Richard WilhelmI Ching, il Libro dei Mutamenti

Esagramma 60, TSIE, LA DELIMITAZIONE

sopra Kkann, l’Abissale, l’Acqua
sotto Tui, il Sereno, il Lago

Il lago ha una estensione limitata. Entrandovi una maggior quantità d’acqua esso trabocca. Bisogna perciò porgli dei limiti. Nell’immagine sono le acque sopra e le acque sotto, quelle tra le quali la solidità del cielo è posta come barriera. La parola cinese per delimitazione significa veramente le solide sezioni dalle quali i gambi di bambù sono suddivisi. Nella vita comune s’intende con essa la parsimonia che possiede limiti fissi per le sue spese. Nella vita morale sono i limiti fissi ai quali il nobile commisura le sue azioni, le barriere della fedeltà e del disinteresse.

LA SENTENZA

La delimitazione: riuscita.
Delimitazione amara non va esercitata perseverantemente.

Barriere sono penose. Ma esse hanno grande effetto. Essendo parsimoniosi nella vita comune si è armati nei tempi di bisogno. Trattenendosi ci si risparmiano svergognamenti. Ma le barriere sono altrettanto indispensabili per mettere ordine nei rapporti universali. La natura ha limiti fissi per estate e per inverno, giorno e notte, e da questi limiti l’anno riceve il suo significato. Così la parsimonia serve perché i beni siano conservati mediante limiti fissi nelle spese, e perché gli uomini non vengano danneggiati. Soltanto bisogna mantenere la misura anche nella limitazione. Se si volessero imporre alla propria natura dei limiti troppo amari essa ne soffrirebbe. Se si volesse spingere troppo oltre la limitazione degli altri essi si rivolterebbero. Perciò ci vogliono dei limiti anche nel limitare.

L’IMMAGINE

Al di sopra del lago vi è acqua:
L’immagine della delimitazione.
Così il nobile istituisce numero e misura ed indaga cosa siano virtù e retto cammino.

Il lago è una cosa finita; l’acqua è inesauribile. Il lago può comprendere solo una determinata misura dell’infinita acqua. In ciò consiste la sua peculiarità. Delimitandosi ed erigendo delle barriere l’individuo acquista il suo significato anche nella vita. Qui ora si tratta di fissare con tutta chiarezza queste separazioni, le quali sono, per così dire, la colonna vertebrale della morale. Possibilità illimitate non sono fatte per l’uomo. Con questo la sua vita non farebbe altro che dissiparsi nell’illimitato. Per diventare forti bisogna istituire delle spontanee barriere di doveri. Solo circondandosi di queste barriere e fissando liberamente da sé i comandamenti del dovere, ogni uomo acquista valore quale spirito libero.

LE SINGOLE LINEE

Nove all’inizio significa:
Non uscire da porta e cortile non è una macchia.

Si vorrebbe spesso intraprendere una cosa, ma ci si trova di fronte a barriere insormontabili. Allora è opportuno intendere a che punto bisogna fermarsi. Se lo si capisce bene e non si vogliono sorpassare le barriere a noi poste, allora si accumula la forza che ci rende capaci di agire energicamente quando è venuto il momento. Reticenza taciturna è d’importanza fondamentale nella preparazione di importanti azioni.
Kung Tse dice: ″Dove nasce disordine, lì le parole ne sono i primi gradini. Se il principe non è discreto egli perde il servitore. Se il servitore non è discreto egli perde la vita. Se delle cose in germinazione non vengono trattate in silenzio, questo danneggia il compimento. Per questo il nobile è accurato nel tacere e non va oltre″.

Nove al secondo posto significa:
Non uscire da porta e cortile reca sciagura.

Quando è venuto il tempo d’agire si tratta di afferrare il momento. Come l’acqua in un lago da principio si accumula senza defluirne ma si apre certamente una strada quando il lago è pieno, così succede anche nella vita umana. È molto ben fatto esitare fin quando il momento non sia ancora giunto, ma non più a lungo. Quando gli impedimenti siano eliminati di modo che si possa agire, titubare è un errore che reca certo sciagura, essendosi perduta l’occasione.

Sei al terzo posto significa:
Chi non conosce delimitazione avrà da lamentarsi.
Nessuna macchia.

Ricercando solo divertimenti e piaceri si perde facilmente il senso dei limiti necessari. Ma dandosi alla prodigalità si dovranno subire le conseguenze con rammarico. Non bisogna ricercare gli errori presso gli altri. Soltanto avvedendosi degli errori propri, attraverso tali spiacevoli esperienze, si diverrà liberi da errori.

Sei al quarto posto significa:
Delimitazione contenta. Riuscita.

Ogni limitazione ha il suo valore. Ma quando questa limitazione richiede ancora uno sforzo costante, allora è congiunta con troppo dispendio di energia. Dove però la limitazione è una cosa spontanea, com’è per esempio insito nella natura dell’acqua lo scorrere in giù, lì essa conduce necessariamente a successo, perché in questo caso significa un risparmio di forze. L ‘energia, che altrimenti si esaurisce nella vana lotta con l’oggetto, va tutta a beneficio della cosa, ed il successo non può mancare.

Nove al quinto posto significa:
Delimitazione dolce reca salute.
Recarvisi reca rispetto.

La limitazione va eseguita nel modo giusto perché agisca. Se si vogliono soltanto imporre delle barriere agli altri sottraendovi invece se stessi, queste barriere saranno sempre sentite amaramente, e genereranno opposizioni. Se invece qualcuno che si trova in posizione direttiva incomincia lui stesso col limitarsi richiedendo poco lavoro dalla sua gente e riuscendo a fare qualcosa con mezzi modesti, ne risulta salute. Dove un tale modello è in funzione esso trova seguito, di modo che ciò che s’imprende deve riuscire.

Sei sopra significa:
Delimitazione amara: perseveranza reca sciagura.
Pentimento svanisce.

Se si è troppo severi nelle limitazioni la gente non può sopportarlo. Quanto più conseguenti si è in tale severità, tanto più si fa male; giacchè a lungo andare non si possono evitare dei contraccolpi. Così anche il corpo tormentato si vendica quando si voglia procedere ad un’ascesi troppo severa. Però, anche se questa severità senza riguardi non è una cosa che si possa applicare regolarmente per lungo tempo, vi possono pure essere delle epoche in cui essa è il solo mezzo per premunirsi contro colpa e pentimento. Sono queste le situazioni in cui la completa mancanza di riguardo per la propria persona è il solo mezzo per salvare l’anima, la quale altrimenti naufragherebbe tra mezze misure ed in tentazioni.

Tratto da: Richard Wilhelm – I Ching, il Libro dei Mutamenti