Tra centinaia di pezzi viene forte la tentazione di scegliere a caso, sarebbe perfettamente coerente col personaggio! Ma siccome Cage amava l’incoerenza, facciamo invece una scelta più o meno mirata. Chi conosce un po’ la sua storia sa che c’è un prima e un dopo la sua scoperta dell’I Ching (o Yijing), sia come testo, sia come metodo per la generazione di eventi casuali. Il manifesto della svolta è la Music of Changes, per pianoforte, del 1951, un titolo a senso multiplo che ricalca quello alternativo dell’I Ching, ossia Libro dei mutamenti. È una musica radicalmente diversa da tutta quella che precede, che disorienta l’ascoltatore, ed è il modello di tutto quanto Cage produrrà per i successivi quarant’anni.

Sorgente: Una chiacchierata con John Cage (Il Giornale della Musica)