Segnalo questo interessante progetto editoriale e musicale a cui ho dato un piccolo contributo con una citazione tratta dal capitolo 6 del Dao De Jing (Tao Te Ching) che parla del “mistero della femmina oscura”.
MITO E STORIA NASCONO INSIEME, NON SONO UNA COPPIA SEPARABILE. SONO COME LA DEA DOPPIA DELL’ANTICHITÀ, COME DEMETRA E PERSEFONE.
Da questa relazione nasce Signora dal cuore immenso, un progetto discografico ed editoriale che attraversa poesia, musica, immagini, archeologia e mitologia per riportare alla luce l’archetipo della Grande Madre. Un viaggio alle origini del femminile, tra i simboli della Dea arcaica e le tracce di un linguaggio antico fatto di segni, corpi, natura e cicli di vita, morte e rigenerazione.
Enheduanna, Iside, Medusa, la Sirena bicaudata: figure lontane nel tempo che diventano presenze contemporanee, archetipi attraverso cui rileggere il rapporto tra il femminile, la Terra e il mistero dell’esistenza.
Signora dal cuore immenso è una chimera che intreccia arte e storia in configurazioni sempre diverse. Nella relazione tra queste parti si manifesta l’essenza della Grande Madre: una presenza che unisce Cielo e Terra e prende forma attraverso la connessione libera di ogni elemento.
Non si tratta di una ricostruzione del passato, ma di un dialogo con ciò che dal passato continua a parlarci.
Una fanzine. Un Art Book. Un oggetto. Molti oggetti. Un dispositivo rituale che non si legge in modo sequenziale. Si attraversa. Si interrompe. Si riprende.
Ogni elemento è pensato per creare immersione, stratificazione, orientamento e disorientamento.
Signora dal cuore immenso è una pubblicazione editoriale ibrida che intreccia fotografia, grafica e musica per costruire una narrazione contemporanea attorno alla figura della Dea arcaica.
Esplora un tempo remoto – storico, mitico e simbolico – in cui il femminile rappresentava un principio generativo universale, centrale nei sistemi culturali, nei rituali e nelle forme di organizzazione sociale.
La pubblicazione nasce dall’incontro tra editoria, musica e ricerca – basata sul massiccio, minuzioso e costante lavoro di ricercatori come Marija Gimbutas, Giovanni Feo, Selma Sevenhuijsen, Betty De Shong Meador, Gabriella Tupini, Valter Vico e sull’opera di Enheduanna, Apuleio e sui Gromatici Veteres – sul concetto di femminile, considerando la figura della Dea arcaica come chiave simbolica per attraversare epoche, culture e linguaggi differenti.
La Dea diventa così non soltanto un soggetto archeologico o mitologico, ma un archetipo culturale attraverso cui interrogare la rappresentazione del femminile nel tempo, mettendo in relazione il mondo antico con la sensibilità contemporanea.
Con un linguaggio visivo e sonoro non lineare, Signora dal cuore immenso si sviluppa contemporaneamente attraverso un progetto editoriale e una produzione discografica: due opere autonome ma complementari pensate per restituire una possibile geografia del femminile dalle sue radici arcaiche fino al presente.
La parte editoriale è stata curata completamente da Anna Gebbia attraverso fotografia, grafica e scrittura e contiene: fascicoli con testi di approfondimento suddivisi per capitoli, cartoline fotografiche alternate ai testi dei poemi, poster fronte-retro, brochure con credits e bibliografia e stickers. I testi sono in italiano e inglese e le traduzioni in inglese sono di Emanuela Mancuso.
Quella musicale (in formato digitale, disponibile in tutti i portali principali) è costituita da brani originali scritti e suonati da Giorgio Panico (basso, sitar e gong) e vede la partecipazione di Marina Mulopulos alla voce, Sade Mangiaracina al pianoforte e sintetizzatore, Carlo Cantini al violino e alla dilruba, Emanuele Pellegrini alla batteria e alle percussioni, Cesare Vincenti al flicorno e alla tromba, Davide Bartoni all’euphonium e alla tromba e Sergio Loppa alle percussioni.
I testi delle canzoni sono stati scelti e adattati insieme ad Anna Gebbia e sono tratti dai poemi di Enheduanna (2300 a.C. circa) dedicati alla dea sumera Inanna e dalla profezia (contenuta nei Gromatici Veteres) della Lasa Vecu, ninfa e/o sacerdotessa etrusca che secondo il mito, donò agli Etruschi alcuni libri di saggezza e divinazione.







Dal progetto è nato anche un docufilm omonimo prodotto da Anna Gebbia che ha visto la partecipazione delle performers Petalie Boga e Malika Bamaarouf.
PROGETTO EDITORIALE
https://edicola518.com/prodotto/signora-dal-cuore-immenso/
LINK PER ASCOLTARE L’ALBUM
https://www.giorgiopanico.com/signora-dal-cuore-immenso/
DOCUFILM
https://youtu.be/iQznMU2bvag?si=UjM0w44q5bG7QyF
Ecco il paragrafo del Dao De Jing (Tao Te Ching) citato, che riecheggia anche nel titolo del brano “La porta della meraviglia di Giorgio Panico:
Nel baratro lo Spirito non muore:
evoca il mistero della femmina.
La porta misteriosa della femmina
evoca l’origine del Cielo e della Terra:
è a mala pena percettibile
ma senti la sua presenza,
fanne pratica senza stancarti mai.
(Dao De Jing VI)
Il titolo del brano musicale “Una veste inferiore gialla” di Giorgio Panico fa riferimento al testo della quinta linea dell’Esagramma numero 2 dello Yi Jing (I Ching), Il ricettivo:
Una veste inferiore gialla.
Sublime salute.
[Invero la (vera civiltà e) raffinatezza (è interiore) e risiede (nella capacità di porsi) nel centro.]
Il nobile è “giallo” e centrato e così fa sentire gli effetti della ragione all’esterno.
Egli ricerca il posto giusto e dimora nell’essenziale.
La sua bellezza è interiore, ma da scioltezza alle sue membra e si manifesta nelle sue opere.
Questa è la bellezza suprema.