Cos’è il Qianziwen

Il Classico dei 1000 caratteri, 千字文 Qianziwen in cinese, Senjimon in giapponese (千字文, せんじもん) è un poema didattico composto da 250 versi di quattro caratteri, nessuno dei quali viene mai ripetuto.

Secondo la leggenda fu l’imperatore Wu, che governò dal 502 al 547 della dinastia Liang, a commissionarlo a Zhou Xingsi, perché voleva un testo letterario per insegnare il cinese al suo erede. Utilizzando caratteri scelti dai lavori del grande Wang Xizhi (321 – 379), Zhou Xingsi compose in una sola notte i sette capitoli formati da otto caratteri per riga, in rima.

Si tratta di un’opera poetica che alla ricchezza della struttura grammaticale e agli elementi formali di uno stile classico aggiunge sintetiche informazioni storiche e culturali. I versi parlano di natura, storia, geografia, società e condotta individuale secondo una visione del mondo che appartiene alla Cina tradizionale, e per questo è sempre stato usato dagli studenti per prepararsi agli esami non solo in Cina ma anche in Corea e Vietnam.

Fin dall’epoca Tang è stato invece utilizzato dai calligrafi cinesi, giapponesi e coreani come un testo su cui esercitarsi nelle diverse forme di scrittura. Il suo contenuto a volte superstizioso o poco democratico e/o maschilista, secondo i nostri standard attuali, lo ha fatto decretare dal sistema scolastico cinese non più adatto come testo didattico, tuttavia i calligrafi di tutto il mondo lo impiegano ancora. Misurarsi con uno o più d’uno dei meravigliosi esempi del Qianziwen che i grandi calligrafi ci hanno lasciato, è un’esperienza di straordinario arricchimento, un’occasione di studio approfondito della calligrafia nel solco di una tradizione secolare.

千字文Traduzione e commento

Primo capitolo

1

天地玄黄宇宙洪荒

tian di xuan huang, yu zhou hong huang

Il cielo era nero e la terra gialla; Spazio e tempo vasti, illimitati

Secondo la Genesi cinese di Wu Chengeng, all’inizio del celebre romanzo del sedicesimo secolo Viaggio in occidente, hong huang si riferisce alla condizione fluida e caotica dello stato primordiale precedente alla strutturazione del mondo. Interessanti le similitudini con le Metamorfosi di Ovidio. Zhou nei testi più antichi come il Huai nan zi rappresenta sia il passato sia il presente, mentre yu si riferisce al tutto. A ciò che muta e fluttua.

2

日月盈昃辰宿列

ri yue ying ze, chen xiu lie zhang

Il sole sorge e tramonta, la luna è piena o calante; Distese di stelle e costellazioni

Chen significa tempo. Il giorno era diviso in 12 segmenti di due ore. Secondo l’astronomia dell’antica Cina le costellazioni sono 28.

3

寒來暑往秋收冬藏

han lai shu wang, qiu shou dong cang

Freddo e caldo si alternano; In autunno la raccolta, in inverno la scorta

Riso e miglio vengono coltivati in Cina da 4500 anni. Nella provincia dello Zhejiang si sono trovate tracce di coltivazione del riso che risalgono a 7500 anni or sono, le più antiche del mondo. I ritmi di semina e raccolta erano basati fin dall’inizio sul calendario lunare, o calendario agricolo, suddiviso in 24 periodi.

4

閏餘成歲律召調陽

run yu cheng sui, Lü lü tiao yang

Si aggiungono giorni agli anni; Giustizia in armonia con sole e celesti sfere

Run yu si riferisce all’anno lunare, 355 giorni e ¼, circa dieci giorni più breve del giro completo della terra intorno al sole. Per questo venivano aggiunti mesi, run yue, che spesso prolungavano l’anno. Forse il significato è che tutti i principi, siano leggi dell’uomo o della natura, sono regolati per ottenere l’armonia, come le note musicali.

5

雲騰致雨露結為霜

yun teng zhi yu, lu jie wei shuang

Sigonfiano le nuvole e diventano pioggia; La rugiada congela in brina mattutina

Descrizione sintetica e chiara, per il V secolo, dei processi fisici che la meteorologia odierna chiama il comportamento di una massa adiabatica in un’aria più fredda in condizioni instabili. La rugiada ghiaccia al gelo del mattino. Ma la brina è davvero rugiada gelata? Si tratta anche della sublimazione delle energie del Junziren (uomo superiore secondo la visione confuciana).

6

金生麗水玉出崑崗

jin sheng li shui, yu chu kun gang

Nasce l’oro nel fiume Li; La giada viene dalle grotte di Kunlun

Si cercava l’oro nei fiumi allora come oggi. Kunlun sta probabilmente a indicare i monti Kunlun, in Tibet, dove vuole la leggenda che il Lago di Giada fosse la dimora delle fate e della regina madre d’Occidente. La giada indica le virtù e il buon carattere.

7

劍號巨闕珠稱夜光

jian hao ju que, zhu cheng ye guang

Leggendaria la spada di giada; Una perla è “Il bagliore della Notte”

La spada del re di Yue (periodo delle Primavere e Autunni, 770-476 a.C.) La perla che era stata l’occhio di una balena, nota anche come ye ming zhu.

8

果珍李柰菜重芥薑

guo zhen li nai, cai zhong jie jiang

I frutti più preziosi sono pero e melo; Tra gli ortaggi senape e zenzero sono i migliori

Li significa pero ma nell’antichità anche pesca. Della senape si usano pianta e semi, lo zenzero è utilizzato in cucina e come erba medicinale per curare ipertensione e altri disturbi.

9

海鹹河淡鱗潛羽翔

hai xian he dan, lin qian yu xiang

Salmastro il mare, dolci i fiumi; Sotto nuotano i pesci, in alto volano gli uccelli

Così si chiude il primo capitolo del Qianziwen che, iniziato con cielo e terra, si è dedicato a descrivere fenomeni naturali.

Il Classico dei 1000 caratteri nella storia della calligrafia

Il fatto che il 1000 caratteri sia stato compilato con estratti dalle calligrafie di Wang Xizhi 王羲之, uno dei maggiori calligrafi di tutti i tempi, costituisce già un fatto significativo. Nonostante le sue finalità fossero inizialmente legate all’apprendimento della scrittura dei caratteri, già dall’epoca Tang 唐 venne adottato dai calligrafi come uno dei testi con cui esercitarsi nelle diverse forme di scrittura. Nel corso dei secoli e fino ai nostri giorni, è stato eseguito un numero incalcolabile di volte e si contano numerosi capolavori realizzati dai maggiori calligrafi della storia.

Questo classico costituisce un ottimo esempio di quanto possano differire le diverse interpretazioni di un unico testo, non solo per quanto riguarda la scelta della forma di scrittura ma anche per quella stilistica nell’esecuzione dei caratteri, per le contrastanti soluzioni adottate nel loro allineamento e nella composizione, ecc. Ogni testo offre innumerevoli possibilità interpretative e ognuna di esse può a sua volta fornire nuova ispirazione ad altri calligrafi. La storia di quest’arte costituisce un vasto repertorio ricco di richiami e contrapposizioni che si alternano nel suo sviluppo temporale caratterizzandosi in modo sempre nuovo e creativo.

L’apporto del calligrafo consiste nell’interpretazione del significato del testo o del singolo carattere, nella particolare risonanza che essi assumono in lui, ma ogni carattere è anche forma prestabilita, una forma che assume aspetti notevolmente diversi nelle varie forme di scrittura ed è aperta a ulteriori originali interpretazioni stilistiche. Ogni carattere, siccome è forma, è anche gesto esecutivo, sintesi di un impulso che si traduce in un movimento che per lasciare una traccia si misura con le potenzialità e le caratteristiche, ma anche i limiti, degli strumenti calligrafici.

Zhao Mengfu 趙孟頫 (1254-1322) 1000 caratteri in sei forme di scrittura Liuti Qianzi we 六體 千字文

Questo 1000 caratteri sviluppa il testo in sei forme di scrittura; ogni carattere, da destra a sinistra, è scritto in dazhuan 大篆 (zhuan maggiore), xiaozhuan 小篆 (zhuan minore), lishu 隷書 (scrittura degli scrivani o funzionari), zhangcao 章草 (corsivo antico sviluppatosi in epoca Han), kaishu 楷書 (scrittura regolare o normale) e caoshu 草書 (corsivo moderno).

Zhao Mengfu

Zhao Mengfu 趙孟頫 (1254-1322), studioso, poeta, pittore e calligrafo fu un principe discendente della famiglia imperiale dei Song che accettò di far carriera ricoprendo alti incarichi presso la corte degli invasori mongoli che diedero vita alla dinastia Yuan e fu nominato Principe di Wei. Questa sua scelta lo rese inviso, non solo ai suoi pari, contemporanei, in gran parte ritiratisi nel sud del paese, ma anche alle generazioni successive, perché non aveva rispettato la virtù della lealtà patriottica. Lui stesso fu molto toccato da questa contraddizione di cui parlò nella sua opera La capanna della neve sui pini (Songxuezhai ji 松雪斋集) in cui dedicò molte pagine all’elogio della vita da eremita. Siccome nella calligrafia cinese sono ben presenti i valori didattico ed etico, il giudizio della persona si è riflesso sulle opere, tanto che molti hanno considerato la sua calligrafia e la sua pittura, seppur valida tecnicamente e “gioiosa”, irrimediabilmente intaccata di volgarità. Zhao Mengfu era molto abile dal profilo tecnico, sia in pittura che in calligrafia. Una sua quartina, scritta nel rotolo dipinto Rocce eleganti e alberi sparsi, recita:

Rocce in bianco volante, alberi in sigillare;

Scrivere i bambù esige la maestria degli otto tratti.

Colui che giunge a capire questi principi,

Sceglie l’identità tra calligrafia e pittura.

Pittura e calligrafia, pratiche parallele per innumerevoli artisti-letterati cinesi di ogni epoca, soprattutto grazie alla coincidenza dei mezzi impiegati in entrambe le arti. È agevole capire quanto possa essere favorita l’attività pittorica da una profonda acquisizione della tecnica calligrafica: nel maneggiare il pennello, nella sensibilità necessaria per dosare l’inchiostro e nel capire come comportarsi con varietà diverse di carta, più o meno assorbenti e di varie sfumature tonali e cromatiche. Tratti che diventano sempre più sfilacciati eseguiti col pennello via via esaurisce l’inchiostratura, tratti morbidi ottenuti con bassa densità d’inchiostro su carta molto assorbente, tratti densi e netti che solcano la carta terminando con punte acuminate, tratti a bianco volante che richiamano una velocità esecutiva ma in realtà sono solo il risultato della perizia tecnica dell’artista… gli esempi potrebbero continuare; tutto ciò potrebbe appartenere a un commento relativo a una calligrafia ma anche a un dipinto di Zhao.

I parallelismi vanno ben oltre e riguardano anche la composizione delle forme e dei relativi spazi ricavati dai tracciati. Ciò non solo dal profilo generale ma anche per quanto riguarda la costruzione di singoli caratteri; proprio Zhao Mengfu ce ne offre un ulteriore esempio: trovando difficile scrivere in modo soddisfacente il carattere wei 爲 (agire) in corsivo, per riuscirci si esercitò disegnando schematicamente un topo, configurazione che, secondo la sua sensibilità e immaginazione, coincideva con quella della sintesi di scrittura che voleva ottenere. D’altra parte, una delle origini dei caratteri cinesi di scrittura risiede nella schematizzazione pittografica e basta osservare le scritte delle origini su carapaci e ossi, jiaguwen 甲骨文, per trovare frammisti a caratteri astratti molte raffigurazioni schematiche di oggetti immediatamente riconoscibili ancor oggi.

Grazie alla sua spiccata sensibilità nell’uso del pennello Zhao Mengfu è anche considerato uno dei creatori della moderna pittura di paesaggio cinese basata su uno stile vigoroso dai tratti netti e vivi ed è molto apprezzato per i suoi dipinti di soggetto equestre, molto considerati dai Mongoli della corte Yuan.

Uomo con il suo cavallo nel vento – Zhao Mengfu
Elegant Rocks and Sparse Trees – Zhao Mengfu

– Primo capitolo del Qianziwen, Il Classico dei 1000 caratteri tradotto e commentato da Katia Bagnoli e Bruno Riva (©2009).

katia@shodo.it

bruno.riva@edu.ti.ch

Associazione culturale shodo.it

www.shodo.it