La divinazione, le “ossa di drago” e la nascita degli ideogrammi

di Marco Meccarelli

Le iscrizioni su ossa oracolari e su gusci di tartaruga come pratica della divinazione, ovvero la più antica forma di scrittura in Cina.

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La scoperta delle prime iscrizioni risale al 1899, presso il villaggio di Xiaotun a nord ovest di Anyang (Henan settentrionale).
Le “ossa di drago”, come venivano chiamate le iscrizioni su ossa oracolari, rinvenute in considerevole quantità anche nelle successive campagne di scavo e in altri siti Shang (cronologia lunga: 1751-1122 a.C.; cronologia breve: 1523-1027 a.C.) e Zhou Occidentali (c.l.: 1122-771 a.C.; c.b.: 1027-771 a.C.), contribuirono in maniera determinante allo studio dello sviluppo della scrittura in Cina. [1]

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Zhuang Zi: il ritmo vitale

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Per il saggio la vita non è altro che un’armonia con i movimenti del cielo; la morte, un aspetto della legge universale del mutamento. Se riposa, condivide gli occulti poteri dello Yin; se lavora, si culla fra le onde dello Yang. Non cerca guadagni ed è invulnerabile alle perdite; risponde solo se interrogato; si muove se lo spingono. Dimentica il sapere dei libri e gli artifici dei filosofi ed obbedisce al ritmo della natura. La sua vita è una barca in balia di acque indifferenti: la sua morte, un riposo senza rive… L’acqua è limpida se nulla di estraneo viene ad intorpidirla; immobile, se nulla la agita; se qualcosa la ostacola, smette di fluire, si increspa e perde la sua trasparenza. Simile all’acqua è l’uomo con i suoi poteri naturali.
(Chuang-Tzu, brani scelti da Ottavio Paz, Oscar Mondadori)

Zhuang Zi: la tartaruga sacra

Chuang-Tzu passeggiava sulle rive del fiume Pu. Il re di Chou inviò due alti funzionari con la missione di proporgli la carica di primo ministro. La canna tra le mani e gli occhi fissi sulla lenza, Chuang-Tzu rispose: “Mi hanno detto che a Chou venerano una tartaruga sacra che morì tremila anni fa. I re conservano i suoi resti in un altare di famiglia, in uno scrigno coperto da un manto. Se il giorno che pescarono la tartaruga le avessero dato la possibilità di scegliere fra morire vedendo i suoi resti adorati per secoli e continuare a vivere con la coda sepolta nel fango, che cosa avrebbe scelto?” I funzionari risposero: “Vivere con la coda nel fango.” “Ebbene, questa è la mia risposta: preferisco che mi lascino qui, con la coda nel fango, ma vivo.”

(Chuang-Tzu, brani scelti da Ottavio Paz, Oscar Mondadori)

L’Universo di Sengai: il significato simbolico di cerchio, quadrato e triangolo

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Cerchiotriangoloquadrato: così Sengai dipinge l’universo. Il cerchio rappresenta l’infinito, che è il fondamento di tutti gli esseri. Ma l’infinito in se stesso non ha forma. E l’uomo, dotato delle facoltà sensoriali ed intellettive, ha bisogno di forme tangibili: ecco perché il triangolo, origine di ogni forma, prima fra tutte il quadrato. Il quadrato è un doppio triangolo e questo processo di duplicazione va avanti all’infinito dando luogo alla moltitudine delle cose definita dai filosofi cinesi “le diecimila cose“, cioè l’universo. […]

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Il drago e la nuvola (IChing, Esagramma 6, La Lite)

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Il  vapore esalato dal drago si tramuta in nuvola. È evidente che la nuvola e il drago non possiedono alcun potere sovrannaturale. E tuttavia, il drago cavalca la nuvola, vaga per l’immensità del cielo, distribuisce la luce e l’ombra, scatena il tuono e il lampo e presiede così ai mutamenti della natura. L’acqua che cade dal cielo inonda valli e colline. Di conseguenza, la nuvola possiede un potere sovrannaturale. Ma questo potere non le è proprio: le viene dal drago. E il potere del drago, da dove viene? Non dalla nuvola, questo è certo. Eppure, senza la nuvola il drago non può esercitare il suo potere sovrannaturale. Essa è il suo punto di appoggio e l’unica occasione che ha per manifestarsi. E questo appare ancora più strano se si pensa che il drago non è nulla senza la nuvola, che a sua volta non è nulla.
(Han Yu, letterato confuciano, 768-824, citato da Ottavio Paz in “Chuang-Tzu, vita dell’uomo che diventò perfetto”, Oscar Mondadori)

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“Non temere i mutamenti”: come Bernhard rilegge I’I Ching in chiave psicologica

“Viviamo un’epoca di enormi mutamenti, di cui tutti abbiamo paura, questo piccolo libro insegna che il cambiamento è la regola della natura. Non dobbiamo temere la rottura perché è creativa”.

“Si deve a tutti i costi restare oggettivi, fedeli a se stessi, attingendo alla vera profondità individuale”

“Si deve contenere l’Animus negativo ed essere gentili, amabili, perché così si domina anche la gente aggressiva”.

I Ching di Ernst Bernhard

(Leggi l’articolo completo sul sito de La Repubblica…)

La Danza di Shiva, il Libro dei Mutamenti e la Meccanica Quantistica

Massimo Ciccotti

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«In un pomeriggio di fine estate, seduto in riva all’oceano, osservavo il moto delle onde e sentivo il ritmo del mio respiro, quando all’improvviso ebbi la consapevolezza che tutto intorno a me prendeva parte a una gigantesca danza cosmica… ”vidi” scendere dallo spazio esterno cascate di energia, nelle quali si creavano e distruggevano particelle con ritmi pulsanti, “vidi” gli atomi degli elementi e quelli del mio corpo partecipare a questa danza cosmica di energia, percepii il suo ritmo e ne “sentii” la musica, e in quel momento “seppi” che questa era la danza di Shiva, il Dio dei Danzatori adorato dagli indù.»

Così si esprime lo scienziato statunitense, Fritjof Capra, un fisico specializzato nel campo delle alte energie, nella prefazione al suo libro Il Tao della fisica. Capra è stato forse il primo a mettere in luce gli svariati punti di contatto tra la concezione taoista del cosmo e i principi fondanti dell’attuale fisica subnucleare, ovvero quell’insieme di teorie scientifiche sviluppatesi in opposizione alla fisica classica newtoniana. I due temi fondamentali di questa concezione moderna della fisica sono l’unità, l’interdipendenza di tutti i fenomeni e la struttura intrinsecamente dinamica dell’universo. Anche l’antica concezione orientale del mondo, cui Capra fa riferimento, era essenzialmente unitaria e dinamica, e i principi di mutamento/movimento ne costituivano il tratto essenziale.

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Il Tao della musica: la concezione della musica nell’antica Cina

tao-della-musicaQuesto originale volume interesserà gli appassionati di cultura cinese e taoista, gli estimatori del pensiero musicale in generale e in particolare gli amanti della musica occidentale del secondo Novecento, che qui possono trovare nuove modalità per il suo ascolto.

(Leggi l’articolo completo sul sito di Shiatsu Milano Editore…)

“Le leggendarie tombe di Mawangdui”: arte e vita nella Cina arcaica in mostra a Roma

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Dal 3 luglio 2014 al 16 febbraio 2015 sarà presentata, per la prima volta in Italia nelle sale del Refettorio Quattrocentesco di Palazzo Venezia, una mostra che racconta l’epoca della dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.) attraverso i tesori provenienti dalle tombe rinvenute a Mawangdui e custoditi dal Museo provinciale dello Hunan, una delle istituzioni più importanti del sistema museale cinese. In mostra saranno esposti 76 pezzi di inestimabile valore, tra cui lacche, manufatti tessili, manoscritti (compreso quello dello Yi Jing) e dipinti su seta. L’esposizione consente di far riemergere un’antica civiltà attraverso una grande scoperta archeologica, riflettendo l’essenza stessa di un popolo che già all’epoca veniva riconosciuto come “il Paese della seta e delle porcellane”.
Leggi l’articolo completo sul sito del Ministero dei Beni Culturali >>>

“La Lupa e il Dragone”, il nuovo libro di Massimo Ciccotti

lupa e dragoneIl Dragone cerca la Lupa, la Lupa cerca il Dragone. Attualità della Cina antica e antichità della Cina moderna: pensieri, viaggi di guerrieri, mercanti, missionari e sognatori, uomini straordinari conosciuti e sconosciuti. Un filo di seta lungo diecimila chilometri che da più di duemila anni lega il nostro mondo ed il lontano Oriente.

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