“Ch’ien – Il creativo” (video di Vittorio Nocenzi) I Ching Esagramma 1

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I Ching e Vittorio Nocenzi

Vittorio Nocenzi, già fondatore e tastierista del Banco del Mutuo Soccorso, nel 2009 ha realizzato “Estremo Occidente” un album di piano solo che raccoglie 9 composizioni ispirate ad altrettanti esagrammi dell’I ChingLa Forza Domatrice del Grande (esagramma 26), Il Creativo (1)Il Sereno, Il Lago (58), La Contrapposizione (38), L’Emendamento delle Cose Guaste (18)Lo Straripamento (43), L’Inaspettato (25), Gli Angoli della Bocca (27) e Il Seguire (17).

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I Ching e Pink Floyd: Esagramma 24, il Ritorno

Syd Barret, a cui è dedicato il celeberrimo “Wish You Where Here” del 1975, fu il primo leader dei Pink Floyd durante gli esordi “psichedelici” del gruppo ed era un appassionato frequentatore dell’I Ching. Egli trasse, molto liberamente, il testo del brano “Chapter 24” (“The Piper at the Gates of Dawn“, album di debutto dei Pink Floyd) da quello dell’esagramma 24 del Libro dei Mutamenti.

Riportiamo qui di seguito il testo originale del brano, la sua traduzione in italiano ed il testo dell’esagramma 24.

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I Ching e Beatles: Esagrammi 13, L’Associazione fra gli Uomini, e 56, Il Viandante

Il blog The Sixties, nell’articolo “The 20 Greatest Beatles Songs”, riporta la testimonianza di Chris Difford su come George Harrison si ispirò all’I Ching nel comporre “While My Guitar Gently Weeps” (1968): “George era quello che era tornato dall’India con un risveglio spirituale che l’avrebbe accompagnato per tutto il resto della sua vita, mentre gli altri tornavano indietro solo con le cartoline. Arrivò al testo della canzone utilizzando l’I Ching: aprì a caso il libro e la prima frase che lo colpì fu “gently weeps”, così costruì il brano intorno ad essa”.

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I Ching e John Cage

John Cage nel 1950 si procura il libro dell’I Ching, di cui si vuole servire per fare delle scelte compositive senza l’intervento della sua volontà, in modo non intenzionale. È un metodo per organizzare il caso, per controllare l’imprevedibile. Serve a determinare secondo un sistema di combinazioni numeriche, quali note suonare, la loro durata, la loro altezza.

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Il Tao della musica: la concezione della musica nell’antica Cina

tao-della-musicaQuesto originale volume interesserà gli appassionati di cultura cinese e taoista, gli estimatori del pensiero musicale in generale e in particolare gli amanti della musica occidentale del secondo Novecento, che qui possono trovare nuove modalità per il suo ascolto.

(Leggi l’articolo completo sul sito di Shiatsu Milano Editore…)

Sting e la sincronicità

Abbiamo visto in un articolo precedente che Carl Gustav Jung, grande cultore dell’I Ching, attribuisce il meccanismo di funzionamento del Libro dei Mutamenti al principio di “sincronicità”. Questa è invece l’interpretazione che ne danno Sting ed i Police nel brano “Synchronicity I” del 1983 di cui è riportato nel seguito il testo originale inglese e la traduzione in italiano.

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L’I Ching e… Leonard Cohen

Su un tavolino, altrimenti vuoto, era posato un libro di cui non avevo mai sentito parlare: I Ching. In un primo momento pensai che potesse trattarsi di poesia orientale, come i libri di haiku che prendevo in mano ogni tanto nella libreria … di Charles Tuttle a Rutland, nel Vermont. Ma Leonard mi spiegò che quello era in realtà un modo di vivere, o meglio un modo per determinare la vita. Trasse fuori dalla tasca un paio di monetine canadesi e iniziò a dimostrarmi come, lanciando le monete e interpretandole in abbinamento con gli scritti dell’I Ching, si possa modificare la natura del nostro comportamento, altrimenti in balia dell’ego. Mi sembrava una tale assurdità che ero sicura che dovesse trattarsi di un gioco, forse una forma asiatica del Monopoli.
Quanto più mi esponeva i dettagli del metodo, tanto più mi appariva ridicolo. Quando a me fu chiaro che Leonard prendeva seriamente la faccenda e lui capì che per me non era così, la nostra conversazione finì e tornai a casa.

(da “My Life Without Leonard Cohen”, di Ruth R. Wisse. Riportato dal sito www.biroco.com . Traduzione di Tiziano Mattei.)

#Cohen #LeonardCohen #IChing #ego

L’I Ching e… Bob Dylan

D: Ha qualcosa da dire sulla religione o sulla filosofia?

R: Non ho una religione né una filosofia, per cui non posso dire molto al riguardo. Molti ce l’hanno, ed è buono se realmente seguono un certo canone; non voglio andar in giro a cambiare le cose.
Non mi piace che qualcuno mi dica che cosa devo fare, in che cosa devo credere, o come devo vivere; sapete, non mi interessa.
La filosofia non può darmi nulla che io non abbia già. La cosa più grande di tutte, che comprende in sé tutto, in questo Paese viene allontanata. È un’antica filosofia e religione cinese, lo era davvero…
C’è un libro chiamato “I-Ching”, non voglio fargli pubblicità, non ne voglio nemmeno parlare, ma è l’unica cosa che è incredibilmente vera, punto; e non solo per me. Chiunque se ne accorgerebbe. Basta essere vivi per accorgersene, è un sistema completo per scoprire la realtà, basato su cose di ogni sorta. Non c’è bisogno di credere in qualcosa per leggerlo, perché oltre ad essere un grande libro in cui credere è anche poesia della più meravigliosa.

(Bob Dylan, su Chicago Daily News, 1965. Intervista ripresa dal sito www.biroco.com. Traduzione di Tiziano Mattei.)

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I Ching e musica

Molti musicisti, dai Beatles ai Pink Floyd passando per John Cage, si sono ispirati al Libro dei Mutamenti nelle loro composizioni.

Syd Barret, a cui è dedicato il celeberrimo “Wish You Where Here” del 1975, fu il primo leader dei Pink Floyd durante gli esordi “psichedelici” del gruppo ed era un appassionato frequentatore dell’I Ching. Egli trasse, molto liberamente, il testo del brano “Chapter 24” (“The Piper at the Gates of Dawn”, album di debutto dei Pink Floyd) da quello dell’esagramma 24 del Libro dei Mutamenti.
Riportiamo qui di seguito il testo originale del brano, la sua traduzione in italiano ed il testo dell’esagramma 24.

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