“Che tipo di domande fare ai Ching?”

Molte persone chiedono “che tipo di domande fare ai Ching?” [1].

In effetti, la parte più importante dell’intero processo di consultazione dello Yi Jing (I Ching) è la scelta della domanda da sottoporre alla prova dell’oracolo.

In realtà, dal punto di vista del Libro dei Mutamenti, la domanda non ha la minima importanza, perché lo strumento risponde in modo del tutto meccanico, “come un’eco”, alla sollecitazione che gli viene data. Se la domanda è precisa e ben calibrata, la risposta risulterà chiara e diretta.

La domanda serve unicamente al postulante per “centrarsi” e inquadrare al meglio la situazione e le priorità.

Il Libro stesso suggerisce di interrogare per avere “indicazioni” sulle proprie “imprese”, sulle proprie “azioni”, su ciò che si vuole “produrre” o per avere una “immagine” della situazione.

Dall’archeologia sappiamo anche che gli antichi formulavano le domande in modo molto semplice e diretto, persino rozzo.

Suggerisco quindi di porre sempre domande del tipo:

  • (quadro) come si sta evolvendo la tale situazione?
  • (azione) come è più opportuno che io mi comporti nella tale situazione?

Nel caso in cui vi siano diverse scelte possibili (ad esempio, due proposte di lavoro in contemporanea) può essere utile testarle separatamente ponendo una singola domanda per ognuna di esse. Il problema è che ciò aumenta la complessità e bisognerà poi confrontare fra loro tutti i responsi ottenuti, perché generalmente nessuna delle possibili scelte risulterà nettamente migliore rispetto alle altre (d’altronde, se lo fosse, non sarebbe stato necessario consultare l’oracolo), per cui conviene comunque, almeno in prima battuta, chiedere solo un consiglio generale su come impostare la scelta.

Vanno evitate le domande chiuse, cioè quelle che presuppongono una risposta netta si/no, perché il Libro dei Mutamenti non è fatto per rispondere in tal modo e la responsabilità della scelta è a carico del postulante. Se si vuole una risposta netta conviene giocarsela a testa o croce lanciando una sola moneta piuttosto che tre.

Vanno evitate le domande “suggestive”, cioè quelle impostate in modo da presupporre una certa risposta. Fra queste vanno comprese tutte quelle che contengono i verbi potere e dovere, che, almeno inconsciamente, limitano la libertà di scelta, e quelle fataliste che chiedono “cosa succederà” escludendo a priori ogni responsabilità o possibilità d’intervento da parte del postulante.

La domanda deve essere sempre posta in prima persona.

Vanno evitate le domande manipolatorie o che in qualsiasi modo interferiscano con il libero arbitrio di altre persone. È sbagliato, è inutile ed è contraddittorio e fonte di confusione, oltre che eticamente scorretto, chiedere cosa fanno, pensano, sentono o provano persone diverse dal consultante.

Come criterio generale, si può dire che non ha senso chiedere all’oracolo ciò che si può chiedere direttamente alla persona interessata.

Un tipico esempio di domanda suggestiva e manipolatoria è: “se mi ama, perché non lascia quell’altra persona e non torna da me?”.

L’unico modo logico e corretto di porre una domanda del genere sarebbe invece: “come è più opportuno che io mi comporti con la tale persona?”.

Un discorso a parte meritano le domande filosofiche.

Viene spesso spontaneo personalizzare il Libro dei Mutamenti immaginandolo come un vecchio saggio a cui si può chiedere consiglio nei momenti difficili, ma col quale si può anche conversare amabilmente sia del senso della vita che delle cose più banali e quotidiane.

In questo senso si può porre allo Yi Jing (I Ching) qualsiasi domanda, purché sincera e rispettosa.

La domanda va declamata con chiarezza e con convinzione.

Ciò serve a focalizzarsi e a concentrare tutta la propria energia nella domanda e potenzia l’efficacia del responso.

Dice il Grande Commentario dello Yi Jing (I Ching):

Perciò in tempi di quiete il nobile contempla queste immagini e medita sulle sentenze.

Se imprende qualcosa egli contempla le alterazioni e medita sui responsi oracolari.

Perciò egli viene benedetto dal cielo: “Salute! Nulla che non sia propizio.”.

Il Libro dei Mutamenti contiene il quadruplice Senso [Dao 道] dei santi saggi. Nel parlare ci si regoli secondo le sue sentenze, nell’agire ci si regoli secondo le sue alterazioni, nel fabbricare oggetti ci si regoli secondo le sue immagini, nel consultare l’oracolo ci si regoli secondo le sue indicazioni.

Perciò il nobile lo interroga quando deve produrre qualcosa o compiere un’azione, e lo fa ricorrendo alle parole. Esso accoglie le comunicazioni come un’eco; per esso non vi è nulla di lontano o vicino, nulla di oscuro o profondo, e così il nobile apprende le cose che verranno. […]

Yi Jing (I Ching), Grande Commentario, V e VI Ala

[Leggi anche: “L’I Ching non risponde alla domanda“.]

Valter Vico
333.26.90.739, valter.vico@gmail.com
Consulenze Numerologiche e consultazioni dell’I Ching su appuntamento (di persona o al telefono)
Corsi di I Ching e Numerologia Orientale

WiChing_med

L’I Ching è un oracolo, un libro di saggezza ed una guida a cui tutti possono porre le proprie domande, ricevere indicazioni sul giusto atteggiamento da tenere e sulle azioni da intraprendere (o da non intraprendere) nelle varie situazioni della vita e nel cammino della propria evoluzione personale.
Prima di prendere una decisione importante richiedi un Consulto con l’I Ching (su appuntamento di persona a Torino oppure al telefono) per porre al Libro dei Mutamenti una domanda concreta su di un problema che ti sta a cuore nei progetti, negli affari oppure nelle relazioni famigliari, affettive o lavorative.
La risposta dell’I Ching ti fornisce un quadro obiettivo dello stato delle cose, un’indicazione precisa della corretta linea d’azione da seguire ed una chiara visione delle prospettive evolutive e degli strumenti a tua disposizione.


NOTA

[1] In realtà non si scrive “ai Ching” ma “all’I Ching” o, ancora meglio, secondo la trascrizione moderna Pin Yin, “allo Yi Jing”, perché I (Yi) non è l’articolo ma il nome del Libro:

  • I (Yi) = Mutamento
  • Ching (Jing) = Libro

Vivere ogni cosa

Bisogna, alle cose,
lasciare la propria quieta, indisturbata evoluzione
che viene dal loro interno
e che da niente può essere
forzata o accelerata.
Tutto è: portare a compimento
la gestazione
e poi dare alla luce.

Bisogna avere pazienza
verso le irresolutezze del cuore
e cercare di amare le domande stesse
come stanze chiuse a chiave e come libri
che sono scritti in una lingua che proprio non sappiamo.

Si tratta di vivere ogni cosa.
Quando si vivono le domande,
forse, piano piano, si finisce,
senza accorgersene,
col vivere dentro alle risposte
celate in un giorno che non sappiamo.


Rainer Maria Rilke, Vivere ogni cosa


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Testo tratto da “YI JING (I Ching) – Guida alla consultazione diretta e spontanea del Libro dei Mutamenti” di Valter Vico

Photo by Olya Kobruseva on Pexels

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