Richard Wilhelm

I Ching, il Libro dei Mutamenti

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䷽ SIAU KO 小過

LA PREPONDERANZA DEL PICCOLO

sopra Cenn, l’Eccitante, il Tuono
sotto Kenn, l’Arresto, il Monte

Mentre nel segno la Preponderanza del grande, N° 28, le linee forti sono in preponderanza, e precisamente all’interno, racchiuse tra le due linee all’inizio e alla fine; qui sono in preponderanza le linee deboli, anch’esse all’esterno, mentre le forti stanno all’interno. Su questo appunto poggia l’eccezionalità della situazione. Quando le linee forti stanno all’esterno abbiamo i segni I, l’ Alimentazione, e Ciung Fu, la Veracità intrinseca, che entrambi non designano stati d’eccezione. Quando i forti sono in preponderanza nell’interno, riescono necessariamente a farsi valere. Ciò provoca lotta e stati eccezionali in grande. Qui è invece il debole che deve necessariamente assumersi la rappresentanza verso l’esterno. Stando in un posto d’importanza decisiva, per il quale però le proprie forze non sono per natura sufficienti, bisogna essere straordinariamente cauti.

LA SENTENZA

La Preponderanza del Piccolo. Riuscita.
Propizia è perseveranza.
Si facciano pure cose piccine, non si devono far cose grandi.
L’uccello reca in volo il messaggio:
Non è bene aspirare verso l’alto,
È bene rimanere in basso. Gran salute.

Straordinaria modestia e coscienziosità saranno certamente ricompensate da successo; è solo importante che esse non rimangono formule vuote e non diventino striscianti, ma restino congiunte a vera dignità nel comportamento, di modo che non ci si butti via. Bisogna comprendere quali siano le richieste del momento per poter trovare la giusta compensazione ai difetti ed alle rovine del tempo. Tuttavia non sono da aspettarsi grandi successi, visto che manca la forza necessaria per ottenerli. Perciò è tanto importante il messaggio di non aspirare a cose alte, ma di attenersi alle basse. Che questo messaggio sia portato da un uccello risulta dalla figura del segno. Quattro linee forti e pesanti nell’interno, sostenute da due sole linee deboli, all’esterno (cfr. N° 28, Ta Ko), danno l’immagine della trave maestra che grava. Qui le leggere linee di sostegno stanno pure di fuori e sono un numero preponderante; ciò dà l’immagine dell’uccello in volo. Ma uccello non deve insuperbirsi e volare sempre verso il sole, bensì deve abbassarsi verso la terra dove sta il suo nido. Con ciò esso dà il messaggio che il segno annuncia.

L’IMMAGINE

Sul Monte è il Tuono:
L’immagine della Preponderanza del Piccolo.
Così il nobile nel comportamento
Pone la preponderanza sull’ossequio,
In avvenimenti luttuosi,
Pone la preponderanza sul cordoglio,
Nelle sue spese
Pone La Preponderanza sulla parsimonia.

Il tuono sul monte è diverso da quello nel piano. In montagna il tuono è molto più vicino, mentre fuori dai monti è meno udibile del tuono d’un temporale comune. Così il nobile trae da questa immagine l’invito ad esaminare il dovere in tutte le cose più da vicino, e più direttamente di quanto lo facciano gli uomini d’ogni giorno, quantunque in conseguenza dl ciò il suo comportamento, visto dal di fuori, potrebbe apparire meschino. Egli tende ad una esattezza eccezionale nelle sue azioni, in avvenimenti luttuosi la commozione interiore gli preme molto più del formalismo esteriore, e così egli è pure straordinariamente parco e non pretenzioso in ciò che spende per se stesso. Tutto questo ha l’effetto di farlo apparire eccezionale di fronte agli uomini della massa. Ma la caratteristica di questa eccezione sta nel fatto che essa verso l’esterno si attiene alle minuzie.

LE SINGOLE LINEE

Sei alI’inizio significa:
L’uccello volando finisce in sciagura.

L ‘uccello deve rimanere dapprima nel nido, finché sappia volare. Volendo mettersi a volare prima, si attira sciagura. Misure straordinarie devono venir prese solo allorquando non è più possibile fare altrimenti. Dapprima bisogna adattarsi per il più lungo tempo possibile alle consuetudini, si esaurisce altrimenti se stessi e le proprie forze e non si raggiunge lo stesso nulla.

Sei al secondo posto significa:
Ella passa accanto all’avo e poi incontra l’ava.
Egli non raggiunge il suo principe e poi incontra il funzionario.
Nessuna macchia.

Due casi eccezionali sono qui riportati: Nel tempio degli avi, dove le generazioni si alternano, il nipote si pone dal medesimo lato del nonno; per questo ha con lui il rapporto più intimo. Qui è ritratta la moglie del nipote, che durante il sacrificio passa accanto all’avo e si volge all’ava. Questo comportamento straordinario è però un’espressione della sua modestia. Essa osa piuttosto comparire davanti all’ava, alla quale si sente affine essendo donna; perciò questa deviazione dalla regola non è un errore.
Un’altra immagine è quella del funzionario, il quale dapprima cerca per via gerarchica di ottenere un’udienza dal suo principe. Ma se non la trova egli non cerca di ottener nulla per forza, bensì trova la strada nell’esecuzione coscienziosa dei suoi doveri, inserendosi nel numero dei funzionari. Anche questa straordinaria ritenutezza in tempi eccezionali non è un errore. (Vale la regola che ogni funzionario è dapprima ricevuto in udienza dal principe, che intende conferirgli l’impiego. Qui l’assunzione parte dal ministro).

Nove al terzo posto significa:
Se non si procede con straordinaria cautela,
Viene certamente qualcuno da dietro e ci colpisce.
Sciagura.

Certe volte è assolutamente necessario usare straordinaria cautela. Ma proprio in tali situazioni vi sono delle personalità diritte e forti, le quali, consce delle loro buone ragioni, disprezzano di cautelarsi perché lo ritengono meschino. Procedono anzi fieri e indifferenti per la loro strada. Ma questa sicurezza di sé li inganna. Vi sono dei pericoli che si avvicinano da posizioni di agguato e che esse non possono affrontare. Si tratta tuttavia d’un pericolo al quale non si è esposti in modo assoluto, e che si può anche evitare se si comprende la situazione del momento, la quale richiede di rivolgersi con straordinaria attenzione alle cose piccole, insignificanti.

Nove al quarto posto significa:
Nessuna macchia. Senza passargli accanto lo incontra.
Recarvisi reca pericolo. Bisogna guardarsi.
Non agire. Sii durevolmente perseverante.

La durezza del carattere è mitigata dalla mollezza della posizione, di modo che non si commettono errori. Si è in una situazione in cui occorre trattenersi all’estremo. Da se stessi non si deve intraprendere nulla per incontrare quello che si desidera. E se ci si volesse recare per ottenere con la violenza il proprio scopo si finirebbe in pericolo. Perciò bisogna guardarsi e non agire, conservando anzi durevolmente la perseveranza interiore.

Sei al quinto posto significa:
Dense nubi, nessuna pioggia dalle nostre contrade
occidentali.
Il principe tira e colpisce quello nella caverna.

Siccome si tratta qui d’un posto elevato, l’immagine dell’uccello in volo si è trasformata in quella delle nubi spazianti nel cielo, ma, per quanto dense siano anche le nubi, esse volano nel cielo e non largiscono pioggia. Così in tempi straordinari può benissimo esservi un sovrano nato, che sarebbe chiamato a metter ordine nel mondo; ma egli non è in grado di effettuare nulla e non può donare la prosperità al popolo, perché egli è solo e non ha nessuno che lo aiuti.
In tali tempi bisogna cercare degli aiutanti assieme ai quali si possa compiere l’opera. Ma questi aiutanti bisogna modestamente cercarli nella solitudine in cui si sono ritirati. Non importano la gloria ed il grande nome, ma la vera capacità di lavorare. Essendo così modesti si trova l’uomo adatto e si è in grado di compiere, nonostante ogni difficoltà, l’opera straordinaria.

Sei sopra significa:
Senza incontrarlo egli passa accanto a lui.
L’uccello volante lo abbandona. Sciagura!
Questo significa sciagura e danno.

Se si tira oltre il bersaglio non lo si può colpire. Se l’uccello non vuoi ritornare nel nido ma innalzarsi sempre più, egli cade infine in preda al cacciatore. Chi in tempi di avvenimenti straordinari non sa arrestarsi alle piccole cose ma inquieto vuole andare sempre avanti, si attira sciagura da parte degli dei e degli uomini, perché egli si allontana dall’ordine della natura.

Recensione di: Richard Wilhelm – I Ching, il Libro dei Mutamenti

La versione di Wilhelm dell‘I Ching è disponibile in due edizioni equivalenti stampate per i tipi di Adelphi o di Astrolabio Ubaldini. Le differenze tra le due sono dovute alla diversa disposizione dello materiale e dalla diversa traduzione dall’originale tedesco. L’edizione Astrolabio è forse più suggestiva per la confezione più elegante e per il linguaggio un po’ arcaico che adotta.

Come sappiamo, il Libro dei Mutamenti è costituito in realtà da 12 parti, il corpo centrale (sentenze e linee) più le 10 Ali (i commentari classici, comprese le immagini), e quella di Wilhelm rimane l’unica versione completa disponibile in italiano e comunque una delle poche disponibili a livello internazionale.

Si tratta del testo che ha forse maggiormente contribuito alla diffusione in occidente del Libro dei Mutamenti, anche grazie all’interesse suscitato dalla prefazione di Carl Jung all’edizione inglese del 1949 (riportata anche in quella italiana che è di poco successiva).

Il testo originale è stato pubblicato per la prima volta in tedesco nel 1923 e risulta oggi parzialmente obsoleto perché non può ovviamente tenere conto delle importanti scoperte storiche, archeologiche, linguistiche e filologiche sulla Cina arcaica che hanno caratterizzato l’ultimo secolo di studi e ricerche.

Tuttavia, la versione di Wilhelm, nel bene e nel male, rappresenta compiutamente e fedelmente la migliore espressione dell’insegnamento confuciano tradizionale riguardo all’I Ching. Sappiamo infatti, dallo stesso racconto di Wilhelm, che egli tradusse letteralmente ciò che il suo maestro Lao Nai Xuan gli dettava nella colonia tedesca di Qingdao in Cina a ridosso dell’inizio della prima guerra mondiale. Il Maestro Lao era un politico ed intellettuale confuciano di alto rango che aveva dovuto cercare la protezione dei tedeschi per sfuggire al crollo del millenario impero cinese. Mi piace pensare che il Maestro Lao, di fronte catastrofe rappresentata dalla fine del suo mondo, abbia voluto in questo modo trasmettere a noi, ai barbari vincitori, il tesoro più prezioso di quella civiltà nobile ed antica che lui rappresentava e di cui aveva dovuto subire la fine.

In qualche modo gli errori ed i difetti del libro fanno parte della storia e della personalità stessa del Libro dei Mutamenti e della civiltà da cui l’abbiamo ricevuto e sono parte integrante ed ineliminabile dell’oracolo, che è una cosa viva che si evolve nel tempo. Perciò consiglio vivamente di utilizzare, studiare e criticare la versione di Wilhelm, integrandola magari con un testo più moderno.

Personalmente, faccio solitamente uso di questo libro quando tengo consultazioni ai miei clienti.

Valutazione

Voto: 10-/10
Livello: principianti (prima parte), intermedio (seconda parte), avanzato (terza parte)
Completo: SI
Consigliato per lo studio: SI (affiancandolo a versioni più aggiornate)
Consigliato per la consultazione: SI

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L’I Ching è un oracolo, un libro di saggezza ed una guida a cui tutti possono accedere per porre le proprie domande, ricevere indicazioni sul giusto atteggiamento da tenere e sulle azioni da intraprendere (o da non intraprendere) nelle varie situazioni della vita e nel cammino della propria evoluzione personale.
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