[…] «Sarebbe meglio, o bhikkhu, che una persona ordinaria e non istruita consideri questo corpo, costituito dei quattro grandi elementi, come il proprio sé piuttosto che la mente. Perché questo? [Perché] questo corpo si può constatare durare per un anno, o per due anni, cinque anni, dieci anni, venti anni, cinquant’anni, cent’anni e ancora di più. Ma quello che si chiama mente, che si chiama pensiero, che si chiama coscienza, di continuo un momento sorge e un altro cessa,  di giorno come di notte». (Buddha Saṃyutta Nikāya, 12.61 Tipitaka)

La raccolta poetica di Massimo Acciai edita da Faligi Editore […] si apre con una citazione che dà il titolo alla raccolta stessa. La citazione è tratta dal libro de “I Ching”. […]

“Diminuzione unita a veracità opera sublime riuscita senza macchia. Si può essere perseveranti nel farlo. Propizio è intraprendere qualche cosa. Come si può riuscirvi? Si adoperino pure due ciotoline per il sacrificio. Alle falde del monte sta il lago: l’immagine della diminuzione. Così il nobile dona la sua ira e raffrena i suoi istinti.”

L’esagramma 41 rappresenta la riduzione cioè il tempo in cui la singolarità è destinata svuotarsi. La riduzione è un periodo che indica il modo corretto di svuotarsi. È uno stadio del mutamento interiore che rappresenta un tempo in cui la singolarità viene svuotata dal superfluo, non per propria scelta ma per volontà del cielo. Questa riduzione accresce gli altri, perché andando a diminuire, e quindi a togliere, l’ira e gli istinti, rende, a chi ci sta intorno, la possibilità di comprenderci e di ricevere da noi. Lo svuotamento è il primo stadio della creazione. Così come lo specchio, affinché possa riflettere meglio, deve essere pulito dalla polvere, così in noi per fare spazio al nuovo, dovremo togliere quel qualcosa che ci offusca, che non ci permette di vedere bene. Svuotarsi per poi contenere, questa è la chiave. Perdere una linea dura e guadagnare una linea morbida è in accordo con il tempo. Diminuire e aumentare. Riempire e svuotare: queste azioni si compiono in accordo col tempo. Sono quindi alternate. La diminuzione mostra la cura della virtù. Mostra prima le difficoltà e poi ciò che è facile. E’ così che l’uomo può tenere lontano il danno e vivere armonicamente con il Tutto.

L’immagine di questo esagramma è rappresentata da un lago che evapora a favore del monte. Non a caso la copertina della raccolta  mostra una foto scattata in riva ad un lago con ombre che suggeriscono il concetto di perdita, d’impermanenza e, al medesimo tempo acquisizione.

(Leggi l’articolo completo di Valentina Meloni…)