di F. Vascellari

35° TSINN
Il Progresso


Attribuzione Sephirotica: Tiphereth


Li, il Risaltante, il Fuoco
Kkunn, il Ricettivo, la Terra

L’acquisita conoscenza della “Potenza del Grande” (34) fa si che il nostro iniziato sperimenti ora il “Progresso” (35). Progresso vuol dire “sole splendente”, cioè luce che fa luce. L’attributo “forte” del principe, vuol dire che il principe è potente, e infatti viene onorato con “un gran numero di cavalli”,
che è “ricevuto tre volte”, vuol dire che ha raggiunto la terza tappa più importante del viaggio.
Nell’attribuzione Sephirotica di Tiphereth ritroviamo la corrispondenza del Sole (Tiphereth = Sole); la “potenza” è data dai numerosi sentieri già percorsi (cavalli in gran numero) e infine la terza tappa è la terza Sephirah del percorso centrale dell’albero; 1 Malkuth, 2 Yesod, 3 Tiphereth; e quando si è in Tiphereth, punto centrale dell’albero, si è già sufficientemente purificati da poter sperare in una salita fino a Daath. (“Così il nobile rende splendenti le sue chiare capacità”).

Riferimenti biblici:

  • Gn. 41, 39-43 Giuseppe nominato viceré
  • 1 Cr. 29, 20-25: Salomone proclamato Re
  • Dn. 5, 22-29: Daniele dichiarato 3° Signore
  • Mt. 21, 6-11: Gesù acclamato in Gerusalemme

 

La prima variante è sfavorevole, conduce al 21, “il Morso che spezza”.
Il progresso del corpo fisico, cioè la salute e la bellezza che si vorrebbero raggiungere per mezzo di diete particolari o altre limitazioni, quando si è sul Sentiero, spesso è ostacolato da fattori indipendenti
dalla nostra volontà o Karmici o dell’ambiente in cui si vive. Non bisogna scoraggiarsi, ma perseverare e talvolta “spezzare” dove è necessario, cioè “mordere” le difficoltà.

 

La seconda variante è pure sfavorevole, porta al 64, “Prima del compimento”; anche i tentativi di progresso sulla vitalità (per aumentarla) spesso non riescono, ma perseverando e usando oculatamente la forza della colonna di sinistra (l’ava) cioè “trattenendo” e non “disperdendo” si ottiene “grande fortuna”.

 

La terza variante è invece positiva, conduce al 56, “il Viandante”; se si riesce ad analizzare il proprio mondo dei sentimenti si può diventare come il “Viandante”, che passa e va oltre, cioè si può passare dai
sentimenti particolari ai sentimenti universali di fratellanza e di amore che non vincolano, che lasciano liberi come lo è il viandante.

 

La quarta variante è invece sfavorevole e ci dà il 23, “lo Sgretolamento”; se si accumula (come fa il topo) l’energia per il piano astrale superiore senza “misura” si arriva ad una situazione pericolosa per l’eccessivo impiego delle proprie energie nella donazione di sé (che è sempre il pericolo insito nell’astrale superiore).

 

La quinta variante dapprima positiva diviene negativa nel nuovo segno, essa porta al 12, il “Ristagno”. Consiglia di porsi nella posizione taoista di distacco dal frutto dell’azione (“non prenderti a cuore guadagno e perdita”), confrontare la B. Gita 2, 48, altrimenti per voler “troppo progresso” nel mentale inferiore si giunge ad avvizzimento e decadenza.

 

La sesta variante infine è favorevole, conduce al 16, “il Fervore”, e ci dice che è “permesso” il “progresso” del piano intuitivo, cioè l’incentivazione della qualità intuitiva solo se questo serve a riordinare i piani inferiori (“punire la propria ragione”) e in tal caso si ottiene il “Fervore” cioè aderenza e collaborazione = allineamento dei vari corpi con quello più alto.

 

(Da “I KING e KABBALAH” di F. Vascellari)