I Ching e Pink Floyd: Esagramma 24, il Ritorno

Syd Barret, a cui è dedicato il celeberrimo “Wish You Where Here” del 1975, fu il primo leader dei Pink Floyd durante gli esordi “psichedelici” del gruppo ed era un appassionato frequentatore dell’I Ching. Egli trasse, molto liberamente, il testo del brano “Chapter 24” (“The Piper at the Gates of Dawn“, album di debutto dei Pink Floyd) da quello dell’esagramma 24 del Libro dei Mutamenti.

Riportiamo qui di seguito il testo originale del brano, la sua traduzione in italiano ed il testo dell’esagramma 24.

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“L’uomo nell’alto castello” (The Man in the High Castle) la serie tv ispirata dall’I Ching

È disponibile su Prime la serie “L’uomo nell’alto castello” (“The Man in the High Castle”), prodotta da Ridley Scott e basata sull’omonimo romanzo di Philip K. Dick (pubblicato in italiano come “La svastica sul sole”). L’episodio pilota è stato il più visto della storia delle serie di Amazon.

La serie è ambientata negli anni ’60 e descrive la fantastoria di ciò che sarebbe successo se i nazisti e i giapponesi avessero vinto la seconda guerra mondiale spartendosi gli Stati Uniti.

L’I-Ching è uno dei “personaggi” principali dell’intreccio e venne utilizzato dallo stesso Dick come guida per sviluppare la trama del romanzo.

I Ching e Beatles: Esagrammi 13, L’Associazione fra gli Uomini, e 56, Il Viandante

Il blog The Sixties, nell’articolo “The 20 Greatest Beatles Songs”, riporta la testimonianza di Chris Difford su come George Harrison si ispirò all’I Ching nel comporre “While My Guitar Gently Weeps” (1968): “George era quello che era tornato dall’India con un risveglio spirituale che l’avrebbe accompagnato per tutto il resto della sua vita, mentre gli altri tornavano indietro solo con le cartoline. Arrivò al testo della canzone utilizzando l’I Ching: aprì a caso il libro e la prima frase che lo colpì fu “gently weeps”, così costruì il brano intorno ad essa”.

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Le opere di Rabarama dedicate all’I Ching

Rabarama (Paola Epifani) è una nota artista italiana contemporanea che ha tratto ispirazione dall’I Ching per realizzare le opere della serie “On the Tracks of Destiny”. Qui di seguito vediamo “Tui”, la scultura dedicata all’Esagramma 58, Tui, Il Sereno (Il Lago).

58 - Rabarama - Tui

(visita il sito di Rabarama…)

I Ching e John Cage

John Cage nel 1950 si procura il libro dell’I Ching, di cui si vuole servire per fare delle scelte compositive senza l’intervento della sua volontà, in modo non intenzionale. È un metodo per organizzare il caso, per controllare l’imprevedibile. Serve a determinare secondo un sistema di combinazioni numeriche, quali note suonare, la loro durata, la loro altezza.

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Il Tao della musica: la concezione della musica nell’antica Cina

tao-della-musicaQuesto originale volume interesserà gli appassionati di cultura cinese e taoista, gli estimatori del pensiero musicale in generale e in particolare gli amanti della musica occidentale del secondo Novecento, che qui possono trovare nuove modalità per il suo ascolto.

(Leggi l’articolo completo sul sito di Shiatsu Milano Editore…)

Gupajuhe: una visione pittorica dell’I Ching

Gupajuhe è un artista digitale che ha fatto dell’I Ching la sorgente della sua ricerca artistica (vai alla pagina Facebook di Gupajuhe).

Gupajuhe - I Ching Mandala

“La Danza dei Mutamenti”: performance finale, venerdì 25 luglio al Castello di Rivoli

la danza dei Mutamenti

PERFORMANCE FINALE de “La Danza dei Mutamenti”
VENERDÌ 25 LUGLIO 2014 | h 18.00
ATRIO JUVARRIANO – CASTELLO DI RIVOLI (TO) – MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA
ingresso gratuito
www.tecnologiafilosofica.it

“La danza dei Mutamenti”

La danza dei MutamentiPRESENTAZIONE DEL LABORATORIO DI ALTA FORMAZIONE PER DANZATORI “LA DANZA DEI MUTAMENTI” FEBBRAIO-SETTEMBRE 2014 – TORINO

Aula Magna della Accademia Albertina di Belle Arti
Via Accademia Albertina 6 – 10123 Torino
venerdì 24 gennaio dalle ore 16.00 alle ore 18.30

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L’I Ching e… Leonard Cohen

Su un tavolino, altrimenti vuoto, era posato un libro di cui non avevo mai sentito parlare: I Ching. In un primo momento pensai che potesse trattarsi di poesia orientale, come i libri di haiku che prendevo in mano ogni tanto nella libreria … di Charles Tuttle a Rutland, nel Vermont. Ma Leonard mi spiegò che quello era in realtà un modo di vivere, o meglio un modo per determinare la vita. Trasse fuori dalla tasca un paio di monetine canadesi e iniziò a dimostrarmi come, lanciando le monete e interpretandole in abbinamento con gli scritti dell’I Ching, si possa modificare la natura del nostro comportamento, altrimenti in balia dell’ego. Mi sembrava una tale assurdità che ero sicura che dovesse trattarsi di un gioco, forse una forma asiatica del Monopoli.
Quanto più mi esponeva i dettagli del metodo, tanto più mi appariva ridicolo. Quando a me fu chiaro che Leonard prendeva seriamente la faccenda e lui capì che per me non era così, la nostra conversazione finì e tornai a casa.

(da “My Life Without Leonard Cohen”, di Ruth R. Wisse. Riportato dal sito www.biroco.com . Traduzione di Tiziano Mattei.)

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