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Cyrille Javary e Pierre Faure: Yi Jing, le Livre des Changements

I CHINGEsagramma61 Giusta Confidenza 中孚 Zhong Fu

Nove in posizione 2

Una gru si fa sentire dall’ombra
鳴鶴在陰
ming he zai yin

Il suo grazioso principe le fa eco
其子和之
qi zi he zhi

Io ho un bel boccale
我有好爵
wo you hao jue

Tu ed io versiamone con prodigalità
吾與爾靡之
wu yu er mi zhi

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I Ching - Il Libro dei Mutamenti

”PALETTI” DELL’INTUIZIONE: ELEMENTI PER UN METODO RAGIONEVOLE DI INTERPRETAZIONE DELL’ YI JING
Cyrille J.- D. Javary

L’Yi Jing non è una scienza, è un’arte, per cui la sua pratica richiede talento e tecnica. Tradizione multisecolare, sintesi rinnovata col passare dei secoli, la pratica individuale dell’Yi Jing, che erroneamente chiamiamo ”divinazione“, ci apre a una nuova visione del mondo. Yin/Yang per la sua dialettica attiva e la sua dinamica interna disloca i dilemmi sui quali sovente ci blocchiamo. La saggezza delle risposte dell’Yi Jing a volte ci sorprende, ma è comunque sempre di aiuto, non fosse altro per il dialogo che ci induce a instaurare con la situazione e sopratutto con noi stessi, ma senza guida, senza un metodo d’investigazione l’Yi Jing può rivelarsi un esercizio rischioso, poiché il consultante si trova a fronteggiare sentenze lapidarie con simbolismi e formule esotiche e arcaiche, l’utilizzatore deve così ricorrere alla propria intuizione e ai commentari della traduzione di cui dispone.
Al momento non abbiamo traduzioni soddisfacenti e correttamente spiegate dell’Yi Jing, quelle in commercio si rifanno in parte tutte alla stessa fonte, la traduzione di Richard Wilhelm, che risale a tre generazioni fa e il cui contenuto non trova d’accordo molti sinologi che la considerano sorpassata, sul piano filologico, storico e psicologico, ciò nonostante l’Yi Jing funziona e innumerevoli utilizzatori testimoniano della veridicità dei suoi consigli, evidentemente vi è qualcosa che passa oltre e che parla
direttamente alla nostra intuizione. L’intuizione, una delle qualità umane più efficaci, è un dono che ciascuno può coltivare e rafforzare, per esempio, con esercizi appropriati di Qi Gong. I cinesi hanno sempre apprezzato l’intuizione e hanno cercato nel campo dell’Yi Jing un metodo globale di analisi che permettesse loro di utilizzarla al meglio.
Il Centro Djohi di Parigi ha sviluppato e insegna questo metodo da diversi anni, allo scopo di dare, con l’aiuto di una metodologia ragionevole, dei “paletti” all’intuizione affinché essa possa sviluppare tutta la propria potenza induttiva senza perdersi nelle steppe dell’immaginario.
Questo metodo si compone di due parti: l’analisi e l’interpretazione che si sviluppano in otto punti.

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Note di Elisa Rossi al metodo di consultazione di Cyirille Javary

i ching - yi_jing_le_livre_des_changements

Sommario:
Yi Jing il più antico testo divinatorio pervenuto, offre un modo di vedere nelle situazioni difficili in cui l’esame razionale non dà soluzioni.
Consultare Yi Jing è un’arte.
Il metodo di consultazione di Javary in otto punti indica una via praticabile.

Un oracolo è il costituirsi di uno spazio di tipo particolare: il cerchio sacro delle diverse tradizioni o il moderno setting analitico, il luogo del dialogo con gli spiriti, con gli dei o con ciò che ora chiamiamo dimensione dell’inconscio.

Yi Jing è il testo divinatorio o sapienziale più antico e complesso giunto fino a noi. Attribuito al leggendario Fu Xi, il primo imperatore dell’età dell’oro, che contemplò la forma del cielo e della terra, i movimenti del suo corpo e della sua anima, e insegnò agli uomini la scrittura, Yi Jing ha origine dalla tradizione mantica e inizia a costituirsi come testo tra il 1000 e il 750 a.C. Inizialmente composto da frasi e da un sistema più semplice di linee intere e aperte, in breve tempo sviluppa l’organizzazione dei 64 esagrammi e le parti più antiche del testo; già nel Periodo degli Stati combattenti (475-200 a.C.) si arricchisce di un secondo livello, che si svilupperà ulteriormente durante il periodo Han (206 a.C.-220 d.C.).
Yi Jing offre un modo di vedere nelle situazioni difficili, soprattutto quelle cariche emotivamente in cui l’esame razionale non pare offrire una soluzione.

I simboli de Yi Jing sono le immagini delle forze che muovono e che cambiano il nostro essere. Lavorare con queste immagini è un’opportunità per allargare la prospettiva, spostare il punto di vista e comporre una consapevolezza diversa della situazione: Yi Jing può così, ad esempio, metterci in contatto con parti interne non raggiungibili o elaborabili con il pensiero razionale. Questa chiarezza intuitiva é detta shen ming (shen: mente, spiriti; ming: luce, chiarezza).
Di solito si consulta l’oracolo quando c’é un problema, quando la situazione non é chiara, quando si percepisce che qualcosa stride: sentiamo che ci sono elementi confusi e nascosti, riconosciamo sentimenti di forte ansia, di desiderio e resistenza, e insieme percepiamo il bisogno di entrare in contatto con una dimensione differente, la necessità di vedere dietro o attraverso i significati già noti.
La domanda posta viene tradotta dall’oracolo in un linguaggio di immagini e di rimandi ponendoci così in comunicazione con i movimenti che agiscono nella situazione: se c’è un’interruzione della comunicazione tra conoscenza ‘razionale’ e ‘intuitiva’ che impedisce la soluzione di un problema, le immagini dell’oracolo superano questo blocco, ottenendo uno spostamento nel nostro modo di esperire quella particolare difficoltà.

Il testo è costituito da 64 esagrammi (gua), formati da tutte le possibili combinazioni di sei linee, ognuna delle quali può essere di due tipi (aperta — — o intera ——-). Ogni esagramma è associato a una parola e a un gruppo di brevi frasi, a cui poi seguono i commenti posteriori. L’interpretazione del testo e le conseguenze che ne possiamo trarre dipendono da noi.
All’interno di una concezione dell’universo come sistema di corrispondenze, questi esagrammi sono eco, riflesso, consonanza rispetto alla situazione reale del momento. E così la domanda posta, la situazione delle forze in gioco, le linee che nascono dal lancio delle monete o dalla divisione casuale degli steli di Achillea, e infine le immagini suggerite dal testo coincidono.

La consultazione de Yi Jing però non é semplice: molti termini fanno riferimento a una precisa simbologia, molte frasi non sono di comprensione immediata.
Cyrille Javary – sinologo che ha approfondito in modo particolare Yi Jing e che pubblica dal 1985 – ci offre un metodo di analisi e di interpretazione “affinché l’intuizione possa sviluppare tutta la sua potenza induttiva senza perdersi nelle steppe dell’immaginario.”
I concetti che seguono sono estrapolati concisamente da un suo testo che riassume il metodo tradizionale cinese per lo studio di una consultazione de Yi Jing (“Question De”, n.98, ed. A. Michel, trad. italiana di M. Camogliano). […]
Rimandiamo invece le riflessioni sull’uso specifico de Yi Jing in medicina a un altro numero della rivista. Vorrei solo aggiungere che per quanto ho potuto notare, con la pratica ripetuta ci si abitua a queste modalità di pensiero, muovercisi diventa meno faticoso, e il senso pare poi emergere senza sforzo eccessivo. Sicuramente dà soddisfazione.

Consultare Yi Jing è un’arte: richiede quindi talento e tecnica. Tradizione multisecolare, la pratica individuale de Yi Jing apre a una nuova visione del mondo: la sua dialettica interna di Yin Yang disloca i dilemmi sui quali sovente ci blocchiamo. La saggezza delle risposte a volte sorprende, ma è sempre di aiuto, non fosse altro che per il dialogo che induce a instaurare con la situazione e soprattutto con se stessi. Ma senza una guida e un metodo di investigazione il consultante si trova a fronteggiare sentenze lapidarie e simbolismi lontani, e deve allora ricorrere all’intuizione e ai commentari della traduzione di cui dispone.
L’intuizione è un dono che ciascuno può coltivare e rafforzare, ad esempio attraverso esercizi di qigong, ma è grazie al momento dell’analisi che si riesce a utilizzarla nelle massime potenzialità.
L’analisi è la verifica e la cernita degli elementi che appaiono nella risposta de Yi Jing, è il momento in cui si prende possesso di tutti i dati, mentre l’interpretazione consiste nel legare e organizzare tutti gli elementi dell’analisi in modo da far emergere il senso specifico della risposta.
Il metodo di consultazione di Javary si articola in otto punti.

1. La questione della domanda
Momento essenziale della consultazione, esige l’implicazione personale di colui che interroga Yi Jing.
Una consultazione è una veduta aerea di un paesaggio interiore, dell’organizzazione delle forze Yin Yang al momento della domanda verso un determinato scopo. E’ valida solo per il tempo della domanda. Più precisa è la formulazione della domanda, più precisa sarà la risposta e la sua interpretazione.
Il consultante, attraverso il lancio delle monete, o gli steli di achillea, entra attivamente nella propria domanda.
La forma migliore in cui porla è per iscritto come un quesito che comporti un verbo di azione di cui il consultante è soggetto. Nel caso nella domanda sia presente un’alternativa bisogna utilizzare una doppia consultazione (tradizione che risale alle interrogazioni con i gusci di tartaruga), il che, tra l’altro, porta a considerare la realtà e il suo contrario sotto una nuova luce.

2. Analisi delle figure
La sottigliezza della risposta sta in gran parte nel fatto che essa si presenta sotto forma di due esagrammi, né indipendenti, né equivalenti.
– L’esagramma ottenuto inizialmente costituisce la parte fondamentale della risposta: rappresenta l’organizzazione delle forze Yin Yang del consultante, materializzata dalla maniera in cui la sua domanda è stata formulata.
– L’esagramma di prospettiva (detto anche ‘di mutazione’) è la figura ottenuta operando la trasformazione delle linee ‘mutanti’ da Yin in Yang e viceversa. Si produce così una differenza tra le linee che restano Yin o Yang (8 e 7) per tutto il tempo della domanda e le linee che appaiono per una sorta di fermo immagine prima che si trasformino nel loro contrario (6 e 9). L’esagramma di prospettiva non rappresenta il futuro della situazione ma permette di precisare la consonanza tra il consultante e l’esagramma ottenuto: rappresenta dunque la prospettiva nella quale l’esagramma deve essere letto.
L’analisi visuale si basa sullo studio del rapporto Yin Yang all’interno di ogni figura, considerando quindi la proporzione tra le linee Yin e Yang, la disposizione reciproca, la ripartizione nei tre livelli, i rapporti di polarità tra alto e basso, e l’evoluzione di ciascuno di questi fattori in seguito alla mutazione.
Vi é poi la struttura dei sei livelli (dal basso verso l’alto si succedono: ingresso, governatore, passaggio, ministro, sovrano, conclusione): l’occupazione di tali livelli da parte di linee Yin o Yang orienta verso il senso globale dell’esagramma.
Un altro sistema di ripartizione interna riproduce Terra, Mondo umano, Cielo e molto si può trarre dallo studio delle corrispondenze interne.

3. L’esagramma opposto
Si ottiene sostituendo ciascuno dei tratti Yin con linee Yang e viceversa, rappresenta ciò che “la situazione non è”, una sorta di immagine al negativo che chiarisce molti esagrammi dal significato troppo generale o astratto.

4 L’esagramma nucleare
E’ la figura costituita dalle quattro linee centrali e dà informazioni importanti sulla forza fondamentale che sta al cuore dell’esagramma. Si forma dai tratti 2, 3, 4 al primo, secondo e terzo posto, e dai tratti 3, 4, 5 al quarto, quinto e sesto posto.

5. Gli esagrammi derivati
Sono quelli che compaiono per mutazione di una linea: spesso riescono a chiarire i problemi di comprensione dei testi sulle singole linee degli esagrammi. I cinesi dicono che l’esagramma derivato “abita” la linea, cioè ne dà la colorazione.
Naturalmente se si ottiene una sola linea mutante l’esagramma derivato e l’esagramma di prospettiva coincidono, ma quando vi sono più linee mutanti non ci si deve lasciar tentare di utilizzare gli esagrammi derivati per dar una sequenza cronologica. Le linee mutanti segnalano situazioni particolari che appaiono simultaneamente all’interno della situazione considerata.

6. I trigrammi
L’ipotesi di molti testi occidentali secondo cui i trigrammi sarebbero all’origine degli esagrammi non è corretta: storicamente i trigrammi sono infatti nati da una riflessione sugli esagrammi. Occorre quindi tenere sempre presente che un esagramma è una situazione intera, che non può essere ridotta a due componenti.
E’ però anche vero che i trigrammi, considerati in quanto movimenti energetici e modelli di comportamento, forniscono elementi importanti nell’analisi di una consultazione e danno indicazioni per determinare l’attitudine appropriata per la situazione. I trigrammi sono inoltre utili per comprendere ciò che evolve tra l’esagramma ottenuto e l’esagramma di prospettiva.

7. I testi canonici
Il testo de Yi Jing propriamente detto si compone unicamente del ‘Giudizio’ e dei testi sulle singole linee dei 64 esagrammi. Tutto il resto appartiene ai Commentari Canonici, molto posteriori.
Vi sono alcuni elementi che sono preziosi nell’interpretazione del testo, tra cui ad esempio:
– I nomi degli esagrammi descrivono una situazione e insieme la sua gestione; questa dialettica è generalmente difficile da esprimere nelle lingue occidentali, es. Meng, n°4 che significa ‘giovane stolto’ ma anche ‘apprendere, ricevere un insegnamento’.
– Le indicazioni mantiche vanno utilizzate soprattutto in relazione alla loro presenza o assenza.
– Il testo della Grande Immagine esprime ciò che occorre fare, per lo più attraverso due frasi, di cui la seconda indica l’obiettivo e la prima il modo di realizzarlo.
– Il testo della linea mutante indica un momento preciso della situazione. Nel caso sia in contrasto con l’indicazione dell’esagramma generale bisogna seguire il consiglio della singola linea.
– In un testo con termini desueti generalmente i verbi mantengono il loro significato, e quindi vanno privilegiati.
– Molte frasi hanno un significato specifico, che è quindi necessario conoscere.

8. La sintesi
Gli elementi accumulati devono essere integrati e sintetizzati. Un primo passo consiste nel conservare le indicazioni che sono apparse più volte durante i diversi momenti dell’analisi e partire dal nome dell’esagramma ottenuto.

E poi lasciare spazio all’intuizione.

[Tratto da “MediCina”, Primavera 95]

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