Stratagemmi e strategie #IChing #YiJing #Management

Andrea Biggio

I “36 Stratagemmi” e “L’Arte della Guerra” propongono un vasto quadro di stratagemmi da utilizzare in situazioni conflittuali, mentre l’Yi Jing propone delle strategie per accordarsi in modo efficace al momento

Nel 1939, in uno di quei vecchi e tipici mercati cinesi, un alto ufficiale dell’esercito cinese acquista un libro di ricette d’immortalità. Quando ne termina la lettura scopre in appendice, con sua grande meraviglia, un brevissimo trattato strategico risalente probabilmente alla dinastia dei Ming (1366-1610). Si chiama “I 36 stratagemmi” ed è costituito da una serie di massime strategiche tipicamente militari che ben si applicano pure alle arti marziali, al gioco del Go, alle tecniche di vendita, al management, alla politica, etc.
Il breve ma compendioso manualetto è tratto, in buona parte, dall’Yi Jing (I Ching – Il Libro dei Mutamenti), l’antico classico cinese e, nell’intenzione dei suoi estensori e di coloro che oggi lo studiano, dovrebbe permettere di affrontare le situazioni conflittuali e le battaglie di ogni tipo nello scopo di “battere l’avversario”. Dall’antico testo del Libro dei Cambiamenti, e dalla filosofia e pratica di vita che ne sono nate, è tratto pure il Sun Zi meglio conosciuto come “L’arte della guerra”, piccolo libello oggi sempre più venerato, e saccheggiato non sempre a proposito, dalle scuole di management e di marketing.
Per comprendere bene la filosofia dei 36 stratagemmi e non usarli quindi come meri strumenti e consigli tecnico-pratici sarebbe necessario un approfondimento del Libro dei Mutamenti (I Ching). Ciò allo scopo di inserirli nel loro contesto storico-filosofico ed applicarli nei frangenti della vita di relazione in cui ci sembrano più utilizzabili. I rapporti referenziali tra la fonte primordiale dell’Yi Jing e gli epigoni “strategico-marziali” sono notevoli e riguardano più particolarmente la differenza che rispettivamente esiste tra trasform-azione ed azione, tra strategie e stratagemmi. Infatti, i “36 Stratagemmi” e “L’Arte della Guerra” propongono un vasto quadro di stratagemmi, mentre l’Yi Jing propone delle strategie. I primi due manuali sono nati per essere usati maggiormente in situazioni c.d. conflittuali, l’Yi Jing invece è un libro strategico che viene usato per accordarsi in modo efficace al momento, ma capace anche di legare il momento ad un contesto di “lifelong learning”.
La situazione presa in considerazione dal Libro dei Mutamenti può essere anche di non conflitto con l’altro da sé, quindi una situazione di fatto che può anche vederci in guerra con noi stessi e con le direzioni che la nostra vita vuol prendere, per il cui discernimento necessitiamo di un orientamento che ci corrisponda, che sia in armonia – in maniera ecologica – con il nostro divenire personale, con il Dao (Tao).
I due manuali sugli stratagemmi ci forniscono uno strumentario di tattiche e comportamenti specifici già predisposti in modo oggettivo ed esteriore rispetto al nostro modo di essere e che sicuramente possono essere utilizzati quando ci troviamo di fronte a situazioni improvvise o di emergenza; si tratta di due compendi molto particolareggiati di strumenti tra i quali lo stratega accorto può scegliere, di volta in volta, quello che secondo lui si addice meglio alla situazione.
Con l’Yi Jing si compie un’operazione diversa per scegliere la strategia da applicare al momento: si interroga il Libro con i bastoncini o le monete ed è il testo che indica allo stratega qual è la direzione che più si accorda con il Tao del momento e con il suo Tao personale. Inoltre l’uso dell’Yi Jing fa qualcosa di molto valido nel lungo periodo, perché ci disvela strumenti strategici che appartengono già al nostro percorso interiore, strumenti (anche inconsci) che purtroppo, per ragioni emotive o altre, non sempre sappiamo ben vedere con coscienza e consapevolezza. Infatti,nella situazione di crisi spesso è qualcos’altro, diverso da quello che vediamo, ciò che è più adatto per noi. Gli stratagemmi, usati senza la conoscenza dell’Yi Jing, possono portarci a credere che il “nemico” sia sempre fuori di noi, mentre è importante scoprire, certe volte dolorosamente, che spesso il nemico è dentro di noi ed è con quello che ci dobbiamo misurare e che, con quello, sovente non è facile adottare nemmeno i più efficaci degli auto-stratagemmi.
Se andiamo al significato delle parole stratagemma e strategia scopriamo che lo stratagemma è una “mossa astuta per trarre in inganno l’avversario” quindi consiste in “una o più azioni episodiche” poste in atto per avere la meglio su un “nemico” esterno. Nei due manuali dei “36 Stratagemmi” e “Sun Zi” le mosse astute sono elencate, codificate e spiegate molto bene. Prendere o lasciare! Ma è davvero difficile alcune volte scegliere quale di queste si confà meglio al momento che noi stessi attraversiamo, alla “guerra” che dobbiamo affrontare, alla linea da adottare nella prossima battaglia o con il prossimo nemico. Sarebbe bene dunque studiare gli stratagemmi ed il loro contesto creativo per servircene nei momenti opportuni e coltivare le strategie per affinare il nostro percorso ed affrontare il “cambiamento” e il divenire continuo nel quale vive tutta la realtà.

I Ching: dalla crisi alla decisione al cambiamento #IChing #YiJing #Management #Esagramma 43 Lo Straripamento

i ching monete 4

di Andrea Biggio

“La realtà non è ciò che ci accade ma ciò che noi facciamo con quel che ci accade”
(Aldous Huxley)

“Dov’è il pericolo c’è anche la salvezza”
(Hölderlin)

Quando ci sentiamo in crisi, siamo abituati a dare la colpa agli altri: qualcuno ci ha fatto del male, nessuno ci capisce, con il partner va male, il lavoro è un inferno,qualcosa ci ha nuociuto. Nel campo della salute può essere stato un virus che gira, o un batterio particolare che mi attacca. La responsabilità, in tutti questi casi, non è mai la mia, non dello stile di vita che adotto non del mio modo di alimentarmi! Ed invece ci dovremmo assumere la responsabilità di quello che facciamo, nel senso etimologico del termine: di una abilità nel dare risposte adeguate a ciò che ci accade, una respons-ability. Quando la crisi arriva è bene ricordarci che essa porta sempre con sé una chance.

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Yi Jing: il libro dell’efficacia o strategia #IChing #YiJing #Management

“Non è importante che un gatto sia nero o bianco. L’importante è che acchiappi i topi.” (Deng Xiao Ping)

 Il Libro dei Cambiamenti, un testo su cui si sono appoggiati sia i taoisti sia i confuciani. Impregna tuttora l’azione dei popoli dell’estremo oriente, i quali hanno, per propria natura, meno bisogno di noi di compulsarlo direttamente, perché il loro pensiero e la loro filosofia ne sono profondamente intessuti, come dimostra un significativo aneddoto. Alcuni giorni prima che lo Stato Maggiore dell’esercito americano in Vietnam capitolasse definitivamente, il colonnello Hurry Summers, capo dei negoziatori militari presenti a Hanoi, disse al colonnello Tu, sua controparte nordvietnamita: “Voi sapete che non ci avete mai sconfitto sul campo di battaglia”. Tu rispose: “Può essere vero, ma è anche irrilevante”.
Yi Jing, dunque, resta tuttora un’opera modernissima da consultare, soprattutto per noi occidentali quando cerchiamo di coniugare i due differenti approcci alla vita, occidentale-orientale, per affrontare i cambiamenti, usandolo come manuale personale di self help e anche come base per la consulenza filosofica e strategica. Per tale ragione esso potrebbe agevolmente essere chiamato il libro dell’efficacia, perché ci fornisce un’informazione precisa e dettagliata sul potenziale di situazione di cui disponiamo al momento e circa gli elementi portanti (fattori su cui possiamo poggiare la nostra trasform-azione) esistenti nella situazione, offrendoci così la strategia più indicata, al fine di coglierne ogni possibile vantaggio. Il Libro dei Cambiamenti, in effetti, ci indica come sta andando il corso delle cose, un “sentire” che è bene afferrare per affrontare la realtà del presente nella maniera più proficua e inserirci, al momento opportuno, nel cambiamento.
Tramite la consultazione sappiamo, usando la metafora di potenti e universali immagini archetipiche, dei primi inizi non ancora visibili nella situazione in statu nascendi e sappiamo pure di quelle circostanze (che stanno intorno, dal latino circum stare), non altrimenti scrutabili, che pur sono presenti nella realtà del consultante. Scopriamo, pertanto, “quali presupposti e condizioni” creano “quali conseguenze”. Paradossalmente Yi Jing può pure essere designato come un libro di profezie, e non certamente per il fatto di prevedere in anticipo quel che succederà, ma soltanto perché coglie e racconta le condizioni attualissime, in presenza delle quali, ciò che capiterà non poteva non capitare”. Osservate bene una semplice ghianda e vedrete solo un piccolo e delizioso insieme di materia vegetale ma sapete bene che dietro le inconfondibili superfici del suo involucro, nel grande mondo dell’invisibile, esiste – già nell’oggi – una forte spinta verso un futuro, quello della quercia! Ebbene gli antichi cinesi dicevano che il futuro è sempre presente sotto forma di seme, perciò se so idealmente contrarre l’albero nel seme, so anche prevedere come l’albero si svilupperà dal seme. Se conosco il nucleo centrale (il seme) della situazione in statu nascendi sono dunque in grado di prevederne le conseguenze (l’albero).

Andrea Biggio

Andrea Biggio - Ba Gua

L’importanza per il manager di una formazione filosofica e psicologica #IChing #YiJing #Management

Andrea Biggio

“I Ching: la motivazione uno se la può dare”

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L’I Ching come strumento di management #IChing #YiJing #Management

Andrea Biggio

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Efficacia, decisione ed utilizzo aziendale del Libro dei Mutamenti 

L’efficacia

La più antica opera cinese, il Libro dei Mutamenti, Yi Jing (come viene modernamente ortografato per gli occidentali l’I Ching), pilastro della saggezza e del pensiero filosofico di quel popolo, interpreta il principio di realtà non in termini di azione ma di trasformazione. La polarità di base presente nell’universo è rappresentata dalle due linee, spezzata (yin) ed intera (yang), che ci danno conto di ogni processo e, convertendosi e permutandosi le une nelle altre, ci indicano l’universale legge della trasformazione continua delle cose (il panta rei di Eraclito). Il saggio apprende dal loro esame, nella consultazione del Libro, ad apprezzare il “campo delle forze” che sono in gioco e che costituiscono il “potenziale della situazione”; non per uno scopo meramente contemplativo, ma semplicemente e pragmaticamente per rendere la sua condotta “efficace”, cioè sempre “in fase” con l’evolversi stesso delle cose. In questo modo Il saggio (oppure lo Yi Jing, che è lo stesso), come pure lo stratega, non appunta la sua attenzione sull’azione momentanea (anche quando è prolungata) ma “trasforma” pensando alla durata del processo, dalla cui continuità scaturisce l’effetto naturalmente, l’efficacia.

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