Haiku: “Io sono l’istante!”

L’avvenimento,
nel grembo del tempo è
concepimento
dell’istante fecondo:
io sono l’istante!

Spiegazione: nell’Esagramma numero 52 dell’I Ching la persona nobile di spirito è completamente presente, qui ed ora, nella situazione attuale, che può essere indifferentemente di quiete o di attività.

YI JING (I Ching)
Esagramma ䷳ 52 Stabilità (La Quiete, Il Monte) 艮 Gen

Immagine:

Montagna ☶ serrata a Montagna ☶: l’immagine della Stabilità.
Così il nobile coi suoi pensieri non va oltre la sua situazione.

Sentenza:

Stabilità (significa stare fermi).
Tieni composta la tua schiena (fino a) non percepire più il tuo corpo.
Opera solo nel tuo ambito senza guardare alla tua gente.
Non è un errore.
(Stai fermo quando è tempo di stare fermi, procedi quando è tempo di procedere: così moto e quiete non mancano mai il momento giusto.
Questa via è splendida e luminosa.
Stai fermo nella quiete, stai fermo al tuo posto, in modo che sopra o sotto si corrispondano reciprocamente anche senza interagire.)

Sia l’Immagine che la Sentenza fanno esplicito riferimento alle pratiche tradizionali di centratura e meditazione.
Il testo riporta più volte l’aggettivo possessivo, tradotto qui con “tuo” (corpo, schiena, ambito, Gente), ma che in cinese può significare indifferentemente mio, tuo, suo, nostro, vostro, loro. Il paradosso è quello di dimenticare se stessi e gli altri, ma di rimanere completamente in se stessi. Ciò corrisponde ad una condizione, non solo mentale, ma psico-fisica, che oggi viene spesso definita in occidente “mindfulness“, che significa totale presenza e consapevolezza del momento presente, qui ed ora.
È interessante notare che l’Esagramma Ombra della Stabilità, cioè quello che esprime la condotta non opportuna nella situazione, sia ䷌ 13 Intendersi con le Persone 同人 Tong Ren. Ciò spiega perché durante La Stabilizzazione non sia opportuno “guardare agli Altri” e nemmeno farsi vedere dagli Altri. Ciò non significa disinteressarsi degli Altri, ma piuttosto trovare i momenti giusti per poter stare con se stessi, e questo “non è un errore”.
Nel Commento classico si paragonano le due Montagne che compongono l’Esagramma a due persone sedute vicine, ma che non interagiscono perché ognuna è assorta in se stessa, come i monaci seduti in meditazione uno accanto all’altro.
Non si tratta in realtà di isolamento, ma di interazione ad un livello superiore e spirituale. Tutti viviamo momenti analoghi quando siamo quietamente assorti nelle nostre occupazioni o nei nostri pensieri, ed inconsciamente, senza interagire direttamente con loro, avvertiamo intorno a noi la presenza rassicurante delle persone care a loro volta intente nelle loro tranquille attività.

La Quiete non è immobilità e non esclude l’attività. Si tratta invece di imparare a “stare fermi quando è il momento di stare fermi” ed a “procedere quando è il momento di procedere”, anche se, per la nostra mentalità, staccare, riposarsi o rimanere inattivi senza far niente, quando non c’è niente di significativo da fare, può diventare una vera e propria impresa ed una sfida con se stessi.
Il Monte esprime l’essenzialità e tempestività dell’azione: per scalare una Montagna bisogna portarsi solo ciò che è strettamente necessario rinunciando a tutto ciò che rappresenterebbe solo un inutile fardello. Bisogna inoltre scegliere accuratamente il tempo, del calendario e meteorologico, più adatto a portare a termine la propria impresa.

A volte è necessario ritirarsi nella Quiete e nella solitudine per rinnovarsi, per ritrovarsi e per poter poi ritornare.
Nella tradizione orientale vi sono innumerevoli storie di “uomini della Montagna“: così venivano definiti gli “immortali” taoisti che si ritiravano in meditazione sui Monti.

Narra un aneddoto che un giorno, mentre Buddha si trovava da lungo tempo in eremitaggio nella foresta, impegnato in un durissimo regime di penitenza, digiuno e meditazione, passarono nei pressi due musicisti che discutevano animatamente tra loro sulla corretta accordatura degli strumenti. Uno sosteneva che se le corde sono troppo tese rischiano solo di rompersi, l’altro che se sono troppo lasche il suono risulta distorto. Buddha comprese immediatamente il significato profondo di queste affermazioni ed abbandonò quelle pratiche troppo rigide per dedicarsi invece alla ricerca del “giusto mezzo“.

Un percorso analogo è narrato nel romanzo “Siddharta” di Herman Hesse dove il protagonista, Siddharta, abbandona la sua ricca famiglia d’origine per andare a vivere da asceta nella foresta. Poi decide di tornare a sperimentare la vita mondana e, grazie alla forza interiore ed alle capacità acquisite con la meditazione, in breve tempo diventa un ricco mercante. Dopo aver conosciuto la ricchezza materiale e le passioni, ritrova infine la sua vera indole spirituale percorrendo il percorso inverso e scegliendo uno stile di vita semplice, ma equilibrato, a contatto con la natura.

Gesù stesso va nel deserto dove, malgrado le tentazioni del demonio, accetta il suo destino e sceglie consapevolmente di percorrere la strada del sacrificio.

Il “destino” personale nella tradizione cinese è il “mandato (celeste)“, Ming 命, e rappresenta il compito fondamentale della nostra esistenza.
C’è un punto specifico associato al “mandato celeste”: il Ming Men 命門, la “porta del destino” (letteralmente: la “porta del mandato”), il punto numero 4 del Meridiano Straordinario Vaso Governatore, che si trova fra la seconda e la terza vertebra lombare, all’altezza dell’ombelico.
Si dice, a questo proposito, che, oltre al cordone ombelicale fisico, Yin, che unisce il bambino alla madre, esista un altro cordone ombelicale immateriale, Yang, che unisce l’essere umano al cielo, collegando il punto Ming Men alla Stella Polare. Attraverso di esso il neonato riceverebbe appunto, alla nascita, il suo “mandato celeste”.

L’Immagine dell’Esagramma sintetizza i principi della “mindfulness“: la persona nobile di spirito è completamente presente, qui ed ora, nella sua situazione attuale, che può essere indifferentemente di quiete o di attività.
La consapevolezza investe l’intero essere della persona, come è evidenziato dalla sequenza del testo delle linee, che mostrano come la stabilizzazione della mente non può prescindere dalla stabilizzazione del corpo in tutte le sue parti, in progressione: piedi, gambe, bacino, dorso, mascelle ed infine tutto il corpo.
Una struttura analoga si ritrova nell’Esagramma ䷞ 31 La Stimolazione (La Domanda di Matrimonio) 咸 Xian che mostra invece l’effetto psico-fisico immediato ed incontrollato dell’emozione che scuote la persona in ogni sua parte, prima ancora che la mente sia in grado di elaborarla.
La Stabilizzazione insegna invece come integrare il potenziale destabilizzante degli stimoli esterni attraverso la consapevolezza del proprio corpo e delle sue reazioni spontanee.
La Quiete non può consistere nell’irrigidimento di una parte del corpo, che provocherebbe un blocco, ma deve essere un’azione coordinata in cui “non si percepisce più il corpo” e la propria persona come un insieme di parti distinte, ma bensì come un insieme armonico.

L’Arresto ☶ rappresenta l’aspetto Yang dell’Elemento Terra, il cui aspetto Yin è il trigramma Terra ☷.
Il Meridiano associato è quello dello Stomaco la cui energia porta a muoversi (in avanti) per acquisire ciò che si desidera o ciò di cui si ha bisogno. Rappresenta dunque il desiderio cosciente di prendere qualche cosa, soprattutto qualche cosa che si vede e si desidera. Per questo motivo il decorso del Meridiano, che parte dagli occhi, scorre sulla parte anteriore del corpo e termina nei piedi.
Il suo corrispettivo nella parte posteriore del corpo è il Meridiano della Vescica Urinaria, associato al Trigramma Acqua ☵, che rappresenta l’aspetto Yang dell’Elemento Acqua ed esprime invece il desiderio inconscio e la spinta istintiva all’azione.

Sapersi fermare o muovere al momento giusto significa saper bilanciare correttamente l’azione di questi due Meridiani. Nella pratica, come si può vedere dallo sviluppo delle linee dell’Esagramma, ciò significa soprattutto “Stabilizzare il dorso”.

Per fermarsi e dimorare quindi non è sufficiente ritirarsi nelle proprie “stanze” interiori, in modo da non essere disturbati dalle sollecitazioni esterne che attivano il Meridiano dello Stomaco, ma bisogna “Stabilizzare il dorso” perché anche il Meridiano della Vescica Urinaria trovi Quiete.
Il Meridiano della Vescica Urinaria è particolarmente collegato al sistema parasimpatico, le cui diramazioni dalla colonna vertebrale corrispondono ai punti del Meridiano, perciò lo stato di Quiete corrisponde allo stato vegetativo.

Haiku di Sabina Mannucci
Testo dell’I Ching tradotto e commentato da Valter Vico
Immagine: carta decorativa giapponese Chiyogami