Le persone che negano l’esistenza dei draghi vengono spesso mangiate dai draghi. Dall’interno.” (Ursula K. Le Guin)

In realtà, i draghi esistono e sono sempre esistiti, se no l’I Ching, il Libro dei Mutamenti non ne farebbe certamente cenno.

Narra infatti lo Zuo Zhuan, un commentario del classico confuciano “Annali delle primavere e degli autunni” [1]:

Xianzi chiese: “Come mai non ci sono più draghi adesso?”.

(Cai Mo) rispose:

[…] Non dice forse il Libro dei Mutamenti della prima linea mutante dell’esagramma il Creativo: “Il drago è nascosto; non agire.”?

Della seconda linea mutante: “Il drago compare nel campo.”?

Della quinta linea mutante: “Il drago si libra nel cielo.”?

Della sesta linea mutante:“Il drago recalcitrante ha rimorso.”?

E di tutte le linee mutanti: “Compare un gruppo di draghi senza testa, ciò è propizio.”?

(E ancora), della sesta linea mutante dell’esagramma il Ricettivo, dice: “I draghi combattono nella selva.”.

Se i draghi non fossero stati visti giorno e notte, come avrebbero potuto divenire così iconici?”.

Come mai”, si stupì Wei Xianzi, “non si riesce più a prendere i draghi? È perché sono ben più intelligenti degli uomini che essi riescono ad eludere la cattura?”.

La risposta di Cai Mo fu in qualche modo criptica: “la verità è che la gente è stolta, non che i draghi sono particolarmente saggi”.

I draghi sono proprio davanti a noi, solo che non siamo sufficientemente saggi da saperli vedere.

I draghi vivono sulla terra: si tratta degli alligatori che, nel clima sub-tropicale della Cina arcaica, erano assai diffusi, assieme agli elefanti (cfr. I Ching, Esagramma 16, il Fervore) ed altri grossi animali adatti a quel tipo di ambiente.

I draghi volano nel cielo fra le stelle e gli astronomi/astrologi della remota antichità ne conoscevano le abitudini e ne seguivano i movimenti. Si tratta del “Drago (Ceruleo)” [2], una super-costellazione, da non confondere con la nostra omonima, che copre un angolo di ben 75° e comprende stelle della Vergine e dello Scorpione. Come si vede dall’immagine, si possono individuare le corna, il collo, il corpo, le viscere, il cuore e la coda del drago.

Il carattere arcaico 龍 lóng, drago, è, in tutta evidenza, una rappresentazione schematica della costellazione del Drago Ceruleo.

Il ciclo celeste del drago corrisponde al ciclo vitale dell’alligatore e a quanto riportato dalle linee dell’Esagramma 1 dell’I Ching, il Creativo, che ne descrivono il percorso nella fase Yang dell’anno, dall’inizio della primavera all’inizio dell’autunno. A cominciare da febbraio, all’alba, iniziano a mostrarsi le corna del drago, che, a luglio, si libra nel cielo in tutto il suo splendore, per poi immergersi e “perdere il capo” a ottobre.

Durante il periodo invernale, nella fase Yin, la costellazione non scompare completamente, come ci si potrebbe aspettare, ma ha un comportamento particolare: si mostra prima dell’alba e ricompare dopo il tramonto. In tal modo, si presentano contemporaneamente un drago Yang, al mattino, e uno Yin, la sera, che si contendono il primato fuori dal periodo canonico, come descritto dalla linea superiore dell’Esagramma successivo dell’I Ching, il numero 2, il Ricettivo.

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NOTE

Immagine iniziale: Photo by Suraphat Nuea-on on Pexels.com.

[1] Testo tratto da: David W. Pankenier, Astrology and Cosmology in Early China – Conforming Earth to Heaven, Cambridge University Press, pag. 40 e seguenti (mia traduzione).

[2] Idem.