Marco ha un solo dipendente, Andrea, 45 anni, che lavora con lui ormai da quasi 20 anni. Nel corso del tempo fra i due si è stabilito un rapporto di collaborazione molto stretto e di vera e propria amicizia pur nella distinzione dei ruoli professionali.
La ditta ha una consolidata esperienza, più che ventennale, ed un buon parco clienti, ma negli ultimi anni la crisi si è comunque fatta sentire. I conti parlano chiaro: il fatturato non consente più di dare lavoro a due persone.
Chi non si è mai sentito dire: “devi essere più spontaneo ed esprimere le tue emozioni”?
Recuperare la propria spontaneità originaria è una ricerca difficile e faticosa. Saper improvvisare è un’arte da coltivare con dedizione, impegno, studio e pratica costante.
Questi sono alcuni dei temi trattati dall’Esagramma ䷘ 25 L’Innocenza (L’Inaspettato), 无妄 Wu Wang, dell’I Ching, il Libro dei Mutamenti.
Quando il vecchio Chang-Yong era sul punto di morte, Lao-Tzu si avvicinò al suo capezzale: “Non hai nulla da rivelarmi?” Aprendo la bocca, il moribondo chiese: “Ho ancora la lingua?” Lao-Tzu assentì. “E i denti?” “Li hai persi tutti.” Chang-Yong chiese ancora: “Comprendi che cosa significa?” “Forse”, rispose Lao-Tzu, “mi vuoi dire che i forti periscono ed i deboli sopravvivono?” “Esatto,” disse il maestro “e con questo abbiamo esaurito tutto quello che c’è da dire sul mondo e le sue creature.” E morì.
(Hsi-Kang, citato da Ottavio Paz in “Chuang-Tzu, vita dell’uomo che diventò perfetto”, Oscar Mondadori)
Nel 1949 Carl Gustav Jung scrisse la prefazione dell’edizione inglese dell’I Ching di Richard Wilhelm (il testo integrale è riportato in: I Ching, ed. Adelphi, pag. 15-33). In quell’occasione Jung consultò l’I Ching stesso per avere il suo parere in merito alla bontà di quella operazione editoriale ed ottenne come responso l’esagramma 50, il Crogiolo, che mutava nell’esagramma 35, il Progresso.
Dice Jung: “ho personificato in un certo senso il libro, chiedendogli il suo giudizio sulla sua situazione attuale, cioè sulla mia intenzione di presentarlo alla coscienza occidentale” e, dopo aver analizzato il responso, conclude: “Se un essere umano avesse dato queste risposte, io, come psichiatra, avrei dovuto dichiararlo sano di mente, almeno alla luce del materiale presentato. Non sarei in grado, infatti, di scoprire nulla di delirante, di idiota o di schizofrenico nelle quattro risposte. Data l’estrema antichità e l’origine cinese dell’I Ching, non posso considerare anormale il suo linguaggio arcaico, simbolico e fiorito. Anzi, avrei dovuto congratularmi con questa ipotetica persona per la sua non comune capacità di intuire il mio inespresso stato di disagio.”.
sopra Kkunn, il Ricettivo, la Terra sotto Kenn, l’Arresto, il Monte
Il segno si compone di Kenn, l’arresto, il monte, e di Kkunn, la terra. Il monte è il figlio minore del creativo, il rappresentante del cielo in terra. Egli elargisce le benedizioni del cielo, nubi e pioggia, radunantisi attorno alla sua cima, facendole discendere, per poi splendere trasfigurato da celeste luce. Ciò mostra la modestia ed il suo effetto in uomini elevati e forti. Sopra sta Kkunn, la terra. La qualità della terra è lo stare in basso, ma proprio per ciò essa in questo segno viene, stando al di sopra del monte, raffigurata esaltata. Ciò mostra l’effetto della modestia in uomini umili e semplici: ne vengono esaltati.