avanti e indietro ti mette in pericolo. Non c’è nemmeno da pensare a fuggire. Perciò non bisogna lasciarsi sedurre dall’azione, giacchè questa ci spingerebbe solo ancora più a fondo del pericolo. Bisogna, anzi, per quanto penoso sia il permanere in una tale situazione, intanto fermarsi finchè una via d’uscita si palesi.
Sei al quarto posto significa:
Una brocca di vino, una ciotola di riso come aggiunta,
Vasellame d’argilla,
Porti semplicemente attraverso la finestra.
Ciò non costituisce alcuna macchia.
In tempi di pericolo le forme complimentose cessano, I sinceri sentimenti sono la cosa principale. Un funzionario abbisogna di solito, prima di essere insediato, di certi regali e di certe raccomandazioni introduttive. Qui tutto è semplificato all’estremo. I regali sono miseri, non vi è nessuno che raccomandi. Ci si presenta da soli, eppure non c’è bisogno di vergognarsi di tutto ciò, solo che si abbia l’onesta intenzione di aiutarsi a vicenda nel pericolo. La situazione suggerisce anche un’altra idea: la finestra è il luogo attraverso il quale la chiarezza entra nella stanza. Quando in tempi difficili qualcuno vuole illuminare le opinioni, deve incominciare con quello che è senz’altro chiaro e luminoso, e procedere da lì con semplicità. Osservazione: La solita traduzione: ″Due ciotole di riso″ venne corretta in base ad alcuni commenti cinesi.
Nove al quinto posto significa:
L’abisso non viene colmato troppo,
Viene riempito solo fino all’orlo.
Nessuna macchia.
Il pericolo proviene dal fatto che si vuole salire troppo. L ‘acqua nella gola non si accumula, bensì va solo fino all’orlo più basso per poter uscire. Così nel pericolo basta anche seguire soltanto la linea della minima resistenza per procedere, ed allora si raggiunge la meta. Grandi opere non si possono compiere in tali tempi; è sufficiente se si riesce ad uscire dal pericolo.
Sei sopra significa:
Legato con corde e gomene, racchiuso tra mure carcerarie
recinte da spine:
Per tre anni non si orienta.
Sciagura!
Un uomo che abbia smarrito la retta via durante l’estremo pericolo e che è irretito ed indurito nei suoi peccati non ha nessuna prospettiva di uscire dal pericolo. Egli rassomiglia ad un criminale che siede incatenato dietro mura carcerarie irte di spine.

 

30. LI – IL RISALTANTE, IL FUOCO (L’ ADERENTE)
sopra Li, il Risaltante, il Fuoco
sotto Li, il Risaltante, il Fuoco
Anche questo segno è un segno doppio. Il segno semplice Li significa ″risaltare″, ″spiccare″, ″allontanarsi ma di poco″, ″aderire″, ″essere condizionati″, ″basarsi″, ″essere fondati su qualcosa″, ″chiarezza″.
Una linea scura si distacca da una linea chiara sopra e sotto pur aderendovi; l’immagine di uno spazio vuoto fra due linee forti, per cui queste diventano chiare, È la figlia media. Il creativo ha accolto in sè la linea centrale del ricettivo, e così nasce Li. Preso come immagine è il fuoco. Il fuoco non ha una figura determinata, ma aderisce e si distacca dalle cose che ardono ed è perciò chiaro. Come l’acqua scende dal cielo così il fuoco divampa dalla terra verso l’alto. Mentre Kkann significa l’anima racchiusa nel corpo, Li significa la natura trasfigurata.
LA SENTENZA
Il risaltante. Propizia è perseveranza.
Essa reca riuscita.
Cura della vacca reca salute.
L’oscuro sta accanto al chiaro e distaccandosene compie la sua luminosità. Emanando luce il chiaro ha bisogno di qualcosa di permanente nel suo interno onde ardendo non si consumi senza residuo, ma il suo splendere possa invece durare. Tutto ciò che splende nel mondo dipende da qualche cosa da cui scaturisce onde possa, distaccandosene, splendere durevolmente. Il sole e la luna risaltano nel cielo; grano, erbe ed alberi sorgono dalla terra. Così la doppia chiarezza dell’uomo chiamato ad agire risalta dallo sfondo di giustizia e può formare il mondo. L’uomo, riconoscendo questa dipendenza in quanto egli nel mondo è condizionato e non indipendente, ha riuscita rendendosi dipendente dalle armoniche e buone forze della connessione universale. La vacca è il simbolo dell’estrema arrendevolezza. Coltivando in sè questa arrendevolezza e questa volontaria dipendenza, egli acquista chiarezza che non ferisce, e trova il suo posto nel mondo.
Osservazione: È una stana coincidenza, degna di nota, che qui, proprio come nella religione dei Parsi, il fuoco e la cura della vacca siano congiunti.
L’IMMAGINE
La chiarità sorge due volte:
L’immagine del fuoco.
Così il grand’uomo illumina continuando questa chiarità
Le quattro regioni del mondo.
Ognuno dei due segni singoli rappresenta il sole nel corso di un giorno. È dunque rappresentata l’attività ripetuta del sole. Con ciò si accenna all’azione della luce nel tempo. Il grande uomo continua l’opera della natura nel mondo umano. Per la chiarezza della sua indole egli produce una sempre maggiore espansione della luce ed una sempre maggiore penetrazione interiore della natura umana.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Le orme s’incrociano per tutti i versi.
Accudendo con serietà: nessuna macchia.
È mattino presto. Il lavoro incomincia. Dopo la segregazione dal mondo esteriore dell’anima nel sonno, ricominciano i rapporti col mondo. Per tutti i versi s’incrociano le tracce delle impressioni. Regna frettoloso affaccendamento. È importante conservare il raccoglimento interiore, non lasciarsi trascinare dall’ingranaggio della vita. Essendo seri e raccolti si acquista la chiarezza necessaria per affrontare le numerose impressioni che ci assalgono da tutte le parti. Proprio all’inizio una tale raccolta serietà è particolarmente importante; poiché l’inizio contiene i germi di tutto ciò che seguirà.
Sei al secondo posto significa:
Splendore giallo. Sublime salute.
II mezzo del dì è raggiunto. Il sole raggia in giallo splendore. II giallo è il colore del mezzo e della misura. Splendore giallo è quindi l’immagine della cultura e dell’arte perfetta, la cui suprema armonia consiste nella misura.
Nove al terzo posto significa:
Alla luce del sole che tramonta,
Gli uomini o battono sulla pentola e cantano,
O sospirano forte per la senilità che si avvicina.
Sciagura.
Questa è la fine del giorno. La luce del sole che tramonta rammenta la limitatezza e la caducità della vita. In questa carenza esteriore di libertà gli uomini perdono di solito anche la libertà interiore. O si lasciano spingere dalla caducità ad una allegria tanto più sfrenata per godere la vita fin tanto che essa dura, o si lasciano trascinare dalla tristezza e sprecano in vani lamenti sulla vecchiaia imminente il tempo prezioso. Ambo le cose sono dannose. Per il nobile morire tosto o tardi è indifferente. Egli cura la propria persona ed aspetta la sua sorte, rinsaldando così il proprio destino.
Nove al quarto posto significa:
Subitanea è la sua venuta;
Divampa, muore, è buttato via.
La chiarezza dell’intelletto sta alla vita come il fuoco sta al legno. II fuoco si distacca dal legno, ma esso consuma anche il legno. La chiarezza dell’intelletto ha le sue radici nella vita ma essa può anche consumare la vita. Si tratta del modo della sua estrinsecazione. Qui è delineata l’immagine di una meteora o di un fuoco di paglia. Un carattere agitato, inquieto giunge a rapida ascesa. Mancano però gli effetti duraturi. In queste condizioni è male spendere troppo rapidamente le proprie energie consumandosi come una meteora.
Sei al quinto posto significa:
Lacrime a fiumi, gemiti e lamenti. Salute!
Questo è l’apice della vita. Senza consigli in questa posizione ci si consumerebbe come una fiamma. Se invece si abbandonano paura e speranza, si comprende la nullità di tutto e si piange e si geme, preoccupandosi soltanto di mantenere la chiarezza; da questa tristezza viene salute. Si tratta qui di una vera conversione e non, come presso il nove al terzo posto, di uno stato d’animo passeggero.
Nove sopra significa:
Il re lo adopera per spedizioni punitive.
La miglior cosa è allora uccidere i capi
E catturare i seguaci. Nessuna macchia.
Scopo della pena è quello di ottenere disciplina, non quello di instaurare un regno di cieche punizioni. Si tratta di guarire il male fin dalle sue radici. Nella vita dello stato bisogna eliminare i caporioni ma essere clementi verso i seguaci. Nell’educazione di sè bisogna sradicare le cattive abitudini, ma tollerare abitudini innocue. Poichè un’ascesi troppo rigida non conduce, come pure delle punizioni troppo severe, a nessun risultato.

 

31. HIENN – L’INFLUENZAMENTO (LA DOMANDA DI MATRIMONIO)
sopra Tui, il Sereno, il Lago
sotto Kenn, l’ Arresto, il Monte
Il nome del segno significa ″generale″, ″universale″, ed in senso traslato ″influenzare″, ″stimolare″. Il segno superiore è Tui, il sereno, l’inferiore, Kenn, l’arresto. Il rigido segno inferiore stimola, con la sua perseverante azione raffrenatrice, il debole segno superiore, il quale risponde con serenità ed allegria a questo stimolo. Kenn, il segno inferiore, è il figlio più giovane, il superiore, Tui, la figlia più giovane. È’ qui in tal modo rappresentata l’attrazione reciproca dei generi. Inoltre è il mascolino che deve prendere l’iniziativa e porsi al di sotto del femmineo quando s’accinge a presentare la domanda di matrimonio. Come la prima sezione del Libro incomincia con i segni per cielo e terra quali fondamenti di tutto ciò che esiste, così la sezione seconda, con i segni per domanda e matrimonio, quali fondamenti di tutti i rapporti sociali.
LA SENTENZA
L’influenzamento. Riuscita.
Propizia è perseveranza.
Prendere moglie reca salute.
Il debole sta sopra, il forte sotto; così le loro forze si attirano in modo da congiungersi. Ciò produce riuscita, poichè ogni riuscita è basata sull’effetto dell’attrazione reciproca. Calma interiore con gioia esteriore fa sì che la gioia non oltrepassi la misura, ma resti entro i limiti del giusto. Quest’è il senso dell’avvertimento aggiunto: propizia è perseveranza; poichè con ciò la domanda di matrimonio, nella quale l’uomo che è forte si abbassa al di sotto della fanciulla che è debole e le usa riguardo, si distingue dalla seduzione. Questa attrazione degli affini è una legge generale della natura. Il cielo e la terra si attirano a vicenda, e così nascono tutti gli esseri. Il saggio influisce per mezzo di una tale attrazione sul cuore degli uomini, così il mondo giunge alla pace. Dalle attrazioni che una cosa esercita si può riconoscere la natura di tutti gli esseri in cielo e terra.
L’IMMAGINE
Sopra il monte sta un lago:
L’immagine dell’influenzamento.
Così il nobile, essendo pronto ad accoglierli,
Lascia che gli uomini gli si avvicinino.
Un monte sul quale si trova un lago riceve lo stimolo dell’umidità di questo. Egli diventa partecipe di questo vantaggio perchè la sua vetta non emerge, ma è incavata. L ‘immagine fornisce il consiglio che ci si debba tenere interiormente accoglienti e liberi così che si rimanga accessibili ai buoni consigli. Chi vuol sapere tutto meglio degli altri, a costui gli uomini ben presto non daranno più consigli.
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
L’influenzamento si estrinseca nell’alluce.
Un movimento, prima di essere effettivamente eseguito si estrinseca all’inizio nelle dita dei piedi. L’idea dell’influenzamento è già presente. Intanto, però, essa non appare visibile agli altri. Finchè l’intenzione non ha ancora degli effetti visibili, essa è indifferente per il mondo esteriore; non conduce nè a bene nè a male.
Sei al secondo posto significa:
L’influenzamento si estrinseca nei polpacci. Sciagura!
Dimorare reca salute!
Il polpaccio segue il piede nel movimento. Esso da sè non può nè avanzare nè star fermo. È un movimento non indipendente, e, poichè non è padrone di se stesso, è sciagurato. Bisogna aspettare tranquillamente finchè si sia incitati all’azione da un vero influenzamento. Allora si rimane senza danni.
Nove al terzo posto significa:
L’influenzamento si estrinseca nelle cosce.
Si attiene a ciò che lo segue.
Continuare così è vergognoso.
Ogni moto del cuore è uno stimolo per muoversi. Dove il cuore tende, là corrono le cosce senza riflettere; esse si attengono al cuore e lo seguono. Ma trasferito nella vita umana questo vezzo di mettersi in moto ad ogni influenzamento da parte di un capriccio non è ben fatto e conduce, se continuato durevolmente, allo svergognamento. Ne risulta una triplice considerazione: non si deve senz’altro correre dietro a tutte le persone che si vorrebbero influenzare, ma ci si deve talvolta saper trattenere. Inoltre non bisogna cedere subito ai capricci di coloro al cui servizio si sta. Ed infine non bisogna mai trascurare la possibilità di inibizione di fronte ai moti del proprio cuore, sulla quale si basa la libertà umana.
Nove al quarto posto significa:
Perseveranza reca salute! Il pentimento svanisce.
Lasciando vagare agitato il pensiero in qua e in là,
Seguono soltanto gli amici sui quali si dirigono
pensieri consci.
Qui è raggiunto il luogo del cuore. Le stimolazioni che partono da lì sono le più importanti. Bisogna particolarmente badare acchè l’influenza sia costante e buona; allora, nonostante il pericolo risultante dalla grande mobilità del cuore umano, non vi è più necessità di pentirsi. Quando agisce la tranquilla forza dell’essenza personale, gli effetti sono normali. Tutte le persone che sono sensibili alle vibrazioni d’un tale spirito vengono allora influenzate. L ‘influenza sugli altri non deve estrinsecarsi come un lavoro conscio e voluto fatto sugli altri, poichè per un tale suggestionamento conscio si cade nell’agitazione e ci si consuma nell’eterna incertezza del risultato. Inoltre gli effetti allora si limitano a quelle persone sulle quali si dirigono consciamente i propri pensieri. 
Nove al quinto posto significa:
L ‘influenzamento si estrinseca nella nuca.
Nessun pentimento.
La nuca è la parte più immobile del corpo. Quando l’influenzamento si estrinseca in questo posto la volontà rimane ugualmente salda, e I’influenzamento non conduce a scompiglio. Perciò qui non si può nemmeno parlare di pentimento. Ciò che avviene in queste profondità dell’essere, nell’inconscio, non può nè essere provocato nè impedito dal conscio. D’altro canto, essendo noi stessi non influenzabili, non è nemmeno possibile influenzare il mondo esteriore.
Sei sopra significa:
L’influenzamento si estrinseca nelle mascelle,
nelle guance e nella lingua.
La maniera più superficiale di voler ottenere influenzamento sugli altri è quella delle mere chiacchiere, senza che alle parole corrisponda una realtà. Un tale stimolo per mezzo del mero movimento degli organi fonatori rimane necessariamente insignificante. Perciò nulla è aggiunto di fortuna o disgrazia.

 

32. HONG – LA DURATA
sopra Cenn, l’Eccitante, il Tuono
sotto Sunn, il Mite, il Vento
Il forte segno Cenn sta sopra, il debole Sunn sotto. Il segno è il contrapposto del precedente: là l’influenzamento, qui l’unione come stato permanente. Le immagini sono tuono e vento, che sono anche essi fenomeni durevolmente congiunti. Il segno inferiore accenna a mitezza nell’interno, il superiore a movimento all’esterno. 
Trasferito alle condizioni sociali abbiamo qui l’istituzione del matrimonio come durevole unione dei generi. Mentre, quando la domanda in isposa, il giovane si pone sotto la ragazza, nel matrimonio, rappresentato qui dalla convivenza del figlio maggiore con la figlia maggiore, l’uomo è guida e motore verso l’esterno, la donna mite e obbediente all’interno.
LA SENTENZA
Riuscita. Nessuna macchia.
Propizia è perseveranza.
Propizio è avere ove recarsi.
La durata è uno stato il cui moto non si consuma per impedimenti. Essa non è uno stato di quiete, poichè mero arresto e regresso. La durata è anzi il moto chiuso in se stesso e perciò costantemente rinnovantesi, che si compie per leggi fisse, di una totalità saldamente chiusa, nella quale ad ogni fine segue un nuovo inizio. La fine viene raggiunta dal movimento in dentro, la ispirazione, la sistole. la concentrazione. Questo moto trapassa in un nuovo inizio nel quale il moto è diretto in fuori, l’espirazione, la diastole, l’espansione. Così i corpi celesti hanno le loro orbite nel cielo e perciò possono splendere durevolmente. Le stagioni hanno una legge fissa del mutamento e della trasformazione e possono perciò durevolmente operare. E così anche la via dell’uomo di vocazione ha un significato durevole, ed il mondo giunge a compiere la sua formazione. Da quelle cose, nelle quali ogni realtà trova la sua durata, si può riconoscere la natura di tutti gli esseri in cielo ed in terra.
L’IMMAGINE
Tuono e Vento:
L ‘immagine della Durata.
Così il nobile sta saldo e non muta l’indirizzo suo.
Il tuono rimbomba ed il vento soffia. Entrambi sono cose estremamente mobili così che sembrano essere il contrario della durata. Ma il loro comparire e il loro scomparire, il loro andare e venire seguono leggi durevoli. Ed anche l’indipendenza del nobile non consiste nel rimanere rigido ed immoto. Egli va sempre col tempo e muta con esso. Quello che è durevole è l’indirizzo stabile, la legge intrinseca della sua natura che determina tutti i suoi atti.
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Volere troppo presto durata reca persistentemente sciagura!
Nulla che sia propizio.
Una cosa durevole si può creare solo gradatamente con lungo lavoro ed accurata riflessione. ″Se si vuoI comprimere una cosa bisogna lasciare prima che si dilati bene″, dice in questo senso Lao Tse. Chi pretende immediatamente troppo in una volta capitombola. E perchè vuole troppo alla fine non gli riesce nulla.
Nove al secondo posto significa:
Pentimento svanisce.
La situazione è abnorme. La forza del carattere è maggiore del potere materiale a disposizione. Si potrebbe, allora, forse, temere di lasciarsi trascinare ad una impresa che vada oltre le proprie forze. Ma siccome è il tempo della durata si riesce a dominare la forza interiore, di modo che ogni eccesso viene evitato e scompare così ogni ragione di pentimento.
Nove al terzo posto significa:
Chi non conferisce durata al suo carattere, soffre onta.
Persistente svergognamento.
Se ci si lascia tormentare la mente da stati d’animo suscitati dal mondo esteriore per paura e speranza si perde la consequenzialità interiore del carattere. Una tale mancanza di consequenzialità interiore conduce costantemente ad esperienze penose. Questi svergognamenti vengono spesso da qualche parte alla quale non si era pensato. Infatti essi non sono tanto effetti del mondo esteriore, quanto connessioni regolari messe in moto dalla propria natura. 
Nove al quarto posto significa:
Nel campo non vi è selvaggina.
Se durante la caccia si vuoI sparare bisogna incominciare nel modo giusto. Cercando durevolmente la selvaggina in un luogo dove non ve n’è, si aspetterà quanto si vuole e non se ne troverà. Durata della ricerca non basta. Quello che non si cerca nel modo giusto non si trova.
Sei al quinto posto significa:
Conferire al proprio carattere durata per perseveranza;
Quest’ è salutare per una donna, sciagurato per un uomo.
Una donna deve seguire un uomo per tutta la sua vita, l’uomo deve invece attenersi a quello che di volta in volta è il suo dovere; se egli volesse regolarsi durevolmente secondo la donna, ciò sarebbe per lui un errore.
Di conseguenza una donna fa benissimo se conserva i valori tradizionali attenendosi ad essi. L ‘uomo invece deve rimanere mobile e capace di adattarsi, e deve lasciarsi determinare solo da ciò che di volta in volta il suo dovere gli chiede.
Sei sopra significa:
Irrequietezza come stato durevole reca sciagura.
Vi sono delle persone che si mantengono durevolmente in moto precipitoso senza giungere interiormente alla quiete. L’irrequietezza impedisce non solo ogni accuratezza, ma diventa addirittura un pericolo quando regna in un posto di responsabilità.

 

33. TUNN – LA RITIRATA
sopra Kkienn, il Creativo, il Cielo
sotto Kenn, l’Arresto, il Monte
La forza dell’ombroso sta ascendendo, il luminoso si ritira in sicurezza davanti a lui così che questi non può fargli nulla di male. In questa ritirata non si tratta di arbitrio umano, ma di leggi degli accadimenti naturali. Perciò la ritirata in questo caso è il modo di agire giusto, che non consuma le forze (In questo segno trova espressione un’idea simile, contenuta nelle parole di Gesù: ″Non dovete opporvi al male″ (Matt. 5,39).
Come segno di mese quest’esagramma è coordinato al sesto mese (luglio-agosto), nel quale le forze dell’inverno incominciano di nuovo a mostrare i loro effetti.
LA SENTENZA
La ritirata. Riuscita.
In piccolo è propizia perseveranza.
Le condizioni sono tali che le forze nemiche, favoreggiate dal tempo, stanno avanzando. In questo caso è giusto ritirarsi e, proprio ritirandosi, si ottiene riuscita. Il successo consiste nel fatto che si può eseguire bene la ritirata. La ritirata non è da confondersi con la fuga, che non pensa ad altro che a salvarsi a tutti i costi. Ritirarsi è indizio di forza. Non bisogna perdere il momento giusto finchè si è ancora in pieno possesso della forza e della propria posizione. Così si sanno interpretare al momento opportuno i segni dei tempi e, invece di impigliarsi in una lotta disperata di vita o di morte, ci si sa preparare ad una temporanea ritirata; inoltre, così facendo, non si abbandona senz’altro il campo all’avversario, ma gli si rende difficile l’avanzata mostrando ancor sempre perseveranza nei dettagli. In questo modo già nella ritirata si prepara il capovolgimento. Comprendere le leggi di una tale ritirata attiva non è facile. Il senso nascosto in un simile tempo è importante.
L ‘IMMAGINE
Sotto il cielo il monte:
L’immagine della ritirata.
Cosi il nobile tiene lontano l’ignobile,
Non irato, ma pacato.
Il monte s’innalza sotto il cielo ma è insito nella sua natura il suo finale arrestarsi. Il cielo invece si ritira da esso, a distanza, verso l’alto, così che rimane irraggiungibile. Quest’è l’immagine del modo col quale il nobile si comporta di fronte all’ignobile che sta salendo. Egli si ritira da lui col suo atteggiamento mentale. Non lo odia; poichè l’odio è una specie di compartecipazione interiore per la quale ci si collega con l’oggetto odiato. Il nobile mostra la forza (cielo) nel fatto che egli porta l’ignobile all’arresto (monte) con la sua pacatezza.
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Durante la ritirata presso la coda: quest’è pericoloso.
Non bisogna voler imprendere qualche cosa.
Siccome il segno è l’ effige di una cosa che si ritira, la prima linea è la coda e la suprema, la testa. Durante la ritirata è favorevole stare in testa. Qui si sta indietro in contatto immediato coi nemici incalzanti. Ciò è pericoloso. In tali pericolose circostanze non è consigliabile intraprendere qualche cosa. Star fermi è il modo più facile per sfuggire al pericolo minacciante.
Sei al secondo posto significa:
Egli lo vincola con giallo cuoio di bue.
Nessuno è in grado di strapparlo.
Giallo è il colore del mezzo. Essa accenna al corretto, al doveroso. Il cuoio di bue è saldo e non si può strappare. Mentre i nobili si stanno ritirando e gli insignificanti incalzano, è qui delineato un insignificante il quale si attacca così saldo e tenace ai nobili che essi non possono scrollarselo di dosso. E siccome vuole ciò che è giusto ed è così forte nella sua volontà, egli raggiunge infatti la sua meta (È qui accennata un’idea simile a quella della lotta notturna di Giacobbe col Dio di Pniel, I. Mos. 32 : ″lo non ti lascio a meno che tu non mi benedica″). In questo modo la linea conferma la parola della sentenza: nel piccolo (qui equivalente a: per l’uomo insignificante) è propizia perseveranza.
Nove al terzo posto significa:
Ritirata trattenuta è penosa e pericolosa.
Tener la gente come servi e serve reca salute.
Quand’è tempo di ritirarsi e si viene trattenuti, ciò è penoso e pericoloso al tempo stesso, giacchè la libertà d’azione è abolita. In tale caso la sola via d’uscita è quella di prendere per così dire al proprio servizio le persone che non ci lasciano andare, per serbarci così almeno l’iniziativa e non finire inermi sotto il loro dominio. Ma anche se questa è una via d’uscita, la situazione non diventa lo stesso piacevole. Giacchè che cosa si potrà mai eseguire con tali servi ?
Nove al quarto posto significa:
Ritirata volontaria al nobile reca salute,
All’ignobile decadimento.
Nella ritirata si tratta, per l’uomo superiore, di prendere commiato in tutta cortesia e volentieri. La ritirata gli riesce anche interiormente facile, e in questo modo egli non ha bisogno di violentare la sua convinzione. Chi ha da soffrirne è solo l’ignobile dal quale egli si ritira e che, senza la guida del nobile, deperirà. 
Nove al quinto posto significa:
Ritirata amichevole. Perseveranza reca salute.
È del nobile riconoscere a tempo quando è giunto il momento di ritirarsi. Scegliendo il momento giusto per la ritirata, questa può compiersi in forme perfettamente amichevoli, senza che si rendano necessarie spiacevoli discussioni. Ma nonostante la compitezza della forma esteriore è necessario essere assolutamente saldi nella decisione presa, per non lasciarsi fuorviare da altre considerazioni.
Nove sopra significa:
Ritirata serena. Tutto è propizio.
La situazione non ammette dubbi. Il distacco interiore è un fatto acquisito. Così si ha la libertà di andarsene. Dove si vede davanti a sè la propria via così chiara ed indubbia interviene una serenità d’animo che sceglie senza esitazione il giusto. Una tale via chiara conduce sempre verso il bene.

 

34. TA CIUANG – LA POTENZA DEL GRANDE
sopra Cenn, l’Eccitante, il Tuono
sotto Kkienn, il Creativo, il Cielo
Le linee grandi, cioè quelle chiare e forti, sono potenti. Quattro linee chiare sono entrate dal basso nel segno e sono in procinto di salire ancora. Il semisegno superiore è Cenn, l’eccitante, l’inferiore Kkienn, il creativo. Il creativo è forte, l’eccitante è movente. L ‘unione di moto e forza dà come senso la potenza del grande. Il segno è coordinato al secondo mese (marzo-aprile).
LA SENTENZA
La Potenza del Grande. Propizia è perseveranza.
Il segno indica un tempo in cui il valore interiore si alza potentemente e giunge al dominio. Ma la forza ha già superato il punto mediano. Incombe perciò il pericolo che ci si fidi della propria potenza senza chiedersi ogni volta se quanto si fa sia giusto, che si ricerchi il movimento senza aspettare il tempo giusto. Per questo è aggiunta la frase che perseveranza è propizia. Giacchè la vera potenza grande è proprio quella che non degenera in mera violenza, ma resta interiormente congiunta coi principi del diritto e della giustizia. Comprendendo questo punto, che cioè grandezza e giustizia devono essere indissolubilmente congiunte, si comprende il senso di ogni accadimento universale in cielo e in terra.
L’IMMAGINE
Il Tuono sta su nel Cielo:
L’immagine della Potenza del Grande.
Così il nobile non calca sentieri che non corrispondono all’ordine.
Il tuono, la forza elettrica, in primavera sale verso l’alto. Questo movimento è in concordanza con la direzione del moto del cielo. È dunque in armonia col cielo e produce grande potenza. Vera grandezza si basa però sulla concordia con ciò che è retto. Per questo il nobile in tempi di grande potenza si guarda dal fare cose che non siano in concordanza con quello che corrisponde all’ordine.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Potenza nelle dita dei piedi.
Continuare così reca sciagura.
Questo è certamente vero.
Le dita dei piedi stanno al posto più basso e sono pronte ad avanzare camminando.Così una grande potenza in posto basso tende ad ottenere il progresso con la violenza. Ma ciò condurrebbe certamente in sciagura se si continuasse a farlo. Per questo è aggiunto un consiglio come ammonimento.
Nove al secondo posto significa:
Perseveranza reca salute !
La situazione in questione è che le porte del successo cominciano ad aprirsi. La resistenza comincia a cedere. Si progredisce potentemente. Quest’è il punto dove anche troppo facilmente interviene un’arroganza che non sa frenarsi. Da ciò l’oracolo, che perseveranza -nell’equilibrio interiore e senza esagerato impiego di potenza, s’intende- reca salute.
Nove al terzo posto significa:
L ‘ignobile opera per potenza, il nobile non opera così.
Continuare a farlo è pericoloso.
Un capro urta contro una siepe
E s’impiglia le corna.
L ‘insistere sulla potenza conduce a complicazioni, come un capro che urta contro una siepe impiglia le sue corna. Mentre l’ignobile, quando è in possesso del potere, non conosce misure, il nobile non agisce così. Egli è consapevole in ogni caso del pericolo di continuare in questo atteggiamento e quindi rinuncia a tempo ad un mero spiegamento di potenza.
Nove al quarto posto significa:
Perseveranza reca salute! Il pentimento svanisce.
La siepe si apre, non vi è impigliamento.
La potenza poggia sull’asse d’una grande carrozza.
Lavorando perseveranti e quieti all’eliminazione delle resistenze, si riesce alla fine. (Questo vale anche nella lotta contro le imperfezioni della propria natura. Anche qui non bisogna stancarsi, nonostante continue ricadute, ma continuare finchè il successo interviene e giunge il momento nel quale si può dire: ″Tutto il caduco, -Irretito in peccato, -È ormai passato, -Crescono le ali, -S’alza la serranda -Della sala eterna″) Gli impedimenti cedono, ed ogni ragione di pentimento, derivante da un esagerato uso di potenza scompare. La potenza non si mostra esteriormente, ma essa effettua il trasporto di pesanti carichi come una grande carrozza la cui forza poggia sulle sue assi. Quanto meno si adopera la potenza verso l’esterno, tanto più fortemente essa opera.
Sei al quinto posto significa:
Perde la cocciutaggine con facilità.
Nessun pentimento!
Il capro si distingue per durezza esteriore, mentre interiormente è debole. Ora la situazione è tale che tutto è facilissimo; non sussiste più nessuna resistenza. Si abbandoni allora l’atteggiamento bellicoso, testardo come un capro, e non ci sarà da pentirsene.
Sei sopra significa:
Un capro urta contro una siepe.
Non può andare indietro.
Non può andare avanti. Nulla è propizio.
Se ci si accorge della difficoltà, questo reca salute.
Se ci si arrischia troppo innanzi, si arriva ad un punto morto dove non si può nè andare avanti nè andare indietro, e tutto serve soltanto a rendere ancora più complicate le cose. Con una tale ostinatezza si cade in difficoltà insormontabili. Comprendendo invece la situazione e non volendo continuare così, col tempo tutto andrà di nuovo bene.

 

35. TSINN – IL PROGRESSO
sopra Li, il Risaltante, il Fuoco
sotto Kkunn, il Ricettivo, la Terra
Il segno rappresenta il sole che s’innalza al di sopra della terra; è quindi l’immagine del progresso rapido e facile, il quale nel contempo significa espansione sempre maggiore e chiarezza.
LA SENTENZA
Il Progresso.
Il forte principe viene onorato con cavalli in grande numero.
In una sola giornata è ricevuto tre volte.
Come esempio è dipinto un tempo nel quale un forte principe ligio radunava gli altri principi attorno al gran re in obbedienza e in pace, e veniva da questi riccamente dotato e trattenuto nella sua immediata vicinanza.
Vi è qui un duplice concetto. La vera azione del progresso parte da un uomo in posizione dipendente, che gli altri seguono volenterosi considerandolo un loro pari. Questo capo ha una sufficiente chiarezza interiore per non abusare della grande influenza che possiede, adoperandola invece in favore del suo signore. Il signore, d’altro canto, libero da ogni gelosia, dota riccamente il grande uomo e lo trae durevolmente accanto a sè. Un signore illuminato ed un servitore obbediente: queste sono le condizioni necessarie per un grande progresso.
L’IMMAGINE
Il sole s’innalza al di sopra della terra:
L’immagine del Progresso.
Così il nobile rende splendenti le sue chiare capacità.
La luce del sole che s’innalza al di sopra della terra è chiara per natura, ma quanto più il sole ascende, tanto più esce dalla foschia e splende maggiormente lontano nella sua originaria purezza in tutte le direzioni. Così la vera natura dell’uomo è anch’essa originariamente buona, ma offuscata dai suoi legami col terreno; abbisogna quindi della purificazione per poter splendere nella chiarezza che originariamente le era consona Quest’è il tema trattato esaurientemente nella Cultura Superiore (Ta Huo).
LE SINGOLE LINEE
Sei alI’inizio significa:
Progrediente, ma respinto. Perseveranza reca salute!
Non incontrando fiducia si rimanga pacati.
Nessun errore.
In un tempo in cui tutti non pensano ad altro che a progredire, si è ancora incerti se progredendo non si possa incontrare un rifiuto. Allora è opportuno continuare semplicemente nel giusto; ciò reca alla fine salute. Può darsi che non si incontri fiducia. In questo caso non si tenti di ottenerla ad ogni costo; bisogna restare pacati e sereni e non lasciarsi prendere dall’ira. Così si rimane senza difetto.
Sei al secondo posto significa:
Progrediente ma in mestizia. Perseveranza reca salute!
Si ottiene poi grande fortuna dalla propria ava.
Il progresso è arrestato, si comprende che non si può avvicinare l’uomo in posizione direttiva col quale si è in rapporto. Ciò reca mestizia. Ma in tal caso è opportuno rimanere perseveranti, allora si otterrà grande fortuna da quella personalità maternamente clemente. Questa fortuna viene ed è ben meritata perchè la vicendevole inclinazione non è fondata su motivi egoistici o di partito, ma su principi saldi e corretti.
Sei al terzo posto significa:
Tutti sono d’accordo. Il pentimento svanisce.
Si tende innanzi e, precisamente, in comunione con altri, il cui accordo ci sostiene. Con ciò scompaiono le ragioni del rammarico, che potrebbero consistere nel fatto che non si possiede l’indipendenza necessaria per farsi valere da soli contro ogni sorte avversa. 
Nove al quarto posto significa:
Progresso come un topo di campagna.
Perseveranza reca pericolo.
In tempo di progresso per un uomo forte è facile, quand’egli si trova in posizione inadeguata, arraffare molte cose. Ma un simile comportamento teme la luce. E siccome i tempi di progresso sono sempre dei tempi in cui il sole porta alla luce ogni tramenio che si nasconde nell’ombra, perseverare in tale attività reca con sè necessariamente pericolo.
Sei al quinto posto significa:
Il pentimento svanisce.
Non prenderti a cuore guadagno e perdita.
Imprese recano salute.
Tutto è propizio.
Qui è delineata una situazione in cui in tempi di progresso ci si trova in un posto decisivo e si è miti e contenuti. Ci si potrebbe rimproverare di non saper sfruttare abbastanza energicamente il favore del tempo e di non essersi procurato ogni possibile vantaggio. Ma questo pentimento svanisce. Non bisogna prendersi a cuore perdita e guadagno. Queste sono cose di minore importanza. E’ più importante l’essersi assicurata in questo modo la possibilità di un azione ricca di successi e prosperità.
Nove sopra significa:
Progredire con le corna è lecito soltanto
Per punire la propria regione.
Coscienza del pericolo reca salute.
Nessuna macchia.
Perseveranza reca svergognamento.
Progredire con le corna, cioè procedere attaccando, si deve, nei tempi dei quali si tratta, soltanto di fronte agli errori della propria gente. Facendolo bisogna rimanere consci del fatto che questo procedimento violento è sempre congiunto con pericolo. Così si evitano gli errori che altrimenti minaccerebbero, e ciò che è stato progettato riesce. Continuare con perseveranza in questo atteggiamento troppo energico, specialmente di fronte a persone piuttosto estranee, recherà in vece svergognamento.

 

36. MING I – L ‘OTTENEBRAMENTO DELLA LUCE
sopra Kkunn, il Ricettivo, la Terra
sotto Li, il Risaltante, il Fuoco
Qui il sole è disceso nella terra, è quindi oscurato. Il nome del segno veramente significa lesione del chiaro, ed infatti le singole linee parlano più volte di ferite. La situazione è l’esatto contrario di quella del segno precedente. Lì un uomo saggio, che possiede degli aiutanti, assieme ai quali procede; qui, a capo di tutti, un uomo tenebroso in posizione decisiva, che danneggia il capace ed il saggio.
LA SENTENZA
L’ottenebramento della luce.
Propizio è essere perseveranti nella miseria.
Anche dalle più sfavorevoli condizioni non bisogna lasciarsi trascinare senza resistere, ma attenersi interiormente inflessibili alle deterrninazioni della propria volontà. Quest’è possibile quando si è interiormente chiari e esternamente, invece, flessibili ed arrendevoli. Con questo atteggiamento si può superare anche la più grande miseria. È vero che in tali circostanze bisogna nascondere la propria luce per poter persistere nella propria volontà nonostante le difficoltà dell’ambiente più immediato. La perseveranza deve vivere nella più intima coscienza e non deve manifestarsi all’esterno. Solo così si può serbare la propria volontà nel mezzo delle difficoltà.
L’IMMAGINE
La luce si è immersa nella terra:
L’immagine dell’ottenebramento della luce.
Così il nobile vive con la grande moltitudine:
Egli vela il suo splendore e rimane pur chiaro.
In tempi tenebrosi è opportuno essere prudenti e contenuti. Non bisogna attirarsi inutilmente, comportandosi rudemente, delle inimicizie invincibili. In tali tempi non bisogna, è vero, prendere parte alle usanze della gente, ma nemmeno svelarle criticandole. Frequentando la gente in tali tempi non bisogna voler saper tutto. A molte cose non si deve badare, senza per questo lasciarsi ingannare.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Ottenebramento della luce in volo.
Egli abbassa le sue ali.
Il nobile durante la sua peregrinazione per tre giorni
non mangia nulla.
Ma egli ha dove recarsi.
L’oste ha occasione di sparlare di lui.
Con un grandissimo sforzo di volontà ci si vuole innalzare al di sopra di ogni ostacolo. Ma ecco che si si imbatte nella sorte avversa. Ci si ritira, cambiando strada. I tempi sono difficili. Senza posa bisogna continuare la strada, senza trovare stabile albergo. Non volendo fare dei compromessi interiori, rimanendo fedeli ai propri principi si finisce nel bisogno. Ma si ha una meta fissa alla quale si tende, anche se la gente presso la quale si abita non ci comprende e ci diffama.
Sei al secondo posto significa:
L’ottenebramento della luce lo ferisce alla coscia sinistra.
Egli opera aiuto con la potenza di un cavallo. Salute!
Qui il signore della luce si trova su posto secondario. Egli viene ferito dal signore delle tenebre. Ma la lesione non mette in pericolo la vita, è soltanto un impedimento. La salvezza è ancora possibile. Il colpito non pensa a se stesso, ma solo alla salvezza degli altri, che sono minacciati anch’essi. Perciò con un estremo sforzo egli cerca di salvare il salvabile. Nell’agire secondo il dovere sta la salute.
Nove al terzo posto significa:
L’ottenebramento della luce durante la caccia nel meridione.
Si ottiene il suo grande capo.
Non bisogna aspettarsi con troppa fretta perseveranza.
In apparenza sembra trattarsi d’un gioco delle circostanze. Mentre il forte e fedele s’industria attivamente a metter ordine senza alcun pensiero recondito, egli si imbatte come per caso nel caporione del disordine e lo cattura. Con ciò la vittoria è ottenuta. Ma non bisogna adoperarsi ad eliminare gli abusi con troppa precipitazione. Ciò sarebbe un male perchè gli abusi erano in voga già da troppo tempo.
Sei al quarto posto significa:
Egli penetra nella cavità addominale sinistra.
Si ottiene il cuore dell’ottenebramento della luce
E si abbandona porta e cortile.
Si è in vicinanza del capo delle tenebre e si apprendono così i suoi pensieri più reconditi. In questo modo si riconosce che non vi è più da sperare in un miglioramento e si è messi in grado di abbandonare a tempo il luogo della catastrofe, prima che precipiti.
Sei al quinto posto significa:
Ottenebramento della luce come presso il principe Ki.
Propizia è perseveranza.
Il principe Ki viveva alla corte del tenebroso tiranno Ciou Sinn, il quale costituisce tacitamente, quale personaggio storico, lo sfondo di tutta questa situazione. Il principe Ki era un parente di questo tiranno, e non poteva quindi ritirarsi dalla corte. Egli nascondeva perciò i suoi buoni sentimenti e si fingeva demente. E così venne tenuto come schiavo, senza che egli si lasciasse scuotere nelle sue idee dalle iniquità esteriori.
Risulta da ciò un insegnamento per coloro che in tempi tenebrosi non possono abbandonare il loro posto. Pur rimanendo invincibilmente perseveranti nel loro intimo, costoro abbisognano di doppia prudenza verso l’esterno per sottrarsi al pericolo.
Sei sopra significa:
Non luce, bensì tenebre.
Prima egli saliva al cielo,
Poi precipitò negli abissi della terra.
Qui è raggiunto il colmo delle tenebre. La potenza tenebrosa era dapprima posta tanto in alto che essa aveva il potere di ferire tutti i buoni e i chiari. Alla fine però essa va in rovina per la sua stessa tenebrosità, giacchè il male deve precipitare nell’istante in cui ha completamente soggiogato il bene; consumando così quella stessa forza alla quale doveva finora la sua esistenza.

 

37. KIA JENN – LA CASATA
sopra Sunn, il Mite, il Vento
sotto Li, il Risaltante, il Fuoco
Il segno rappresenta le leggi che regnano all’interno della casata. La forte linea suprema rappresenta il padre, la più bassa il figlio, la forte quinta linea rappresenta il marito, la debole seconda linea la moglie. D’altro canto le due linee forti al quinto e al terzo posto rappresentano due fratelli, le linee deboli che vi appartengono stando sul quarto e sul secondo posto le loro mogli, così che tutti i rapporti e le relazioni entro la casata giungono ad esprimersi secondo la loro natura. Ogni singola linea ha la natura che corrisponde al suo posto. Che al sesto posto, dove ci si potrebbe aspettare una linea debole, stia lo stesso una linea forte designa nel modo più chiaro il forte dominio che deve emanare dal capo della casata. La linea va qui considerata non nella sua qualità di sesta, ma in quella di suprema. La casata mostra come operino le leggi nell’interno della casa, e come, trasferite all’esterno, mantengano l’ordine nello stato e nel mondo. L’ influenza che agisce dall’interno della casata verso l’esterno è rappresentata sotto l’immagine del vento generato dal fuoco.
LA SENTENZA
La Casata.
Propizia è la perseveranza della donna.
Il fondamento della casata è dato dai rapporti fra marito e moglie. Il legame che tiene unita la casata sta nella fedeltà e nella perseveranza della donna. Il suo posto è all’interno (seconda linea), il posto dell’uomo all’esterno (quinta linea). Che uomo e donna occupino il loro giusto posto corrisponde alle grandi leggi della natura. Nella casata v’è bisogno di forte autorità: questa è data dai genitori. Quando li padre è davvero padre, ed il figlio. figlio, quando il fratello maggiore funge veramente da fratello maggiore ed il minore funge da fratello minore, quando il marito è davvero marito e la moglie moglie, allora nella casata l’ordine regna. Se nella casata regna l’ordine, allora tutti i rapporti sociali dell’umanità sono del pari in ordine. Dei cinque rapporti sociali tre stanno entro la casata, quello tra padre e figlio -l’amore; quello tra marito e moglie -la disciplina; quello tra fratello maggiore e fratello minore -l’ordine. L’amoroso timore del figlio è poi ulteriormente trasferito sul principe come lealtà, e l’ordine e l’affetto dei fratelli come fedeltà verso gli amici e, nel rapporto coi superiori, come sottomissione. La casata è la cellula germinale della società, è il suolo naturale sul quale prospera, per spontanea affettuosità, l’esercizio dei doveri morali, così che in questa cerchia ristretta si crea il fondamento dal quale poi ogni cosa è trasferita ai rapporti umani in generale. 
L’IMMAGINE
Il Vento scaturisce dal Fuoco:
L ‘immagine della Casata.
Così il nobile è coerente nelle sue parole
E costante nelle sue azioni.
Il calore genera forza; è questo il significato del vento che è suscitato dal fuoco, e che scaturisce da esso. Quest’è l’azione da dentro in fuori. Esattamente la stessa cosa è necessaria nell’ordinamento della casata. Anche qui l’effetto deve partire dalla propria persona verso gli altri. Per poter esercitare una simile azione le parole devono possedere forza; ciò può essere fatto soltanto se esse sono fondate sulla realtà, come la fiamma sul combustibile. Solo se le parole sono oggettive, solo se si riferiscono chiaramente a determinate situazioni, esse posseggono influenza. Discorsi ed ammonimenti generali rimangono senza alcun effetto. Inoltre le parole devono essere sostenute dall’intero comportamento, come il vento opera con la sua durata. Solo un agire saldo e conseguente farà tale impressione sugli altri che essi vi si adegueranno e sapranno così come regolarsi. Quando parola e comportamento non concordano e non sono conseguenti l’effetto viene a mancare.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Salda chiusura entro la casata. Pentimento svanisce.
La famiglia deve formare una unità ben delimitata entro la quale ogni membro sa quale sia il suo posto. Fin da principio i bimbi, ancor prima che la loro volontà si diriga su altre cose, devono venire abituati a salde norme. Se s’incomincia troppo tardi con l’istituire l’ordine, quando la volontà dei bimbi è già viziata, gli inveterati capricci e le passioni oppongono resistenza, e saranno cagione di pentimento. Incominciando a tempo a introdurre l’ordine nascerà certamente anche qualche cagione di pentimento -sono inevitabili convivendo entro una cerchia piuttosto grande -ma il pentimento svanirà ogni volta. Tutto va a posto. Poichè non vi è nulla che sia più facile da evitare e più difficile da eseguire che spezzare la volontà ai bambini.
Sei al secondo posto significa:
Ella non deve seguire il suo capriccio.
Deve provvedere all’interno per il cibo.
Perseveranza reca salute.
La donna deve sempre regolarsi secondo la volontà del padrone di casa, sia pure del padre, del marito o del figlio adulto (cfr.: ″Per tempo impari la donna a servire secondo la sua destinazione″).
Il suo posto sta in mezzo alla casa. Qui essa ha dei grandi ed importanti doveri, senza che abbia bisogno di andare a cercarne altri. Deve pensare al nutrimento dei famigliari ed ai cibi sacrificali. E così facendo essa diventa il centro della vita sociale e religiosa della famiglia. Perseveranza in questa posizione reca salute alla intera casata. In riferimento a circostanze generali è qui impartito il consiglio di non ricercare nulla per forza, ma di limitarsi tranquillamente ai doveri già esistenti.
Nove al terzo posto significa:
Quando nella casata la gente si accalora
Nasce pentimento per troppa severità.
Ma salute!
Quando moglie e bimbi si trastullano e ridono,
Questo conduce infine a svergognamento.
Nella famiglia deve dominare il giusto mezzo tra rigidità e tolleranza. Troppa severità contro la propria carne ed il proprio sangue conduce a pentimento. La miglior cosa è quella di erigere degli argini solidi, lasciando ai singoli la piena libertà d’agire entro questi limiti. Ma in casi dubbi è meglio, pur talvolta sbagliando, essere troppo severi, perchè si conserva così la disciplina nella famiglia, piuttosto che troppo deboli, perchè questo conduce ad onta.
Sei al quarto posto significa:
Ella è la dovizia della casa.
Gran salute!
La massaia è quella da cui dipende il benessere della famiglia. Benessere regna sempre quando spese ed introiti stanno in un rapporto sano. Ciò conduce a grande salute. Riferendoci alla vita pubblica, si parla qui del fedele amministratore, il quale con le sue misure aumenta il benessere generale.
Nove al quinto posto significa:
Regale egli si appropinqua alla sua casata, non temete.
Salute!
Un re è l’immagine d’un uomo paterno, ricco di cuore. Egli non agisce in modo che si debba temerlo, anzi l’intera famiglia può avere fiducia in lui perchè nei rapporti reciproci regna l’amore. (cfr.: ″Non vi è paura nell’amore″) La sua indole esercita del tutto spontaneamente la giusta influenza.
Nove sopra significa:
Il suo lavoro impone rispetto.
Alla fine viene salute.
L ‘ordine nella famiglia è fondato in ultima analisi sulla persona del padrone di casa. Se egli coltiva la sua persona in modo che essa s’imponga per la forza della verità intrinseca, allora nella famiglia tutto va bene. Quando si è in posizione direttiva bisogna assumersene la responsabilità.

 

38. KKUI – LA CONTRAPPOSIZIONE
sopra Li, il Risaltante, il Fuoco
sotto Tui, il Sereno, il Lago
Il segno si compone del segno primigenio superiore Li, la fiamma, che divampa verso l’alto, e del segno primigenio Tui, il lago, sotto, che si perde verso il basso. Questi moti sono contrapposti l’uno all’altro. Inoltre Li è la seconda figlia, e Tui quella minore. Quantunque dimorino nella stessa casa, esse appartengono pure a mariti differenti, e la loro volontà non è quindi indirizzata a ciò che hanno in comune, ma a cose contrapposte.
LA SENTENZA
La contrapposizione.
In piccole cose salute!
Quando gli uomini vivono in contrapposizione ed estraniati non è possibile eseguire una grande opera comune. Le mentalità divergono troppo. Anzitutto non bisogna procedere bruscamente, il che acuirebbe solo la contrapposizione, ma bisogna limitarsi ad ottenere effetti graduali. Qui si può sperare ancora nella salvezza, visto che la situazione è tale che la contrapposizione non esclude del tutto la conciliazione.
La contrapposizione, la quale appare in generale come impedimento, ha come suo contrapposto polare, nell’ambito d’un totale che la contiene, anche alcune funzioni buone ed importanti. Le contrapposizioni tra cielo e terra, spirito e natura, uomo e donna producono, quando vengono compensate, la creazione e la propagazione della vita. Nel mondo visibile delle cose la contrapposizione rende possibile la suddivisione in generi, con la quale il mondo giunge all’ordine.
L’IMMAGINE
Sopra il fuoco, sotto il lago:
L’immagine della contrapposizione.
Così il nobile conserva, pure in comunanza,
la sua particolarità.
Come i due elementi fuoco ed acqua mai si mescolano, anche quando stanno assieme, ma conservano invece la natura loro propria, così l’uomo colto, pur frequentando ed avendo interessi comuni con persone di indole differente, non si lascerà mai indurre ad essere ignobile, bensì manterrà nonostante ogni comunanza pur sempre la sua natura particolare.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Il pentimento svanisce.
Se smarrisci il tuo cavallo non corrergli dietro;
Ritorna da solo.
Quando vedi gente cattiva guardati da errori.
Anche in tempi di contrapposizione si può agire in modo da rimanere esenti da errori di modo che il pentimento svanisca. Non bisogna, in caso di contrapposizione incipiente, voler ottenere per forza l’unità; si otterrebbe cosi solo il contrario, come quando un cavallo al quale si corre dietro si allontana sempre più. Se si tratta del cavallo nostro lo si può lasciare correre tranquillamente: ritorna da sè. Così anche un uomo che appartiene a noi e che momentaneamente da noi si allontana per un malinteso ritorna da noi se lo si lascia fare. Così è pure opportuno essere prudenti quando persone cattive, che non appartengono alla nostra cerchia, tentano di farsi strada verso di noi -anche questo in conseguenza di un malinteso. Qui è opportuno evitare errori : non voler allontanare tali persone con la violenza, il che produrrebbe ancora più facilmente inimicizie, ma semplicemente tollerarle. Finiranno col ritirarsi da sole. 
Nove al secondo posto significa:
Si incontra il proprio signore in istretto vicolo.
Nessuna macchia.
In conseguenza di malintesi non è possibile che delle persone, le quali sono affini per indole, s’incontrino in maniera del tutto corretta. Allora è ammissibile anche un incontro casuale, senza particolari formaIità, purchè vi sia questa affinità interiore.
Sei al terzo posto significa:
Si vede la propria carrozza strappata indietro,
I bovi fermati,
Tagliati all’uomo capelli e naso.
Principio non buono, ma fine buona.
Talvolta sembrerebbe che tutto congiuri contro di noi; ci si vede impediti e trattenuti nel progresso, ci si vede insultati e lesi (il taglio dei capelli e del naso era una pena grave e disonorevole). Ma non bisogna allora lasciarsi fuorviare, anzi, nonostante questi contrasti, occorre conservarsi fedeli a quella persona alla quale si sa di essere affini. Così, nonostante il brutto inizio, l’esito finale sarà buono.
Nove al quarto posto significa:
Isolati per contrapposizione si incontra un compagno di sentimenti
Che si può frequentare in fedeltà.
Nonostante il pericolo nessuna macchia.
Trovandosi in una compagnia della quale si è interiormente separati da contrapposizioni si finisce in solitudine. Ma se in tale situazione si incontra un uomo il quale originariamente ci appartenga per l’intero suo carattere e al quale si possa donare completa fiducia, allora si superano tutti i pericoli dell’isolamento. La nostra volontà si compie e diventiamo liberi da errori.
Sei al quinto posto significa:
Il pentimento svanisce.
Il compagno si fa strada coi denti attraverso l’involucro.
Andando a lui, come potrebbe essere questo un errore?
S’incontra una persona fedele che dapprincipio si misconosce nel generale estraneamento. Ma egli si fa strada coi denti attraverso gli involucri che li separano. Allora è dovere di colui al quale questo compagno si mostra nella sua vera indole di andargli incontro e di collaborare con lui.
Nove sopra significa:
Isolato per contrapposizione si vede il proprio compagno
Come un porco carico di sudiciume,
Come un carro pieno di diavoli.
Prima si tende l’arco contro di lui,
Poi si ripone l’arco.
Non è un predone, egli vuol promettersi a tempo debito.
Andandovi cade pioggia, poi viene salute!
Qui l’isolamento è prodotto da malintesi, e non da condizioni esteriori ma da stati d’animo. Si misconoscono i migliori amici, li si ritiene impuri come un porco sudicio e pericolosi come un carico di diavoli. Ci si pone in posizione di difesa, ma infine si riconosce il proprio errore. Si ripone l’arco accorgendosi che l’altro viene con le migliori intenzioni di unirsi strettamente a noi. Così la tensione si dissolve. L’unione dissipa la contrapposizione, come la pioggia che cade subentra all’afa di prima. Tutto va bene, poichè la contrapposizione, proprio quando è giunta al culmine, si capovolge nel suo opposto.

 

39. KIENN – L’IMPEDIMENTO
sopra Kkann, l’ Abissale, l’ Acqua
sotto Kenn, l’ Arresto, il Monte
Il segno rappresenta un abisso pericoloso che ci sta dinanzi; dietro vi è il ripido inaccessibile monte. Così si è circondati da impedimenti. Ma nella qualità del monte di star fermo stà nel contempo anche un accenno al modo di poter uscire dagli impedimenti. Il segno rappresenta gli impedimenti che sorgono nel corso del tempo, ma che possono e devono essere superati. Perciò tutte le informazioni che esso fornisce sono volte al superamento degli impedimenti.
LA SENTENZA
L’impedimento: propizio è il sud-ovest.
Non propizio è il nord-est.
Propizio è vedere il grand’uomo.
Perseveranza è salutare!
Il sud-ovest è la regione della ritirata, nord-est è la regione dell’avanzata. Si tratta di una situazione nella quale degli impedimenti che non possono essere superati direttamente contrastano il passo. In questo caso è saggio fermarsi di fronte al pericolo e ritirarsi. Questa ritirata è però la preparazione per poi superare gli impedimenti. È opportuno associarsi con amici di sentimenti eguali e di sottoporsi alla guida di un uomo che sia pari alla situazione; allora l’ eliminazione degli impedimenti riuscirà. Per far ciò vi è bisogno di essere d’animo perseverante; proprio quando si deve compiere qualcosa che apparentemente devii dalla meta. Questo indirizzo interiore che non si lascia deviare reca alla fine salute! L ‘impedimento, il quale dura solo un certo tempo, è di gran valore per la formazione della propria personalità. Questo è il vantaggio del bisogno.
L’IMMAGINE
Sul monte sta l’acqua:
L’immagine dell’impedimento.
Così il nobile si volge verso la propria persona
E coltiva il suo carattere.
Difficoltà ed impedimenti fanno ripiegare l’uomo su se stesso. Mentre però l’ignobile ricerca la colpa fuori, presso gli altri uomini, ed accusa il destino, il nobile cerca gli errori in se stesso ravvedendosi, e perciò l’impedimento esteriore diventa per lui uno stimolo per arricchirsi e coltivarsi interiormente.
LE SINGOLE LINEE
Sei all ‘inizio significa:
Andare conduce in impedimenti, venire incontra lode.
Trovandosi di fronte ad un impedimento, si tratta di riflettere sul miglior modo di superarlo. Trovandoci sotto la minaccia di un pericolo non dobbiamo tendere ciecamente in avanti; ciò condurrebbe soltanto a delle complicazioni. È bensì giusto di ritirarsi dapprima -non per abbandonare la lotta, ma per aspettare il giusto momento per agire.
Sei al secondo posto significa:
Il servitore del re si trova in impedimento sopra impedimento.
Ma la colpa non è sua.
Mentre normalmente la miglior cosa è quella di aggirare l’impedimento e di tentare di superarlo lungo la linea della minima resistenza, vi è pure un caso nel quale bisogna affrontare la difficoltà, anche se difficoltà si accumulano su difficoltà: quando cioè la via del dovere ci conduce a farlo, quando non è possibile agire per libera decisione, ma si ha il dovere di ricercare il pericolo al servizio d’una cosa superiore. Allora lo si ricerchi e nel farlo si rimanga perfettamente tranquilli interiormente, perchè non ci si è posti per nostra colpa in questa difficile situazione.
Nove al terzo posto significa:
Andare conduce in impedimenti;
ed ecco che egli ritorna.
Mentre la linea precedente mostra il funzionario che deve percorrere per amor di dovere la via del pericolo, qui è mostrato invece l’uomo che ha da agire come capo di famiglia o come capo dei suoi. Se egli volesse per leggerezza precipitarsi nel pericolo, ciò sarebbe lo stesso inutile, perchè coloro che sono affidati alla sua protezione non possono continuare da soli. Se invece egli si ritira e si rivolge di nuovo verso i suoi, questi lo salutano con gran gioia.
Sei al quarto posto significa:
Andare conduce in impedimenti,
Venire conduce all’unione.
Anche qui è delineata una situazione che non si può affrontare da soli. In un simile caso la via diritta non è la più breve. Se si volesse tendere in avanti con le sole proprie forze, senza i necessari preparativi, non si troverebbe il necessario aiuto e si riconoscerebbe troppo tardi che i calcoli ingannano, risultando troppo deboli le circostanze sulle quali si sperava di poter contare. In questo caso è quindi più giusto trattenersi dapprima, radunando dei compagni fidati intorno a sè, sui quali ci si possa appoggiare per superare gli impedimenti.
Nove al quinto posto significa:
In mezzo ai massimi impedimenti vengono amici.
Qui vediamo l’uomo chiamato ad ovviare il bisogno. Egli non deve voler scansare gli impedimenti, anche se si accumulano più che numerosi davanti a lui. Ma siccome egli possiede davvero la vocazione superiore, la potenza del suo spirito è abbastanza forte per attirare a sè gli uomini, così che essi vengono e lo aiutano; ed egli è in grado di organizzarli davvero per superare l’impedimento per mezzo della collaborazione di tutti i bisognosi assennatamente suddivisi.
Sei sopra significa:
Andare conduce in impedimenti, venire conduce a gran salute.
Propizio è vedere il grand’uomo.
Qui è disegnato un uomo che ha già lasciato dietro di sè il mondo ed il suo andirivieni. Ora che viene il tempo degli impedimenti per il mondo potrebbe sembrare che la cosa più semplice per lui sia quella di lasciarselo dietro, e di rifugiarsi nell’al di là. Ma questa via gli è preclusa. Egli non deve diventar beato da solo ed abbandonare il mondo ai suoi assilli. Il suo dovere lo richiama invece ancora una volta nel traffico di questo mondo. Proprio la sua esperienza e la sua interiore libertà gli rendono allora possibile la creazione di cose grandi e compiute che recano salute. Ed è propizio vedere il grand’uomo insieme al quale egli può compiere l’opera di salvezza.

 

40. HIE – LA LIBERAZIONE
sopra Cenn, l’Eccitante, il Tuono
sotto Kkann, l’Abissale, l’Acqua
Qui il moto esce dal pericolo. L ‘impedimento è eliminato. le difficoltà stanno risolvendosi. La liberazione non è ancora avvenuta, ma comincia proprio adesso e i suoi diversi stadi vengono raffigurati dal segno.
LA SENTENZA
La Liberazione. Propizio è il sud-ovest.
Quando non vi è più luogo ove doversi recare,
Ritornare è di salute.
Se vi è ancora un luogo ove si debba andare,
Allora è salutare rapidità.
Si tratta di un tempo in cui tensione e complicazioni cominciano a sciogliersi. In tali tempi è opportuno ritornare il più presto possibile alle condizioni abituali -questo è il significato del sud-ovest. Tali tempi di rapido mutamento sono importantissimi. Simile ad una pioggia liberatrice che discioglie la tensione dell’atmosfera e fa aprire tutti i boccioli, un tempo di svincolamento da pesi opprimenti agisce sulla vita come liberazione e come stimolo. Ma una cosa è importante: in tali tempi non bisogna voler esagerare il trionfo. È opportuno avanzare soltanto fin dove è necessario. Non appena sia stata raggiunta la liberazione è salutare ritornare alle regole comuni della vita. Se vi sono da esaurire ancora dei residui è opportuno farlo il più presto possibile, per spazzar via tutto senza che intervengano dei ritardi.
L’IMMAGINE
Tuono e Pioggia sorgono:
L’immagine della Liberazione.
Così il nobile perdona errori e rimette colpe.
Il temporale agisce purificando l’aria. Così fa il nobile anche con gli errori e i peccati degli uomini, che generano stati di tensione, chiarificandoli egli opera liberazione. Ma quando i falli sono palesi egli non insiste, bensì sorvola semplicemente sugli errori -le trasgressioni involontarie- come lo scrosciare del tuono si perde in lontananza; e perdona le colpe -le trasgressioni volontarie- come l’acqua lava ogni cosa dal sudiciume.
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Senza macchia.
Si fanno poche parole, come si confà alla situazione. L ‘impedimento è passato, la liberazione è giunta. Si riprendono le forze in tranquillità, e si sta cheti. Quest’è proprio il giusto comportamento dei tempi che seguono il superamento delle difficoltà. 
Nove al secondo posto significa:
Nel campo si abbattono tre volpi
E si riceve una freccia gialla.
Perseveranza è salutare.
L ‘immagine è presa dalla caccia. Il cacciatore cattura tre astute volpi e ottiene per premio una freccia gialla. Gli impedimenti della vita pubblica sono le false volpi che tentano di influenzare, adulandolo, il sovrano. Devono essere eliminate prima che la liberazione possa subentrare. Ma la lotta non deve essere condotta con armi false. Il colore giallo indica mezzo e misura nel procedere contro i nemici, la freccia la direzione retta. Quando ci si dedica con tutto il cuore al compito della liberazione si ottiene tanta forza di rettitudine interiore che essa serve da arma contro tutto ciò che è falso ed ignobile.
Sei al terzo posto significa:
Quand’uno porta un carico sulla schiena
e ciò nonostante va in carrozza,
Egli invoglia così i predoni ad avvicinarsi.
Perseveranza conduce a svergognamento.
Uscito da condizioni modestissime un uomo è arrivato ad una situazione comoda, libero da ogni bisogno; se egli ora, comportandosi come un villano rifatto, volesse prendersela con comodo, pur essendo per natura poco adatto alle situazioni comode, attirerebbe con ciò intorno a sè dei predoni, e continuando su questa strada finirebbe certamente nell’onta. Kung Tse dice: ″Portare un carico sulla schiena è affare d’un uomo comune. Una carrozza è un utensile d’un uomo nobile. Quando un villano usa un utensile d’un uomo nobile, i predoni pensano a portarglielo via. Quand’uno è impertinente verso l’alto e duro verso il basso, i predoni pensano ad assaltarlo. Serbare negligentemente seduce i predoni al furto. Sontuosi orpelli d’una fanciulla incitano a rapirle la virtù″.
Nove al quarto posto significa:
Liberati del tuo alluce.
Allora il compagno se ne viene,
E di lui puoi fidarti.
In tempo di ristagno succede che degli uomini comuni si aggregano ad un uomo superiore e concrescono con lui per il quotidiano contatto diventandogli indispensabili come l’alluce lo è per il piede, al quale rende più facile il camminare. Ma quando si avvicina il tempo della liberazione con il suo invito all’azione, allora bisogna rendersi liberi da simili conoscenze casuali di persone che invero non ci sono affini interiormente. Perchè altrimenti gli amici a noi congeneri, dei quali ci si può davvero fidare ed assieme ai quali si può operare, rimangono lontani pieni di diffidenza.
Sei al quinto posto significa:
Se appena il nobile può liberarsi, questo reca salute.
Mostra così all’ignobile che egli fa sul serio.
I tempi di liberazione abbisognano di decisione interiore. Gli ignobili non possono essere allontanati soltanto con divieti e con mezzi esteriori. Volendo rendersene liberi bisogna prima interiormente svincolarsene completamente del tutto; allora essi da soli si accorgono che si fa sul serio, e si ritirano.
Sei sopra significa:
Il principe tira ad uno sparviero su alto muro.
Egli lo abbatte.
Tutto è propizio.
Uno sparviero su un alto muro è l’immagine d’un ignobile potente altolocato che impedisce la liberazione. Egli resiste all’azione di influenze interiori giacchè è indurito nella sua malvagità. Deve essere eliminato con la violenza; per farlo occorrono i mezzi acconci.

 

41. SUNN – LA MINORAZIONE
sopra Kenn, l’Arresto, il Monte
sotto Sui, il Sereno, il Lago
Il segno rappresenta una minorazione del segno inferiore in favore del superiore, giacchè l’originariamente forte terza linea è andata in su, mentre la linea superiore in origine debole è subentrata al suo posto. La parte inferiore viene quindi minorata in favore di quella superiore. Ma quest’è senz’altro minorazione. Se si minora il fondamento di un edificio rinforzando i suoi muri superiori l’interno perde di solidità. E così anche una diminuzione di benessere popolare in favore del governo è senz’altro una minorazione. E l’intera tendenza del segno è volta ad indicare come questa trasposizione di benessere possa aver luogo senza che le fonti del benessere nel popolo, nei suoi strati inferiori, perciò inaridiscano.
LA SENTENZA
Minorazione congiunta con veracità
Opera sublime riuscita senza macchia.
Si può essere perseveranti nel farlo.
Propizio è imprendere qualche cosa.
Come si eseguisce questo?
Si adoperino pure due ciotoline per il sacrificio.
Minorazione non significa in ogni caso qualche cosa di male. Accrescimento e minorazione vengono al loro tempo. Allora è opportuno adattarsi ai tempi e non voler nascondere la povertà sotto vane apparenze. Quando attraverso un’epoca di cose insignificanti una verità intrinseca giunge a esprimersi, non bisogna vergognarsi della semplicità.
Essa è allora proprio la cosa giusta che conferisce forza interiore con la quale, a sua volta, si può di nuovo intraprendere qualche cosa. Non bisogna esitare nemmeno se la bellezza esteriore della civiltà, se anzi, addirittura, la perfezione dei rapporti religiosi avesse da soffrire sotto questa semplicità. Bisogna sottrarre un po’ di forza dall’atteggiamento interiore, aggiungendola come complemento alla meschinità dell’apparenza esteriore. Allora la forza del valore intrinseco aiuta a superare la schietta semplicità della forma. Davanti a Dio non v’è bisogno di false apparenze. Anche con piccoli mezzi i sentimenti del cuore si possono manifestare.
L ‘IMMAGINE
Al piede del monte sta il lago:
L’immagine della minorazione.
Così il nobile doma la sua ira e raffrena i suoi istinti.
Il lago al piede del monte evapora. Con ciò egli viene diminuito in favore del monte, il quale a sua volta è arricchito dall’umidità del lago. Il monte è l’immagine della caparbia forza che può concretarsi in ira; il lago è l’immagine dell’allegria incontrollata che può svilupparsi, quand’essa è generata a spese delle forze vitali, fino a diventare passionalità istintiva. Allora è opportuno minorare: l’ira deve essere diminuita fermandosi, gli istinti si devono raffrenare limitandoli. Con questa minorazione delle forze animiche inferiori le parti superiori dell’anima vengono arricchite.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Andarvi rapidamente quando gli affari sono finiti,
Non è una macchia.
Ma bisogna ponderare
Quanto sia lecito minorare.
È altruista e buono chi, dopo aver eseguiti i propri compiti di immediata importanza, pone la sua forza al servizio degli altri e, senza darsi delle arie nè vantarsi, va rapidamente in aiuto là dove l’aiuto è necessario. Ma l’uomo in posizione superiore, al quale in tal modo si porge aiuto, deve ponderare bene quanto gli sia lecito accettare senza danneggiare essenzialmente il soccorrevole servitore amico. Solo dove sussiste tale delicatezza ci si può dedicare agli altri senza esitazione.
Nove al secondo posto significa:
Propizia è perseveranza.
Imprendere qualche cosa è sciagurato.
Senza minorare se stessi
Si è in grado di accrescere gli altri.
Una nobile coscienza del proprio valore e una serietà costante, che non derogano in nulla alla propria dignità, è l’atteggiamento necessario se si vogliono servire gli altri. Chi si butta via arrendendosi alla volontà di un superiore questi minora infatti la sua propria posizione senza però rendersi utile all’altro durevolmente. E questo è un male. Senza rinunciare a se stessi servire un altro, questo è appena il vero servizio di valore durevole.
Sei al terzo posto significa:
Quando tre persone vanno per la stessa via
esse diminuiscono di una persona.
Quando il viandante è solo
Egli trova il suo compagno.
Dove stanno assieme tre sorge gelosia. Allora uno deve cedere. Unione veramente intima è possibile soltanto a due. Dove però qualcuno è isolato egli trova certamente un compagno che lo completa.
Sei al quarto posto significa:
Diminuendo i propri difetti
Si fa sì che l’altro venga sollecitamente ed abbia gioia,
Nessuna macchia.
Spesso i nostri difetti impediscono persino a persone ben disposte di avvicinarsi a noi. Questi difetti sono pure rinforzati e resi più brutti dall’ambiente nel quale ci si trova. Se si è capace di vincersi per condiscendenza e di eliminarli, si liberano gli amici ben disposti da una tensione interiore e li si inducono ad avvicinarsi a noi tanto più presto, con gioia per ambo le parti.
Sei al quinto posto significa:
Certamente qualcuno lo accresce.
Dieci paia di tartarughe non possono opporsi a questo.
Sublime salute!
Quando qualcuno è destinato alla fortuna dalla sorte, essa viene inoppugnabilmente. Tutti gli oracoli, come per esempio quelli ottenuti coi gusci di tartarughe, devono coincidere nei segni propizi in suo favore. Egli non deve temer nulla, poichè la sua fortuna è decretata dall’alto.
Nove sopra significa:
Se si viene accresciuti senza minorazione degli altri
Questo non è macchia. Perseveranza reca salute.
Propizio è imprendere qualche cosa.
Si ottengono dei servitori,
Ma non si possiede più alcuna dimora particolare.
Vi sono delle persone che elargiscono prosperità al mondo intero. Ogni aumento di forza, ogni accrescimento che viene loro conferito, si risolve in favore dell’umanità intera, e non significa quindi nessuna minorazione per gli altri. Lavorando con perseveranza e diligenza si ha successo e si trovano quegli aiutanti di cui si ha bisogno. Ma quello che si opera non è un vantaggio privato in qualsiasi modo limitato, bensì esso è aperto ed accessibile a chiunque.

 

42. I – L’ ACCRESCIMENTO
sopra Sunn, il Mite, il Vento
sotto Cenn, l’Eccitante, il Tuono
L ‘idea dell’accrescimento è manifestata dal fatto che la forte linea inferiore del semisegno superiore è calata e si è posta sotto il semisegno inferiore.
L’idea fondamentale del Libro dei Mutamenti si palesa anche in questa concezione. Il vero dominare dev’essere un servire. Un sacrificio del superiore, che procura un accrescimento all’inferiore si chiama senz’altro accrescimento, per accennare così allo spirito che solo è in grado di aiutare il mondo.
LA SENTENZA
L’Accrescimento. Propizio è imprendere qualche cosa.
Propizio è attraversare la grande acqua.
Dal sacrificio che viene fatto dall’alto per accrescere l’inferiore, sorge nel popolo uno stato d’animo di gioia e gratitudine, oltremodo prezioso per la fioritura della comunità. Quando gli uomini sono così affezionati a coloro che li guidano è possibile intraprendere qualche cosa, ed anche delle imprese difficili e pericolose riusciranno. Perciò -in tali tempi di ascesa, il cui svolgimento è accompagnato da successo- è opportuno lavorare e sfruttare il momento. Questo tempo è come il tempo in cui cielo e terra celebrano le loro nozze per poi plasmare e realizzare gli esseri viventi. Il tempo dell’accrescimento non dura e per questo bisogna sfruttarlo finchè sussiste. 
L’IMMAGINE
Vento e Tuono:
L’immagine dell’Accrescimento.
Così il nobile: quando scorge un bene egli lo imita;
Se ha dei difetti egli li lascia.
Osservando come tuono e vento si accrescono e si rinforzano a vicenda si impara la via per giungere all’accrescimento e al miglioramento di se stessi, Quando si scopre in altri qualche cosa di buono bisogna imitarla e così assimilare ogni bene interiore. Scorgendo in se stessi qualche cosa di male è opportuno spogliarsene. Così ci si libera dal male. Questo mutamento etico è il più importante accrescimento della personalità.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Propizio è compiere grandi gesta.
Sublime salute! Nessuna macchia.
Quando dall’alto viene elargito un grande aiuto bisogna utilizzare l’aumento di forza che così si ottiene, per compiere grandi cose, chè forse altrimenti non si sarebbe trovata nè la forza nè la prontezza ad assumersi delle responsabilità di farle. Il fatto che si è esenti da egoismo opera gran salute, e traducendo in atto questa gran salute si rimane liberi da rimproveri.
Sei al secondo posto significa:
Certamente qualcuno lo accresce.
Dieci paia di tartarughe non possono opporsi a questo
Durevole perseveranza reca salute.
Il re lo presenta davanti a Dio. Salute!
Il vero accrescimento viene quando si creano in se stessi le condizioni necessarie: prontezza ad accogliere ed amore del bene. Così facendo quello che si agogna viene da sè col rigore di una legge di natura. Dove l’accrescimento sta in tanta concordanza con le supreme leggi dell’universo esso non può essere impedito da nessuna costellazione di causalità. Tutto dipende soltanto dal non lasciarsi indurre dall’inaspettata fortuna alla leggerezza, anzi impadronendosene con la propria forza e costanza interiori. Allora si acquista significato davanti a Dio e agli uomini, e si è in grado di compiere cose utili per tutto il mondo.
Sei al terzo posto significa:
Si è accresciuti da avvenimenti sciagurati.
Nessuna macchia se sei verace
E cammini nel mezzo
E riferisci al principe con un sigillo.
Un tempo di prosperità e di arricchimento è di effetto così forte che persino degli avvenimenti sciagurati devono servire per il bene di coloro che ne sono colpiti. Essi si liberano da difetti e, agendo secondo la verità, acquistano una tale autorità interiore che esercitano la loro influenza come se fossero confermati da lettere patenti e sigillo.
Sei al quarto posto significa:
Se cammini nel mezzo
E riferisci al principe
Egli seguirà.
Propizio è essere adoperati
Nel trasferimento della capitale.
È di grande importanza che vi siano degli uomini che facciano da mediatori tra coloro che guidano e quelli che sono guidati. Questi devono essere delle personalità piene di abnegazione di sè, specialmente in tempi di accrescimento, quando dal sovrano deve scaturire ciò che è utile per il popolo. Di tale abbondanza nulla deve essere trattenuto per fini egoistici, bensì essa deve andare davvero a beneficio di coloro ai quali è destinata. Una tale personalità mediatrice, la quale eserciti una buona influenza anche sul sovrano, è particolarmente importante nei tempi in cui si tratta di grandi imprese decisive per il futuro, le quali hanno bisogno dell’assenso interiore di tutti coloro che vi partecipano.
Nove al quinto posto significa:
Se in verità tu hai un buon cuore
Non interrogare. Sublime salute!
In verità la bontà sarà riconosciuta come tua virtù.
Vera bontà non calcola e non si cura nè di merito nè di gratitudine, ma si manifesta per necessità interiore. Un tale cuore veramente buono trova anche la sua ricompensa nell’essere riconosciuto e così l’influenza benefica si estenderà senza incontrare ostacoli.
Nove sopra significa:
Egli non ridonda ad accrescimento per nessuno.
Certamente qualcuno lo percuote.
Egli non tiene fermo durevolmente il suo cuore. Sciagura!
Il senso della situazione è che i superiori, rinunciando, dovrebbero accrescere gli inferiori. Negligendo questo dovere e non rendendosi utili a nessuno ci si sottrae anche all’influenza favorevole degli altri, e ci si vede ben presto abbandonati. Così ci si attirano degli attacchi. Una mentalità che non sta durevolmente in consonanza con le richieste del tempo trarrà per necessità sciagura dietro di sè.
Confucio dice di questa linea: ″Il nobile acquieta la sua persona prima di mettersi in moto. Egli si raccoglie nella mente prima di mettersi a parlare. Egli consolida le sue relazioni prima di mettersi a chiedere una cosa. Assestando questi tre punti il nobile vive in completa sicurezza. Se invece si è impulsivi nei propri movimenti, la gente non ci segue. Se si è agitati nelle parole, queste non trovano eco presso la gente. Se si chiede una cosa prima di aver annodato relazione, la gente non la dà. Quando nessuno è con noi vengono i guastatori″.

 

43. KUAI – LO STRARIPAMENTO (LA DECISIONE)
sopra Tui, il Sereno, il Lago
sotto Kkienn, il Creativo, il Cielo
Il segno significa da un lato lo straripamento dopo una tensione lungamente accumulatasi, come lo straripamento di un fiume gonfio che rompe le sue dighe, come un nubifragio. Trasferito a situazioni umane è d’altro canto il tempo nel quale gli ignobili stanno gradatamente scomparendo. La loro influenza sta diminuendo e con un’azione decisa un mutamento della situazione si fa finalmente strada. Il segno è coordinato al terzo mese.
LA SENTENZA
Lo straripamento.
Decisi bisogna render nota la cosa
Presso la corte del re.
Secondo verità dev’essere proclamata. Pericolo!
Bisogna avvisare la propria città.
Non propizio è impugnare le armi.
Propizio è imprendere qualche cosa.
Quando in una città anche un solo ignobile si mantenga in posizione dominante egli è in grado di opprimere i nobili; quando nel cuore si annida ancora anche una sola passione essa è capace di ottenebrare la ragione. Passione e ragione non possono coesistere, per questo una lotta senza quartiere è necessaria se si vuole far giungere il bene al dominio. Per la lotta decisa del bene allo scopo di eliminare il male vi sono però delle determinate regole che non bisogna negligere se si vuole avere successo:
1) La decisione deve essere fondata sull’unione di forza e gentilezza.
2) Un compromesso col male è impossibile; esso deve essere in ogni circostanza screditato apertamente; così anche le proprie passioni e i propri errori non devono essere mascherati.
3) La lotta non dev’essere condotta direttamente con la violenza: dove il male è bollato esso escogita nuove armi, e se gli si fa il piacere di combatterlo colpo per colpo si rimane sconfitti, perchè così facendo veniamo coinvolti noi stessi nell’odio e nelle passioni. Perciò è opportuno incominciare in casa propria: stare personalmente in guardia contro i difetti riprovati; con questo le armi del male si smussano da sole non trovando avversario da colpire. Così anche i propri errori non devono venire combattuti direttamente; finchè ci si accapiglia con loro essi rimangono sempre vittoriosi.
4) Il miglior modo di combattere il male è quello di progredire energicamente nel bene. 
L’IMMAGINE
Il lago è salito al cielo:
L’immagine dello straripamento.
Così il nobile largisce ricchezza verso il basso
Ed è schivo di soffermarsi presso la sua virtù.
Quando l’acqua del lago è salita al cielo vi è da temere un nubifragio. Il nobile considera ciò come un avviso e prende a tempo le misure atte ad impedire un crollo catastrofico. Chi volesse accumulare ricchezza solo per se stesso senza pensare agli altri dovrà certamente assistere al proprio crollo. Giacchè ogni accumulamento è seguito da una dissipazione. Perciò il nobile, già mentre accumula, dissipa. Così pure nella formazione del suo carattere egli sta attento a non irrigidirsi in caparbietà, ma a mantenersi, compiendo costantemente un severo esame di se stesso, accogliente verso le impressioni esteriori.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Potente nelle procedenti dita dei piedi.
Andandovi e non essendo pari al compito
Si commette un errore.
Nei tempi di deciso progresso il primo inizio è particolarmente difficile. Ci si sente entusiasticamente spinti a procedere decisi. Ma la resistenza è ancora assai forte. Allora è opportuno misurare la propria forza e di impegnarsi solo fin dove si è ancora sicuri del successo. Cieca temerarietà è male, perchè proprio aIl’inizio un rovescio inaspettato può avere le conseguenze le più sciagurate.
Nove al secondo posto significa:
Allarme. Di sera e di notte armi.
Non temere nulla.
Esser pronti è tutto. La decisione è congiunta indissolubilmente alla prudenza. Essendo accurati ed assennati non occorre spaventarsi nè agitarsi. Dimorando continuamente vigilanti finchè non vi è ancora nessun pericolo, si è corazzati quando il pericolo si avvicina, e non occorre aver paura. Il nobile sta in guardia davanti a quello che non è ancora visibile, e sta in pensiero davanti a quello che non si può ancora udire; per questo egli dimora nel mezzo delle difficoltà, come se queste non fossero difficoltà. Se si educa il proprio carattere, gli uomini obbediscono spontaneamente. Quando la ragione vince, le passioni si ritirano da sole. Essere assennati e non dimenticare l’armatura, ecco la retta via verso la sicurezza.
Nove al terzo posto significa:
Essere potenti negli zigomi reca sciagura.
Il nobile è fermamente deciso.
Egli cammina solingo e finisce sotto la pioggia.
Ne viene inzaccherato e si mormora contro di lui.
Nessuna macchia.
La situazione in cui ci si trova è ambigua; mentre tutti stanno lottando decisi contro ciò che è ignobile, solo noi siamo in un certo rapporto con un ignobile. Se ora ci si volesse mostrare forti all’esterno, e volgersi contro di lui prima che la situazione sia maturata, non si farebbe altro che mettere in pericolo la situazione totàle; giacchè l’ignobile ricorrerebbe allora prima di noi a contromisure. Il compito dell’uomo superiore è qui oltremodo difficile. Dentro di sè egli dev’essere fermamente deciso, eppure tenersi lontano da ogni compartecipazione alla villania dell’ignobile mentre ancora lo frequenta. Naturalmente lo si disconosce. Si pensa che appartenga anche lui al partito dell’ignobile. Rimane completamente solo perchè nessuno lo comprende. I suoi rapporti con l’ignobile lo lordano agli occhi della moltitudine, e questa si rivolta mormorando contro di lui. Ma egli sopporta il misconoscimento e non commette nessun errore, poichè rimane fedele a se stesso.
Nove al quarto posto significa:
Sulle cosce non vi è pelle
Ed il camminare riesce gravoso.
Se ci si lasciasse condurre come una pecora
Il pentimento svanirebbe.
Ma quando si udranno queste parole
Non si crederanno.
Si soffre di un’agitazione interiore, così da non poter rimanere fermi. Si vorrebbe progredire a tutti i costi, e s’incontrano ostacoli insormontabili. Così ci si trova in conflitto interiore con la propria posizione. Questo proviene dalla caparbietà con la quale si vorrebbe far trionfare la propria volontà. Se si abbandonasse tale caparbietà tutto andrebbe bene. Ma questo consiglio, come tanti buoni consigli, non sarà ascoltato. Giacchè la caparbietà fa sì che pur possedendo delle orecchie non si oda.
Nove al quinto posto significa:
Di fronte alle erbacce v’è bisogno di forte decisione.
Camminare nel mezzo rimane libero da macchia.
Le erbacce ricrescono sempre di nuovo e si lasciano estirpare difficilmente. Così la lotta contro un ignobile in alta posizione richiede ferma decisione. Si sta in rapporto con lui, e perciò vi è da temere che si abbandoni la lotta, ritenendola disperata. Ma questo non dev’essere. Bisogna continuare decisi e non lasciarsi fuorviare. Solo così si rimane liberi da macchia.
Sei sopra significa:
Nessun richiamo! Alla fine viene sciagura.
La vittoria sembra conquistata. Rimane soltanto un resto del male che ora sarebbe tempo di sradicare. Tutto sembra facilissimo. Ma il pericolo consiste proprio in questo. Se non si sta bene in guardia, il male si rende inafferabile occultandosi, e non appena è sfuggito nuova sciagura nasce dai germi rimasti; poichè il male non muore facilmente. Anche nel male del proprio carattere bisogna lavorare a fondo. Se si volesse trascurarne per negligenza anche un poco, da questo nascerebbe nuovo male.

 

44. KOU – IL FARSI INCONTRO
sopra Kkienn, il Creativo, il Cielo
sotto Sunn, il Mite, il Vento
Il segno accenna ad una situazione nella quale il principio oscuro, dopo che era già stato eliminato, segretamente ed inaspettatamente si infiltra di nuovo dall’interno e di sotto. Il femminile si fa spontaneamente incontro agli uomini. Quest’è una situazione pericolosa e non favorevole, a cagione delle possibili conseguenze che bisogna riconoscere a tempo e tentare così d’impedire. Il segno è coordinato al quinto mese, quando col solstizio estivo il principio oscuro ricomincia gradatamente a salire.
LA SENTENZA
Il Farsi Incontro. La donna è potente.
Non bisogna sposare una tale donna.
L’ascesa dell’ignobile è qui disegnata coll’immagine d’una ragazza che facilmente si dà e così s’impossessa del dominio con la violenza. Ciò non sarebbe possibile se il forte e chiaro da parte sua non le venisse incontro. L ‘ignobile sembra tanto innocente e carezzevole da farne provare gran piacere. Sembra così piccino e debole che si crede di poter scherzare spensieratamente con esso. Così l’ignobile riesce ad ottenere un’alta posizione solo perchè il nobile lo ritiene innocuo e gli conferisce potere. Ponendoglisi invece contro fin dal primo momento, esso non potrebbe mai giungere ad avere influenza.
Ma il tempo del farsi incontro possiede anche un’altro aspetto degno di considerazione. Se anche il falso incontro del debole di fronte al forte non ha da essere la regola costante, esso talvolta ha pure una grande importanza. Quando cielo e terra ci vengono incontro tutte le creature giungono alla prosperità. Quando principe ed aiutante si vengono incontro il mondo giunge all’ordine. Un venirsi incontro vicendevole dei principi che sono destinati l’uno all’altro, e che l’uno dell’altro hanno bisogno, è necessario. Solo che esso non deve essere accompagnato da pensieri impuri altrimenti ciò è male.
L’IMMAGINE
Al di sotto del cielo è il vento:
L’immagine del farsi incontro.
Così fa il principe quando divulga i suoi comandi
E li proclama ai quattro punti cardinali.
Qui la situazione rassomiglia a quella del segno l’ Aspetto, N° 20. Lì il vento soffia sulla terra, qui soffia sotto il cielo. Tutte e due le volte esso arriva dappertutto. Ma se il vento stava giù sulla terra ne risultava quale immagine che il sovrano prende nota delle varie condizioni. Qui il vento soffia dall’alto; questo fatto accenna all’influenza che il sovrano esercita con i suoi comandi. Il cielo è distante dalle cose terrene, ma le mette in moto per mezzo del vento. Il sovrano è distante dal popolo, ma lo mette in moto per mezzo dei suoi comandi e delle manifestazioni della sua volontà.
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Bisogna frenarlo con bronzea scarpa
da fermare le ruote.
Perseveranza è salutare!
Lasciando correre si subisce sciagura!
Anche un porco magro ha l’attitudine ad imperversare.
Quando un elemento inferiore si è infiltrato bisogna frenarlo subito ed energicamente. Frenandolo coerentemente si possono evitare cattive conseguenze Se si lascia correre ne risulta certamente sciagura. Non bisogna lasciarsi sedurre dalla futilità di ciò che si insinua, nè prenderlo alla leggera. Fintanto che un porco è ancora giovane e magro non può sbizzarrirsi molto, ma non appena abbia divorato tanto da diventare satollo e forte la sua vera natura si fa valere, se non le si pongono già prima dei limiti.
Nove al secondo posto significa:
Nel vaso vi è un pesce. Nessuna macchia.
Non propizio per ospiti.
L’elemento basso non viene violentato ma tenuto sotto mite controllo. Allora non vi è da temere nulla di male. Bisogna solo curarsi di non lasciarlo venire a contatto con persone piuttosto estranee, perchè dispiegherebbe sfrenatamente i suoi lati malvagi, se lo si lasciasse correre.
Nove al terzo posto significa:
Sulle cosce non vi è pelle
Ed il camminare riesce gravoso.
Rimanendo memori del pericolo
Non si commettono errori gravi.
Si è interiormente tentati di impacciarsi col cattivo elemento che ci si offre. Quest’è una situazione pericolosissima. Per fortuna le circostanze ci impediscono di farlo. Si vorrebbe, è vero, ma non si può. Ciò produce una dolorosa indecisione nell’agire. Ma rendendosi chiaramente conto del pericolo della situazione si eviteranno, per lo meno, errori più gravi.
Nove al quarto posto significa:
Nel vaso non vi è alcun pesce.
Da questo insorge sciagura.
La gente piccina bisogna tollerarla perchè rimanga ben disposta. Allora quando per caso se ne abbia bisogno, si può anche adoperarla. Allontanandola e non venendole incontro essa ci volta le spalle e poi non è a nostra disposizione quando potremmo averne bisogno. Ma allora la colpa va attribuita a noi stessi.
Nove al quinto posto significa:
Un melone coperto con foglia di salice
Linee celate.
Ed ecco che ci cade in sorte dal cielo.
Il melone è, come il pesce, il simbolo del principio oscuro. È dolce ma facilmente marcisce. Perciò si usa coprirlo con foglie di salice per proteggerlo. La situazione è tale che un uomo forte, superiore, saldo in se stesso, protegge tollerante i bassi che stanno sotto la sua custodia. Egli possiede in se stesso le salde linee dell’ordine e della bellezza. Ma non le fa valere. Non tedia costoro con apparenze esteriori o con noiosi ammonimenti, ma li lascia completamente liberi, fidando fermamente nella potenza trasformatrice inerente ad una forte e pura personalità. Ed ecco: la sorte è propizia! I bassi ne rimangono influenzati e gli cadono in grembo come frutti maturi.
Nove sopra significa:
Egli si fa incontro con le sue corna.
Svergognamento. Nessuna macchia!
Quando ci si è ritirati dal mondo il tramestio di esso ci diventa molte volte insopportabile. Si trovano spesso delle persone che con nobile orgoglio si tengono lontane da tutto ciò che è ignobile, respingendolo bruscamente ovunque si faccia loro incontro. Tali persone vengono riprovate perchè orgogliose ed inaccessibili, ma siccome il dovere di agire non le lega più al mondo, questo non è un gran male. Sanno sopportare composti l’avversione della massa.

 

45. TTSUI – LA RACCOLTA
sopra Tui, il Sereno, il Lago
sotto Kkunn, il Ricettivo, la Terra
Il segno è affine al segno Pi, la Solidarietà, N° 8, per forma e per significato. Li l’acqua è al di sopra della terra, qui il lago è al di sotto della terra. Il lago è il punto di raccolta dell’acqua, quindi qui l’idea del raduno è ancora più fortemente espressa che in quell’altro segno. La stessa idea fondamentale risulta anche dal fatto che qui sono due linee forti, al quarto e quinto posto, quelle che operano la raccolta, mentre lì vi è una sola linea al quinto posto in mezzo alle deboli.
LA SENTENZA
La raccolta. Riuscita.
Il re si appropinqua al suo tempio.
Propizio è vedere il grand’uomo.
Questo reca riuscita. Propizia è perseveranza.
Offrire grandi sacrifici arreca salute.
Propizio è imprendere qualche cosa.
La raccolta di uomini in comunità maggiori è naturale come entro la famiglia, oppure artificiosa come nello stato. La famiglia si raccoglie attorno al padre come suo capo. La continuazione di questa raccolta si compie attraverso i sacrifici agli avi, per i quali l’intera casata si raduna. La pietà di coloro che sono rimasti in terra raccoglie in ispirito la presenza degli avi, così che essi non si perdono nè si dissolvono. 
Dove si tratta di raccogliere gli uomini v’è bisogno di forze religiose. Ma vi dev’essere anche un capo umano quale centro di raduno. Per poter raccogliere altri è questo medesimo centro che deve prima raccogliersi in se stesso. Solo un’accumulata forza morale potrà unire il mondo. Simili grandi tempi di unione lasceranno poi anche dietro di loro grandi opere. Questo è il senso dei grandi sacrifici che vengono offerti. Ed anche nel campo delle cose mondane nei tempi di raccolta vi è bisogno di grandi opere.
L ‘IMMAGINE
Il lago è al di sopra della terra:
L ‘immagine della raccolta.
Così il nobile rinnova le sue armi
Per fronteggiare l’impreveduto.
Quando l’acqua si raduna nel lago, così che esso sale al di sopra della terra, minaccia uno straripamento. Bisogna fronteggiarlo con opportune misure. Così dove gli uomini si raccolgono in grande numero, nasce finalmente anche una lite; dove si radunano molti beni nasce facilmente la rapina. Perciò; nei tempi di raccolta, bisogna armarsi a tempo per difendersi contro l’inaspettato. Il dolore in terra viene per lo più da avvenimenti inaspettati contro i quali non si è armati. Raggiunta l’imperturbabilità si può prevenire il dolore.
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Se sei verace ma non fino alla fine,
Vi è ora scompiglio, ora raccolta.
Se chiami basta che tu tenda la mano per poter poi
ridere di nuovo.
Non rammaricarti.
Recarvisi è senza macchia.
Le circostanze qui sono tali che ci si vuole raccogliere attorno a un capo che si ammira, ma ci si trova in mezzo a numerosa compagnia dalla quale ci si lascia influenzare di modo che la determinazione vacilla. Così non si possiede nessun solido centro di raccolta. Ma se si dà voce a questo bisogno chiamando aiuto, un piglio del capo basta per allontanare le miserie. Per questo non bisogna lasciarsi fuorviare. Accompagnarsi a quel capo è senz’altro giusto.
Sei al secondo posto significa:
Lasciarsi tirare reca salute e rimane senza macchia.
Se si è veraci
E’ anche propizio offrire un piccolo sacrificio.
In tempi di raccolta non bisogna scegliere arbitrariamente la propria via. Sono all’opera delle forze occulte che conducono l’uno verso l’altro gli uomini adatti l’uno per l’altro. A questa attrazione bisogna abbandonarsi, allora non si cade in errori. Dove sussistono rapporti interiori non v’ è bisogno di grandi preparazioni e formalità. Ci si comprende senz’altro, come fa anche la divinità allorchè accetta graziosa un piccolo sacrificio quando viene dal cuore.
Sei al terzo posto significa:
Raccolta con sospiri. Nulla che sia propizio.
Recarvisi è senza macchia. Piccolo svergognamento.
Spesso si avrebbe bisogno di accompagnarsi, ma tutte le altre persone del nostro ambiente si sono già associate fra di loro, di modo che si rimane isolati. L ‘intera situazione è tale che risulta insostenibile. Allora è opportuno volgersi verso il progresso, accompagnarsi decisi ad un uomo che stia più vicino al centro del raduno essendo così in grado di introdurci nella cerchia chiusa. Questo non è un errore, anche se come novizio si ha dapprima una posizione imbarazzante.
Nove al quarto posto significa:
Gran salute! Nessuna macchia.
È qui disegnato un uomo il quale raduna gli uomini intorno a sè nel nome del suo signore. Visto che egli non ambisce a nessun vantaggio personale, ma lavora con abnegazione per l’unione generale, la sua opera è coronata di successo e tutto si assesta.
Nove al quinto posto significa:
Se raccogliendo si possiede l’adatta condizione
Questo non dà nessuna macchia.
Se alcuni non sono ancora veracemente solidali
Vi è bisogno di sublime e durevole perseveranza,
Ed il pentimento svanisce.
Quando gli uomini si raccolgono da soli attorno a noi, è bene senz’altro nel caso che questo ci tocchi senza che lo cerchiamo. Si ottiene così una certa influenza, che può essere utilissima. Ma così è data naturalmente anche la possibilità che si radunino attorno a noi alcuni che non vengono per intima fiducia, bensì soltanto per la nostra posizione influente. È certamente peccato che ciò avvenga. Di fronte a tale gente non c’è altro mezzo che quello di acquistare la loro fiducia con aumentata incrollabile fedeltà al dovere e alla perseveranza. Con ciò la diffidenza segreta è gradatamente superata, e la ragione di rammarico cade.
Sei sopra significa:
Lamenti e sospiri, lacrime a fiumi!
Nessuna macchia.
Può succedere che si vorrebbe, è vero, associarsi, ma che la buona intenzione venga misconosciuta. Allora si è tristi e ci si lamenta. Ma quest’è la retta via. Giacchè così può avvenire che l’altro rientri in senno e si trovi lo stesso la compagnia cercata che ci manca dolorosamente.

 

46. SCIONG – L’ASCENDERE
sopra Kkunn, il Ricettivo, la Terra
sotto Sunn, il Mite, il Vento
Il segno inferiore Sunn ha come immagine il legno, il segno superiore Kkunn significa la terra. Con ciò è collegata l’idea che il legno sale crescendo in terra. Questo ″farsi strada verso l’alto, ascendente″ è -al contrario del Progresso, N° 35- congiunto con fatica, come lo sforzo ha bisogno di forza per penetrare salendo attraverso la terra. Perciò il segno è in rapporto con lo sforzo di volontà, quantunque sia accompagnato dal successo. Il progresso mostra maggiore espansione, l’ascendere una crescita più rettilinea da oscurità e bassezza a potenza ed influenza.
LA SENTENZA
L’ascendere ha sublime riuscita!
Bisogna vedere il grand’uomo. Non aver paura!
Avviarsi verso il sud reca salute.
L ‘ascesa degli elementi capaci non incontra nessun ostacolo, perciò è accompagnata da grande successo. L ‘indole che rende possibile l’ascesa non è quella violenta, ma quella modesta e adattabile. E siccome si è portati dal favore dei tempi si va avanti. Bisogna mettersi in moto ed andare a trovare le persone dirigenti. Non bisogna aver paura di farlo; poichè il successo non mancherà. Solo bisogna mettersi all’opera; poichè l’attività (questo è il significato del sud) è salutare.
L ‘IMMAGINE
In mezzo alla terra cresce il legno:
L’immagine dell’ascendere.
Così il nobile accumula in dedizione piccole cose,
Onde raggiungere elevatezza e grandezza.
Il legno nella terra cresce senza fretta e senza posa verso l’alto piegandosi cedevole attorno agli ostacoli. Cosi il nobile è devoto nel suo carattere e non rallenta mai il suo progresso (Cfr. per questo: ″Lavoro che non perde mai la lena, Che lentamente crea, e mai distrugge, Che alI’ edificio dell’ eternità, è vero, Aggiunge solo granellino a granellino di sabbia, Eppur dal grande debito dei tempi Cancella istanti, giorni, anni″).
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Ascendere che incontra fiducia reca gran salute.
Quest’è la situazione iniziale dell’ascesa. Come il legno prende la forza per salire dalla sua radice che trovasi tutta in basso, così la forza per salire dalla sua radice trovasi tutta in basso e la forza per riuscire a salire proviene da questa situazione. Essa è in basso ed ignorata. Ma sussiste un’interiore affinità di indole con coloro che regnano in alto, e questa comunanza ci procura quella fiducia di cui abbiamo bisogno per poter realmente fare qualche cosa. 
Nove al secondo posto significa:
Se si è veraci
è anche propizio offrire un piccolo sacrificio.
Nessuna macchia.
Qui si presuppone che vi sia un uomo forte. È vero che egli non è del tutto adatto al suo ambiente essendo troppo ruvido e badando troppo poco alle forme. Ma egli è intimamente sincero perciò gli altri gli vengono incontro, e la meschinità delle sue forme esteriori non reca danno. La sincerità è qui l’espressione di solide qualità, mentre nella corrispondente linea del segno precedente essa è l’effetto dell’intima umiltà. 
Nove al terzo posto significa:
Ascendendo si penetra in una città deserta.
Qui cadono tutti gli ostacoli che di solito impacciano il progresso. Le cose procedono con sorprendente facilità. Senza esitazione si segue questa via per sfruttare il successo. Visto dal di fuori sembra che tutto sia perfettamente a posto. Pure non è aggiunta nessuna espressione che presagisca fortuna. Non si sa quanto tempo un tale successo senza ostacoli possa durare. Ma è opportuno non soffermarsi su tali dubbi, perchè così non si farebbe altro che inibire la propria energia, mentre bisogna invece utilizzare rapidamente il favore del tempo.
Sei al quarto posto significa:
Il re lo presenta al monte Ki. Salute. Nessuna macchia!
Il monte Ki sta nella parte occidentale della Cina, nel paese di origine del re Uenn, dal figlio del quale, il duca di Ciou, furono aggiunte le parole riferentisi alle singole linee. È un ricordo dei tempi in cui la dinastia Ciou salì al potere. In quel tempo i grandi aiutanti venivano presentati dal re Uenn al Dio del patrio monte, ed essi ottenevano un posto al fianco del sovrano nelle aule degli avi. È disegnato qui lo stadio in cui l’ascendere giunge alla meta. Si diventa famosi al cospetto degli uomini e degli dei e si è accolti nella cerchia degli uomini che racchiude in sè l’intera vita della nazione, e si ottiene così un significato durevole e sempiterno.
Sei al quinto posto significa:
Perseveranza reca salute.
Si ascende per gradi.
Giungendo sempre più avanti è importante non inebriarsi del successo. Proprio quando il successo è continuo bisogna rimanere durevolmente sobri, non voler saltare alcun gradino, bensì avanzare come esitanti passo per passo. Solo questo tranquillo e costante progresso che non precipita le cose conduce alla meta.
Sei sopra significa:
Ascendere nel buio.
Propizio è essere incessantemente perseveranti.
Chi si spinge ciecamente in su, quegli è interiormente abbacinato. Egli conosce soltanto il progresso, non la ritirata. Però così facendo ci si esaurisce. In questo caso è importante badare incessantemente ad essere e rimanere coscienziosi e conseguenti. Solo così si diventa esenti da quel cieco impulso che è sempre dannoso.

 

47. KKUNN – L’ASSILLO (L’ESAURIMENTO)
sopra Tui, il Sereno, il Lago
sotto Kkann, l’ Abissale, l’Acqua
Sopra sta il lago, al di sotto l’acqua. Il lago è vuoto ed esaurito. L’idea dell’esaurimento risulta ancora in un altro modo: in alto una linea scura che tiene basse due chiare; giù una linea chiara è incastrata tra due scure. Il segno superiore appartiene al principio oscuro mentre l’inferiore appartiene a quello chiaro. Così i nobili sono dappertutto oppressi e trattenuti dagli ignobili.
LA SENTENZA
L’assillo. Riuscita. Perseveranza.
Il grand’uomo opera salute. Nessuna macchia.
Se si ha da dire una cosa non si è creduti.
Tempi di miseria sono il contrario del successo. Ma essi possono condurre al successo se si incontra l’uomo adatto. Quando un uomo forte è assillato egli rimane sereno nonostante il pericolo, e questa serenità è la base di successi ulteriori. È essa la costanza che è più forte del destino. Chi si lascia spezzare interiormente dall’esaurimento, quegli infatti non ottiene successo. Ma chi dal bisogno rimane soltanto piegato, in costui esso produce una forza di reagire che col tempo viene certamente alla luce. Ma di far ciò nessun ignobile è capace. Solo il grand’uomo opera salute e rimane senza macchia. È vero che dapprima gli è negata un’influenza all’esterno, visto che le sue parole non hanno effetto. Perciò in tempi di bisogno è opportuno essere interiormente forti ed esteriormente di poche parole.
L ‘IMMAGINE
Nel lago non vi è acqua:
L’immagine dell’esaurimento.
Così il nobile mette in palio la sua vita
Per seguire la propria volontà.
Così il nobile affronta il suo destino per realizzare la sua volontà.
(Karcher)
Quando l’acqua è defluita dal lago verso il basso, il Lago deve inaridire ed esaurirsi. Quest’è un destino. Quest’è l’immagine del destino avverso nella vita umana. In simili tempi non si può fare null’altro che accettare il proprio destino rimanendo fedeli a se stessi. Si tratta però qui dello strato più profondo della vera essenza; poichè soltanto quella è superiore ad ogni destino esterno.
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Si siede assillati sotto un albero spoglio
E si finisce in una valle buia.
Per tre anni non si vede nulla.
Quando capita il bisogno è anzitutto importante essere forti e superare interiormente la miseria. Anzichè procedere si rimane seduti sotto un albero spoglio e si finisce sempre di più nelle tenebre e nella malinconia. Con ciò la situazione diventa soltanto sempre più disperata. Questo comportamento è la conseguenza di un accecamento interiore che va assolutamente superato.
Nove al secondo posto significa:
Si è assillati pur avendo vino e cibo.
Ecco che viene l’uomo dalle giarrettiere scarlatte.
Propizio è offrire sacrifici. Avviarsi è sciagurato.
Nessuna macchia.
Qui l’assillo in cui ci si trova è interiore. Esteriormente tutto va bene; si ha da mangiare e da bere. Ma si è esauriti dalle abituali meschinità della vita, e non appare alcuna via di uscita. Ma dall’alto giunge aiuto. Un principe – nell’antica Cina i principi portavano giarrettiere scarlatte- sta cercando capaci aiutanti. Ma vi sono ancora degli ostacoli da superare. Perciò è importante affrontare questi ostacoli nell’invisibile mediante sacrifici e preghiere. Avviarsi impreparati condurrebbe a sciagura, quantunque ciò non sarebbe moralmente mal fatto. Qui bisogna superare una situazione avversa mediante la pazienza interiore.
Sei al terzo posto significa:
Ci si lascia assillare da pietre
E ci si appoggia su spine e cardi.
Si entra in casa e non si vede la propria moglie.
Sciagura !
Compare qui un uomo che nei tempi di bisogno è inquieto e indeciso. Prima vuole avanzare. Allora s’imbatte in ostacoli i quali rappresentano veramente un assillo soltanto se vengono affrontati sbadatamente. Si vuol dare la testa nel muro ed in conseguenza di questo ci si sente assillati dal muro. Poi ci si appoggia su cose che non possono dare sostegno da sole e che sono rischiose solo per chi si poggia su di esse. Adesso si retrocede indecisi ritirandosi in casa, ma soltanto per scoprire, con nuova delusione, che la propria moglie non c’è.
Kung Tse dice: ″Se qualcuno si lascia assillare da una cosa che non dovrebbe assillarlo, il suo nome finirà certamente nell’onta. Se egli si appoggia su cose sulle quali non può appoggiarsi, la sua vita sarà certamente messa in pericolo. A colui che si trova in onta e pericolo si avvicina l’ora della morte; come potrebbe egli allora ancora vedere sua moglie?″
Nove al quarto posto significa:
Egli viene quieto quieto, assillato in una carrozza dorata.
Svergognamento, ma riesce a compiere.
Un uomo benestante vede il bisogno degli inferiori e volentieri vorrebbe anche aiutare. Però egli non afferra rapido ed energico la occasione dì farlo ove vi è bisogno, ma incomincia esitante e misurato. Allora s’imbatte in ostacoli. Potente e ricca gente dì sua conoscenza lo attira nella sua orbita. Egli deve accompagnarsi a questi e non può sottrarsene. Si trova quindi in grande imbarazzo. Ma il bisogno è passeggero. L’originaria forza del carattere compensa l’errore e la meta viene raggiunta.
Nove al quinto posto significa:
Naso e piedi gli vengono tagliati.
Si è assillati da quello dalle giarrettiere purpuree.
Quieta quieta viene la letizia.
Propizio è recare sacrifici ed offerte.
Qualcuno cui sta a cuore il bene degli uomini e qui assillato dall’alto e dal basso (questo è il senso del naso e dei piedi tagliati). Non si trova aiuto presso coloro che avrebbero il dovere di contribuire all’opera di salvataggio (i Ministri portavano giarrettiere purpuree). Fino a quel momento è opportuno presentàrsi in forte raccoglimento interiore davanti a Dio, e pregare e sacrificare per il bene di tutti.
Sei sopra significa:
Egli è assillato da ramoscelli.
Egli si muove malsicuro e dice: ″Movimento crea pentimento″
Pentendosi di questo e avviandosi si ha salute.
Si è assillati da legami che si lasciano facilmente lacerare. L’assillo s’avvicina alla sua fine. Ma si è ancora indecisi. Si è ancora influenzati dallo stato precedente pensando che si avrà da pentirsi se ci si muove. Ma non appena si arriva a comprendere la situazione, non appena si abbandona questo atteggiamento interiore, prendendo una forte decisione, si riesce a domare l’assillo.

 

48. TSING – IL POZZO
sopra Kkann, l’Abissale, l’Acqua
sotto Sunn, il Mite, il Vento
Sotto sta il legno sopra l’acqua. Il legno scende nella terra per portar su l’acqua. È l’immagine dell’antico pozzo a bilanciere cinese. Sotto legno non sono affatto intesi i secchi, chè questi in antico erano d’argilla, bensì la stanga di legno il cui moto estrae l’acqua dal pozzo. L ‘immagine accenna anche al mondo delle piante, le quali fanno salire l’acqua dalla terra nei loro vasi linfatici. Il pozzo dal quale si attinge l’acqua contiene, inoltre, l’idea dell’inesauribile elargizione di alimento.
LA SENTENZA
Il pozzo. Si cambi pure di città,
Ma non si può cambiare il pozzo.
Non cala e non cresce.
Essi vengono e vanno e attingono al pozzo.
Se si è quasi raggiunta l’acqua del pozzo,
Ma non si è ancora ben giù con la corda,
Oppure se si infrange la brocca, questo reca sciagura.
Nell’antica Cina le capitali venivano talvolta trasferite, in parte per ragioni di sito più favorevole, in parte per mutamento di dinastia. Lo stile architettonico mutò nel corso dei secoli, ma la forma del pozzo rimase dall’epoca più remota fino al giorno d’oggi la medesima. Così il pozzo è un’immagine dell’organizzazione sociale dell’umanità riguardante le più primitive necessità della vita, che sono indipendenti da qualsiasi formazione politica. Le formazioni politiche, le nazioni mutano, ma la vita dell’uomo con le sue richieste rimane la stessa. In ciò non si può cambiar nulla. Questa vita è però anche inesauribile. Non cala nè cresce ed è per tutti. Le stirpi vengono e vanno, ed esse tutte fruiscono della vita nella sua inesauribile copia.
Per una buona organizzazione statale o sociale dell’umanità occorrono però due cose. Bisogna scendere fino ai fondamenti della vita. Ogni superficialità nell’ordinamento di essa, che lascia insoddisfatti i bisogni vitali più profondi, è altrettanto imperfetta come se non si fosse fatto nessun tentativo di ordinamento. Altrettanto nociva è una negligenza che lasci che la brocca si spezzi. Quando per esempio la protezione militare di uno stato viene esagerata al punto di provocare delle guerre, le quali a loro volta rovinano la potenza dello stato, quest’è infrangere la brocca. Anche per il singolo individuo il segno entra in considerazione. Per quanto diversi siano i talenti e la cultura degli uomini, la natura umana nei suoi fondamenti è la medesima in ognuno. Ed ognuno può, coltivandosi, attingere all’inesauribile fonte della natura divina dell’essenza umana. Ma anche qui minacciano due pericoli: il primo, che curando la propria cultura non si penetri fino alle radici dell’umanità, rimanendo impigliati nelle convenzioni – una tale semicultura è altrettanto dannosa come la rozzezza – oppure che si subisca un crollo improvviso negligendo poi la cultura della propria Indole.
L ‘IMMAGINE
Sopra il legno vi è acqua :
L’immagine del pozzo.
Così il nobile anima il popolo
E esorta gli uomini ad aiutarsi.
Sotto vi è il segno Sunn, legno, al di sopra di questo il segno Kkann, acqua. II legno assorbe l’acqua verso l’alto. Come il legno quale organismo imita l’attività del pozzo a beneficio di ogni parte della pianta, così il nobile ordina la società umana In modo che le sue parti si addentellino come quelle di un organismo vegetale per il bene del tutto. 
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Il fango del pozzo non viene bevuto.
Ad un pozzo vecchio gli animali non vanno.
Se qualcuno vagabonda tra le bassure paludose la sua vita si immerge nel fango. Un tale uomo perde la sua importanza per l’umanità. A colui che butta via se stesso anche gli altri non s’avvicinano più. Infine nessuno si cura più di lui.
Nove al secondo posto significa:
Nella bocca del pozzo si catturano pesci.
La brocca è spaccata e cola.
Di per sè l’acqua è chiara, ma non la si adopera. Così nel pozzo dimorano soltanto pesci, e chi viene lo fa solo per prendere pesci; ma la brocca è rotta cosicchè i pesci non vi si possono serbare. È dipinta una situazione in cui vi è qualcuno che di per sè avrebbe dei parenti; ma questi vengono negletti. Nessuno si cura di lui. Così egli degenera interiormente. Egli si dà da fare con uomini ignobili e non è più capace di compiere nulla di buono.
Nove al terzo posto significa:
Il pozzo è ripulito, ma non se ne beve l’acqua.
E’ questo che mi accora;
Poichè vi si potrebbe attingere.
Se il re fosse chiaro,
Si godrebbe insieme della felicità.
Vi è qui un uomo capace. Egli assomiglia ad un pozzo ripulito, la cui acqua si potrebbe bere. Ma non lo si adopera. E’ questo il dolore degli uomini che lo conoscono. Sussiste il desiderio che il principe lo venga a sapere; questo sarebbe allora una felicità per tutti i presenti.
Sei al quarto posto significa:
L ‘interno del pozzo viene rivestito di pietra.
Nessuna macchia.
Quando il pozzo viene rivestito di pietra intanto non si può fruirne, è vero, ma il lavoro non è vano: esso ha l’effetto di mantenere l’acqua chiara. Così anche nella vita vi sono dei tempi in cui bisogna porre in ordine se stessi. Durante questo tempo non si può far nulla per gli altri, infatti, ma questo tempo è tuttavia prezioso, perchè coltivandosi interiormente si aumentano le proprie forze e le proprie capacità, cosicchè più tardi si opera tanto di più.
Nove al quinto posto significa:
Nel pozzo vi è una sorgente chiara e fresca
Dalla quale si può bere.
È un buon pozzo quello che nel suo fondo contiene una sorgente di acqua viva. Un uomo che possiede virtù è nato per essere salvatore e guida degli uomini. Egli possiede l’acqua della vita. Eppure manca il segno: salute. Quando si tratta del pozzo, tutto dipende dall’attingere acqua. La migliore acqua atta a rinfrescare l’umanità è presente soltanto come possibilità finchè non è portata su. Così anche presso coloro che guidano l’umanità tutto dipende dal bere alla loro sorgente, traducendo le loro parole in vita.
Sei sopra significa:
Si attinge al pozzo senza impedimento.
Esso è fidato. Sublime salute!
Il pozzo è qui per tutti. Nessun divieto impedisce coloro che vi attingono. Ma per quanti ne vengono, essi trovano tutto quello di cui abbisognano; poichè il pozzo è fidato. Esso ha una fonte e non inaridisce; perciò esso rappresenta una gran salute per tutta la contrada: così l’uomo veramente grande, inesauribilmente ricco di bene interiore. Quanto maggiore è il numero degli uomini che attingono a lui, tanto più grande diventa la sua ricchezza.

 

49. KO – IL SOVVERTIMENTO (LA MUDA)
sopra Tui, il Sereno, il Lago
sotto Li, il Risaltante, il Fuoco
Il segno significa in origine una pelle d’animale che muta nel corso dell’anno perchè muda. Da qui l’espressione è trasferita alle mude della vita statale: i grandi sovvertimenti, che sono congiunti con un cambiamento di governo. Le due figure delle quali si compone il segno sono come presso Kkui, la Contrapposizione, N° 38, le due figlie minori Li e Tui. Ma mentre Li la più anziana delle due sta sopra e da questo risulta in fondo solo una opposizione di tendenze, qui la minore sta sopra, e gli effetti vanno in senso contrario, le forze si combattono come fuoco e acqua (lago), di cui ognuno tenta di annientare l’altro. Da ciò l’idea del sovvertimento.
LA SENTENZA
Il sovvertimento. Nel giorno tuo incontrerai credenza.
Sublime riuscita. Propizio per perseveranza.
Il pentimento svanisce.
Sovvertimenti statali sono cose estremamente gravi. Bisogna intraprenderli esclusivamente in caso di estremo bisogno, quando non rimane altra via d’uscita. Non tutti sono chiamati a farlo, ma soltanto colui che possiede la fiducia del popolo, ed anche questi solo allorquando i tempi sono compiuti. Facendolo bisogna procedere nel retto modo: onde il popolo rimanga contento, e si evitino eccessi illuminandolo. Bisogna inoltre essere esenti del tutto da scopi egoistici e bisogna sopperire davvero ai bisogni del popolo. Soltanto allora non si avrà da pentirsi di nulla. I tempi mutano e con essi le richieste. Così mutano le stagioni nel corso dell’anno. Così anche nell’annata cosmica vi sono primavere ed autunni di popoli e di nazioni, che richiedono trasformazioni sociali.
L ‘IMMAGINE
Nel lago vi è fuoco:
L’immagine del sovvertimento.
Così il nobile ordina il calcolo del tempo
E rende chiari i tempi.
Il fuoco sotto e il lago sopra si combattono e si annientano l’un l’altro. Così nel corso dell’anno ha luogo anche una lotta fra la forza chiara e quella scura, che si estrinseca nei sovvertimenti delle stagioni. L ‘uomo diventa signore del mutamento e nella natura, se egli ne riconosce la regolarità e suddivide corrispondentemente il corso del tempo. Subentrano con ciò ordine e chiarezza nel mutamento apparentemente caotico dei tempi e si è messi in grado di assumere, già in precedenza, gli atteggiamenti necessari di fronte alle richieste dei vari momenti.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Si viene avvolti nella pelle d’una vacca gialla.
Cambiamenti vanno intrapresi solo quando non è più possibile fare altrimenti. Perciò è necessaria dapprima la più rigida ritenutezza. Bisogna diventare interiormente del tutto solidi, bisogna moderarsi; giallo è il colore del mezzo, la vacca è il simbolo dell’arrendevolezza – e per ora non intraprendere ancora nulla; poichè sferrare un’offensiva anzitempo porterebbe in ogni caso a gravi conseguenze.
Sei al secondo posto significa:
Nel giorno proprio si sovverta pure.
Incamminarsi reca salute. Nessuna macchia.
Quando si è tentato tutto il possibile per riformare lo stato delle cose senza aver avuto successo, sorge la necessità d’una rivoluzione. Però un tale sovvertimento in profondità dev’essere ben preparato. Occorre la presenza di un uomo che possegga tanto la capacità di farlo quanto la pubblica fiducia. Allora ci si rivolga pure ad un tale uomo. Ciò reca salute ed è ben fatto. Si tratta dapprima dell’atteggiamento interiore verso la novità che ha da venire. Bisogna quasi andarle incontro. Solo così la si prepara.
Nove al terzo posto significa:
Incamminarsi reca sciagura. Perseveranza reca pericolo.
Quando nel discorso il sovvertimento si sia annunciato per tre volte,
Bisogna rivolgersi ad esso e si troverà credenza.
Quando un cambiamento diventa necessario vi sono due errori da evitare. L ‘uno è un procedere troppo rapido e brusco, il che porterebbe certo sciagura. L’altro consiste nell’esitare per troppo conservatorismo, il che è anch’esso pericoloso. Non bisogna ascoltare ogni voce che invoca il cambiamento di istituzioni sussistenti. Ma non bisogna nemmeno far orecchio da mercante davanti a ripetute e ben fondate lamentele. Quando l’argomento del mutamento ci giunge per tre volte all’orecchio, e lo si sia ben ponderato, allora gli si presti fede e gli si rivolga attenzione. Allora si incontrerà credenza e si raggiungerà qualche cosa (Cfr. per questo nella Favola di Goethe il richiamo: ″E’ giunto il Tempo″, ripetuto tre volte, prima che sopravvenga il grande sovvertimento).
Nove al quarto posto significa:
Il pentimento svanisce. S’incontra credenza.
Mutare l’ordinamento statale reca salute.
Sovvertimenti da capo a fondo richiedono la necessaria autorità. Vi deve essere sia la forza interiore del carattere, sia anche la posizione influente. Ciò che si fa deve corrispondere a una verità superiore e non deve sgorgare da motivi arbitrari o piccini, e allora reca gran salute. Quando una rivoluzione non è fondata sopra una tale verità intrinseca, essa è sempre un danno e non ottiene successo. Poichè gli uomini finiscono lo stesso con l’appoggiare quelle imprese per la cui equità intrinseca essi posseggono un senso istintivo.
Nove al quinto posto significa:
Il grand’uomo muda come una tigre.
Ancora prima che interroghi l’oracolo egli incontra credenza.
Una pelle di tigre con le sue righe nere chiaramente visibili su fondo giallo possiede un disegno suddiviso visibile a grande distanza. La stessa cosa vale per i sovvertimenti che un grand’uomo riesce ad eseguire: grandi linee direttive che ognuno può capire diventano visibili. Così egli non ha nemmeno bisogno di interrogare prima l’oracolo, poichè il popolo del tutto spontaneamente gli cade in grembo.
Sei sopra significa:
Il nobile muda come una pantera.
L’uomo comune muda in faccia.
Incamminarsi reca sciagura.
Dimorare in perseveranza reca salute!
Dopo che siano decise le grandi questioni di principio si rendono necessarie ancora delle trasformazioni in dettaglio e delle esecuzioni più esatte. Queste sono paragonabili alle pur chiare, sebbene più piccole, macchie della pelle dl pantera. Anche presso gli uomini comuni ha luogo per conseguenza un cambiamento. Mudano anch’essi piegandosi al nuovo ordinamento. Tuttavia questa muda non è profonda; ma ciò non è neppure da aspettarsi. Bisogna contentarsi di quello che è possibile. Se si volesse andare troppo lontano ed ottenere troppo, ne risulterebbero agitazioni e sciagure. Poichè ciò che si deve ambire di ottenere per mezzo di un grande sovvertimento sono condizioni chiare e consolidate, che consentano, avendo ottenuto ciò che era possibile in quel momento, un acquietamento generale.

 

50. TING – IL CROGIUOLO
sopra Li; il Risaltante, il Fuoco
sotto Sunn, il Mite, il Vento
L’intero segno è l’immagine d’un crogiuolo, sotto le gambe, poi il ventre, poi le orecchie o manichi, ed in alto gli anelli passatori per portarlo. L immagine del crogiuolo suggerisce nel contempo l’idea dell’alimentazione. Il crogiuolo, gettato in bronzo, era l’utensile che nel tempio degli avi e nei banchetti conteneva i cibi cotti. Da esso il padrone di casa attingeva le pietanze da mettere nelle scodelle degli ospiti.
Anche il pozzo contiene il concetto secondario della fornitura di alimenti, però si riferisce di più al popolo. Il crogiuolo, come utensile di cultura raffinata, suggerisce la cura e l’alimentazione degli uomini capaci, cosa che ridondava poi a vantaggio del governo statale (cfr. i quattro segni dell’alimentazione: nn. 5, 27, 48, 50).
Questo segno ed il segno il Pozzo sono gli unici due segni nel Libro dei Mutamenti che rappresentano oggetti artificiali concreti. Tuttavia anche qui l’idea ha il suo Iato astratto. Sunn, sotto, è legno e vento. Li, in alto, è la fiamma; rappresentano quindi la fiamma attizzata da legno e vento, la quale anch’essa suggerisce l’idea dell’apprestamento del cibo.
LA SENTENZA
Il Crogiuolo. Sublime salute. Riuscita.
Mentre il pozzo tratta del fondamento sociale della comunità, il quale è come l’acqua che serve d’alimento al legno, in questo segno si accenna alla soprastruttura culturale della società. Qui è il legno quello che serve d’alimento alla fiamma, allo spirituale. Tutto ciò che è visibile deve superare se stesso addentrandosi profondamente anche nell’invisibile. Con ciò ottiene il vero carattere sacrale e la vera chiarezza, e mette saldamente radice nei nessi universali. Diventa dunque qui manifesto come la cultura abbia il suo culmine nella religione. Il crogiuolo serviva per sacrificare a Dio. La più eccelsa cosa terrena deve essere sacrificata al divino. Ma il veramente divino non si manifesta segregato dall’umano. La più eccelsa rivelazione di Dio sta nei profeti e nei santi. La loro venerazione è la vera venerazione di Dio. La volontà divina da loro rivelata deve venir accettata con umiltà, e nascono allora l’illuminamento interiore e la vera comprensione del mondo che conducono a grande salute e successo.
L’IMMAGINE
Al di sopra del legno vi è fuoco:
L’immagine del crogiuolo.
Così il nobile assestando la posizione
consolida il destino.
Il legno è il destino del fuoco: fintanto che sotto c’è del legno il fuoco sopra arde. E questo vale pure per la vita umana. Anche nell’uomo c’è un destino che conferisce alla sua vita la forza. E quando si riesce ad assegnare alla propria vita e al destino le loro giuste posizioni, consolidiamo il destino, e ne risulta allora la compenetrazione della vita col destino. In queste parole sono contenuti degli accenni alla cura della vita quali la dottrina segreta della pratica cinese dello Yoga trasmette oralmente.
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Un crogiuolo con le gambe rovesciate. Propizio per eliminare i grumi.
Si prende una concubina per amore del suo figlio.
Nessuna macchia.
Se si rovescia il crogiuolo prima di farne uso questo non vuol dir nulla; al contrario, ne esce in questo modo il sudiciume. Una concubina è di per sè un essere basso, ma sale in onore perchè ha un figlio. Queste due parabole esprimono il pensiero che in tempi di alta coltura, quali sono accennati dal segno, chiunque sia di buona volontà può trovare da sistemarsi. Per quanto bassi si sia, purchè pronti a purificarsi, si viene accettati. Si giunge ad una condizione in cui ci si può addimostrare fecondi nel lavoro ottenendo pertanto un riconoscimento.
Nove al secondo posto significa:
Nel crogiuolo vi è cibo.
I miei compagni hanno invidia,
Ma non possono farmi nulla. Salute.
In tempi di alta cultura tutto dipende dal fare davvero qualche cosa. Poggiandosi solo su questo vero lavoro si sarà forse invidiati e malvisti, ma ciò non è pericoloso. Quanto più ci si limita al proprio positivo lavoro, tanto meno gli invidiosi possono danneggiarci.
Nove al terzo posto significa:
Il manico del crogiuolo è alterato.
Si è impediti nel progredire.
Il grasso del fagiano non viene mangiato.
Quando poi cade la pioggia, allora il pentimento svanisce.
Finalmente viene salute.
II manico è il punto dal quale il crogiuolo viene sollevato. Quando il manico si altera, il crogiuolo non si può più sollevare e adoperare, e le belle vivande che contiene, come il grasso di fagiano, non servono purtroppo da cibo per nessuno. È disegnato qui un uomo il quale in tempi di alta cultura si trova in una posizione dove nessuno gli bada nè lo riconosce. Quest’è un grave ostacolo per il suo operare. Tutte le sue buone qualità ed i suoi talenti vanno così perduti senza profitto per nessuno. È però sufficiente che ci si curi di possedere realmente dei valori spirituali. Allora verrà alla fine certamente il tempo in cui gli impedimenti si sciolgono e tutto va bene. Lo scioglimento della tensione è simboleggiato qui come altrove col cadere della pioggia.
Nove al quarto posto significa:
Il crogiuolo si rompe le gambe.
Le vivande destinate al principe vengono rovesciate,
E la figura ne rimane imbrattata. Sciagura!
Si ha un compito grave e pieno di responsabilità al cui adempimento non si è pari. Siccome poi, oltre a ciò, non ci si dedica a questo compito con tutte le proprie forze, poichè invece ci si dà da fare con uomini d’indole inferiore, la esecuzione fallisce. Con questo ci si procura da soli vilipendio ed onta.
Kung Tse dice: ″Carattere debole e posizione onorata, sapere meschino e progetti grandiosi, forze esigue e gravi responsabilità di rado sfuggiranno alla sciagura″.
Sei al quinto posto significa:
Il crogiuolo ha manichi gialli, anelli passatori d’oro.
Propizia è perseveranza.
In posizione dominante sta qui un uomo d’indole accessibile e modesta. Mediante questo atteggiamento interiore egli riesce a trovare degli ausiliari forti e capaci che lo completano e che lo coadiuvano nella sua opera. È importante non lasciarsi scuotere in questa presa di posizione, che richiede una durevole abnegazione interiore, ed attenersi invece fermamente ad essa.
Nove sopra significa:
Il crogiuolo ha anelli di giada. Gran salute!
Nulla che non sia propizio.
Presso la linea precedente gli anelli passatori sono detti d’oro per designare la loro solidità. Qui sono detti di giada. La giada eccelle per il fatto che unisce durezza con soave splendore. Dal punto di vista dell’uomo che accetta il consiglio, questo consiglio opera in senso assai propizio e favorevole. Qui il consiglio è disegnato dal punto di vista del saggio che lo impartisce. Seguendolo egli sarà mite e puro come la nobile giada. In questo modo l’opera incontra compiacimento davanti allo sguardo della divinità, la quale largisce gran salute, diventando grata agli uomini; e tutto va bene.

 

51. CENN – L’ECCITANTE (LO SCUOTIMENTO, IL TUONO)
sopra Cenn, l’ Eccitante, il Tuono
sotto Cenn, l’ Eccitante, il Tuono
Il segno Cenn è il figlio primogenito, il quale afferra energico e potente il dominio. Appare una linea yang sotto due yin, e si spinge potentemente verso l’alto. Serve da immagine il tuono che erompe dalla terra e col suo scuotimento cagiona terrore e tremore.
LA SENTENZA
Lo Scuotimento reca riuscita.
Lo Scuotimento viene: uh, uh!
Parole ridenti: ah, ah!
Lo Scuotimento spaventa per cento miglia,
Ed egli non lascia cadere spatola sacrificale e calice.
Lo scuotimento che sale dall’interno della terra per la comparsa di Dio fa che l’uomo si spaventi, ma questa paura davanti a Dio è una cosa buona, poiché essa fa sì che possano seguire allegria e gioia. Quando si è imparato interiormente che cosa siano terrore e tremore si è corazzati contro il terrore proveniente da influenze esteriori. Anche se il tuono romba talmente da spargere terrore per cento miglia in giro, si rimane interiormente così raccolti e riverenti che non s’interrompe la cerimonia sacrificale. Una tale profonda serietà interiore che fa rimbalzare impotente ogni terrore esterno è l’atteggiamento mentale quale dev’essere posseduto dai duci e dai sovrani degli uomini.
L’IMMAGINE
Tuono continuato:
L’immagine dello Scuotimento.
Così il nobile temendo e tremando mette ordine nella sua vita
Ed esplora se stesso.
Il tuono continuato, col suo scuotimento, arreca terrore e tremore. Così il nobile sta sempre in riverente timore davanti alla comparsa di Dio e mette in ordine la sua vita ed esplora il suo cuore per scoprire se nulla contraddica in segreto alla volontà divina. Così il riverente timore è il fondamento della vera cultura della vita.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Lo scuotimento viene: uh, uh!
Seguono a questo parole ridenti: ah, ah! Salute!
Terrore e tremore dello scuotimento ci investono e così ci troviamo in svantaggio nei confronti degli altri. Ma ciò avviene solo in un primo tempo. Quando si è passati attraverso il giudizio viene il sollievo. E così proprio quel terrore nel quale dapprima bisogna entrare, considerando l’intera situazione, arreca salute.
Sei al secondo posto significa:
Lo scuotimento viene con pericolo.
Centomila volte tu perdi i tuoi tesori
E devi salire i nove colli.
Non affannarti dietro a loro.
Dopo sette giorni li riottieni.
Si tratta d’una situazione in cui uno scuotimento ci mette in pericolo, e subiamo gravi perdite. Le condizioni sono tali che una resistenza sarebbe in contrasto con la direzione del moto del tempo, ed essa quindi non può aver successo. Perciò bisogna semplicemente ritirarsi in altitudini irraggiungibili ai pericoli che minacciano. Delle perdite di possesso non bisogna tener conto nè preoccuparsene eccessivamente. Senza correr dietro al possesso questo ritornerà da solo, quando sarà passato il tempo i cui scuotimenti ce ne hanno depredati.
Sei al terzo posto significa:
Lo scuotimento viene e fa uscire di senno.
Se in seguito allo scuotimento si agisce, si rimane
liberi di disgrazia.
Vi sono tre sorta di scuotimenti: scuotimento del cielo, – quest’è il tuono – inoltre lo scuotimento del destino, ed infine lo scuotimento del cuore.
Qui si tratta meno di uno scuotimento interiore che di uno scuotimento del destino. In tali tempi di scuotimento si perde troppo facilmente l’assennatezza, così che si misconosce ogni possibilità d’agire e si lascia muti che il destino segua il suo corso. Lasciandosi invece indurre dallo scuotimento a muoversi interiormente si supereranno senza gran fatica i colpi esteriori del destino.
Nove al quarto posto significa:
Lo scuotimento finisce in melma.
Il moto interiore dipende per il suo successo in parte anche dalle circostanze. Quando le circostanze sono tali che non vi è nè una resistenza che si possa combattere con energia, nè che le cose cedano così che si possa conseguire una vittoria, essendo tutto tenace e inerte come la melma, il movimento viene paralizzato.
Sei al quinto posto significa:
Lo scuotimento percuote a dritta e a manca : pericolo.
Ma non si perde assolutamente nulla,
Soltanto vi è da fare.
Qui non avviene uno scuotimento solo, bensì esso si ripete in modo da non lasciar tempo per respirare. Ma pure questo scuotimento non arreca nessuna perdita, giacchè si ha gran cura di mantenersi nel centro del movimento e di liberarsi così dal destino di essere sbattuti in qua e là senza difesa.
Sei sopra significa:
Lo scuotimento reca rovina e spaventati sguardi in giro.
Procedere reca sciagura.
Quando esso non ha ancora raggiunto il nostro corpo,
Ma ha raggiunto soltanto il vicino,
Allora non vi è macchia.
I compagni hanno da ridire.
Lo scuotimento interiore, quando è salito al culmine, ci annebbia il senno e la chiarezza della visione. Durante un tale scuotimento non è naturalmente possibile agire con senno. Allora il comportamento giusto è quello di star cheti finchè si siano ritrovate la calma e la chiarezza. 
Ma si è in grado di far ciò solo fintanto che non si sia ancora contagiati dall’agitazione, mentre si possono già osservare presso coloro che ci stanno attorno i suoi sciagurati effetti. Ritirandosi, ora, a tempo dall’agire si rimane liberi da errore e da danno. Però i compagni, che nella loro eccitazione non si possono più mettere in guardia, non saranno certamente contenti di noi. Ma di questo non bisogna tener conto.

 

52. KENN – L’ ARRESTO (LA CALMA, LA QUIETE, IL SOSTARE, IL FERMARSI, IL MONTE)
sopra Kenn, l’ Arresto, il Monte
sotto Kenn, l’ Arresto, il Monte
L ‘immagine del segno è il monte, il più giovane figlio di cielo e terra. Il mascolino sta in alto seguendo la tendenza della sua indole, il femmineo in basso, dove lo conduce la direzione del suo moto. Così vi è quiete, visto che il moto ha raggiunto la sua fine normale. Applicato all’uomo è mostrato qui il problema di come raggiungere la tranquillità del cuore. È assai difficile acquistare il cuore. Mentre il Buddhismo tenta di raggiungere la tranquillità con lo smorzamento di ogni moto nel Nirvana, il punto di vista del Libro dei Mutamenti è che la quiete è solo uno stato polare che ha il moto come suo complemento costante. Nelle parole del testo sono forse contenute delle istruzioni per l’esercizio dello Yoga.
LA SENTENZA
Tener quieto il proprio dorso,
Così che egli non avverta più il suo corpo.
Egli va nel suo cortile e non vede la sua gente.
Nessuna macchia.
La vera tranquillità consiste nel sostare quando è venuto il tempo di sostare, e nel procedere quando è venuto il tempo di procedere, in questa maniera quiete e moto sono in concordanza con le esigenze del tempo, ed allora vi è luce di vita.
Il segno è fine e principio di ogni moto. Il dorso è nominato perchè nel dorso si trovano tutti i cordoni nervosi mediatori del movimento. Acquietando l’azione di questi nervi del midollo spinale, svanisce, per così dire, l’io con la sua inquietudine. Quando poi l’uomo sia diventato interiormente così tranquillo, si rivolga pure verso il mondo esterno. In esso allora non vedrà più la lotta e il tramestio dei singoli esseri, e possiederà perciò l’autentica placidità necessaria per comprendere le grandi leggi degli accadimenti universali, onde poi agire conformandosi ad esse. Colui che attinge i suoi movimenti da una simile profondità non commette errori.
L’IMMAGINE
Montagna serrata a montagna:
L’immagine della quiete.
Così il nobile col suo pensiero non va oltre
la sua situazione.
Il cuore continuamente pensa: questo non lo si può cambiare. Ma i moti del cuore, cioè i pensieri, devono limitarsi alla situazione attuale. Ogni pensiero che oltrepassi questo non fa che ferire il cuore.
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa :
Tener ferme le dita dei piedi.
Nessuna macchia.
Propizia è durevole perseveranza.
Il rimaner tranquille delle dita dei piedi significa arrestarsi ancor prima che ci si sia cominciati a muovere. L ‘inizio è il tempo in cui si fanno pochi errori. Si è ancora in concordanza con l’originaria innocenza. Si vedono intuitivamente le cose come sono, non ancora influenzati dal loro ottenebramento per interessi e bramosie. Chi sta fermo da principio, fintanto che non sia ancora allontanato dalla verità, quegli trova la giusta via. Soltanto è necessaria durevole fermezza, onde non ci si lasci implicare in un abulico abbandono.
Sei al secondo posto significa:
Tener fermi i polpacci.
Egli non può salvare quello che egli segue.
Il suo cuore non è lieto,
La gamba non può muoversi da sola, ma nel suo moto è dipendente dai movimenti del corpo. Quando il corpo è fortemente in movimento e la gamba viene improvvisamente fermata, il moto del corpo. continuando, provoca la caduta dell’uomo. Così succede anche ad un uomo che si trova al seguito di una personalità più forte. Ne viene trascinato. Anche arrestandosi sulla via dell’ingiustizia, pure egli non può fermare l’altro nel suo forte movimento. Dove il signore spinge avanti, il servitore, per quanto buone siano le sue intenzioni, non può salvarlo.
Nove al terzo posto significa:
Tener ferme le anche.
Irrigidire l’osso sacro.
Pericoloso.
Il cuore soffoca.
Si tratta qui di una quiete forzata. Si vuoI domare con la forza il cuore nella sua inquietudine. Ma ricacciando il fuoco con la violenza esso si muta in fumo pungente, che si allarga e soffoca. Negli esercizi di meditazione e di concentrazione non bisogna quindi procedere con violenza. Anzi la quiete deve svilupparsi con tutta naturalezza da uno stato di raccoglimento interiore. Quando si voglia raggiungere per forza la tranquillità, irrigidendosi artificiosamente, la meditazione condurrà a gravi squilibri. 
Sei al quarto posto significa:
Tener fermo il tronco.
Nessuna macchia.
Tener fermo il dorso, come è detto nelle parole che si riferiscono al segno intero, significa che si dimentica l’io. Questo è il supremo grado della quiete. Qui questo grado di quiete non è ancora raggiunto. Si è per ora in condizioni di mantener fermo l’io coi suoi pensieri e i suoi moti. Ma non se ne diventa tuttavia completamente liberi. Però il tener fermo il cuore è una funzione importante che col tempo conduce ad una completa eliminazione degli impulsi egoistici. Anche se non si è ancora liberi di tutti i pericoli del dubbio e dell’inquietudine, pure questo atteggiamento affettivo non è un errore, giacchè si trova sulla via che conduce a quell’altro, più elevato.
Sei al quinto posto significa:
Tener ferme le mascelle.
Le parole sono ordinate.
Il pentimento svanisce.
In situazione pericolosa, specialmente fin tanto che si è ancora inferiori alla situazione, parole e scherzi indiscreti escono anche troppo facilmente dalla bocca ma con discorsi incauti si finisce facilmente in situazioni tali da doversene poi talvolta pentire. Essendo invece rattenuti nel parlare, le parole acquistano un aspetto sempre più solido, ed allora ogni motivo di pentimento scompare.
Nove sopra significa:
Magnanima quiete.
Salute!
È qui presentato il compimento della fatica rivolta ad ottenere la placidità. Si è quieti non nei dettagli, non in pedantesche piccinerie: bensì l’universale rinuncia dà tranquillità e salute in ogni cosa.


53. TSIENN – LO SVILUPPO (IL PROGRESSO GRADUALE)
sopra Sunn, il Mite, il Vento
sotto Kenn, l’ Arresto, il Monte
Il segno si compone di Sunn (legno, penetrazione) in alto o fuori, e di Kenn (monte, quiete) in basso o dentro. Un albero sopra un monte si sviluppa lentamente e secondo leggi fisse; per conseguenza sta saldamente radicato. Risulta così l’idea dello sviluppo che avanza gradatamente passo per passo. Anche le qualità delle figure vi accennano: all’interno vi è tranquillità che protegge contro colpi di testa, e fuori la penetrazione che rende possibile lo sviluppo ed il progresso.
LA SENTENZA
Lo Sviluppo. La fanciulla viene data in isposa. Salute!
Propizia è perseveranza.
Esitante è l’evoluzione che conduce la fanciulla a seguire il marito nella sua casa. Devono essere compiute le varie formalità prima che il matrimonio abbia luogo. Questo sviluppo graduale può essere trasferito anche ad altre situazioni, sempre allorchè si tratti di corretti rapporti di collaborazione, per esempio dell’assunzione di un funzionario: bisogna aspettare che il corretto sviluppo sia compiuto. Un procedere precipitoso non sarebbe ben fatto. La stessa cosa vale infine quando si voglia esercitare un’influenza su altri. Anche lì si tratta di una corretta via di evoluzione attraverso la coltivazione della propria personalità. Ogni influsso insistente finisce col non agire. Anche all’interno lo sviluppo deve prendere la stessa via se si vogliono raggiungere risultati durevoli.
Il mite, adattabile ma pur penetrante, è l’esteriorità che deve procedere dalla quiete interiore. Proprio la gradualità dello sviluppo rende necessaria la presenza della costanza. Giacchè solo la costanza fa sì che il lento progresso finisca col non inaridirsi.
L’IMMAGINE
Sul Monte è un Albero:
L’immagine dello Sviluppo.
Così il nobile dimora in dignitosa virtù
Per migliorare i costumi.
L ‘albero sul monte si vede assai da lontano, ed il suo sviluppo influisce sul paesaggio dell’intera regione. Non cresce a vista d’occhio come le piante di palude, bensì la sua crescita avviene gradatamente. Un’azione sugli uomini può anch’essa essere soltanto graduale. Nessun influsso o risveglio improvviso risulta permanente. Piano piano deve avvenire il progresso. Per ottenere questo progresso nell’opinione pubblica, nei costumi sociali, è necessario che la personalità acquisti influenza e peso. Ciò avviene lavorando con cura e costanza alla propria evoluzione morale.
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
L’oca regale si avvicina gradatamente alla sponda.
Il figlio giovane è in pericolo.
Si chiacchiera. Nessuna macchia.
Le singole linee hanno tutte per immagine la graduale volata dell’oca reale. L ‘oca reale è il simbolo della fedeltà coniugale. Di lei si dice che dopo la morte dello sposo essa non si unisce più ad alcun altro. La prima linea mostra la prima sosta nel viaggio di questi uccelli acquatici dall’acqua verso le alture. Viene raggiunta la sponda. La situazione è simile a quella di un giovanotto che vuole incominciare a farsi strada nella vita. Poichè non ha nessuno che gli venga incontro i suoi primi passi sono lenti ed esitanti, ed egli è circondato da pericoli. Naturalmente lo si critica molto. Ma proprio le difficoltà fanno sì che egli non avanzi precipitosamente, e così il suo progresso s’inizia bene.
Sei al secondo posto significa:
L’oca regale si avvicina gradatamente alla roccia.
Mangiare e bere in pace e concordia. Salute!
La roccia è un posto sicuro non lontano dalla sponda. Lo sviluppo ha fatto un passo avanti. Si è usciti dall’impaccio iniziale e si è trovata una posizione assicurata nella vita, per cui non mancano i mezzi necessari per vivere. Questo primo successo, il quale apre la via alla possibilità di agire, mette una certa letizia nell’animo, e ci si incammina tranquilli verso il futuro.
Nove al terzo posto significa:
L’oca regale si avvicina gradatamente all’altipiano.
Il marito esce di casa e non ritorna più.
La moglie porta in grembo un bimbo ma non dà alla luce.
Sciagura!
Propizio è respingere predoni.
Dell’oca reale si dice che essa chiama i suoi compagni quando trova cibo; quest’è l’immagine della pace e della concordia nella fortuna. Non si vuole tenere la felicità tutta per sè, ma si è pronti a dividerla con altri. L’arido altipiano non è fatto per l’oca reale; se essa vi trasmigra ha perduto la sua via ed è andata troppo oltre. Ciò è contrario alla legge dell’evoluzione. Così vanno le cose anche nella vita umana. Non lasciandole sviluppare tranquillamente, ma gettandosi a capofitto nella lotta per capriccio, questo reca sciagura. Si mette in palio la propria vita, e la famiglia va in rovina. Ma ciò non è affatto necessario, anzi è soltanto la conseguenza del non aver obbedito alla legge dell’evoluzione naturale. Non ricercando la lotta, ma limitandosi a difendere energicamente il proprio posto ed a respingere ingiusti attacchi, tutto va bene.
Sei al quarto posto significa:
L’oca regale si avvicina gradatamente all’albero.
Raggiunge forse un ramo piatto. Nessuna macchia.
L ‘albero non è un posto che sia adatto per l’oca reale. Ma se è astuta essa trova un ramo piatto sul quale può stare in piedi. Nella vita si giunge durante l’evoluzione spesso anche in situazioni che non ci corrispondono nelle quali ci si può difficilmente mantenere senza pericolo. È importante allora essere astuti e cedevoli. E si può trovare anche in mezzo al pericolo un posto sicuro ove poter vivere.
Nove al quinto posto significa:
L’oca regale si avvicina gradatamente alla vetta.
La moglie per tre anni non rimane incinta.
Infine essa non può impedire più nulla. Salute!
La vetta è un posto elevato. In luogo elevato si finisce facilmente coll’essere isolati. Si è misconosciuti da colui che dovrebbe essere il nostro appoggio; la moglie dal marito, il funzionario dal suo signore. Causa di ciò è gente falsa che si è intromessa. Per conseguenza i rapporti rimangono sterili e non si compie nulla. Ma l’evoluzione porta con sè che tali malintesi si sciolgano e che alla fine l’unione avvenga lo stesso.
Nove sopra significa:
L’oca regale si avvicina gradatamente alle alte nubi.
Le sue penne si possono adoperare per le sacre danze
Salute!
Qui la vita è conclusa. L’opera sta compiuta davanti a noi. Alta nel cielo si eleva la via che si percorre come il librarsi del volo delle oche reali quand’esse hanno abbandonato ogni contatto con la terra. Ed esse volano, e mantengono l’ordine del volo formando figure dalle linee severe.
E quando le loro penne cadono in terra si possono adoperare da ornamento nelle sacre pantomine danzate nel tempio. Così la vita di un uomo giunto al compimento è una chiara luce per gli uomini della terra che a lui come ad un modello innalzano lo sguardo.
54. KUI ME – LA RAGAZZA CHE VA SPOSA
sopra Cenn, l’Eccitante, il Tuono
sotto Tui, il Sereno, il Lago
Sopra vi è Cenn, il figlio primogenito, sotto Tui la figlia più giovane. L ‘uomo precede, la ragazza lo segue contenta. Si dipinge l’ingresso della ragazza nella casa del marito. Vi sono, in tutto, quattro segni che dipingono i rapporti coniugali: N° 31, Hienn, l’Influenzamento dipinge l’attrazione vicendevole in una giovane coppia; N° 32, Hong, la Durata, dipinge i rapporti durevoli del matrimonio; N° 53, Tsìenn, lo Sviluppo, dipinge i procedimenti cauti e cerimoniosi nella conclusione d’un matrimonio corretto; infine Kui Me, la Ragazza che va sposa, mostra un uomo anziano che una fanciulla segue per sposarsi.
Osservazione: In Cina vige formalmente la monogamia. Ogni uomo ha una sola moglie ufficiale. Questa unione, la quale tocca meno i due partecipanti che le loro famiglie, viene conchiusa con severa osservanza delle forme. Però l’uomo conserva il diritto di dare ascolto anche a desideri più dolci di genere personale. Anzi, il più bel dovere di una buona moglie è quello di aiutarlo in questo. In tal modo il rapporto diventa un rapporto bello e sincero. La fanciulla che entra nella famiglia, se scelta dal marito, si sottomette modesta, quale sorella più giovane, alla padrona di casa. Si capisce che qui si tratta di questioni assai scabrose e delicate, che richiedono molto tatto da parte di tutti. Ma quando le circostanze sono favorevoli s’incontra qui la soluzione d’un problema che la civiltà europea non è riuscita a trovare. È ovvio che la femminilità in Cina corrisponde tanto poco all’ideale, quanto in media i matrimoni in Europa non sono in armonia coll’ideale del matrimonio europeo.
LA SENTENZA
La Ragazza che va in Sposa.
Imprese recano sciagura
Nulla che sia propizio.
Una ragazza che sia stata accolta in una famiglia senza essere la moglie principale deve comportarsi con particolare cautela e ritenutezza, non deve accingersi per amor proprio ad occupare il posto della padrona di casa, giacchè ciò significherebbe disordine e così si finirebbe in una situazione insostenibile. Ciò si riferisce anche a tutti i rapporti liberi tra gli uomini. Mentre i rapporti legalmente ordinati palesano un rapporto fisso tra diritti e doveri, la durata dei rapporti d’affezione poggia esclusivamente sulla ritenutezza e la discrezione.
Questo affetto, quale principio basilare dei rapporti, è della massima importanza in tutte le relazioni dell’universo, giacchè dall’unione di cielo e terra procede la stabilità dell’intera natura, ed altrettanto tra gli uomini il libero affetto è, quale principio essenziale, inizio e fine dell’unione.
L’IMMAGINE
Al di sopra del Lago è il Tuono.
L’immagine della Ragazza che va in Sposa.
Così il nobile attraverso la perpetuità della fine
riconosce il caduco.
Il tuono eccita l’acqua del lago che lo segue in onde corrusche. Quest’è l’immagine della ragazza che segue l’uomo della sua scelta. Tuttavia ogni unione conclusa fra uomini implica il pericolo che si introducano di soppiatto delle aberrazioni che poi conducono a dissensi e malintesi senza fine. È perciò essenziale tenere in costante considerazione la fine. Lasciandosi soltanto spingere la gente s’incontra e si separa di nuovo come lo vuole il momento. Se si mira invece ad una fine durevole si riuscirà ad evitare gli scogli che ostacolano ogni rapporto umano più intimo.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
La ragazza che va sposa come moglie secondaria.
Uno sciancato che può procedere.
Imprese recano salute.
I principi dell’antichità avevano introdotto dei ranghi fissi tra le dame di palazzo, le quali sottostavano alla regina come le figlie minori obbediscono alla primogenita. Provenivano infatti molte volte dalla famiglia della regina che le presentava lei stessa allo sposo. Il senso è che una fanciulla che entra d’accordo con la moglie in una famiglia non sarà pareggiata esteriormente a questa, anzi si terrà modestamente indietro. Ma se essa è capace di inserirsi nella compagine familiare acquista una posizione del tutto soddisfacente, e si sentirà protetta dall’amore dello sposo al quale dona dei figli. 
Lo stesso significato sorge nei rapporti d’impiego. Un principe avrà forse un uomo del quale è personalmente amico ed al quale egli accorda la sua fiducia. Quest’uomo deve discretamente cedere in pubblico il passo ai ministri di stato ufficiali. Ma quantunque in questa posizione egli sia impedito come uno sciancato, è ugualmente in grado di rendersi utile per la bontà della sua natura.
Nove al secondo posto significa:
Un orbo che può vedere.
Propizia è la perseveranza di un uomo solitario.
Qui la situazione è tale che una ragazza si è congiunta con un uomo che la delude. Marito e moglie devono cooperare come i due occhi. Qui la ragazza è rimasta indietro sola. L ‘uomo che essa ha scelto le è diventato infedele oppure è morto. Ma essa non perde la luce interiore della fedeltà, anche l’altro occhio si è spento, essa pur nella solitudine si serba saldamente a lui fedele.
Sei al terzo posto significa:
La ragazza che va sposa come schiava.
Si sposa come moglie secondaria.
Una ragazza che si trovi in bassa posizione e non riesca a trovare marito può talvolta accasarsi lo stesso. La situazione è tale che si bramano troppi piaceri che non si possono ottenere per vie normali. Così ci si pone in una situazione non del tutto compatibile con la propria dignità. Non è aggiunta nè una sentenza, nè un ammonimento, bensì la situazione è palesata semplicemente come tale così che ognuno ne può trarre insegnamento da solo.
Nove al quarto posto significa:
La ragazza che va sposa procrastina il termine.
Un tardo matrimonio sopravviene a suo tempo.
La ragazza è bravissima, ma non vuoi buttarsi via e perde così il termine consueto per sposarsi. Ma ciò non fa nulla. Viene ricompensata per la sua onestà, e infine trova, anche se tardi, lo stesso Io sposo a lei destinato.
Sei al quinto posto significa:
Il sovrano I diede in isposa la sua figlia.
Allora le vesti ricamate dell’augusta non erano così sfarzose
Come quelle della servente.
La luna quand’è quasi piena reca salute.
Il sovrano I è Ttang, I’Ultimatore: egli promulgò una legge secondo la quale le principesse imperiali dovevano anch’esse sottomettersi nel matrimonio ai loro mariti (cfr. N° 11, riga 5). L ‘imperatore non aspetta il corteggiamento, bensì dà in ispose le sue figlie a proprio arbitrio. Perciò l’iniziativa da parte della famiglia della ragazza qui è giusta.
Vediamo qui una fanciulla di nobile lignaggio che sposandosi entra in un ambiente modesto e sa adattarsi con grazia alla nuova situazione. È libera da ogni vanità d’ornamento esteriore, dimentica nel matrimonio il suo rango ed è sottomessa al marito, come la luna che, quando non è ancora piena del tutto, non si pone direttamente di fronte al sole.
Sei sopra significa:
La moglie tiene la cesta, ma dentro non v’è nessun frutto.
Il marito colpisce l’agnello, ma non scorre nessun sangue.
Nulla che sia propizio.
Durante il sacrificio per gli avi la moglie doveva offrire la frutta in una cesta, il marito doveva sgozzare personalmente l’animale da sacrificare. Qui adempiono solo superficialmente le forme. La moglie prende una cesta vuota, il marito trafigge un agnello già prima macellato, proprio solo per serbare la forma. Ma questa mentalità empia e frivola non presagisce un matrimonio felice.

 

55. FONG – LA COPIA
sopra Cenn, l’ Eccitante, il Tuono
sotto Li, il Risaltante, il Fuoco
Cenn è il moto, Li, la fiamma, la cui qualità è la chiarezza. Nell’interno chiarezza, verso l’esterno movimento, ciò dà grandezza e copia. È un tempo di alta civiltà quello che il segno rappresenta. Tuttavia nel fatto che si tratta d’un culmine sta anche già l’idea che questo straordinario stato di copia non potrà essere mantenuto durevolmente.
LA SENTENZA
L’abbondanza ha riuscita.
Il re la raggiunge.
Non rattristarti; tu devi essere come il sole a mezzogiorno.
Instaurare un tempo di massima grandezza e copia non è concesso ad ogni mortale. Deve essere un sovrano nato quegli che è capace di tanto perchè la sua volontà mira alla grandezza. Il tempo di tale copia dura di solito poco. Un saggio potrebbe quindi ben rattristarsi di fronte al declino che dovrà seguire. Ma tale tristezza non gli si addice. Soltanto un uomo che sia interiormente libero di preoccupazioni e pene potrà far sorgere un’epoca di copia. Egli dev’essere come il sole a mezzogiorno, che illumina e rallegra ogni cosa sotto la volta del cielo.
L’IMMAGINE
Tuono e fulmine vengono entrambi:
L’immagine dell’abondanza.
Così il nobile decide i processi ed eseguisce le punizioni.
Il segno ha un certo rapporto col segno il Morso che spezza N° 21, dove tuono e fulmine stanno pure assieme, ma si seguono in senso opposto. Mentre lì le leggi vengono fissate, qui esse vengono eseguite ed applicate. La chiarezza all’interno rende possibile un preciso esame della situazione di fatto e lo scuotimento fuori si cura di eseguire le punizioni con severità e precisione.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Incontrando il signore destinatoci,
Si rimanga pure per dieci giorni insieme, e non è un errore.
Recarvisi trova riconoscimento.
Per instaurare un tempo di copia occorre unire chiarezza con energico movimento. Là dove queste due qualità si trovano in due uomini, questi uomini sono adatti l’uno per l’altro, ed anche se al tempo della copia essi stanno insieme per un ciclo intero ciò non è di troppo e non è un errore. Per questo si vada pure e si operi; verrà apprezzato.
Sei al secondo posto significa:
La cortina è talmente copiosa
Che a mezzogiorno si vedono le stelle intorno al polo.
Recandovisi si suscita diffidenza e odio.
Destandolo con la veracità, viene salute.
Succede spesso che tra il sovrano che vuole le cose grandi, e l’uomo che potrebbe eseguire grandi cose, s’infiltrino intrighi e congiure di partito, la cui influenza è ottenebrante come un eclisse solare. Allora, invece del sole, nel cielo si vedono le stelle settentrionali. Il signore viene respinto nell’ombra da un partito che si è impossessato del potere. Se in tali tempi si volesse procedere energicamente si urterebbe unicamente contro diffidenza ed invidia che renderebbero impossibile ogni movimento. E’ opportuno allora attenersi interiormente al potere della veracità, la quale è tanto forte da agire sul sovrano attraverso l’invisibile, così che tutto va bene.
Nove al terzo posto significa:
La sterpaglia è talmente copiosa
Che a mezzogiorno si vedono le stelle piccine.
Egli si frattura il braccio destro. Nessuna macchia.
E’ dipinta qui come immagine la progressiva copertura del sole. In questo punto è raggiunta la totalità, perciò a mezzogiorno si vedono persino le stelle piccine. Trasferito alle condizioni sociali qui il principe è talmente ottenebrato che anche le persone più insignificanti si possono spingere innanzi. Allora è impossibile che un uomo capace, che d’altronde dovrebbe essere la mano destra del sovrano, possa intraprendere qualche cosa: è come se la mano fosse fratturata. Ma non è colpa sua se egli è talmente impedito d’agire.
Nove al quarto posto significa:
La cortina è talmente copiosa che a mezzogiorno
si vedono le stelle intorno al polo.
Egli incontra il signore suo uguale. Salute!
Qui l’oscuramento sta già scemando, per questo quelli che si corrispondono s’incontrano. Anche qui bisogna trovare il complemento: alla voglia d’agire, la necessaria saggezza. Allora tutto andrà bene. Qui è preso in considerazione il complemento opposto a quello della prima linea. Lì la saggezza aveva da essere completata dall’energia, qui l’energia dalla saggezza.
Sei al quinto posto significa:
Vengono delle linee, si avvicina prosperità e gloria.
Salute!
L ‘uomo dominante è modesto, così che egli è accessibile al consiglio dei capaci. Così entrano nel suo ambiente degli uomini che gli suggeriscono le linee direttive dell’azione. Così viene prosperità, gloria e salute per lui e per tutto il popolo.
Sei sopra significa:
Ha la copia in casa.
Egli cela la sua famiglia.
Egli spia attraverso il portone
E non si accorge più di nessuno.
Per tre anni egli non vede più nulla. Sciagura!
È disegnato qui un uomo il quale per la sua superbia e caparbietà ottiene il contrario di ciò che ambisce. Egli ricerca copia e sfarzo per la sua abitazione, vuoI essere signore assoluto in casa sua. Ma con ciò egli si aliena la sua famiglia così che alla fine rimane solo e abbandonato.

 

56. LU – IL VIANDANTE
sopra Li, il Risaltante, il Fuoco
sotto Kenn, l’Arresto, il Monte
Il monte (Kenn) sta quieto, il fuoco sopra (Li) divampa e non dimora. Per questo non rimangono insieme. È uno straniero, e separarsi è la sorte del viandante.
LA SENTENZA
Il viandante. Riuscita nelle piccole cose.
Al viandante perseveranza è salutare.
Come viandante straniero non bisogna essere rude ed avere troppe ambizioni. Non si possiedono ampie cerchie di conoscenze, perciò non bisogna darsi arie. Bisogna, invece, essere cauti e rattenuti, così ci si protegge dal male. Se si è accoglienti verso gli altri si ottengono successi. Il viandante non ha fissa dimora, la sua patria è la strada. Perciò deve curarsi di essere interiormente retto e saldo, di dimorare solo in luoghi buoni e di trattare solo persone buone. Allora egli ha salute e può camminare indisturbato per la sua strada.
L ‘IMMAGINE
Sul monte vi è fuoco:
L’immagine del viandante.
Così il nobile è chiaro e cauto nell’applicare
le punizioni e non tira per le lunghe i litigi.
Quando l’erba sulla montagna brucia, dà un forte chiarore. Ma il fuoco non dimora, bensì va in cerca di nuovo alimento. Appare solo per poi andarsene presto. Così devono essere anche le punizioni ed i processi: fenomeni di rapido passaggio che non vanno tirati per le lunghe. Le prigioni devono essere dei luoghi che accolgono gente solo di passaggio, come degli ospiti. Esse non devono diventare stabili dimore di uomini.
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Se il viandante si impaccia con piccinerie,
Così si attira disgrazia.
Un viandante non deve degradarsi impacciandosi lungo la via con cose basse. Anzi, quanto più bassa e indifesa verso l’esterno è la sua posizione, tanto più egli deve serbare dentro di sè la sua dignità. Poichè, se uno straniero crede di trovare accoglienza amichevole prestandosi a scherzi ed a ridicolaggini, egli s’inganna. Le conseguenze non saranno altro che disprezzo e trattamento offensivo.
Sei al secondo posto significa:
Il viandante giunge alla locanda.
Ha seco il suo possesso.
Egli ottiene la perseveranza d’un giovane aiutante.
Il viandante che qui è disegnato è modesto e discreto. Interiormente non perde se stesso, perciò egli trova un luogo di riposo. Verso l’esterno egli non perde l’affezione degli uomini, perciò tutti lo favoriscono, così che egli può acquistare possesso. Viene a lui inoltre un servitore fedele e fidato; per il viandante un vero tesoro.
Nove al terzo posto significa:
Al viandante brucia la locanda.
Egli perde la perseveranza del suo giovane aiutante.
Pericolo.
Uno straniero violento non sa comportarsi. Si immischia in faccende e litigi che non lo riguardano. Così egli perde il luogo di riposo. Tratta il suo servitore con asprezza ed alterigia. Così ne perde la fedeltà. Quando come straniero non si ha più nessuno di cui potersi fidare, quest’è molto pericoloso.
Nove al quarto posto significa:
Il viandante riposa dove ha trovato alloggio.
Egli ottiene il suo possesso ed un’ascia.
Il mio cuore non è lieto.
Qui è disegnato un viandante che sa moderarsi nel comportamento, quantunque interiormente egli sia forte e brami spingersi avanti. Perciò egli trova per lo meno un alloggio dove poter soffermarsi. Gli riesce pure di acquistare possesso. Ma egli col suo possesso non è al sicuro. Deve stare costantemente in guardia, pronto a difendersi a mano armata. Perciò non si sente bene. Gli viene di continuo in mente ch’egli è uno straniero in terra straniera.
Sei al quinto posto significa:
Egli abbatte un fagiano; cade con la prima freccia.
Alla fine ne risulta lode e impiego.
Gli uomini di stato viaggiando solevano introdursi presso i principi con l’omaggio di un fagiano. Il viandante in questione vuole entrare al servizio d’un principe. All’uopo abbatte un fagiano che egli colpisce alla prima frecciata. Trova così degli amici che lo lodano e lo raccomandano, ed infine è accettato dal principe, il quale gli conferisce una carica. Intervengono spesso delle situazioni che ci inducono a ricercare la patria in altre terre. Se si è capaci di capir bene la situazione e di introdursi nel giusto modo, si potrà trovare, anche in terra straniera, una cerchia di amici ed una sfera di attività.
Nove sopra significa:
All’uccello brucia il nido.
Il viandante prima ride,
Poi deve gemere e piangere.
Egli perde la vacca in leggerezza. Sciagura!
L’immagine dell’uccello al quale si brucia il nido mostra la perdita del luogo di riposo. Se l’uccello costruendo il suo nido fu leggero ed incauto, può succedergli questa disgrazia. Così anche al viandante. Se si lascia andare, e scherza e ride non rammentando più ch’egli è un viandante, più tardi dovrà piangere e lamentarsi. Poichè, se nella sua leggerezza egli perde la sua vacca, cioè la propria modesta facoltà di adattamento, quest’è male.

 

57. SUNN – IL MITE, IL PENETRANTE, IL VENTO
Sopra Sunn, il Mite, il Vento
sotto Sunn, il Mite, il Vento
Sunn è uno degli otto segni doppi. È la figlia primogenita, ha come immagine il vento o il legno, come qualità la mitezza, la quale però penetra come il vento, o come il legno con le sue radici.
L’oscuro, che di per sè è rigido ed immobile, viene dissolto dal principio chiaro che penetra, al quale si sottomette in mitezza. Nella natura esso è il vento, che disperde le nubi accumulate e crea serena chiarezza nel cielo. Nella vita umana è la penetrante chiarezza del giudizio, che annienta ogni recondito pensiero oscuro. Nella vita della comunità è il potente influsso d’una ragguardevole personalità, la quale svela e disperde ogni trama tenebrosa.
LA SENTENZA
Il mite. Mediante piccole cose riuscita.
Propizio è avere ove recarsi.
Propizio è vedere il grand’uomo.
Penetratività genera effetti graduali e poco appariscenti. Non si deve operare violentando, ma invece per mezzo di un influenzamento continuo. Questi effetti danno meno nell’occhio di quelli ottenuti assalendo di sorpresa, ma sono più persistenti e completi. Per poter operare in questo modo bisogna avere una meta chiara; giacchè soltanto facendo operare l’influenzamento penetrativo sempre nella medesima direzione si raggiunge qualche cosa. Il piccolo può raggiungere qualche cosa soltanto sottomettendosi ad un uomo ragguardevole che possegga la capacità di creare l’ordine.
L’IMMAGINE
Venti che si susseguono:
L’immagine del mite che penetra.
Così il nobile diffonde i suoi comandi.
Ed opera le sue faccende.
La penetratività del vento poggia sulla perpetuità. Mediante questa esso diventa così potente. Egli prende il tempo come strumento d’azione. Così anche il pensiero del sovrano deve penetrare nel popolo. Anche a quest’uopo vi è bisogno di costante influenzamento attraverso l’illuminamento e i precetti. Solo dopo che il comando sia passato nell’anima del popolo la relativa azione diventa possibile. Un’azione non preparata provoca solo spavento e suscita repulsione.
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Nell’avanzare e nel cedere
è propizia la perseveranza d’un guerriero.
La mitezza del carattere va spesso fino all’indecisione. Non ci si sente la forza di procedere decisi. Mille dubbi sorgono, ma non si ha neppur voglia di ritirarsi e si tentenna indecisi. In tal caso una militare risolutezza è la cosa giusta; cioè che si compia risolutamente ciò che l’ordine richiede. Disciplina risoluta è molto meglio che indecisa indisciplina.
Nove al secondo posto significa :
Penetrare sotto il letto.
Si impiegano sacerdoti e maghi in gran numero.
Salute! Nessuna macchia.
Talvolta si ha da fare con nemici nascosti, con inafferrabili influenze che si rintanano negli angoli più bui influenzando da lì suggestivamente la gente. In questo caso è necessario perseguire queste cose fino negli angoli più nascosti, per stabilire di quali influssi si tratti -questo il compito dei sacerdoti- e per eliminarle -questo il compito dei maghi. Proprio l’esercizio di tali mene richiede un’energia particolarmente instancabile, la quale però trova il suo compenso. Giacchè non appena tali influssi incontrollabili siano portati alla luce e bollati, essi hanno già perduto il loro potere sugli uomini.
Nove al terzo posto significa:
Penetrare ripetuto. Svergognamento.
La riflessione penetrante non deve essere spinta troppo oltre, altrimenti essa impedisce la facoltà di decidere. Quando una cosa sia stata ponderata a fondo è opportuno decidersi ad agire. Esaminandola ripetutamente non si fa altro che suscitare sempre nuovi dubbi, e così si finisce quindi in svergognamento, dimostrandosi incapaci di agire.
Sei al quarto posto significa:
Il pentimento svanisce.
Durante la caccia si catturano tre specie di selvaggina.
Unendo l’innata modestia, risultante dal posto di responsabilità che si occupa, e le esperienze accumulate ad energica attività, si raggiunge certo un grande successo. Le tre specie di animali servivano da sacrificio per gli dei, da cibo per gli ospiti e da alimento per tutti. Quando si abbatteva qualche capo per tutti e tre gli scopi, il risultato della caccia era particolarmente buono.
Nove al quinto posto significa:
Perseveranza reca salute. Pentimento svanisce.
Nulla che non sia propizio.
Nessun inizio, ma una fine.
Prima del cambiamento tre giorni, dopo il cambiamento tre giorni.
Salute!
Mentre nell’Emendamento delle cose guaste, N° 18, bisogna creare un punto di partenza nuovo del tutto, qui si tratta di sole riforme. L ‘inizio non fu buono, ma si è giunti a un punto dopo del quale si può prendere una direzione nuova. Bisogna cambiare e migliorare. Questo va fatto in costanza, ovverosia in atteggiamento retto e saldo, così riuscirà, ed il pentimento svanirà. Bisogna soltanto tener presente che tali miglioramenti abbisognano di accurata ponderazione. Prima di operare il cambiamento è necessario ponderare ripetutamente; e quando il cambiamento è sopraggiunto bisogna anche accuratamente indagare ancora per un certo tempo per stabilire come i miglioramenti in realtà si presentino. Tale lavoro accurato è accompagnato da salute.
Nove sopra significa :
Penetrare sotto il letto.
Egli perde il suo possesso e la sua ascia.
Perseveranza reca sciagura.
Questa intelligenza è penetrante abbastanza. Si penetra dietro gli influssi dannosi fin negli angoli più riposti. Ma non si possiede più la forza necessaria per combatterli decisamente. In questo caso ogni tentativo di penetrare nei domini personali delle tenebre non è che un male.

 

58. TUI – IL SERENO, IL LAGO
sopra Tui, il Sereno, il Lago
sotto Tui, il Sereno, il Lago
Tui è, come Sunn, uno degli otto segni doppi. Tui significa la figlia più giovane, ha come immagine il sorriso del lago, come qualità la letizia. La letizia non è fondata, come potrebbe dapprima sembrare, sulla mollezza che si mostra nella linea superiore. La qualità del principio tenero, ovverosia oscuro, non è gioia bensi mestizia. La letizia poggia invece sul fatto che all’interno vi sono due linee forti che si estrinsecano per mezzo della mollezza. Vera letizia poggia dunque sul fatto che all’interno sussistono saldezza e forza, le quali verso l’esterno compaiono temperate e miti.
LA SENTENZA
Il sereno. Riuscita. Propizia è perseveranza.
L ‘umore giocondo è contagioso e perciò ha successo. La letizia ha bisogno della costanza come fondamento, per non degenerare in allegria sfrenata. Veracità e forza devono dimorare nel cuore, mentre la mitezza si palesa verso l’esterno nel modo di trattare la gente. In questa maniera si occupa il posto giusto davanti a Dio ed agli uomini e si raggiunge qualche cosa. Colla sola intimidazione senza mitezza si può anche raggiungere qualche cosa, per il momento, ma non perdura. Se invece si conquista il cuore della gente colla gentilezza la si induce a sobbarcarsi volentieri ogni stento, anzi, quando ha da essere, a non rifuggire nemmeno dalla morte. Tanto è il potere che la gioia ha sugli uomini.
L’IMMAGINE
Laghi poggiati l’uno sull’altro:
L’immagine del sereno.
Così il nobile si riunisce con i suoi amici
Per discutere e per imparare.
Un lago evapora verso l’alto e così pian piano si esaurisce. Ma quando due laghi sono collegati l’uno con l’altro essi non si esauriscono così facilmente, perchè l’uno arricchisce l’altro. Così avviene anche nel campo della scienza. La scienza deve essere una forza che rinfresca e vivifica. E questo può diventare solo nella vivificante compagnia di amici della medesima mentalità, con i quali si discute e ci si esercIta nell’applicazione delle verità della vita. Così il sapere diventa più universale ed acquista una serena facilità, mentre il sapere dell’autodidatta conserva sempre un certo che di pesante e di unilaterale.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Serenità contenta. Salute!
Una letizia quieta, silenziosa, raccolta in se stessa, che non pretende nulla dal di fuori e che tutto accoglie, rimane libera da ogni simpatia e antipatia egoistica. Già in questa libertà vi è la salute, poichè contiene in sé la tranquilla sicurezza d’un cuore saldo in se stesso.
Nove al secondo posto significa:
Serenità verace. Salute. Il pentimento svanisce.
Si è spesso in rapporto con persone inferiori, dalla cui compagnia ci attraggono gioie diverse di quelle che si addicono all’uomo superiore. Se si volesse partecipare a tali gioie, ciò trarrebbe certamente pentimento al suo seguito; giacchè un uomo superiore non può essere veramente soddisfatto con gioie inferiori. Se in conseguenza di questa intelligenza non ci si lascia deviare dalle proprie intenzioni, in modo da non trovar piacere in questo genere di gioie, allora nemmeno un ambiente dubbio oserà proporci dei divertimenti bassi, visto che proprio questi non ci allieterebbero. Con ciò solo ogni cagione di rammarico è eliminata.
Sei al terzo posto significa:
Serenità che sopraggiunge. Sciagura!
La vera letizia deve sgorgare dall’intimo. Ma se interiormente si è vuoti in modo che ci si perde nell’esteriorità, le gioie sopravvengono dal di fuori. E queste sono benvenute ai molti che cercano diversivi. Coloro che hanno bisogno di diversivi perchè interiormente malfermi, troveranno sempre l’occasione di distrarsi. Essi attirano le gioie esteriori per la vacuità della loro natura. Con ciò essi perdono, sempre più loro stessi, il che è naturalmente male.
Nove al quarto posto significa:
Serenità ponderata non si acquieta.
Eliminati i difetti si ha letizia.
Spesso l’uomo si trova circondato da varie specie di gioie. Finchè egli non ha ancora deciso quale specie di gioia voglia scegliere, la superiore o l’inferiore, fino allora è interiormente inquieto. Solo allorchè ha chiaramente riconosciuto che le passioni arrecano sofferenza, è in grado di prendere la decisione di disfarsi di quello che è basso e di aspirare alle gioie superiori. Quando questa decisione è divenuta irrevocabile la vera e intima serenità e quiete sono trovate, ed il conflitto interiore è vinto.
Nove al quinto posto significa:
Veracità verso il corrosivo è pericolosa.
Anche al migliore degli uomini si avvicinano elementi pericolosi. Accettandone la presenza il loro influsso corrosivo agisce con molta lentezza, ma sicuramente, e trae seco inevitabilmente i suoi pericoli. Ma chi riconosce la situazione ed è capace di smascherare il pericolo, quegli sa stare in guardia e rimane libero da danno.
Sei sopra significa:
Serenità seducente.
La vanità interiore richiama i piaceri della distrazione, e se ne dovrà soffrire (cfr. sei al terzo posto). Se interiormente non si è consolidati, le gioie del mondo esteriore, alle quali non ci si sottrae, agiscono così fortemente che si è trascinati al loro seguito. Qui non si parla più di pericolo, di salute o di sciagura. Si è lasciato andare il timone della vita e dipende dal caso e dagli influssi esteriori quello che avverrà di noi.

 

59. HUANN – LA DISSOLUZIONE
sopra Sunn, il Mite, il Vento
sotto Kkann, l’ Abissale, l’ Acqua
Il vento dall’alto spazza l’acqua, la disperde e la dissipa in schiuma e vapore. In questo sta anche l’idea che l’energia vitale, quando nell’uomo ristagna (ciò che è accennato come pericolo dalla qualità del segno inferiore), viene di nuovo dissipata e disciolta mediante la mitezza.
LA SENTENZA
La Dissoluzione: riuscita. Il re s’appropinqua al suo tempio.
Propizio è attraversare la grande acqua.
Propizia è perseveranza.
Il segno ha nel suo testo rassomiglianza col segno Tsui, la Raccolta, N° 45. Lì si tratta di raccogliere ciò che è separato, come l’acqua si raccoglie nei laghi sulla terra. Qui si tratta di dissipare e dissolvere l’egoismo che divide. Il segno la Dissoluzione mostra, per così dire, la via che conduce alla raccolta. Questo spiega la somiglianza del testo. Per superare l’egoismo che divide gli uomini occorrono le forze religiose. La celebrazIone in comune delle grandi solennità sacrificali e delle funzioni divine, le quali nel contempo rendevano manifesto il nesso tra famiglia e stato e le loro suddivisioni sociali, era il mezzo che i grandi sovrani adoperavano per condurre i cuori alla coscienza dell’origine comune di tutti gli esseri mediante la musica sacra e lo sfarzo delle cerimonie, superando in questo modo le divisioni e dissipando l’irrigidimento.
Un secondo mezzo è dato dalla cooperazione a grandi imprese comuni, le quali additano una grande meta alla volontà e dissipano, tendendo verso questa meta, tutto ciò che divide; come in una nave che sta attraversando un grande fiume tutti i naviganti devono unirsi in comune lavoro. Di operare un tale dissolvimento della durezza dell’egoismo è però capace solo colui il quale, libero egli stesso da ogni recondito pensiero egoistico, permane in giustizia e costanza.
L’IMMAGINE
Il Vento si leva sull’Acqua:
L’immagine della Dissoluzione.
Così gli antichi re sacrificavano al Signore
ed erigevano templi.
L’acqua in autunno e in inverno incomincia ad irrigidire ed a congelarsi in ghiaccio. Quando vengono le miti aure della primavera l’irrigidimento si dissipa di nuovo, e quello che era disperso in lastre di ghiaccio torna a riunirsi. Così avviene anche con l’animo del popolo. Durezza ed egoismo fanno irrigidire il cuore, ed in questo irrigidimento esso si distacca da ogni cosa. Egoismo ed avidità isolano gli uomini. Per questo una pia commozione deve impossessarsi del cuore umano. Esso deve dissolversi in sacri brividi di eternità, che lo commuovono facendogli intuire il creatore comune di tutti gli esseri, unendo tutti i cuori per il potere dei sentimenti di comunanza suscitati dalle sacre solennità di adorazione del divino.
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Egli opera aiuto col potere di un cavallo.
Qui si tratta che, ancora prima che la separazione sia compiuta, i suoi primi inizi vengono superati; che le nubi vengano disperse ancor prima che siano sopravvenute la burrasca e la pioggia. In tali tempi, quando segrete deviazioni degli animi compaiono e traggono con sè vicendevoli malintesi, bisogna agire rapidi e forti per disperdere questi malintesi e questa reciproca diffidenza.
Nove al secondo posto significa:
Durante la dissoluzione egli corre verso il suo appoggio.
Il pentimento svanisce.
Quando si scoprono in se stessi gli indizi dell’alienamento dagli altri, della misantropia e del malumore, allora si tratta di dissolvere questo ristagno. Bisogna mettersi in moto interiormente, affrettarsi verso il proprio appoggio. Un tale appoggio per l’uomo non sta mai nell’odio, ma sempre nel giudicare con moderazione e giustizia gli altri, accompagnate da benevolenza. Se si riacquista questa franca visione dell’umanità, dissipando ogni fiele ed ogni umor nero, qualsiasi cagione di pentimento scompare.
Sei al terzo posto significa :
Egli dissolve il suo io. Nessun pentimento.
In certi casi il lavoro può diventare così difficile che non si può più pensare a se stessi. Bisogna mettere da parte completamente la propria persona, disperdere tutto quello che l’io vorrebbe radunare attorno a sè per segregarsi. Solo in base a una grande rinuncia si acquista la forza per eseguire grandi cose. Avendo la propria meta fuori di se stessi in una cosa grande, è possibile conquistare questo atteggiamento.
Sei al quarto posto significa:
Egli si discioglie dalla sua schiera. Sublime salute!
Mediante dissolvimento segue accumulazione.
Quest’è una cosa alla quale la gente comune non pensa.
Lavorando a un compito che abbraccia la totalità bisogna lasciar da parte ogni amicizia particolare. Solo stando al di sopra dei partiti si producono delle cose risolutive. Chi osa questa rinuncia alle cose vicine conquisterà quelle lontane. Ma bisogna possedere una veduta molto ampia sulle connessioni della vita, quale la ottengono solo degli uomini straordinari, per poter comprendere questo atteggiamento.
Nove al quinto posto significa:
Dissolventi come sudore sono i suoi squillanti richiami.
Dissoluzione! Un re dimora senza macchia.
In tempi di generale separazione e dissoluzione una grande idea è il centro d’organizzazione del risanamento. Come un morbo trova la sua crisi nel sudore che lo dissolve, così in tempi di generale ristagno un’idea grande e suggestiva è una vera liberazione. Gli uomini hanno una realtà attorno alla quale possono radunarsi, un uomo dominante che è in grado di disperdere i malintesi.
Nove sopra significa:
Egli dissolve il suo sangue.
Andarsene, tenersi lontani, uscire, è senza macchia.
Dissolvere il sangue significa dissolvere quello che potrebbe arrecare sangue e ferite, evitare il pericolo. Qui non è però espressa l’idea che qualcuno evita le difficoltà solo per sè, bensì quella che egli salva i suoi, li aiuta ad allontanarsi ancora prima che il pericolo sia sopraggiunto, a tenersi lontani da un pericolo già presente, ed a trovare la via d’uscita da un pericolo che li ha già afferrati. In questo modo si agisce rettamente.

 

60. TSIE – LA DELIMITAZIONE
sopra Kkann, l’ Abissale, l’ Acqua
sotto Tui, il Sereno, il Lago
Il lago ha una estensione limitata. Entrandovi una maggior quantità d’acqua esso trabocca. Bisogna perciò porgli dei limiti. Nell’immagine sono le acque sopra e le acque sotto, quelle tra le quali la solidità del cielo è posta come barriera. La parola cinese per delimitazione significa veramente le solide sezioni dalle quali i gambi di bambù sono suddivisi. Nella vita comune s’intende con essa la parsimonia che possiede limiti fissi per le sue spese. Nella vita morale sono i limiti fissi ai quali il nobile commisura le sue azioni, le barriere della fedeltà e del disinteresse.
LA SENTENZA
La delimitazione: riuscita.
Delimitazione amara non va esercitata
perseverantemente.
Barriere sono penose. Ma esse hanno grande effetto. Essendo parsimoniosi nella vita comune si è armati nei tempi di bisogno. Trattenendosi ci si risparmiano svergognamenti. Ma le barriere sono altrettanto indispensabili per mettere ordine nei rapporti universali. La natura ha limiti fissi per estate e per inverno, giorno e notte, e da questi limiti l’anno riceve il suo significato. Così la parsimonia serve perchè i beni siano conservati mediante limiti fissi nelle spese, e perchè gli uomini non vengano danneggiati. Soltanto bisogna mantenere la misura anche nella limitazione. Se si volessero imporre alla propria natura dei limiti troppo amari essa ne soffrirebbe. Se si volesse spingere troppo oltre la limitazione degli altri essi si rivolterebbero. Perciò ci vogliono dei limiti anche nel limitare.
L’IMMAGINE
Al di sopra del lago vi è acqua:
L’immagine della delimitazione.
Così il nobile istituisce numero e misura ed indaga
Cosa siano virtù e retto cammino.
Il lago è una cosa finita; l’acqua è inesauribile. Il lago può comprendere solo una determinata misura dell’infinita acqua. In ciò consiste la sua peculiarità. Delimitandosi ed erigendo delle barriere l’individuo acquista il suo significato anche nella vita. Qui ora si tratta di fissare con tutta chiarezza queste separazioni, le quali sono, per così dire, la colonna vertebrale della morale. Possibilità illimitate non sono fatte per l’uomo. Con questo la sua vita non farebbe altro che dissiparsi nell’illimitato. Per diventare forti bisogna istituire delle spontanee barriere di doveri. Solo circondandosi di queste barriere e fissando liberamente da sè i comandamenti del dovere, ogni uomo acquista valore quale spirito libero.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Non uscire da porta e cortile non è una macchia.
Si vorrebbe spesso intraprendere una cosa, ma ci si trova di fronte a barriere insormontabili. Allora è opportuno intendere a che punto bisogna fermarsi. Se lo si capisce bene e non si vogliono sorpassare le barriere a noi poste, allora si accumula la forza che ci rende capaci di agire energicamente quando è venuto il momento. Reticenza taciturna è d’importanza fondamentale nella preparazione di importanti azioni.
Kung Tse dice: ″Dove nasce disordine, lì le parole ne sono i primi gradini. Se il principe non è discreto egli perde il servitore. Se il servitore non è discreto egli perde la vita. Se delle cose in germinazione non vengono trattate in silenzio, questo danneggia il compimento. Per questo il nobile è accurato nel tacere e non va oltre″.
Nove al secondo posto significa:
Non uscire da porta e cortile reca sciagura.
Quando è venuto il tempo d’agire si tratta di afferrare il momento. Come l’acqua in un lago da principio si accumula senza defluirne ma si apre certamente una strada quando il lago è pieno, così succede anche nella vita umana. È molto ben fatto esitare fin quando il momento non sia ancora giunto, ma non più a lungo. Quando gli impedimenti siano eliminati di modo che si possa agire, titubare è un errore che reca certo sciagura, essendosi perduta l’occasione.
Sei al terzo posto significa:
Chi non conosce delimitazione avrà da lamentarsi.
Nessuna macchia.
Ricercando solo divertimenti e piaceri si perde facilmente il senso dei limiti necessari. Ma dandosi alla prodigalità si dovranno subire le conseguenze con rammarico. Non bisogna ricercare gli errori presso gli altri. Soltanto avvedendosi degli errori propri, attraverso tali spiacevoli esperienze, si diverrà liberi da errori. 
Sei al quarto posto significa:
Delimitazione contenta. Riuscita.
Ogni limitazione ha il suo valore. Ma quando questa limitazione richiede ancora uno sforzo costante, allora è congiunta con troppo dispendio di energia. Dove però la limitazione è una cosa spontanea, com’è per esempio insito nella natura dell’acqua lo scorrere in giù, lì essa conduce necessariamente a successo, perchè in questo caso significa un risparmio di forze. L ‘energia, che altrimenti si esaurisce nella vana lotta con l’oggetto, va tutta a beneficio della cosa, ed il successo non può mancare.
Nove al quinto posto significa:
Delimitazione dolce reca salute.
Recarvisi reca rispetto.
La limitazione va eseguita nel modo giusto perchè agisca. Se si vogliono soltanto imporre delle barriere agli altri sottraendovi invece se stessi, queste barriere saranno sempre sentite amaramente, e genereranno opposizioni. Se invece qualcuno che si trova in posizione direttiva incomincia lui stesso col limitarsi richiedendo poco lavoro dalla sua gente e riuscendo a fare qualcosa con mezzi modesti, ne risulta salute. Dove un tale modello è in funzione esso trova seguito, di modo che ciò che s’imprende deve riuscire.
Sei sopra significa:
Delimitazione amara: perseveranza reca sciagura.
Pentimento svanisce.
Se si è troppo severi nelle limitazioni la gente non può sopportarlo. Quanto più conseguenti si è in tale severità, tanto più si fa male; giacchè a lungo andare non si possono evitare dei contraccolpi. Così anche il corpo tormentato si vendica quando si voglia procedere ad un’ascesi troppo severa. Però, anche se questa severità senza riguardi non è una cosa che si possa applicare regolarmente per lungo tempo, vi possono pure essere delle epoche in cui essa è il solo mezzo per premunirsi contro colpa e pentimento. Sono queste le situazioni in cui la completa mancanza di riguardo per la propria persona è il solo mezzo per salvare l’anima, la quale altrimenti naufragherebbe tra mezze misure ed in tentazioni.

 

61. CIUNG FU – LA VERACITÀ INTRINSECA
sopra Sunn, il Mite, il Vento
sotto Tui, il Sereno, il Lago
Al di sopra del lago soffia il vento e muove la superficie dell’acqua. Così si manifestano i visibili effetti dell’invisibile. Il segno è composto sopra e sotto di linee solide mentre nel mezzo ne è libero. Questo accenna ad un cuore libero di pregiudizi, di modo che sia capace di accogliere la verità. I due segni parziali hanno invece nel mezzo una linea solida. Questo accenna alla forza della veracità intrinseca nei suoi effetti. Le qualità dei segni parziali sono: sopra mitezza, cedevolezza verso gli inferiori; sotto: gioia nell’ obbedienza verso i superiori. Tali stati d’animo creano il fondamento della reciproca fiducia che rende possibile il successo.
Il segno Fu (verità) è veramente l’immagine d’una zampa d’uccello al di sopra d’un suo piccino. Contiene l’idea della covata. L’uovo è cavo. La forza del luminoso deve agire vivificando dal di fuori. Ma vi deve già essere pure un germe di vita nell’interno acciocchè la vita possa essere destata. A queste idee si possono collegare delle speculazioni che vanno assai lontano.
LA SENTENZA
Veracità intrinseca: porci e pesci. Salute!
Propizio è attraversare la grande acqua.
Propizia è perseveranza.
Porci e pesci sono gli animali meno spirituali e quindi quelli che si lasciano il più difficilmente influenzare. La forza della veracità intrinseca deve aver raggiunto un alto grado prima che la sua influenza si estenda anche su simili creature. Trovandosi di fronte a tali persone caparbie, difficili ad influenzare, tutto il segreto del successo dipende dal trovare la via giusta per ottenere accesso al loro animo. Bisogna prima rendersi del tutto liberi dai propri pregiudizi. Bisogna lasciare, per così dire, che la psiche dell’altro agisca su di noi rimanendo completamente ingenui; allora ci avviciniamo interiormente a lui, lo comprendiamo ed otteniamo potere su di lui, di modo che la forza della nostra propria persona acquista influenza sull’altro attraverso la porta aperta. Quando così facendo nessun ostacolo risulta insuperabile, si possono intraprendere anche le cose più pericolose -come l’attraversamento della grande acqua- e riusciranno. Soltanto è importante comprendere su che cosa si poggi la forza della veracità intrinseca.
Essa non è identica con la semplice intimità o con una segreta solidarietà. Una tale intima solidarietà può esserci anche fra briganti. Anche in questo caso, è vero, essa significa una forza. Ma questa non ridonda a salute, perchè non è invincibile. Procedere in base ad interessi comuni può continuare solo fino a un certo punto. Dove cessa la comunanza d’interessi cessa anche la solidarietà; e la più intima amicizia si capovolge spesso in odio. Solo dove la base è la rettitudine e la costanza, l’unione rimane tanto solida da superare qualunque cosa.
L’IMMAGINE
Al di sopra del lago è il vento:
L’immagine della veracità intrinseca.
Così il nobile discute le faccende penali.
Per sospendere esecuzioni capitali.
Il vento muove l’acqua perchè è in grado di penetrare nei suoi interstizi. Così il nobile cerca di penetrare con grande comprensione nell’interno degli uomini ogni qual volta abbia da giudicare qualche loro errore, ottenendo così un benevolo giudizio sulle circostanze. L ‘intera giurisdizione antica dei Cinesi era guidata da questo principio. Somma comprensione che sa perdonare era considerata somma giustizia. Una tale giurisdizione non rimaneva senza risultato; giacchè l’intenzione era che l’impressione morale fosse tanto forte da non dover temere un abuso di tale clemenza. Poichè essa traeva la sua origine non da debolezza ma da chiarezza superiore.
LE SINGOLE LINEE
Nove al primo posto significa:
Essere pronti reca salute.
Se vi sono pensieri reconditi, questo è inquietante.
La cosa più importante per la forza della veracità intrinseca è che si sia saldi in se stessi, e pronti. Da questo atteggiamento interiore sorge il giusto comportamento verso il mondo esteriore. Se si volessero invece coltivare dei rapporti segreti di genere speciale, questo ci priverebbe dell’indipendenza interiore, e quanto più ci si sentisse sicuri essendo consapevoli di potersi appoggiare sugli altri, tanto più si finirebbe in inquietudine e preoccupazioni cagionate dal dubbio se questi legami segreti siano anche davvero infrangibili. Con ciò si perde la pace interiore e la forza della veracità intrinseca.
Nove al secondo posto significa:
Una gru che richiama nell’ombra. Il suo pulcino le risponde.
Io ho una buona coppa. Voglio dividerla con te.
Qui si discorre dell’involontario influsso dell’intrinseca natura su persone d’animo affine. La gru non ha bisogno di mostrarsi sull’alto d’una collina. Anche se fa risuonare tutta nascosta il suo richiamo, il suo piccino ode la sua voce e la conosce, e le risponde. Dove regna uno stato d’animo allegro compare anche un compagno pronto a dividere con noi un bicchiere di vino.
Così appare anche l’eco che la simpatia desta nell’uomo. Dove uno stato d’animo si estrinseca verace e puro, dove un’azione è la chiara espressione dei sentimenti, là essi agiscono misteriosamente a distanza, dapprima su quelli che sono interiormente pronti ad accoglierli. Ma queste cerchie d’azione si allargano. La radice di ogni effetto sta nella propria interiorità. Quando l’interno si estrinseca del tutto verace e forte, in parole ed in atti, l’effetto è grande. L’effetto è solo l’immagine speculare di quello che scaturisce dal proprio cuore. Ogni voluta intenzione di agire non farebbe altro che distruggere questa azione.
Kung Tse dice: ″Il nobile dimora nella sua camera. Esternando bene le sue parole egli trova assenso da una distanza di più di mille miglia. Quanto più dal vicinato! Se il nobile dimorando nella sua camera non esterna bene le sue parole egli trova contraddizione da una distanza di più di mille miglia. Quanto più ancora dal vicinato! Le parole emanano dalla propria persona ed agiscono sugli uomini. Le opere nascono vicine e divengono visibili da lontano. Parole ed opere sono i cardini della porta e la molla dell’archibugio del nobile. Movendosi, questi cardini e questa molla arrecano onore ed onta. Con le parole e le opere il nobile muove cielo e terra. Quanto biogna quindi essere prudenti!″.
Sei al terzo posto significa:
Egli trova un compagno; ora batte il tamburo, ora cessa;
Ora singhiozza, ora canta.
Qui la sorgente della forza non sta nel proprio io ma nel rapporto con altre persone. Per quanto intimi si sia con esso, quando il nostro centro di gravità poggia su di loro, non si può evitare di essere sballottati tra gioia e dolore. Esultanza che s’innalza fino al cielo, tristezza mortale, quest’è la sorte di coloro che dipendono dalla concordanza con altre persone che essi amano. Qui è soltanto enunciata la legge che le cose stanno così. Che questo stato venga avvertito quale fastidio o quale somma felicità d’amore rimane riservato al giudizio soggettivo di chi ne è colpito.
Sei al quarto posto significa:
La luna, quand’è quasi piena.
Il cavallo apparigliato va perduto.
Nessuna macchia.
Per aumentare la forza della veracità intrinseca bisogna rivolgersi più in alto per ottenere illuminamento, come la luna lo riceve dal sole. Facendolo vi è però bisogno di una certa umiltà, quale la possiede la luna quando non è ancora del tutto piena. Quando la luna, essendo completamente piena, si oppone direttamente al sole, essa comincia anche immediatamente a calare. Come bisogna essere umili e rispettosi di fronte alla fonte dell’ illuminamento, così bisogna d’altro canto rinunciare alle fazioni umane. Solo seguendo la propria via come un cavallo che corre diritto senza guardare di sottecchi al cavallo suo compagno, conserviamo quella libertà interiore che ci fa progredire.
Nove al quinto posto significa:
Egli possiede veracità che concatena.
Nessuna macchia.
Qui è disegnato il signore che tutto tiene assieme per la forza della sua natura. Solo se la forza del suo carattere è così vasta da poter influenzare tutti coloro che appartengono alla sua signoria, egli è così come deve essere. La forza suggestiva deve emanare dal sovrano. Essa collegherà ed unirà tutti i suoi. Senza questa forza centrale ogni unione esteriore non è altro che una menzogna che va in frantumi al momento decisivo.
Nove sopra significa:
Canto di gallo che squilla fino al cielo.
Perseveranza reca sciagura!
Il gallo è fidato. Egli richiama quando viene l’alba. Non può però volare lui stesso al cielo. Egli canta soltanto. Così si vuole suscitare credenza con mere parole. Questo riesce certamente, talvolta. Ma a lungo andare diventa un male.
62. SIAU KO – LA PREPONDERANZA DEL PICCOLO
sopra Cenn, l’Eccitante, il Tuono
sotto Kenn, l’Arresto, il Monte
Mentre nel segno la Preponderanza del grande, N° 28, le linee forti sono in preponderanza, e precisamente all’interno, racchiuse tra le due linee all’inizio e alla fine; qui sono in preponderanza le linee deboli, anch’esse all’esterno, mentre le forti stanno all’interno. Su questo appunto poggia l’eccezionalità della situazione. Quando le linee forti stanno all’esterno abbiamo i segni I, l’ Alimentazione, e Ciung Fu, la Veracità intrinseca, che entrambi non designano stati d’eccezione. Quando i forti sono in preponderanza nell’interno, riescono necessariamente a farsi valere. Ciò provoca lotta e stati eccezionali in grande. Qui è invece il debole che deve necessariamente assumersi la rappresentanza verso l’esterno. Stando in un posto d’importanza decisiva, per il quale però le proprie forze non sono per natura sufficienti, bisogna essere straordinariamente cauti.
LA SENTENZA
La Preponderanza del Piccolo. Riuscita.
Propizia è perseveranza.
Si facciano pure cose piccine, non si devono far cose grandi.
L’uccello reca in volo il messaggio:
Non è bene aspirare verso l’alto,
E’ bene rimanere in basso. Gran salute.
Straordinaria modestia e coscienziosità saranno certamente ricompensate da successo; è solo importante che esse non rimangono formule vuote e non diventino striscianti, ma restino congiunte a vera dignità nel comportamento, di modo che non ci si butti via. Bisogna comprendere quali siano le richieste del momento per poter trovare la giusta compensazione ai difetti ed alle rovine del tempo. Tuttavia non sono da aspettarsi grandi successi, visto che manca la forza necessaria per ottenerli. Perciò è tanto importante il messaggio di non aspirare a cose alte, ma di attenersi alle basse. Che questo messaggio sia portato da un uccello risulta dalla figura del segno. Quattro linee forti e pesanti nell’interno, sostenute da due sole linee deboli, all’esterno (cfr. N° 28, Ta Ko), danno l’immagine della trave maestra che grava. Qui le leggere linee di sostegno stanno pure di fuori e sono un numero preponderante; ciò dà l’immagine dell’uccello in volo. Ma uccello non deve insuperbirsi e volare sempre verso il sole, bensì deve abbassarsi verso la terra dove sta il suo nido. Con ciò esso dà il messaggio che il segno annuncia.
L’IMMAGINE
Sul Monte è il Tuono:
L’immagine della Preponderanza del Piccolo.
Così il nobile nel comportamento
Pone la preponderanza sull’ossequio,
In avvenimenti luttuosi,
Pone la preponderanza sul cordoglio,
Nelle sue spese
Pone La Preponderanza sulla parsimonia.
Il tuono sul monte è diverso da quello nel piano. In montagna il tuono è molto più vicino, mentre fuori dai monti è meno udibile del tuono d’un temporale comune. Così il nobile trae da questa immagine l’invito ad esaminare il dovere in tutte le cose più da vicino, e più direttamente di quanto lo facciano gli uomini d’ogni giorno, quantunque in conseguenza dl ciò il suo comportamento, visto dal di fuori, potrebbe apparire meschino. Egli tende ad una esattezza eccezionale nelle sue azioni, in avvenimenti luttuosi la commozione interiore gli preme molto più del formalismo esteriore, e così egli è pure straordinariamente parco e non pretenzioso in ciò che spende per se stesso. Tutto questo ha l’effetto di farlo apparire eccezionale di fronte agli uomini della massa. Ma la caratteristica di questa eccezione sta nel fatto che essa verso l’esterno si attiene alle minuzie.
LE SINGOLE LINEE
Sei alI’inizio significa:
L’uccello volando finisce in sciagura.
L ‘uccello deve rimanere dapprima nel nido, finchè sappia volare. Volendo mettersi a volare prima, si attira sciagura. Misure straordinarie devono venir prese solo allorquando non è più possibile fare altrimenti. Dapprima bisogna adattarsi per il più lungo tempo possibile alle consuetudini, si esaurisce altrimenti se stessi e le proprie forze e non si raggiunge lo stesso nulla.
Sei al secondo posto significa:
Ella passa accanto all’avo e poi incontra l’ava.
Egli non raggiunge il suo principe e poi incontra il funzionario.
Nessuna macchia.
Due casi eccezionali sono qui riportati: Nel tempio degli avi, dove le generazioni si alternano, il nipote si pone dal medesimo lato del nonno; per questo ha con lui il rapporto più intimo. Qui è ritratta la moglie del nipote, che durante il sacrificio passa accanto all’avo e si volge all’ava. Questo comportamento straordinario è però un’espressione della sua modestia. Essa osa piuttosto comparire davanti all’ava, alla quale si sente affine essendo donna; perciò questa deviazione dalla regola non è un errore.
Un’altra immagine è quella del funzionario, il quale dapprima cerca per via gerarchica di ottenere un’udienza dal suo principe. Ma se non la trova egli non cerca di ottener nulla per forza, bensì trova la strada nell’esecuzione coscienziosa dei suoi doveri, inserendosi nel numero dei funzionari. Anche questa straordinaria ritenutezza in tempi eccezionali non è un errore. (Vale la regola che ogni funzionario è dapprima ricevuto in udienza dal principe, che intende conferirgli l’impiego. Qui l’assunzione parte dal ministro).
Nove al terzo posto significa:
Se non si procede con straordinaria cautela,
Viene certamente qualcuno da dietro e ci colpisce.
Sciagura.
Certe volte è assolutamente necessario usare straordinaria cautela. Ma proprio in tali situazioni vi sono delle personalità diritte e forti, le quali, conscie delle loro buone ragioni, disprezzano di cautelarsi perchè lo ritengono meschino. Procedono anzi fieri e indifferenti per la loro strada. Ma questa sicurezza di sè li inganna. Vi sono dei pericoli che si avvicinano da posizioni di agguato e che esse non possono affrontare. Si tratta tuttavia d’un pericolo al quale non si è esposti in modo assoluto, e che si può anche evitare se si comprende la situazione del momento, la quale richiede di rivolgersi con straordinaria attenzione alle cose piccole, insignificanti.
Nove al quarto posto significa:
Nessuna macchia. Senza passargli accanto lo incontra.
Recarvisi reca pericolo. Bisogna guardarsi.
Non agire. Sii durevolmente perseverante.
La durezza del carattere è mitigata dalla mollezza della posizione, di modo che non si commettono errori. Si è in una situazione in cui occorre trattenersi all’estremo. Da se stessi non si deve intraprendere nulla per incontrare quello che si desidera. E se ci si volesse recare per ottenere con la violenza il proprio scopo si finirebbe in pericolo. Perciò bisogna guardarsi e non agire, conservando anzi durevolmente la perseveranza interiore.
Sei al quinto posto significa:
Dense nubi, nessuna pioggia dalle nostre contrade
occidentali.
Il principe tira e colpisce quello nella caverna.
Siccome si tratta qui d’un posto elevato, l’immagine dell’uccello in volo si è trasformata in quella delle nubi spazianti nel cielo, ma, per quanto dense siano anche le nubi, esse volano nel cielo e non largiscono pioggia. Così in tempi straordinari può benissimo esservi un sovrano nato, che sarebbe chiamato a metter ordine nel mondo; ma egli non è in grado di effettuare nulla e non può donare la prosperità al popolo, perchè egli è solo e non ha nessuno che lo aiuti.
In tali tempi bisogna cercare degli aiutanti assieme ai quali si possa compiere l’opera. Ma questi aiutanti bisogna modestamente cercarli nella solitudine in cui si sono ritirati. Non importano la gloria ed il grande nome, ma la vera capacità di lavorare. Essendo così modesti si trova l’uomo adatto e si è in grado di compiere, nonostante ogni difficoltà, l’opera straordinaria.
Sei sopra significa:
Senza incontrarlo egli passa accanto a lui.
L’uccello volante lo abbandona. Sciagura!
Questo significa sciagura e danno.
Se si tira oltre il bersaglio non lo si può colpire. Se l’uccello non vuoi ritornare nel nido ma innalzarsi sempre più, egli cade infine in preda al cacciatore. Chi in tempi di avvenimenti straordinari non sa arrestarsi alle piccole cose ma inquieto vuole andare sempre avanti, si attira sciagura da parte degli dei e degli uomini, perchè egli si allontana dall’ordine della natura.
63. KI TSI – DOPO IL COMPIMENTO
sopra Kkann, l’ Abissale, l’ Acqua
sotto Li, il Risaltante, il Fuoco
Il segno è un’elaborazione del segno Tai, la Pace, N° 11. Il trapasso dalla confusione all’ordine è compiuto, ed ora anche ogni dettaglio sta al suo posto. Le linee forti stanno sui posti forti, le linee deboli su quelli deboli. Quest’è un’aspetto molto favorevole. Ma dà pure da pensare. Proprio quand’è raggiunto l’equilibrio perfetto, ogni movimento può far nascere di nuovo dallo stato di ordine un crollo. La singola linea forte che è andata verso l’alto, rendendo quindi l’ordine perfetto fino nei dettagli, è seguita dalle altre secondo la loro natura, e così poi sorge di colpo un’altra volta il segno Pi, il Ristagno, N°12: Il segno accenna dunque ad una situazione culminante, che rende necessaria la più estrema cautela.
LA SENTENZA
Riuscita nel piccolo. Propizia è perseveranza.
In principio salute, alla fine scompiglio.
Il trapasso dal tempo antico a quello nuovo è già compiuto. In linea di massima tutto è già regolato. Solo in singoli dettagli si può ancora ottenere successo. È però importante che facendolo si mantenga il retto atteggiamento. Tutto sembra procedere da sè. Ciò induce facilmente a diventar fiacchi ed a lasciar correre le cose senza occuparsene in dettaglio. Questa indifferenza è però la radice di ogni male. Da essa scaturiscono necessariamente fenomeni di decadenza. Qui si stabilisce la regola abituale dell’andamento delle cose nella storia. Ma questa regola non è una legge inappellabile. Chi la capisce è in grado di evitare le sue conseguenze con incessante perseveranza e prudenza.
L ‘IMMAGINE
L’acqua è al di sopra del fuoco:
L’immagine dello stato dopo il compimento.
Così il nobile pondera la disgrazia e se ne premunisce a tempo.
Quando l’acqua nella caldaia sta sospesa al di sopra del fuoco i due elementi sono in rapporto, e questo produce forza (la produzione del vapore). Ma la tensione che ne nasce impone prudenza. Se l’acqua trabocca il fuoco viene spento, e l’effetto della sua forza va perduto. Se il vapore è troppo grande l’acqua evapora sperdendosi nell’aria. Gli elementi che qui stanno in rapporto e così producono forza, sono di per sè nemici. Solo l’estrema prudenza può evitare il danno. Così vi sono anche nella vita delle situazioni nelle quali tutte le forze sono equilibrate e cooperanti, e quindi tutto sembra essere in ordine perfetto. E solo il saggio riconosce durante tali tempi i segni del pericolo, e sa scongiurarli con tempestive misure.
LE SINGOLE LINEE
Nove all’inizio significa:
Egli frena le sue ruote.
Finisce con la coda nell’acqua.
Nessuna macchia.
Nei tempi che seguono un grande trapasso tutto tende verso il progresso e lo sviluppo, e si spinge innanzi. Ma questo iniziale spingersi avanti non è bene e conduce sicuramente a perdita e crollo, perchè nella foga si passa oltre la meta. Un carattere forte non si lascia quindi contagiare dalla generale storditezza, ma frena tempestivamente la sua corsa. Così egli non rimarrà certamente del tutto scevro dalle conseguenze sciagurate della generale spinta in avanti, ma questa lo colpisce solo di dietro. Come una volpe che abbia già attraversato l’acqua e vi finisce solo con la coda; e ciò non può arrecargli un danno essenziale visto che il suo comportamento ha colpito nel segno.
Sei al secondo posto significa:
La donna perde la cortina della sua carrozza.
Non correrle dietro, dopo sette giorni la riottieni.
Quando una donna andava in carrozza aveva una cortina che la nascondeva agli sguardi dei curiosi. Se questa cortina andava perduta sarebbe stato contrario al buon costume continuare la strada. Trasferito sulla vita pubblica ciò significa che qualcuno che vorrebbe eseguire un’opera proficua non incontra da parte superiore quella fiducia della quale avrebbe, per così dire, bisogno, per essere protetto. Proprio nei tempi dopo il compimento si può constatare che coloro che dominano diventano superbi ed altezzosi e non si curano più di favorire con affabilità i talenti ignoti.
Da ciò nasce di solito la caccia ai posti. Quando dall’alto non viene concessa fiducia ognuno cerca vie e mezzi per suscitarla e per mettersi in luce favorevole. Questo metodo indegno è però da sconsigliarsi. ″Non ricercarlo″. Non sperperare i tuoi sforzi verso l’esterno, ma aspetta tranquillo, e coltiva indipendente i pregi del tuo carattere. I tempi mutano. Quando i sei gradi del segno sono passati viene l’era nuova. Quello che ci appartiene non si può perdere per sempre. Ritorna a noi con naturale spontaneità. Bisogna solo saper aspettare.
Nove al terzo posto significa:
L’alto avo punisce il paese dei demoni;
Dopo tre anni lo vince.
Gente comune non va adoperata.
″Alto Avo ″ è il titolo dinastico del sovrano Wu Ding della dinastia Yin. Dopo aver messo a posto con ferrea mano la situazione dell’impero, egli condusse lunghe guerre coloniali per sottomettere le regioni di frontiera settentrionali abitate dagli Unni, dalle quali minacciavano continue invasioni.
La situazione qui delineata è questa: nei tempi dopo il compimento quando è sorto un nuovo potere e nell’interno tutto è a posto, incomincia quasi necessariamente l’espansione coloniale. Ed allora bisogna tener conto che di solito vi saranno delle guerre che dureranno a lungo. Non bisogna considerare le regioni conquistate con penosa fatica come un istituto di previdenza per uomini che in patria si siano resi indesiderabili, ma sembrino ancora adatti per le colonie. Facendo così ci si rovina in precedenza ogni successo. Ciò vale in grande come in piccolo; poichè gli stati che stanno salendo in potenza non sono i soli a fare della politica coloniale. Ogni impresa che si sviluppa ha la tendenza ad espandersi, esponendosi cosi ai pericoli inerenti ad ogni espansione.
Sei al quarto posto significa:
Anche le vesti più belle danno stracci.
Tutto il giorno sii prudente.
L’acqua (penetra e) bagna (l’imbarcazione).
Ci si serve di stracci (per turare le falle).
Rimani vigilante fino alla fine del giorno.
(cfr. Wangdoglian e Gao)
Nei tempi in cui la civiltà fiorisce avviene sempre gualche scossa che rivela una crepa interiore della società, e che poi in un primo tempo suscita gran scalpore. Siccome però la situazione generale è favorevole, tali strappi si lasciano facilmente rammendare e nascondere al pubblico. Allora tutto svanisce dalla memoria, e sembra quasi che regni la più serena pace. Ma per gli uomini ponderati tali incidenti sono seri indizi, che essi non negligono. Solo così si possono allontanare le brutte conseguenze.
Nove al quinto posto significa:
Il vicino in oriente che macella un bove
Non ottiene tanta vera felicità,
Quanto il vicino in occidente col suo piccolo sacrificio.
Anche l’atteggiamento religioso è influenzato dallo stato d’animo dei tempi dopo il compimento. AI posto delle semplici forme antiche compaiono nelle celebrazioni religiose una elaborazione sempre più ricca ed uno sfarzo esteriore sempre maggiore. Ma al dispiegamento di questo sfarzo manca la serietà interiore. Arbitrio umano subentra al posto della coscienziosa osservanza della volontà divina. Mentre però l’uomo vede solo ciò che gli sta davanti agli occhi, Dio guarda nel cuore. Perciò non scende tanta benedizione sul farragginoso servizio divino quanto sul semplice pio sacrificio.
Sei sopra significa :
Egli finisce nell’acqua col capo. Pericolo.
Qui, alla fine, è aggiunto ancora una volta un ammonimento. Dopo il passaggio d’un’acqua si può finire col bagnarsi la testa soltanto se per leggerezza ci si rivolge di nuovo verso l’acqua. Fintanto che si procede innanzi e non si guarda indietro si sfugge questo pericolo. Però la tentazione di fermarsi e di guardare indietro verso il pericolo superato è allettante. Ma questo vanitoso specchiarsi non porta fortuna. Così si finisce in pericolo, e se ancora all’ultimo non ci si decide a progredire senza sosta si cade vittima dello stesso pericolo.

 

64. UE TSI – PRIMA DEL COMPIMENTO
sopra Li, il Risaltante, il Fuoco
sotto Kkann, l’ Abissale, l’ Acqua
In questo segno è accennato il momento in cui il trapasso dal disordine all’ordine non è ancora compiuto. Il rivolgimento è già preparato, è vero, giacchè tutte le linee del trigramma superiore stanno in rapporto con quelle dell’inferiore. Ma esse non sono ancora al loro posto. Mentre il segno precedente rassomiglia all’autunno che forma il trapasso dall’estate all’inverno, questo segno è come la primavera che conduce dal ristagno dell’inverno al tempo fecondo dell’estate. Con questa veduta piena di speranza il Libro dei Mutamenti conclude.
LA SENTENZA
Prima del compimento: riuscita.
Ma se la piccola volpe,
Quando ha quasi compiuto il trapasso,
Finisce con la coda nell’acqua,
Allora non vi è nulla che sia propizio.
Le condizioni sono difficili. Il compito è grande ed è pieno di responsabilità. Si tratta nientedimeno che di ricondurre il mondo dallo scompiglio all’ordine. Eppure è un compito che promette riuscita, visto che sussiste una meta capace di unire le forze divergenti. Soltanto bisogna dapprima procedere ancora cauti e guardinghi. Bisogna procedere come una vecchia volpe che cammina sul ghiaccio. In Cina la prudenza della volpe che cammina sul ghiaccio è proverbiale. Essa tende sempre l’ orecchio ad ogni scricchiolio e ricerca con cura tutto intorno i punti più sicuri. Una volpe giovane, che non conosce ancora queste cautele, si mette allegramente in moto, ed allora può succedere che essa cada dentro quando ha già quasi attraversato tutta l’acqua, e si bagni la coda. Allora tutta la fatica sarà stata inutile. Analogamente nei tempi prima del compimento ponderazione e prudenza sono le condizioni necessarie per il successo.
L’IMMAGINE
Il fuoco è al di sopra dell’acqua:
L’immagine dello stato prima del compimento.
Così il nobile è prudente nel distinguere le cose,
Onde ciascuna vada al suo posto.
Quando il fuoco, che già così spinge verso l’alto, è in alto e l’acqua, il cui moto è diretto in giù, è in basso, i loro effetti divergono e rimangono senza rapporto. Volendo raggiungere degli effetti bisogna prima indagare quale sia la natura delle forze in questione e quale sia il posto loro competente. Facendo agire la forza nel punto giusto si ottiene l’effetto desiderato ed il compimento viene raggiunto. Ma per poter maneggiare appropriatamente le forze esteriori è anzitutto necessario che si possegga il punto di vista giusto. Perchè solo partendo di là si può operare adeguatamente.
LE SINGOLE LINEE
Sei all’inizio significa:
Egli finisce in acqua con la coda.
Vergognoso.
In tempi di disordine è allettante spingersi il più presto possibile innanzi per operare qualche cosa di appariscente. Ma questo entusiasmo non conduce ad altro che ad insuccesso e svergognamento, finchè non sia ancora giunto il tempo di operare realmente. In questo tempo si fa bene a risparmiarsi, trattenendosi, l’onta dell’insuccesso. (Si osservi la differenza della situazione tra questa linea e la prima linea nel segno precedente).
Nove al secondo posto significa:
Egli frena le sue ruote.
Perseveranza reca salute.
Anche qui il tempo d’agire non è ancor giunto. Ma la pazienza che risulta necessaria non dev’essere un’inerte aspettativa che si accontenta di vivere alla giornata. Ciò condurrebbe a costante insuccesso. Bisogna invece coltivare in sè la forza che ci renda capaci di avanzare. Bisogna possedere, per così dire, una carrozza per compiere il trapasso. Ma si deve ancora frenarla. Pazienza nel senso più elevato è forza contenuta. Non bisogna dunque addormentarsi e perdere di vista lo scopo. Rimanendo forti e costanti nella propria decisione tutto finisce con l’andar bene.
Sei al terzo posto significa:
Prima del compimento assalto reca sciagura.
Propizio è attraversare la grande acqua.
È giunto il tempo del trapasso, ma la forza di compierlo manca. Se si volessero violentare le cose ciò sarebbe sciagurato, perchè proprio allora il crollo sarebbe inevitabile. Ma che cosa bisogna fare? Bisogna creare una situazione nuova, bisogna servirsi delle forze di capaci aiutanti e compiere assieme a loro il passo decisivo, attraversare la grande acqua. Allora il compimento diventerà possibile.
Nove al quarto posto significa:
Perseveranza reca salute. Pentimento svanisce.
Scuotimento per punire il paese dei demoni.
Per tre anni avvengono premiazioni con grandi signorie.
Quest’è il momento della lotta. Il trapasso dev’essere compiuto. Bisogna rendere la propria decisione assolutamente ferrea; ciò reca salute. Ogni dubbio che dovesse sorgere in tale seri anni di lotta deve tacere. Si tratta d’una lotta accanita per scuotere e punire il paese dei demoni, le potenze dello sfacelo. Ma la lotta ha anche il suo premio. Adesso è il momento di porre le fondamenta della potenza e del dominio per il futuro.
Sei al quinto posto significa:
Perseveranza reca salute. Nessun pentimento.
La luce del nobile è verace.
Salute!
La vittoria è conquistata. La forza della perseveranza non è venuta a mancare. Tutto è andato bene. Ogni dubbio è debellato. Il successo ha giustificato l’atto. Rinnovellata splende la luce d’una nobile personalità e s’impone tra coloro che in essa credono e le si raccolgono intorno. Un tempo novello, e con esso la salute, è giunto. E come dopo la pioggia, il sole splende ancora più bello; oppure come dopo un incendio il bosco ancor più fresco verdeggia spiccando dagli anneriti avanzi, così il novello tempo ancor più splendido risalta dalla gran miseria dell’antico.
Nove in alto significa:
In vera fiducia si beve vino.
Nessuna macchia. Ma se ci si bagna il capo,
Lo si perde in verità.
Prima del compimento, sul limitare del tempo novello, si vive assieme in piena confidenza, passando il tempo dell’aspettativa in lieti conviti. Siccome si è già immediatamente sulla soglia del tempo novello ciò non è una macchia. Bisogna soltanto tenere la giusta misura. Se l’esaltazione ci fa versare il vino sulla testa, questa smodatezza distrugge il favore della situazione.
Osservazione: Come il segno Dopo il compimento delinea il trapasso graduale del tempo in cui si ascende fin oltre il culmine della cultura per giungere al tempo del ristagno, così il segno Prima del compimento raffigura il trapasso dal caos all’ordine. Questo segno sta alla fine del Libro dei Mutamenti. Esso richiama l’attenzione sul fatto che in ogni fine è insito un nuovo principio. Dona così agli uomini speranza. Il Libro dei Mutamenti è un libro dell’avvenire.