Una rassegna selezionata (in ordine di preferenza) dei testi di I-Ching e dintorni che ho trovato più utili ed interessanti nella realizzazione del mio testo: “Yi Jing (I Ching) – Guida alla consultazione diretta e spontanea del Libro dei Mutamenti“.

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TRADUZIONI

(a cura di) Cyrille Javary e Pierre Faure: Yi Jing, le Livre des Changements, ed. Albin Michel

Pierre Faure: Le Yi Jing par Lui-Meme, ed. Alphée

Cyrille Javary: Le Discours de la Tortue, découvrir la pensée chinoise au fil du Yi Jing, ed. Albin Michel

Pierre Faure è stato mio insegnante. Il suo commento alla bella traduzione di Cyrille Javary è rigoroso, profondo e illuminante ed è il frutto di uno studio e di una pratica assidui che gli conferiscono un’assoluta confidenza e padronanza nell’utilizzo dello strumento.

Le tre opere citate di Faure e Javary si integrano e completano a vicenda.

(a cura di) Richard Wilhelm: I Ching, il Libro dei Mutamenti, ed. Adelphi [oppure l’edizione equivalente: l King, Il Libro dei Mutamenti, ed. Astrolabio Ubaldini]

È la versione dello Yi Jing su cui mi sono formato ed il mio primo riferimento.

È un testo in parte datato, perché risale al 1923 e non può, ovviamente, tener conto delle fondamentali scoperte successive, ma ritengo che rimanga tuttora la migliore traduzione disponibile in italiano, oltre che l’unica completa di tutte le Ali.

Esprime al meglio la lettura confuciana tradizionale e conservatrice del Libro dei Mutamenti.

(a cura di) Richard John Lynn: I Ching, the Classic of Changes, ed. Columbia University Press

Un’opera particolarmente interessante perché riporta integralmente l’interpretazione di Wang Bi (226-249), il più influente fra i commentatori classici del Libro dei Mutamenti, a confronto con quella dei più importanti fra i suoi successori: Kong Yida (574-648), Cheng Yi (1033-1107) e Zhu Xi (1130-1200).

(a cura di) Hilary Barrett: I Ching – Walking your path, creating your future, Ed. Arcturus

La versione dell’I Ching di Hilary Barrett è la mia preferita.

La traduzione è accurata ma evocativa e tiene nel giusto conto le scoperte della moderna ricerca filologica sul Libro dei Mutamenti. Il commento è sintetico ma sempre pertinente e stimolante. Il testo è chiaramente proposto come strumento snello ed efficace per la consultazione dell’oracolo.

Per lo studio e gli approfondimenti teorici si può far riferimento al sito I Ching with Clarity che mette a disposizione molte utili risorse, fra cui un interessante forum di discussione.

(a cura di) Stephen Karcher : Total I Ching: Myths for Change, ed. Piatkus

Quella di Stephen Karcher è la versione del Libro dei Mutamenti che mi ha influenzato maggiormente. Anche se a volte si concede, per così dire, delle licenze poetiche, evocando i miti e le suggestioni della Cina arcaica, spesso riesce a rendere con grande efficacia il senso di mistero e di sacralità che circonda il responso dell’oracolo.

(a cura di) Richard Rutt: The Book of Changes (Zhou Yi), ed. Routledge

Questo è il migliore fra i testi “modernisti”, cioè fra quelli che criticano la visione tradizionale dello Yi Jing come libro di saggezza.

Richard Rutt è uno scettico e vuole dimostrare che il Libro dei Mutamenti, è solo il reperto di una società arcaica, barbara, crudele e superstiziosa. Questo pregiudizio ideologico lo porta a volte a forzare le interpretazioni, ma il suo libro rappresenta comunque la migliore sintesi degli studi e delle scoperte moderne sugli strati più antichi del Libro dei Mutamenti.

(a cura di) Bradford Hatcher: The Book of Changes: Yijing (I Ching) – Word By Word, pubblicato sul sito www.hermetica.info

Bradford Hatcher propone una doppia versione del Libro dei Mutamenti: una letterale e l’altra “interpretata”. Una risorsa importante per chi desidera studiare approfonditamente il testo cercando un rapporto diretto con il testo originale.

(a cura di) Tuck Chang: Unveiling the Mistery of the I-Ching, pubblicato sul sito http://www.iching123.com

La versione di Tuck Chang è quella che meglio di tutte mette in rilievo gli aspetti strutturali, simbolici e numerologici del Libro dei Mutamenti.

È una risorsa preziosa per scoprire i segreti della struttura interna del Libro dei Mutamenti e gettare nuova luce anche sul significato delle parole del testo.

(a cura di) Ritsema e Sabbadini: I Ching, il Libro dei Mutamenti, ed. URRA

Questa versione del Libro dei Mutamenti nasce dall’esperienza dei gruppi di consultazione dell’oracolo di orientamento junghiano tenuti per decenni presso la Fondazione Eranos sotto la guida di Ritsema, allora direttore del centro. Gli esagrammi non sono commentati e non viene fornita un’interpretazione. La traduzione è letterale e lo stesso ideogramma viene sempre reso con l’identico termine, ma ne vengono forniti a latere i possibili significati alternativi. L’idea è quella di presentare tutta la “costellazione di significati” legata agli ideogrammi, in modo che il lettore possa personalizzare il responso in base alla sua intuizione. È uno strumento utile per imparare a svincolarsi dalle interpretazioni preconfezionate, ma, non essendo comunque possibile una traduzione “neutra”, gli stessi termini scelti, oltre ad appesantire spesso la lettura, rivelano comunque un’impostazione di tipo prettamente “psicologico”.

(a cura di) Stephen L. Field: The Duke of Zhou Changes, ed. Harrassowitz

Un testo interessante, che tiene conto delle scoperte archeologiche e filologiche più recenti e propone una lettura dello Zhou Yi secondo quella che gli studiosi “modernisti” ritengono fosse la mentalità primitiva e superstiziosa degli antichi redattori del Libro dei Mutamenti. Da questo punto di vista sconta il pregiudizio, tipico dei ricercatori scettici, di considerare l’oracolo il reperto di una società barbara e sanguinaria senza coglierne l’aspetto evolutivo.

(a cura di) Wang Dongliang: Les Signes et les Mutations, ed. L’Asiathèque

Riporta e commenta il testo del famoso manoscritto di Mawangdui del 3° secolo a.C.. Si tratta di uno dei reperti più antichi del Libro dei Mutamenti, anche se differisce in parte dal testo ricevuto, che tuttavia coincide perfettamente con altri ritrovamenti di epoca precedente. Presumibilmente, prima della canonizzazione, avvenuta nel 136 a.C., circolavano diverse varianti dello Yi Jing.

(a cura di) Michel Vinogradoff: Yi Jing, La marche du Destin, ed. Dervy

(a cura di) Michel Vinogradoff: Dans le Yi Jing à tire d’aile, les commentaires du Yi Jing, Guy Trédaniel Editeur

Michel Vinogradoff: L’Esprit de l’Aiguille, l’apport du Yi Jing à la pratique de l’acupuncture, ed. Springer

Michel Vinogradoff: Le Silence de l’Aiguille, quand le Yi Jing éclaire les transformations induites par l’acupuncture, ed. Springer

Vinogradoff, oltre che studioso dello Yi Jing, è agopuntore.

La sua versione del Libro dei Mutamenti è sobria ma efficace ed è una delle poche a comprendere il testo completo delle Ali.

Particolarmente significativo il suo contributo su Yi Jing e Agopuntura, di grande interesse per tutti coloro che si interessano di Medicina Tradizionale Cinese e desiderano scoprire come essa attinga al Libro dei Mutamenti, “la fonte di ogni scienza e conoscenza”.

(a cura di) Gregory Whincup: Rediscovering the I Ching, ed. St. Martin Griffin

La versione di Whincup dell’I Ching ha la particolarità di dare una lettura molto omogenea e coerente dello sviluppo degli esagrammi e delle linee del Libro dei Mutamenti. Egli parte dal presupposto che vi vengano rappresentate in modo lineare e coerente le sorti altalenanti di un nobile coinvolto nelle tumultuose vicende che intorno all’anno 1000 a.C. portarono alla nascita della dinastia Zhou che sconfisse e soppiantò la precedente e gloriosa dinastia Shang.

È un testo che può essere interessante per chi desidera approfondire il legame fra il Libro dei Mutamenti e le condizioni sociali e politiche di quel periodo. Non lo consiglio ai principianti perché troppo specializzato e non mi sembra particolarmente adatto alla consultazione dell’oracolo perché la traduzione è troppo unilaterale ed a volte un po’ forzata per poter mantenere la coerenza col suo assunto iniziale, che è senza dubbio interessante, ma che non può esaurire l’universo simbolico del Libro dei Mutamenti. D’altronde è interessante notare come nell’I Ching possano coesistere e convivere armoniosamente diversi possibili livelli di lettura ed interpretazione.

(a cura di) Chung Wu: The Essentials of the Yi Jing, ed. Paragon House

(a cura di) Thomas Cleary: I Ching Taoista, Edizioni Mediterranee [riporta i commenti del maestro taoista Liu I-ming pubblicati nel 1796]

(a cura di) Thomas Cleary: The Buddhist I Ching, Shambhala Dragon Editions [riporta i commenti del maestro di meditazione buddhista Chih-hsu Ou-i (1599-1655)]

(a cura di) Thomas Cleary: I Ching, The Tao of Organization, Shambhala Dragon Editions [riporta i commenti del filosofo neo-confuciano Cheng Yi (1033-1107)]

(a cura di) Thomas Cleary: I Ching Mandalas: A Program of Study for The Book of Changes, Shambhala Dragon Editions

Thomas Cleary ha svolto un lavoro molto interessante proponendo le più influenti interpretazioni dello Yi Jing secondo le tre principali scuole filosofiche cinesi.

Le versioni buddhista e taoista sono destinate agli adepti e trattano gli Esagrammi in funzione delle pratiche tradizionali di auto-elevazione personale. Sono dunque molto specialistiche e possono essere utili solo a chi conosce l’argomento e pratica la meditazione.

La versione confuciana può invece interessare tutti coloro che desiderano approfondire la struttura interna dello Yi Jing, perchè è molto più pragmantica e si basa sulla struttura degli Esagrammi e sull’analisi delle relazioni e dei ruoli reciproci delle linee, presi come paradigma dell’ordine sociale.

Alle traduzioni si affianca un testo che riporta i programmi di studio tradizionali dello Yi Jing. Per un paio di millenni il Libro dei Mutamenti è stato il testo base su cui si è formata tutta la classe dirigente dell’impero, conseguentemente, oltre agli innumerevoli commentari, venivano proposti degli specifici programmi di studio che comprendono anche interessanti disposizioni grafiche dei Trigrammi e degli Esagrammi.

(a cura di) John Blofeld: I Ching, Il Libro della Mutazione, ed. Mondadori

La versione dell’I Ching di Blofeld risale al 1968. Oggi risulta un po’ datata ma per lungo tempo è stata una delle poche alternative valide a quella di Wilhelm. Il libro è esplicitamente indirizzato alla consultazione dell’oracolo.

I commenti sono scarni e ciò favorisce un rapporto più diretto con i responsi dell’I Ching. La traduzione è accurata.

Chinese Text Project: testo originale in cinese con traduzione inglese di Legge

SAGGISTICA

Richard Alan Kunst: The Original Yijing: A Text, Phonetic Transcription and Index with Sample Glosses. Ann Arbor University Microfilms, 1985

La tesi di laurea di Kunst rimane tuttora uno dei riferimenti accademici più importanti riguardo agli studi ed alle scoperte recenti che hanno rivoluzionato le conoscenze tradizionali sugli strati più arcaici del Libro dei Mutamenti, lo Zhou Yi (il testo base dello Yi Jing che comprende le “sentenze” e le “linee”). Ha un’impostazione “revisionista”, per cui nega il valore sapienziale del Libri dei Mutamenti che considera il reperto di una società barbara, crudele e sanguinaria.

Bent Nielsen: A Companion to Yi Jing Numerology and Cosmology, ed. Routledge Curzon

Il riferimento fondamentale per lo studio degli aspetti numerologici e simbolici del Libro dei Mutamenti.

S. J. Marshall: The Mandate of Heaven, Hidden History in the I Ching, Columbia University Press (pdf scaricabile gratuitamente dal sito dell’autore)

Un libro appassionante sulla storia e sulle storie legate alla nascita del Libro dei Mutamenti e della Dinastia Zhou.

Le ricerche storiche, astronomiche e filologiche di Marshall donano significati nuovi e sorprendenti ad alcuni passi dello Yi Jing che prima potevano apparire vaghi o misteriosi.

David W. Pankenier: Astrology and Cosmology in Early China – Conforming Earth to Heaven, ed. Cambridge University Press

Edward L. Shaughnessy: Unearthing the Changes – Recently Discovered Manuscripts of the Yi Jing (I Ching) and Related Texts, ed. Columbia University Press

La storia rocambolesca del più antico reperto conosciuto del Libro dei Mutamenti, ritrovato recentemente al mercato nero e conservato al museo di Shanghai. Si tratta di un manoscritto su listarelle di bambù, risalente al 300 a.C., di cui si è conservata circa la metà del testo, che corrisponde quasi esattamente a quello ricevuto. Ciò dimostra che a quell’epoca il nucleo del Libro, il Zhou Yi, era ormai consolidato anche se ne circolavano versioni alternative, come quella riportata nel famoso manoscritto di Mawangdui che è però successivo di almeno un secolo.

Steve Moore: The Trigrams of Han, Inner Structures of the I Ching, ed. The Aquarian Press (il testo di può scaricare liberamente in formato pdf)

Geoffrey Redmond, Tze-Ki Hon: Teaching the I Ching (Book of Changes), ed. Oxford University Press

Jean Philippe Schlumberger: Yi Jing – Principes, pratique et interprétation, Editions Dangles

Un libro dedicato all’analisi della struttura interna degli esagrammi e delle relazioni simboliche fra i trigrammi e fra le linee. Non riporta alcuna traduzione del testo, ma, affiancato ad una buona traduzione, è uno strumento molto utile per comprendere le dinamiche energetiche espresse dai simboli del Libri dei Mutamenti.

Sarah Dening: The Everyday I Ching, ed. St. Martin’s Griffin

Un libro molto utile per la comprensione dei responsi. Non riporta la traduzione del testo, ma fornisce un’interessante lettura del potenziale evolutivo espresso da ogni esagramma e dalle singole linee. Utile, sintetico, chiaro e lineare. Esprime con semplicità la grande capacità empatica dell’autrice, la sua grande esperienza di consultazione e la sua profonda confidenza con il Libro dei Mutamenti.

Richard J Smith: Fathoming the Cosmos and Ordering the World: The Yijing (I Ching, or Classic of Changes) and Its Evolution in China. University of Virginia Press

Richard J Smith: I Ching – Una nuova lettura del libro dei Mutamenti, ed. Il Mulino

Un testo utile per chi vuole approfondire la conoscenza della storia del Libro dei Mutamenti.
Che io sappia è la prima opera in italiano a riportare gli studi storici, archeologici e filologici sull’I Ching degli ultimi decenni che hanno riportato alla luce alcuni dei significati arcaici dell’oracolo che nel corso dei secoli erano rimasti sepolti e dimenticati sotto una spessa coltre di moralismo confuciano.
Lo consiglio ai cultori dell’I Ching che desiderano comprenderne meglio il senso originale.
Non comprende la traduzione del testo.

Zu-Hui Yang – Hiria Ottino: Le Livre de la Simplicité, Yi Jing Taoiste, Guy Trédaniel Editeur

Hellmut Wilhelm: Heaven, Earth and Man in the Book of Changes, ed. University of Washington Press

Hellmut e Richard Wilhelm: Understanding the I Ching, ed. Princeton Bollingen

W. K. Chu, W. A. Sherrill: The Astrology of I Ching, ed. Routledge & Kegan Paul

W. K. Chu, W. A. Sherrill: An Antology of I Ching, ed. Routledge & Kegan Paul

Lama Anagarica Govinda: La struttura interna dell’I Ching, ed. Astrolabio

Da Liu: Come consultare I King per predire il vostro futuro, ed. Astrolabio

Da Liu: I King e la Numerologia, ed. Astrolabio

Diana Ffarrington Hook: I King e Voi, ed. Astrolabio

Diana Ffarrington Hook: I King e l’Umanità, ed. Astrolabio

Diana Ffarrington Hook: I Ching e il cancro, studi e collegamenti, ed. Il Mutamento Pubblicazioni

Francois Jullien: Figure dell’immanenza, una lettura filosofica del I Ching, Editori Laterza

Katya Walter: Il Tao del Caos (Dall’I Ching al Dna: il codice fondamentale dell’universo), ed. Piemme

Martin Schonberger: The I Ching and the Genetic Code, the Idden Key to Life, ed. Aurora Press

Carl Gustav Jung: La Sincronicità, Biblioteca Bollati Boringhieri

Marie-Louise von Franz: Number and Time, ed. Rider & Company

NARRATIVA

Hermann Hesse: Il giuoco delle perle di vetro, ed. Oscar Mondadori

Il Premio Nobel Hermann Hesse ne “Il giuoco delle perle di vetro” (1943), dedica alcune pagine all’I Ching, che sembra averlo comunque  ispirato nel delineare il “Giuoco”, di cui non conosciamo le regole, ma di cui sappiamo che consiste nell’evidenziare correlazioni nascoste ed inaspettate fra gli aspetti apparentemente più distanti del sapere umano.

Philip K. Dick: La svastica sul sole, Fanucci Editore

“Il giuoco delle perle di vetro” di Hermann Hesse viene considerato un romanzo di fantascienza “colta”. Sul versante più “popolare” della fantascienza troviamo “L’uomo nell’alto castello”, di Philip K. Dick (1962, pubblicato anche come “La svastica sul sole“, Fanucci Editore), vincitore del Premio Hugo come miglior romanzo. Qui Il Libro dei Mutamenti è il protagonista incontrastato e l’ispiratore di un romanzo nel romanzo col susseguirsi di continui e stupefacenti ribaltamenti dei piani della realtà secondo lo stile tipico di Dick.

Elisa Rossi: Quando il drago muove la coda, ed. Nottetempo

Quando il drago muove la coda” è un romanzo giallo, scritto nel 2008 dall’agopuntrice Elisa Rossi, in cui l’I Ching rivela le trame di un misterioso complotto internazionale.

Philip Pullman: Queste oscure materie (trilogia: La bussola d’oro, La lama sottile, Il cannocchiale d’ambra), Salani Editore

Da “La bussola d’oro“, primo volume della trilogia Queste oscure materie, pubblicato nel 1995, è stato tratto nel 2007 il film omonimo.

La Bussola d’Oro, o Aletiometro (dal greco Alétheia: Verità), è un “lettore simbolico”, uno strumento fantastico che, come l’I Ching, risponde a qualsiasi domanda e “dice sempre la verità”. Per consultare l’Aletiometro ed ottenere la risposta si dispongono opportunamente tre aghi in corrispondenza dei simboli riportati sul quadrante ed il quarto ago indicherà i simboli che costituiscono la risposta. Poiché ogni simbolo ha infiniti livelli di lettura, per interpretare il responso è necessario ricorrere al “Libro dei Significati”, ma la protagonista, Lyra, non ne ha bisogno perché è in grado di interagire intuitivamente con lo strumento.

“Il cannocchiale d’ambra”, epilogo della trilogia, riporta due esempi di consultazione del Libro dei Mutamenti.

Victor Pelevin: Dialettica di un Periodo di Transizione dal Nulla al Niente, ed. Mondadori

Dialettica di un periodo di transizione dal nulla al niente” di Viktor Pelevin è un romanzo giallo e di spionaggio ricco di suspense, ambientato nel mondo degli intrighi del KGB, in cui l’arma segreta è rappresentata dagli esagrammi del Libro dei Mutamenti.

Valter Vico

Yi-Jing copertina

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