Esagramma 50>35 – L’I Ching e noi

Nel 1949 Carl Gustav Jung scrisse la prefazione dell’edizione inglese dell’I Ching di Richard Wilhelm (il testo integrale è riportato in: I Ching, ed. Adelphi, pag. 15-33). In quell’occasione Jung consultò l’I Ching stesso per avere il suo parere in merito alla bontà di quella operazione editoriale ed ottenne come responso l’esagramma 50 che mutava nell’esagramma 35.

Carl Gustav Jung

Dice Jung: “ho personificato in un certo senso il libro, chiedendogli il suo giudizio sulla sua situazione attuale, cioè sulla mia intenzione di presentarlo alla coscienza occidentale” e, dopo aver analizzato il responso, conclude: “Se un essere umano avesse dato queste risposte, io, come psichiatra, avrei dovuto dichiararlo sano di mente, almeno alla luce del materiale presentato. Non sarei in grado, infatti, di scoprire nulla di delirante, di idiota o di schizofrenico nelle quattro risposte. Data l’estrema antichità e l’origine cinese dell’I Ching, non posso considerare anormale il suo linguaggio arcaico, simbolico e fiorito. Anzi, avrei dovuto congratularmi con questa ipotetica persona per la sua non comune capacità di intuire il mio inespresso stato di disagio.”.

Rimando al libro dell’Adelphi per la lettura integrale dell’interessante ed originale interpretazione di Jung del responso dell’I Ching. Vorrei invece dare qui il mio commento e collegarlo con un altro responso in cui ero personalmente coinvolto.

Ho rielaborato liberamente la traduzione del testo.

Il tiro di Jung:

ESAGRAMMA 50 – IL CROGIOLO

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Il Crogiolo, tipico vaso cinese a 3 piedi, veniva tradizionalmente utilizzato per le offerte sacrificali agli antenati. Ha quindi un forte significato simbolico e rituale ed è collegato al nutrimento spirituale (il nutrimento fisico è oggetto di altri esagrammi: 5, 27, 48).

Il crogiolo
Il crogiolo

Nel crogiolo le offerte di cibo vengono trasformate alchemicamente in modo da poter essere ricevute dagli antenati. Viene quindi creata nuova materia spirituale a partire dal materiale grezzo sacrificato. Si crea quindi un legame con l’invisibile che consente di mettersi in relazione con il Cielo e di ricollegarsi al proprio “mandato celeste” (tian ming), cioè allo scopo della nostra vita, che ci è stato assegnato dal Cielo alla nascita ed esprime il nostro ruolo nell’ordine generale dell’universo.

LA SENTENZA: il Crogiolo. Sublime riuscita. Salute!

Il responso è positivo. In generale questo è uno degli esagrammi più favorevoli.

L’IMMAGINE: Il legno alimenta il fuoco, così il nobile rettifica la sua situazione consolidando il suo mandato celeste.

Il Legno ☴ è il trigramma inferiore, il Fuoco ☲ quello superiore.

Nella corrispondenza fra i 5 movimenti energetici (Legno, Fuoco, Terra, Metallo, Acqua) che, assieme a Yin e Yang, sono i costituenti base della cosmologia cinese, “il Legno nutre (o il Vento alimenta) il Fuoco”. Vi è quindi fra gli elementi costituenti dell’esagramma una collaborazione che esalta la forza trasformatrice del Fuoco. L’elemento Legno ci dona la capacità di vedere lontano e di dare una direzione alla nostra vita, il Fuoco è luminoso e ci illumina la strada. L’anima (Hun) sostiene la spiritualità (Shen) per cui abbiamo una chiara percezione del senso della nostra vita, il “mandato celeste”, possiamo trasformarla ed evolverci.

SEGNI MISTI: il Crogiolo significa accettare ciò che è nuovo.

Ricordiamo il significato di nutrimento spirituale del Crogiolo. Il nutrimento spirituale è la base del rinnovamento spirituale, cioè della capacità di accettare il cambiamento che, secondo l’I Ching, è la legge dell’universo.

9 AL 2° POSTO: il Crogiolo è pieno di nutrimento. Il mio partner soffre di ansia, ma è lui che deve venire verso di me (si può anche leggere: “ Il mio nemico è in difficoltà, ma non mi può colpire). Salute!

Il Crogiolo, per tutto ciò che è stato detto, rappresenta chiaramente l’I Ching come fonte di nutrimento spirituale. Allora come oggi può creare un po’ di ansia o di imbarazzo il fatto che si tratti di un testo cinese con alcuni passaggi apparentemente oscuri o di dubbia e difficile traduzione. La sentenza di questa riga ne è un esempio perché si presta ad interpretazioni diverse, anche se, curiosamente, comunque calzanti.

Non bisogna preoccuparci di ciò ed essere ansiosi, dice l’I Ching, perché il nutrimento è tanto ed è a disposizione di tutti, ma, certamente, è necessaria dedizione e siamo noi a doverci impegnare nell’approfondirne il significato nella nostra vita, tenendo presente che ciò che ci ostacola non rappresenta un nemico insuperabile.

Nel caso specifico della domanda di Jung mi sembrano evidenti i riferimenti da un lato alla necessità di tradurre il testo (l’unico modo in cui noi occidentali possiamo “andare verso di lui”), dall’altra a non preoccuparsi eccessivamente degli ambienti che volevano ostacolare il progetto.

9 AL 3° POSTO: i manici del Crogiolo sono da cambiare (perché usurati). Vi è impedimento nel progredire. Il grasso di fagiano non può essere mangiato, ma quando poi viene la pioggia l’impedimento finalmente svanisce. Salute!

Sostanzialmente riprende alcuni concetti della linea precedente evidenziando un blocco energetico che impedisce di progredire nel processo di sviluppo. La terza linea è quella in cui avviene l’apertura verso il mondo esterno, rappresenta quindi sempre una difficoltà a svilupparsi ed a cambiare il livello d’azione.

Il grasso di fagiano, almeno per un gourmand cinese dell’antichità, è il boccone più succulento. Alla riga precedente era disponibile del buon nutrimento, ma qui stiamo parlando di vere prelibatezze. Interpreto che Jung e Wilhelm hanno significato molto per la diffusione dell’I Ching in Occidente ed il loro lavoro rimane tuttora valido, anche se un po’ “usurato”, ma per fare un salto di qualità ora è necessario “cambiare i manici”, cioè il modo di “prendere” l’I Ching, come hanno fatto in questi ultimi anni nuovi traduttori ed interpreti. All’epoca di Jung i “nuovi manici” erano proprio quelli approntati da lui e da Wilhelm che erano più adatti alla cultura d’allora.

La pioggia rappresenta il nutrimento che viene dal Cielo, ma significa anche l’allentamento della tensione che precedentemente creava impedimento e difficoltà nel cambiamento.

Esagramma derivato:

ESAGRAMMA 35 – AVANZARE ALLA LUCE DEL SOLE (IL PROGRESSO)

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LA SENTENZA: il Progresso, il principe, riccamente dotato, riceve favori regali sotto forma di numerosi cavalli ed è ricevuto tre volte in udienza in un solo giorno.

L’IMMAGINE: il sole risplende sulla terra: l’immagine del Progresso. Così il nobile riflette nella sua persona la gloria della Virtù del Cielo.

Il trigramma superiore è il Fuoco ☲ che rappresenta anche il sole, mentre il trigramma inferiore è la Terra ☷.
Nell’esagramma di partenza era il Legno a nutrire il Fuoco, qui è il sole (Fuoco) a nutrire la Terra, quindi la virtù spirituale si concretizza e porta anche al successo ed alla realizzazione materiale. È importante notare che il successo materiale deriva dalla virtù spirituale.

Non c’è alcun dubbio che le prospettive siano più che positive. Vorrei solo notare che la Virtù (De) di cui si parla è la stessa del titolo di un altro grande classico cinese: il Dao De Ching (Tao Te Ching), il Libro della Via e della Virtù. Questa Virtù secondo i cinesi è virtuosa e pia anche nel senso che abitualmente le diamo noi, ma, soprattutto, esprime la potenza del Dao (Tao) cioè la forza primordiale a cui possiamo attingere e che si riflette in noi se viviamo in sintonia con l’universo.


Durante un incontro di gruppo sull’I Ching, per far provare ai neofiti le modalità di lancio delle monete e del calcolo degli esagrammi, ci siamo divisi in 2 gruppi ed abbiamo effettuato un tiro di prova collettivo.

Non era stata effettuata alcuna domanda, ma gli esagrammi calcolati, 50-28 ed 1-4 rispettivamente, ci hanno molto colpiti per la loro attinenza alla situazione: avevamo stimolato il Libro dei Mutamenti ed in cambio avevamo ricevuto una lezione profonda sul significato dell’I Ching e su come accostarsi ad esso.

Era straordinario il fatto che l’esagramma principale calcolato da Jung nel 1949 fosse lo stesso ottenuto da noi 60 anni dopo (cioè dopo un ciclo completo esatto di Cielo e di Terra secondo l’astrologia cinese). Ho voluto leggere in questo lo sviluppo del processo evolutivo seguito dall’I Ching nel suo “viaggio in Occidente” a partire dalla consultazione di Jung fino ad arrivare ai giorni nostri.

Mi riprometto di analizzare il secondo risultato (1-4) in un commento successivo.

Il nostro tiro:

ESAGRAMMA 50 – IL CROGIOLO

50 - 120px-Iching-hexagram-50.svg

Il senso generale dell’esagramma è già stato esaminato prima. Bisogna qui notare che le linee mutanti sono qui la quinta e la sesta che sono le ultime in senso temporale nello sviluppo della situazione descritta dall’esagramma (ricordo che le linee si contano a partire dal basso). Per cui possiamo legittimamente pensare che descrivano situazioni successive a quelle dei tempi di Jung. Siamo anche vicini al termine di un processo, iniziato con la traduzione di Wilhelm, che porterà all’apertura di una nuova fase del “viaggio in Occidente” dell’I Ching.

6 AL 5° POSTO: il Crogiolo ha anelli gialli e barre di bronzo, così è adatto ad un utilizzo costante.

Oggi abbiamo a disposizione gli strumenti adatti per comprendere correttamente l’I Ching (il giallo è il colore del centro, cioè di ciò che è giusto e corretto) e possiamo quindi farne uso nella nostra pratica costante.

9 IN CIMA: il Crogiolo ha barre di giada. Grande salute! Nulla che non sia propizio.

La giada è ritenuta il materiale più pregiato, quindi viene rappresentato un ulteriore miglioramento rispetto alla linea precedente.

L’esagramma derivato è:

ESAGRAMMA 28 – CARICO ECCESSIVO

28 - 120px-Iching-hexagram-28.svg

Graficamente risaltano le due linee deboli alle estremità mentre tutte le linee interne sono forti, da qui l’immagine di una trave su cui grava un carico eccessivo.

Il trigramma inferiore è ☴ il Legno, che rappresenta anche un bosco. Quello superiore ☱ è il Lago. Quindi un lago che sommerge gli alberi.

Il trigramma intrinseco inferiore e superiore è sempre ☰ il Cielo.

C’è un eccesso di energia che rischia di sommergerci. Come comportarsi? Bisogna saper essere al contempo miti (Legno), sereni (Lago) e forti (Cielo).

LA SENTENZA: Carico eccessivo, la trave del tetto si incurva. È favorevole avere in mente uno scopo o una meta. Successo!

L’IMMAGINE: il lago sommerge gli alberi. Il nobile, anche se deve rimanere solo, non ha timore e non si dispiace se deve ritirarsi dal mondo.

Non dobbiamo nasconderci che avvicinarsi all’I Ching richiede impegno, studio e costanza. Il carico e la difficoltà possono sembrare a volte eccessivi, ma si possono superare se si ha un obiettivo chiaro. È un percorso soprattutto individuale, a volte solitario, ma questo non deve spaventare perché il risultato sarà sicuramente favorevole.

Valter Vico
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22 pensieri riguardo “Esagramma 50>35 – L’I Ching e noi

  1. Riporto il testo del commento di Jung:

    Carl Gustav Jung

    I Ching

    Tra gli studiosi occidentali si è diffusa la tendenza a liquidare quest’opera come una raccolta di “formule magiche”, per alcuni troppo astrusa per essere intelligibile, per altri priva di qualsiasi valore. Per più di trent’anni mi sono interessato all’I Ching, questa tecnica oracolare, o metodo di esplorazione dell’inconscio, perchè a me sembrava di non comune importanza. Non è molto facile trovare il giusto accesso a questo monumento del pensiero cinese, così infinitamente diverso dai nostri modi di pensare.

    Per capire in generale di che cosa tratti un simile libro è imperativo buttare a mare certi pregiudizi della mentalità occidentale. E’ curioso che un popolo dotato e intelligente come i cinesi non abbia mai prodotto ciò che noi chiamiamo “scienza”. La nostra “scienza”, però, si basa sul principio di causalità, e la causalità è considerata verità assiomatica. Ma un grande cambiamento è ormai avviato. Gli assiomi della causalità sono scossi nelle loro fondamenta: ora sappiamo che quello che noi chiamiamo leggi di natura non sono altro che verità statistiche, costrette perciò ad ammettere delle eccezioni. Non abbiamo tenuto abbastanza conto del fatto che, per dimostrare la validità invariabile delle leggi di natura, abbiamo bisogno del laboratorio con le sue incisive restrizioni. Se lasciamo che la natura faccia da sè, vediamo un quadro ben differente: ogni processo subisce interferenze parziali o totali ad opera del caso, e in misura tale che in circostanze naturali un corso di eventi che si conformi in tutto e per tutto a leggi specifiche rappresenta quasi un’eccezione.
    La mentalità cinese, quale io la vedo all’opera nell’I Ching, sembra preoccuparsi esclusivamente dell’aspetto accidentale degli eventi. Ciò che noi chiamiamo coincidenza sembra essere la cosa della quale questa peculiare mentalità s’interessa principalmente, mentre ciò che noi adoriamo come causalità passa quasi inosservato. Dobbiamo ammettere che qualche cosa si possa dire in favore dell’immensa importanza del caso. Una quantità incalcolabile di sforzi umani è rivolta a combattere e limitare i danni o i rischi rappresentati dal caso. Spesso le considerazioni teoriche su causa ed effetto appaiono pallide e polverose a paragone degli effetti pratici del caso. Va benissimo dire che il cristallo di quarzo è un prisma esagonale; è proprio vero – fintanto che si immagina un cristallo ideale.Ma in natura non si trovano due cristalli esattamente uguali, benchè tutti siano palesemente esagonali. La forma reale, tuttavia, sembra sollecitare il saggio cinese ben più di quella ideale. La confusa congerie di leggi naturali che costituisce la realtà empirica contiene per lui un significato ben più importante che non una spiegazione causale di eventi che poi devono di regola essere separati l’uno dall’altro prima che si possa discuterne in maniera appropriata.
    Il modo in cui l’I Ching tende a considerare la realtà implica un giudizio poco favorevole per i nostri procedimenti causalistici. L’istante che sta sotto osservazione appare all’antica visione cinese più come un colpo di fortuna che come il risultato ben definito di catene causali concorrenti. Ciò che interessa sembra essere la configurazione che gli eventi accidentali assumono al momento dell’osservazione, e niente affatto le ragioni ipotetiche che apparentemente rendono conto della coincidenza. Mentre la mentalità occidentale pone ogni cura nel vagliare, pesare, scegliere, classificare, isolare, l’immagine che il cinese si fa del momento racchiude ogni cosa fino al più minuto e assurdo particolare, perchè l’istante osservato è il totale di tutti gli ingredienti. Accade così che quando si gettano le tre monete, questi dettagli casuali entrano nel quadro dell’istante d’osservazione formandone una parte: una parte insignificante per noi, eppure colma di significato per la mentalità cinese. Per noi sarebbe un’affermazione banale e quasi senza senso (almeno in apparenza) dire che qualunque cosa avvenga in un dato momento possiede inevitabilmente la qualità peculiare di quel momento. Questo non è un argomento astratto, anzi è un argomento assai pratico. Vi sono certi esperti che all’aspetto, gusto e comportamento di un vino sanno dedurre il sito della sua vigna e il suo anno di origine. Vi sono antiquari ai quali basta un’occhiata per indicare con un’esattezza quasi stregonesca l’epoca, la provenienza e l’autore di un oggetto d’arte o di un mobile. Di fronte a simili fatti bisogna ammettere che i momenti possono lasciare tracce di lunga durata.
    In altre parole, l’inventore dell’I Ching, chiunque sia stato, era convinto che l’esagramma elaborato in un dato momento coincideva con questo momento anche nella qualità, e non soltanto nel tempo. Per lui l’esagramma era l’esponente del momento in cui si realizzava – più ancora di quanto potessero esserlo l’ora segnata dall’orologio o i dati risultanti dal calendario – in quanto l’esagramma era concepito come un indicatore della situazione essenziale prevalente al momento della sua origine.
    Questa teoria implica un certo strano principio che io ho denominato sincronicità, un concetto che formula un punto di vista diametralmente opposto a quello della causalità. Quest’ultimo, essendo una verità meramente statistica e non assoluta, è una specie di ipotesi di lavoro sul modo in cui gli eventi evolvono l’uno dall’altro, mentre la sincronicità considera particolarmente importante la coincidenza degli eventi nello spazio e nel tempo, scorgendovi qualche cosa di più che il mero caso, e cioè una peculiare interdipendenza degli eventi oggettivi tra loro, come pure tra essi e le condizioni soggettive (psichiche) dell’osservatore o degli osservatori.
    L’antica mentalità cinese contempla il cosmo in una maniera paragonabile a quella del fisico moderno, il quale non può negare che il suo modello del mondo sia una struttura decisamente psicofisica. L’evento microfisico include l’osservatore esattamente come la realtà che forma il sostrato dell’I Ching abbraccia le condizioni soggettive, ovvero psichiche, nella totalità della situazione momentanea. Come la causalità descrive la sequenza degli eventi, così per la mentalità cinese la sincronicità considera la loro coincidenza.
    Orbene, i sessantaquattro esagrammi dell’ I Ching sono lo strumento mediante il quale si può determinare il significato di sessantaquattro situazioni differenti e insieme tipiche. Queste interpretazioni sono l’equivalente delle spiegazioni causali. Il nesso causale è statisticamente necessario e può quindi essere sottoposto a esperimento. Poichè le situazioni sono ogni volta uniche e non possono essere ripetute, sembra impossibile, in condizioni normali, fare esperimenti con la sincronicità. Nell’I Ching il solo criterio di validità della sincronicità è l’opinione dell’osservatore, per il quale il testo dell’esagramma corrisponde a una fedele riproduzione del suo stato psichico.Si presuppone che la caduta delle monete sia proprio quale deve essere necessariamente in una data “situazione”, in quanto ogni cosa che avviene in quel momento vi appartiene quale indispensabile elemento del quadro. Essa forma il disegno caratteristico di quell’istante. Ma una verità ovvia come questa rivela la sua natura significativa soltanto nel caso che sia possibile leggere il disegno e verificarne l’interpretazione, in parte mediante ciò che l’osservatore conosce della situazione soggettiva e oggettiva, in parte mediante il carattere degli eventi successivi.
    L’argomentazione che ho esposto fin qui non si è mai affacciata, è ovvio, a una mente cinese. Al contrario, secondo l’antica tradizione, sono delle “entità spirituali” operanti in modo misterioso quelle che fanno dare una risposta sensata. Queste entità formano, per così dire, l’anima vivente del libro. Essendo così quest’ultimo una sorta di essere animato, la tradizione vuole che all’I Ching si possano porre delle domande nella fiducia di ottenerne risposte intelligenti. Le risposte sensate e piene di significato sono la regola. Se l’I Ching non è accettato dalla coscienza, almeno l’incoscio gli va incontro a metà strada, e l’I Ching è più vicino all’incoscio che non all’atteggiamento razionale della coscienza.
    Devo confessare che durante la stesura della prefazione non mi ero sentito troppo a mio agio, giacchè, per il mio senso di responsablità verso la scienza, non ho l’abitudine di asserire qualcosa che non posso provare o almeno presentare come accettabile alla ragione. E’ un compito ingrato, in verità tentare di presentare a un pubbico moderno e non privo di senso critico una raccolta di arcaiche “formule magiche” con l’idea di renderle piò o meno accettabili. Io mi sono accinto a questo compito perchè ritengo che nel modo di pensare degli antichi cinesi vi sia ben più di quanto possa sembrare a prima vista.
    L’I Ching insiste continuamente sull’importanza di conoscere sè stessi. Il metodo con cui si dovrebbe arrivare a questa conoscenza si presta ad abusi d’ogni genere, e non è fatto, quindi, per le persone frivole e immature; come non è fatto per gli pseudointellettuali e i razionalisti. E’ adatto solo per persone ponderate e riflessive che si soffermano a pensare su ciò che fanno e sulle esperienze che vivono. Non ho una risposta alla moltitudine di problemi che sorgono quando cerchiamo di conciliare l’oracolo dell’I Ching con i nostri canoni scientifici correnti. Ma – inutile dirlo – tutto ciò che è “occulto” va lasciato da parte. L’irrazionale pienezza della vita mi ha insegnato a non scartare alcunchè, nemmeno ciò che va contro tutte le nostre teorie (così effimere, nel migliore dei casi) o comunque non ammette spiegazioni immediate. E’ inquietante, certo, e non si può mai dire se la bussola funziona o è impazzita; ma la sicurezza, la certezza e la quiete non portano mai a nessuna scoperta. Altrettanto vale per questo metodo cinese di divinazione. E’ chiaro che il metodo mira alla conoscenza di sè, sebbene attraverso i millenni sia stato anche messo al servizio della superstizione.
    E’ ovvio che io sono profondamente convinto del valore della conoscenza di sè; ma che senso ha raccomandare questa conoscenza quando i maggiori saggi di ogni tempo ne hanno predicato la necessità senza successo? Persino all’occhio più prevenuto è chiaro che questo libro rappresenta una sola, lunga esortazione a esaminare con cura il proprio carattere, il proprio comportamento e le proprie motivazioni. Questo orientamento ha un forte richiamo su di me e mi ha indotto ad assumere l’impegno della prefazione.
    Non si possono mettere da parte alla leggera uomini della statura di Confucio e Lao-tse quando si sia in grado di apprezzare la qualità del pensiero che essi rappresentano; e meno ancora si può sorvolare sul fatto che l’I Ching fu la loro principale fonte d’ispirazione.
    Data l’estrema antichità e l’origine cinese dell’I Ching, non posso considerare anormale il suo linguaggio arcaico, simbolico e fiorito.
    L’antica saggezza dell’Oriente dà la debita importanza al fatto che l’individuo intelligente chiarisca i propri pensieri, ma non ne dà nessuna alla maniera in cui lo fa.
    Sembra a me che un lettore non prevenuto dovrebbe ora essere in condizione di formarsi almeno un’idea preliminare circa il “funzionamento” dell’I Ching.
    […]

    Zurigo, 1949

  2. Salve io ho domandato ai ching se posso consultarli più volte al giorno, è uscito l’esagramma 59 ( la dissoluzione) con 9 al quinto posto che diventa 4. Da premettere che ero in libreria ed il mio ex-ragazzo ha voluto regalarmi i ching…tra le varie edizioni di istinto senza leggere ho scelto quella con la prefazione di Jung.
    in generale ho chiesto ai ching se posso fidarmi del mio istinto e delle mie sensazioni , è uscito l’esagramma 61 che diventa 50.
    mi farebbe piacere avere un parere sull’interpretazione. grazie

    1. Credo che la versione Adelphi dello I Ching rimanga la migliore in italiano. Altri testi interessanti li può trovare nella bibliografia.

      Interessanti le sue due consultazioni.

      Ho notato spesso che l’I Ching tende a riferirsi a se stesso tramite l’esagramma 50, Il Crogiuolo, che indica uno strumento di evoluzione personale e spirituale. Certo per usufruirne al meglio è importante lavorare su se stessi per sviluppare la propria intuizione profonda, la “verità interiore” dell’esagramma 61.

      Si può senz’altro interrogare l’I Ching più volte, l’importante è farlo con scioltezza, come indica l’esagramma 59, perchè se no c’è il rischio di aggrovigliarsi su se stessi e sulle proprie questioni, come indica l’esagramma 4, che recita:

      Consultato una prima volta io dò responso.
      Se egli interroga due, tre volte, quest’è importuno.
      Se è importuno non dò responso.

      Ciò che è eventualmente importuno non è tanto interrogare ancora, quanto non soffermarsi a riflettere per interiorizzare la risposta precedente. In tal caso è meglio non rispondere ulteriormente per non suscitare ulteriore confusione nel consultante.

      Valter Vico
      consultazioni numerologiche e con l’I Ching via mail o su appuntamento a Torino – valter.vico@gmail.com

  3. Rispetto a una questione sentimentale ho effettuato un lancio: 50 con linee 2,3,5 che mutano e che portano al 12. Inutile dire che questo 12 mi angoscia… la mia domanda era se ci saranno sviluppi e di che tipo con quest’uomo, che non riesco a capire e che sfugge. Cosa ne pensi? Sono a terra. Un abbraccio

    1. Buongiorno Elena, purtroppo il Ristagno sembra indicare proprio mancanza di comunicazione. Noto che nelle relazioni spesso compare quando si tende ad avere un idea astratta e poco realistica dell’altra persona. Forse questo è il nodo su cui riflettere.

  4. Esatto. Ě proprio cosī, astratto. Astratto perchě ancora non c’ě stato un contatto tangibile, solo mentale. Infatti, per capire meglio, o per illudermi di capire, ho effettuato un nuovo lancio che mi ha dato 1 fisso. La domanda (sintetizzata) era se mi vuole (ancora) e se ci sarā un ritorno (prima o poi). Inutile dire che NON ho capito questo 1. Che dilemma, i problemi di cuore sono tremendi. Grazie dell’aiuto. Un abbraccio!

  5. Buongiorno, mi chiedo se posso disturbare ancora un secondino… stavolta ho cambiato domanda e mi son ripromessa che sarā l’ultima, almeno per un po’. La domanda era “cosa pensa di me lui ora”. Viene il 15 (3 e 5 mutano) risultato 8. Ora. Dato che non ci sentiamo da tre mesi ( … non dico altro … ) tu come la interpreti? Ě speranzoso questo responso? Devo aspettare? Agire? Dimenticare? Sono un po’ in palla… grazie davvero per l’aiuto. Un abbraccio

    1. Forse è meglio seguire il consiglio di porre domande solo su se stessi e sulle proprie azioni e non su altri o, tanto meno, su questioni così scivolose come ciò che possano eventualmente pensare o non pensare altre persone.
      Chissà se il libro si riferisce a questo quando dice che non bisogna cercare la ricchezza negli altri, ma piuttosto in se stessi…

  6. Ciao.. volevo un aiuto per capire… ho fatto un lancio ed ě uscito il 41 con linee 1,3,4 mutanti che portano al 50. La domanda era riferita ad un’azione che ho fatto (un sms a lui) e ad eventuali sviluppi in conseguenza del mio atto nei confronti di un amore che non sentivo da circa 3 mesi e che ě stato ed é ancora importante. Porterā a qualcosa questa mia iniziativa? C’è possibilitā di un ritorno, di un riavvicinamento?Grazie davvero per l’aiuto… grazie grazie grazie… un abbraccio

    1. Mi sembra curioso che entrambi i segni facciano riferimento alla necessità di un sacrificio, uno yin e l’altro yang.
      Sarebbe interessante sapere cosa dovresti sacrificare tu e cosa dovrebbe invece sacrificare lui…

  7. Grazie Valter per avermi risposto. Vedi, il punto ě un altro… io vorrei tanto sapere se lui tornerā da me, se ci sono i presupposti affinché questa relazione decolli, se mi vuole. Fondamentalmente ě questo, se no non sarei qui… non chiedo sfere di cristallo ně divinazioni.. quando uno ě qui, Valter, ě perchè in fondo ě solo con se stesso, ha pochi appigli e vorrebbe una sorta di rassicurazione. Non credi.. Per quanto concerne i sacrifici… sì ce ne sarebbero da fare, eccome. Ma prima di arrivare ai sacrifici bisognerebbe prima capire se “c’é trippa per gatti”..come si suol dire . Io sono ancora a questo step, ecco perché ogni tanto chiedo ai ching! Certo i lanci che ho fatto per una profana come me, sembravano, sembrano favorevoli (55 che muta in 11 ad esempio… oppure 31 fisso…) perő l’aiuto di un esperto è fondamentale! Ad es non avevo colto nel 41>50 il discorso dei sacrifici… io da ignorantissima quale sono, quando ho letto 50 mi si ě aperto il cuore! In fondo la speranza ti fa vivere meglio. Continuo a sperare, Valter. Grazie per avermi risposto. Un abbraccio

    1. Si, certo, puoi prendere un appuntamento per un consulto personale al 333-2690739.
      Credo però non sia il caso di porre ulteriori domande, converrebbe piuttosto riprendere uno dei responsi precedenti, per interiorizzarlo e riflettere a fondo sul suo significato e su quali indicazioni trarne per comprendere meglio la situazione e per agire nel modo più opportuno.

      1. Grazie…. farő cosi. Anche perchě lui (mi sa) non ĕ intenzionato a riaprire discorsi con me…. mi sto arrendendo. (41 diminuzione) … con la morte nel cuore e un’infinita tristezza. Spero che il 55 e l’11 mi ricarichino nell’anima e che il 31 si riferisca a qualcosa di buono per me. Ti seguo sul blog. Ciao

  8. Buonasera Valter, sono una vostra assidua lettrice del blog, e pratico itching. Le scrivo perché non so come fare per risolvere, comprendere un responso. Ho pensato di disturbata, spero di non aver fatto male. Sono certa che riuscirà a darmi una spiegazione, in modo tale da arrivate alla risposta che il libro vuole darmi.
    Avevo chiesto al libro che cosa ne pensasse di un lavoro, dove avevo fatto un secondo colloquio.21.3,5 – 13.
    Morale della favola :sono stata presa, dovrei iniziare lunedì.
    Sono molto spaventata, piena di dubbi, continuo a leggere su internet di lavori anomali dove si guadagna una miseria… Questo non è da meno, effettivamente.
    Non capisco se l’ostacolo sia qualcosa di interno o sia la stessa azienda non chiara… Io ormai lunedì inizierò un periodo di priva poi valuterò se è il caso di firmare il contratto.
    Che cosa pensa del responso? Grazie Francesca

      1. Ma se ci sono delle situazioni non chiare,a mio avviso, nessuna amicizia? Grazie… Non ci sarei mai arrivata a questa conclusione

  9. Ciao Valter! Buone vacanze innanzitutto…. volevo chiederti un aiuto per un lancio, puoi? Come vedi 50.6>32 alla domanda ” ci sarā un chiarimento con questa persona?” Grazie se potrai rispondermi, e buone cose…
    un abbraccio E.

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