Il Maestro dice: è buono abitare là dove regna l’umanità. Colui che sceglie di soggiornare dove essa difetta, manca di saggezza!” (Confucio)

[…] Per intendersi con gli altri non è necessario scomparire e cancellarci, basta affermare la nostra particolarità e la nostra unicità, così come accettare quelle degli altri. Si confronta la propria realtà con quella di ognuno senza pregiudizi, perché fecondità e dinamismo delle relazioni nascono dalle differenze e non dalle similarità. Intendersi con gli altri e accettarli per quel che sono è difficile, ma ad Eufemia s’impara bene: ci vogliono pazienza e capacità d’ascolto. Abbandoniamo, dunque, le nostre torri d’avorio e buttiamoci nell’umanità. Non aspettiamo sempre che siano gli altri a fare il primo passo. Non si deve solo attendere gli inviti ma anche farli! Manifestiamo il nostro desiderio di partecipazione alla comunità umana, non solo nella nostra vita privata ma anche sul lavoro. Eccola la filosofia che informa, nel I Ching, l’esagramma13 ! La compagnia fra uomini.

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